“La legge sull’equo compenso per i giornalisti collaboratori autonomi, appena approvata in sede legislativa in commissione Cultura della Camera, è un ottimo passo avanti per il riconoscimento della pari dignità morale e materiale di tutto il lavoro giornalistico, a prescindere dalle condizioni di esercizio”. È il commento della Federazione nazionale della stampa, che auspica ora tempi rapidi al Senato.
“È anche un atto di recupero di libertà e autonomia professionale, sempre più indispensabile – continua la Fnsi in una nota – in un tempo in cui all’informazione è chiesto, ancora più di ieri, di non tacere le cose che debbono essere conosciute dai cittadini per assicurare il loro diritto alla conoscenza e di alimentare il sapere e il pensiero critico”. “I giornalisti free lance e precari – troppo spesso costretti a contratti individuali capestro e a compensi da fame – sono oggi, infatti, messi in condizione di disagio: povertà e paura sono una condizione di illibertà”.
Molto soddisfatto anche Enzo Iacopino, presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti. “E’quasi gol – sostiene – perché ora c’è da attendere l’esame e l’approvazione a palazzo Madama in tempi che è ragionevole ipotizzare saranno rapidissimi, visto l’impegno formale che con l’Odg ha assunto il presidente del Senato, Renato Schifani, fin dal gennaio dello scorso anno”. “Sono norme – prosegue – che da sole, certamente, non cambieranno la situazione fino a quando non collaborerà pienamente con l’Ordine chi ha responsabilità nella categoria e continua a fingere di non accorgersi o si rende complice attivo nello sfruttamento di migliaia di giovani di ogni età che continuano ad essere compensati con spiccioli di euro”. “La volontà autentica di tutelare i colleghi più discriminati – conclude il presidente dell’Ordine – va testimoniata con l’immediata applicazione della Carta di Firenze per l’attuazione della quale è essenziale il contributo dei comitati di redazione che fino ad ora è mancato”.
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