Da una patrimoniale ordinaria alle dismissioni, passando per il rilancio degli investimenti privati nelle infrastrutture, il sostegno di ricerca e innovazione, la riqualificazione ambientale e il supporto alle rinnovabili. Senza dimenticare i tagli ai costi della politica e la revisione del sistema pensionistico. Sono sei le proposte, sottoscritte da senatori e deputati della nuova maggioranza, e già inviate al presidente del Consiglio Mario Monti, per tentare di declinare gli obiettivi di rigore, equità e sviluppo nella nuova stagione delle “larghe intese”.
L’iniziativa è stata illustrata in una conferenza stampa a Montecitorio da Enrico La Loggia (Pdl), Linda Lanzillotta (Api), Walter Vitali (Pd) e Mario Baldassarri (Fli), presente anche Renato Cambursano (Idv).
Per la predisposizione del documento, ha sottolineato La Loggia, “ci siamo rivolti a Franco Bassanini e alla Fondazione Astrid”. Al momento, il pacchetto di proposte per contenere la spesa pubblica e favorire la crescita, è condiviso in pieno “da tutto il Terzo Polo” chiarisce Baldassarri. Si attende, invece, il parere di Angelino Alfano cui la Loggia ha già spedito le proposte “parchè faccia una riflessione”, mentre gli esponenti dei democratici, tra gli altri anche Pier Paolo Baretta, sono “fiduciosi perché le posizioni sono quelle largamente prevalenti nel partito”. Il presidente della commissione bicamerale sul federalismo si è augurato comunque che i gruppi di Camera e Senato “siano in grado di superare certe asprezze” e si confrontino nel merito.
Per quanto riguarda la patrimoniale, la rete di parlamentari guidati da La Loggia, Lanzillotta e Vitali, propone un’imposta ordinaria sulla ricchezza finanziaria e immobiliare, a bassa aliquota, al massimo dell’1 per mille, che deve portare un gettito all’incirca di un punto di Pil, in modo da attuare contestualmente una riduzione del peso fiscale su famiglie, lavoro, pensioni e imprese.
In materia previdenziale, invece, si propone che dal 2012 tutti i trattamenti siano definiti secondo il metodo di calcolo contributivo pro-rata. Nella proposta inviata al presidente Monti si fa riferimento anche ai requisiti d’età per il pensionamento dando la possibilità al lavoratore di scegliere tra un minino (62 anni) e un massimo (69) con incentivi e disincentivi. (LF)
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