Superare il tetto delle 10.000 unità per i lavoratori in mobilità esclusi dalle norme che hanno prolungato l’accesso alla pensione: è quanto chiede urgentemente la Cgil al Governo in materia di lavoro, insieme alla revisione dei requisiti di accesso per l’indennità per i collaboratori.
“La drammaticità della crisi – affermano i segretari confederali Fulvio Fammoni e Vera Lamonica – richiede azioni di governo immediate verso la condizione del lavoro”.
Secondo i sindacalisti è assolutamente inadeguato il tetto delle 10.000 unità per i lavoratori esclusi dalle nuove norme sulle finestre di uscita verso la pensione. È stata prevista la continuità dell’erogazione dell’indennià di mobilità alle persone in mobilità escluse dal tetto delle 10.000 ma il decreto non è mai stato emanato.
Per quanto riguarda l’indennità per i collaboratori che perdono il posto la Cgil chiede di rivederne i requisiti visto che ad oggi “risulta corrisposta a pochissime persone a fronte di una forte espulsione dal lavoro. I requisiti – affermano Fammoni e Lamonica – non consentono l’accesso (l’80% delle domande presentate è stato rifiutato). Le risorse di 200 milioni di euro già previste nel triennio per quanto ci risulta sono ad oggi almeno per il 70% non spese. La decisione – avvertono – va assunta entro la fine dell’anno”.



























