La Cgil dice no a nuovi interventi sul sistema previdenziale e avverte che già con le norme approvate finora le donne si troveranno ad andare effettivamente in pensione di vecchiaia nel 2031 a 68 anni e due mesi. Nessuna disponibilità quindi ad accelerare i tempi di transizione così come chiesto dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi attraverso un avviso comune tra le parti sociali.
L’insieme delle norme già in vigore con le manovre del 2010 e del 2011, sottolinea la Cgil, porteranno l’età effettiva delle donne (tra incremento previsto per la pensione di vecchiaia, aumento legato all’aspettativa di vita e la cosiddetta finestra mobile) a 68 anni e due mesi nel 2031. (FRN)



























