I ministri dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, e dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, in occasione della consultazione pubblica lanciata sulla strategia energetica nazionale che durerà un mese, diffondono un messaggio congiunto nel quale illustrano gli obiettivi strategici che hanno guidato l’elaborazione della nuova proposta di strategia energetica nazionale.
Tra i temi chiave, i ministri sottolineano in particolare l’esigenza di “aumentare la competitività del Paese allineando i prezzi energetici a quelli europei, migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento e della fornitura, decarbonizzare il sistema energetico in linea con gli obiettivi di lungo termine dell`Accordo di Parigi, che vanno confermati come irreversibili.”
Sebbene l’Italia sia un paese “relativamente povera di materie prime energetiche convenzionali”, nel corso degli anni ha manifestato “una grande attenzione alle fonti rinnovabili, all`efficienza e al risparmio energetico come strumenti per ridurre la dipendenza e mitigare gli effetti ambientali e climatici del ciclo energetico”, giungendo così a costruire un sistema energetico basato principalmente su gas e rinnovabili, con il petrolio ancora indispensabile essenzialmente per i trasporti.
A favore di questo processo, Calenda e Galletti sottolineano il ruolo chiave che hanno giocato i progressi tecnologici compiuti sulle fonti rinnovabili, sui mezzi di trasporto, sui sistemi di accumulo, sull’efficienza energetica, sulle tecnologia della comunicazione, che “offrono una rinnovata possibilità di risolvere il conflitto tra prezzi concorrenziali dell`energia e sostegno alla decarbonizzazione”.
Pertanto, la nuova strategia energetica intende accettare queste sfide, con obiettivi da perseguire entro il 2030 che “si pongono in continuità con quelli fissati a livello globale nel dicembre del 2015 dall`Agenda 2030 delle Nazioni Unite e declinati nel nostro Paese dalla Strategia Nazionale per lo sviluppo sostenibile in corso di approvazione.”
Per Calenda e Galletti “se la sfida di avere tecnologie verdi con costi di generazione ormai prossimi a quelli delle fonti tradizionali è stata sostanzialmente vinta, gli obiettivi che stiamo proponendo mettono il settore elettrico alla prova di un vero e proprio cambio di paradigma: garantire sicurezza e flessibilità a un sistema nel quale la quota di rinnovabili potrà diventare preponderante, e che, al contempo, vedrà da un lato crescere le configurazioni di generazione distribuita ed elaborare nuovi assetti, come le comunità locali dell`energia, e dall`altro aumentare l`interconnessione coi sistemi europei e sovranazionali”.
In questo quadro, “perdurando un contesto geopolitico complesso, per salvaguardare la sicurezza degli approvvigionamenti saranno quindi messi in campo interventi per diversificare le rotte di provenienza, ed eliminare il gap di costo con gli altri Paesi europei”.
Per perseguire il triplice obiettivo competività-decarbonizzazione-sicurezza, i ministri definiscono “essenziale” il ruolo dell’efficienza energetica, in grado di cogliere contemporaneamente i tre obiettivi e di contenere la spesa energetica di famiglie e imprese, così come andranno rivisti gli strumenti di funzionamento dei mercati energetici per aumentarne la competitività e renderli idonei a rispondere alle esigenze delle diverse categorie di consumatori, dalle famiglie in disagio sociale alle imprese energivore chiamate a competere sui mercati internazionali”.
Trasversali a questi temi, si pongono quelli del rafforzamento dell`innovazione e di miglioramento della governance del settore: “Sul primo si tratta di focalizzare l’attenzione sui temi prioritari per la transizione energetica e di rendere più efficace la spesa; il secondo richiede una più incisiva presenza ai tavoli europei e un migliore governo dei processi interni”.
Calenda e Galletti sono “convinti” che gli obiettivi esposti siano “largamente condivisi” e ritengono che la Strategia energetica nazionale debba avere “l’ambizione di coinvolgere, in piena trasparenza di processo, tutti gli organi istituzionali competenti, le imprese, gli esperti e i cittadini.”
“Con lo stesso spirito di dialogo sottoponiamo alla discussione pubblica le proposte elaborate dai nostri due Ministeri, con lo scopo di pervenire a un quadro il più possibile condiviso, che costituisca la base per il piano energia e clima che impegnerà il nostro Paese, al pari degli altri Paesi europei, a definire il contributo e le misure che intendiamo porre in campo per l`attuazione del Clean Energy package”, concludono.






























