Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Due istituti “troppo grandi e importanti nell’economia reale per poter sparire” secondo la Cgia di Mestre, che in uno studio ha esaminato le conseguenze di un eventuale mancato salvataggio dei due istituti in base al loro peso economico.
Riportando i dati di fine 2016, lo studio mette in evidenza il fatto che Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca rappresentano insieme l’ottavo gruppo bancario italiano, sia per totale attivo (62,5 mld, di cui 34,4 Popolare Vicenza e 28,1 Veneto Banca), indicatore che esprime la ricchezza complessiva di una banca, sia per impieghi (41,9 mld, di cui 22,6 Popolare Vicenza e 19,3 Veneto Banca), che rappresentano l’attività caratteristica della banca.
Le due banche insieme si posizionano poi al nono posto in termini di raccolta (depositi, obbligazioni ecc.) con 38,8 miliardi di euro e per sportelli bancari sono addirittura al settimo posto (982).
La loro presenza in termini di quote di mercato negli impieghi commerciali, segnala lo studio della Cgia, è senz’altro maggiore in Veneto (11,7%) e Friuli Venezia Giulia (9%), “ma Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca operano in tutta Italia”. Sono infatti presenti in tutte le regioni d’Italia (in 10 regioni con quote superiori al 2%) e “insieme pesano per più del 3% degli impieghi commerciali a livello nazionale”.
Alla fine del 2016, gli impieghi commerciali delle due banche venete si attestavano al 27% in più rispetto al 2008. Nonostante la flessione registrata negli ultimi 3 anni, i due istituti hanno quindi sostenuto il credito anche durante la crisi, mentre a livello di sistema bancario italiano si è verificata una sostanziale stabilità: -0,1%. Le 2 banche “si caratterizzano per un grado di finanziamento all`economia reale molto elevato. Fatto 100 gli impieghi totali il 93% è rappresentato da prestiti a imprese e famiglie, una quota superiore rispetto al 75% del sistema bancario nel suo complesso”.
In particolare, sempre a fine 2016, gli impieghi alle imprese di Popolare Vicenza e Veneto Banca messe insieme si attestavano al 13,7% in più rispetto al 2008, “mentre a livello di sistema bancario italiano è evidente il ‘credit crunch’ alle imprese (-10,6% tra fine 2008 e fine 2016)”. Quanto al credito alle famiglie, rispetto al 2008 mostrava un +22,9% per il totale sistema e un ben +56,2% per le due banche.
“Le banche che hanno investito di più nell`economia reale scommettendo sul finanziamento delle imprese anche in tempi bui – spiega lo studio della Cgia – sono state ovviamente soggette a minori tassi di restituzione e stanno quindi scontando tassi di sofferenza maggiori”. È dunque “palese che a fronte di un aumento di quasi il 30% degli impieghi commerciali le due banche venete presentino incidenze di sofferenze (19,8%) nettamente superiori al livello medio del sistema (14,1%)”. Alla fine del 2016 le due banche avevano in essere finanziamenti (escludendo gli impieghi in sofferenza) con più di 130 mila imprese, di cui oltre il 37% nel Triveneto: quasi 50 mila imprese.





























