Doveva essere l’Italia ad aiutare la Libia a tornare a volare nella Ue, ma la palla passa a Parigi perchè l’Enac non ha personale a sufficienza. Infatti, è “stata stralciata dalla manovrina”, attualmente all’esame del Senato,”la norma che avrebbe consentito l’assunzione di 9 ingegneri, che ci sarebbero serviti per prendere in carico l’attività di gestione del recupero della Libia nel panorama aeronautico europeo”, dal momento che oggi le compagnie libiche non possono volare in Europa. Così il direttore generale dell’Ente nazionale per l’aviazione civile Alessio Quaranta in occasione della presentazione del Rapporto e del Bilancio sociale 2016 di Enac.
Il costo delle assunzioni, ha proseguito Quaranta, sarebbe di circa 2 milioni l’anno per 3 anni, totalmente a carico dell’Ente che, ha sottolineato, ha chiuso il 2016 “con un avanzo di amministrazione di 30 milioni di euro”. Senza le nuove risorse di personale non sarà possibile rispondere positivamente alla richiesta della Libia che, “evidentemente stanca di aspettare da noi una risposta, si è poi rivolta alla Francia”, ha aggiunto. E l’autorità francese ha contattato l’Enac perché collabori a questa attività. “Ora mettere a disposizione di altri la nostra competenza perché noi non possiamo garantire un servizio – ha concluso – sinceramente dispiace. Oltre al danno, la beffa”.
Della carenza di personale ha parlato anche il presidente dell’Enac Vito Riggio, sottolineando l’impossibilità di utilizzare l’avanzo di amministrazione per assumere. “Da 12 anni l’Enac ha bilanci in attivo. Il 2016 si è chiuso con un avanzo di amministrazione di 30 milioni. Se questi fossero gli standard di tutti gli enti pubblici saremmo a cavallo. Da anni chiediamo di poter utilizzare questi soldi per assumere personale specializzato. Potremmo rinunciare ai contributi statali se ci fosse concesso di avere il personale specialistico necessario per fare più soldi”.





























