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Home - Camera - Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

22 Ottobre 2009
in Camera

SEDE CONSULTIVA

Martedì 9 ottobre 2007E . – Presidenza del presidente Gianni PAGLIARINI.


La seduta comincia alle 11.45.

Variazioni nella composizione della Commissione.

Gianni PAGLIARINI, presidente, comunica che in data 5 agosto 2007 il deputato Angelo Santori è entrato a far parte della XI Commissione, in sostituzione del deputato Francesco Colucci.

Legge comunitaria 2007.
C. 3062 Governo, approvato dal Senato.

Relazione sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea nel 2006.
(Doc. LXXXVII, n. 2).
(Parere alla XIV Commissione).
(Esame congiunto e rinvio).

La Commissione inizia l’esame congiunto dei provvedimenti in titolo

Gianni PAGLIARINI, presidente, avverte che la Commissione è convocata, ai sensi dell’articolo 126-ter del regolamento, per l’esame in sede consultiva del disegno di legge comunitaria 2007 e della relazione annuale sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea per l’anno 2006, il cui esame preliminare avverrà congiuntamente. Successivamente, i due procedimenti proseguiranno in forma disgiunta, e avranno quindi un iter autonomo. Ricorda che la Commissione dovrà trasmettere alla XIV Commissione la relazione sul disegno di legge comunitaria 2007 ed il parere sulla relazione annuale entro venerdì 12 ottobre 2007.
Per quanto riguarda il disegno di legge comunitaria, avverte che la Commissione è chiamata ad esaminare esclusivamente le parti di propria competenza; l’esame si dovrà concludere con l’approvazione di una relazione e con la nomina di un relatore, che potrà partecipare, per riferirvi, alle sedute della XIV Commissione. Ricorda che potranno essere presentati e votati emendamenti alle parti del disegno di legge di competenza della Commissione e che gli emendamenti approvati saranno inclusi nella relazione da trasmettere alla XIV Commissione e si riterranno da questa accolti, salvo che non siano respinti da quest’ultima per motivi di compatibilità con la normativa comunitaria o per esigenze di coordinamento generale.
Circa i criteri di ammissibilità degli emendamenti, avverte che l’articolo 126-ter, comma 4, del regolamento della Camera stabilisce che, fermo quanto disposto dall’articolo 89, i presidenti delle Commissioni competenti per materia e il presidente della XIV Commissione dichiarano inammissibili gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi che riguardino materie estranee all’oggetto proprio della legge comunitaria, come definito dalla legislazione vigente, ed in particolare dall’articolo 9 della legge n. 11 del 2005. In particolare, saranno considerati inammissibili per estraneità al contenuto proprio della legge comunitaria gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi recanti modifiche di vigenti discipline attuative di direttive (anche se si tratta di precedenti leggi comunitarie) non incluse nel disegno di legge, salvo siano riferiti a norme che siano oggetto di procedure di infrazione avviate dalla Commissione europea nei confronti dell’Italia.
Ricorda poi che gli emendamenti respinti dalle Commissioni di merito, ove successivamente ripresentati nel medesimo testo presso la XIV Commissione, saranno da questa essere considerati irricevibili; essi tuttavia potranno essere ripresentati in Assemblea. Gli emendamenti eventualmente dichiarati inammissibili in Commissione non potranno essere ripresentati in Assemblea.
Avverte, infine, che, dopo la conclusione dell’esame del disegno di legge comunitaria per il 2007, la Commissione proseguirà l’esame della relazione annuale sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea per l’anno 2006, che si dovrà concludere con l’approvazione di un parere.

Lucia CODURELLI (Ulivo), relatore, precisa che il disegno di legge comunitaria per il 2007, approvato dal Senato, si compone di 32 articoli e di due allegati (A e B) con i quali si prevede il recepimento di 16 direttive (1 con l’allegato A e 15 con l’allegato B). Nella relazione governativa al disegno di legge (A.S. 1448) sono inoltre indicate le direttive da recepire in via amministrativa.
Per quanto riguarda la struttura e il contenuto della legge comunitaria per il 2007, essi riprendono in larga misura le precedenti leggi comunitarie, ma presentano altresì alcuni profili innovativi, volti a dare una più puntuale attuazione alla riforma della legge La Pergola.
I settori interessati principalmente dal provvedimento in esame sono gli affari esteri, l’agricoltura, la giustizia, la sanità, la tutela dell’ambiente, i trasporti e comunicazioni e le finanze, mentre il provvedimento tocca solamente in maniera marginale ambiti rientranti nelle competenze della XI Commissione. In particolare, afferisce a competenze della Commissione la disposizione dell’articolo 6 che, al comma 1, lettera a), inserisce il comma 4-bis all’articolo 2 della legge n. 11 del 2005, relativo al Comitato interministeriale per gli affari comunitari europei (CIACE).
Il nuovo comma 4-bis attribuisce la possibilità alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai fini del funzionamento del CIACE, di utilizzare personale in posizione di comando proveniente da altre amministrazioni appartenente alla terza area o qualifiche equiparate, nei limiti di un contingente massimo di 20 unità. Viene richiamata espressamente, per quanto riguarda l’adozione del provvedimento che dispone il comando, la norma dell’articolo 17, comma 14, della legge n. 127/1997, secondo cui, qualora apposite previsioni normative stabiliscano l’utilizzazione presso le amministrazioni pubbliche di un contingente di personale in posizione di fuori ruolo o di comando, i relativi provvedimenti devono essere adottati entro quindici giorni dalla richiesta.
Il personale destinato al funzionamento del CIACE è scelto prioritariamente tra i soggetti che abbiano maturato, alternativamente, un periodo di servizio di almeno due anni, o in qualità di esperto nazionale distaccato presso le istituzioni dell’Unione europea, o presso organismi dell’Unione europea in base alla disciplina dell’articolo 32 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, relativa allo scambio di funzionari appartenenti a Paesi diversi e a organismi internazionali. Infine si prevede che, sempre nell’ambito del contingente massimo di 20 unità, il numero effettivo di unità di personale da utilizzare sia stabilito entro il 31 gennaio di ogni anno, nel limite massimo delle risorse finanziarie disponibili presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Per quanto riguarda invece la Relazione sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea nel 2006, osserva che le parti che più interessano le competenze della XI Commissione riguardano le politiche sociali e, in particolare, le politiche del lavoro e per l’inclusione sociale (Parte quarta, Capitolo 2.1) e le politiche per le pari opportunità (Parte quarta, Capitolo 2.2).
Relativamente alle politiche per il lavoro e per l’inclusione sociale, nella relazione si precisa che, nonostante il miglioramento del mercato del lavoro italiano dal 2000 (anno in cui è stata lanciata la Strategia di Lisbona) al 2006, l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei di un tasso medio di occupazione del 70 per cento entro il 2010, anche alla luce delle notevoli disparità riscontrate tra le diverse regioni. Pertanto il Governo considera prioritari: il rafforzamento dell’efficacia delle politiche per l’occupazione, con una combinazione di flessibilità lavorativa, protezione sociale e sicurezza occupazionale («flexicurity»), una maggiore equità sociale, la lotta alle disparità territoriali e la tutela delle fasce deboli, in aderenza agli obiettivi della rinnovata Strategia di Lisbona.
Evidenzia come nella Relazione si precisi che già la legge finanziaria per il 2007 reca importanti innovazioni nell’ambito delle politiche del lavoro e per l’inclusione sociale, come la riduzione del cosiddetto. «cuneo fiscale», misura finalizzata a sostenere la crescita dell’occupazione stabile (e quindi a ridurre l’incidenza dei lavoratori precari) nonché a ridurre i divari tra le varie realtà territoriali. Nella Relazione viene posto in rilievo altresì che altre disposizioni di legge hanno introdotto nuove misure volte ad aumentare la salute e la sicurezza sul lavoro, a favorire il lavoro subordinato a tempo indeterminato e a combattere il fenomeno del lavoro sommerso.
Inoltre, poiché l’incremento dei tassi di attività, l’inclusione sociale e la competitività del sistema produttivo dipendono dalla qualità dell’istruzione e della formazione, nella Relazione si chiarisce che il Governo mira ad accrescere il livello di apprendimento dei giovani e ad offrire occasioni di formazione continua.
Un altro obiettivo prioritario è quello di favorire la conciliazione tra i tempi di lavoro e di cura familiare, in modo da incrementare il tasso di attività femminile, molto basso rispetto alla media europea. Il Governo intende altresì estendere i congedi di maternità e di paternità in due direzioni, includendo tra i beneficiari anche i lavoratori precari e discontinui e allungando l’età dei figli per i quali è possibile usufruire del congedo. Al riguardo, ricorda che l’articolo 1, comma 788, della legge finanziaria per il 2007 ha già previsto la corresponsione, a decorrere dal 1o gennaio 2007, per i lavoratori a progetto e le categorie assimilate iscritti alla gestione separata INPS, che non siano titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, entro determinati limiti e a certe condizioni, di un trattamento economico per congedo parentale. Tale trattamento, pari al 30 per cento del reddito preso a riferimento per l’indennità di maternità, spetta per un periodo di tre mesi entro il primo anno di vita del bambino.
Aggiunge che nella Relazione si sottolinea come, nell’ambito delle politiche del lavoro e per l’inclusione sociale, un ruolo fondamentale assume la ripresa del metodo della concertazione con le parti sociali, quale strumento utile a perseguire gli obiettivi di crescita, stabilità finanziaria e migliore occupazione. La Relazione non riporta, tuttavia, specifici indirizzi che il Governo intende seguire nel corso del 2007 in merito alle iniziative dell’Unione europea nel settore delle politiche del lavoro e per l’inclusione sociale
Per quanto riguarda invece le politiche relative alle pari opportunità, la Relazione richiama l’attenzione, in particolare, sul recepimento di direttive comunitarie e sulla partecipazione dell’Italia ai lavori relativi all’adozione di atti comunitari in materia di parità di genere. Con particolare riferimento alla «Tabella di marcia» per la parità di genere (presentata dalla Commissione al Consiglio e alle altre istituzioni comunitarie il 1omarzo 2006, con l’intento di individuare gli ambiti prioritari dell’azione dell’UE in tema di parità tra i generi per il periodo 2006-2010), la Relazione sottolinea che l’Italia ne ha garantito l’attuazione a livello nazionale, particolarmente attraverso la programmazione comunitaria dei fondi strutturali. Fa al riguardo presente che l’accordo sottoscritto il 23 luglio prevede espressamente una parte a sostegno della conciliazione tra lavoro e famiglia, anche attraverso l’incentivazione del part-time.

Gianni PAGLIARINI, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.

SEDE REFERENTE



Martedì 9 ottobre 2007. – Presidenza del presidente Gianni PAGLIARINI.

La seduta comincia alle 12.15.

Rapporto di lavoro dei collaboratori parlamentari.
C. 2455 D’Ulizia, C. 2933, approvata dalla 11a Commissione permanente del Senato.
(Seguito dell’esame e rinvio).

La Commissione prosegue l’esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 4 ottobre 2007.

Luciano D’ULIZIA (IdV), evidenzia come l’assenza nelle precedenti sedute di interventi sul merito debba portare a ritenere sussistenti le condizioni per concludere l’esame preliminare. Fa notare come la collega Codurelli abbia evidenziato nel suo intervento che la delibera dell’Ufficio di presidenza della Camera già prevede la possibilità di un rapporto di lavoro tra il collaboratore parlamentare ed un ente terzo, analogamente a quanto previsto dalla proposta di legge da lui presentata. Ritiene necessario giungere all’elaborazione di un testo unificato che prenda in considerazione gli elementi positivi contenuti nelle due proposte di legge, al fine di fornire una risposta tempestiva ad efficace al tema della regolamentazione dei rapporti di lavoro tra parlamentare e collaboratore.

Federica ROSSI GASPARRINI (Pop-Udeur), dichiarando di condividere il contenuto della proposta di legge C. 2933 già approvata dal Senato, fa presente che andrebbe garantito il diritto del parlamentare di scegliere il collaboratore. Ciò premesso, potrà anche essere riconosciuta al parlamentare la possibilità di instaurare rapporti di lavoro con il collaboratore anche tramite un altro soggetto. Fa altresì presente che a suo avviso non occorre una specifica previsione legislativa per la costituzione di una cooperativa tra parlamentari, essendo al tal fine sufficiente la disciplina generale.

Augusto ROCCHI (RC-SE) precisa che la regolamentazione dei rapporti di lavoro con i collaboratori parlamentari deve essenzialmente rispondere a due obiettivi, la tutela dei diritti dei collaboratori parlamentari e l’individuazione di precisi strumenti di formazione. Dichiarando di condividere le considerazioni svolte dalla collega Rossi Gasparrini, precisa che il rapporto tra il parlamentare e il collaboratore, oltre ad essere un rapporto di natura fiduciaria, sottende, nella maggior parte dei casi, una condivisione delle idee politiche.

Luciano D’ULIZIA (IdV), con riferimento a quanto dichiarato dalla collega Rossi Gasparrini, sottolinea come non sia attualmente possibile la costituzione di una cooperativa tra parlamentari senza un’espressa previsione legislativa in merito.

Gianni PAGLIARINI, presidente e relatore, nel preannunziare che nella seduta di giovedì 11 ottobre sarà chiuso l’esame preliminare del provvedimento e si procederà all’adozione del testo base, ricorda come i progetti di legge in esame nascano dall’esigenza di trasparenza nei rapporti tra parlamentari e collaboratori,che sono da considerare sicuramente rapporti di natura fiduciaria. Ritiene inoltre necessario che la regolamentazione del rapporto di lavoro tra parlamentare e collaboratore non determini alcun impegno per le amministrazioni di Camera e Senato. Alla luce del dibattito testé svolto, pur riservandosi un’ulteriore verifica in merito, fa presente come il comma 5 dell’articolo unico della proposta di legge C. 2933 preveda la possibilità di ricorrere, al di là del rapporto diretto tra parlamentare e collaboratore, ad altre «forme di supporto» allo svolgimento del mandato parlamentare, all’interno delle quali potrebbe essere ricompresa la fattispecie del rapporto tra parlamentare e collaboratore attraverso un ente.

Simone BALDELLI (FI) ringrazia il presidente per le precisazioni testé formulate. Dichiara di condividere quanto evidenziato dai colleghi Rossi Gasparrini e Rocchi circa la natura fiduciaria del rapporto tra parlamentare e collaboratore. A tale proposito, fa presente come il dibattito sulla regolamentazione dei rapporti di lavoro tra tali soggetti non abbia comunque preso in considerazione il fatto che in alcuni casi la collaborazione è avvertita come esperienza formativa all’interno del mondo della politica.

Gianni PAGLIARINI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell’esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 12.45.


COMITATO RISTRETTO



Norme in materia previdenziale in favore di lavoratori con familiari gravemente disabili.
Testo unificato C. 71 Volontè, C. 1841 Grimoldi, C. 1902 Bellillo, C. 2208 Satta, C. 2444 Zanotti.

Il Comitato ristretto si è riunito dalle 12.45 alle 13.

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