SEDE CONSULTIVA
Martedì 23 settembre 2008. – Presidenza del presidente Stefano SAGLIA.
La seduta comincia alle 17.45.
Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria.
C. 1441-bis Governo.
(Parere alle Commissioni riunite I e V).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).
La Commissione inizia l’esame del provvedimento.
Antonino FOTI (PdL), relatore, evidenzia che il disegno di legge C. 1441-bis risulta dallo stralcio degli articoli 3, da 5 a 13, da 15 a 18, da 22 a 24, 31, 32, da 37 a 39, da 65 a 67 e 70 del disegno di legge C. 1441, deliberato dall’Assemblea in data 5 agosto 2008, e quindi si compone di tutti i rimanenti articoli contenuti nel disegno di legge C. 1441, per i quali non si è provveduto allo stralcio. Nel corso dell’esame in sede referente sono state introdotte modifiche al testo, anche con l’aggiunta di ulteriori articoli. Ricorda che il disegno di legge C. 1441, e conseguentemente il disegno di legge C. 1441-bis in esame, hanno natura di provvedimenti collegati alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2009-2013.
Precisando che si soffermerà esclusivamente sulle parti che hanno attinenza con le competenze della XI Commissione Lavoro, fa presente che l’articolo 26 apporta modifiche alla legge n. 241 del 1990, recante le norme generali che regolano l’attività amministrativa. In particolare, il comma 2 inserisce il rispetto dei termini per la conclusione dei procedimenti tra gli elementi da considerare nell’ambito della valutazione dei dirigenti, anche al fine della corresponsione della retribuzione di risultato. Il comma inoltre rimette al Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, di concerto con il Ministro per la semplificazione normativa, l’adozione delle linee di indirizzo per l’attuazione dell’intero articolo 26 in esame, nonché per i casi di «grave e ripetuta inosservanza» dell’obbligo di rispettare i termini fissati per ciascun procedimento.
Il comma 6 dell’articolo 30 reca una delega al Governo per la razionalizzazione del ruolo del segretario comunale nei comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti attraverso l’unificazione delle sedi di segreteria comunale e il riordino delle funzioni dei segretari comunali in servizio presso le sedi di segreteria unificate.
L’articolo 36 individua le finalità e l’ambito di applicazione delle norme contenute nel Capo VII del provvedimento in esame (articoli 36-51), dirette a rendere più efficienti le amministrazioni pubbliche, a ridurne i costi di funzionamento e ad accrescere le garanzie dei cittadini, inquadrandole nell’ambito dei principi in materia di funzionamento delle amministrazioni pubbliche enunciati dalla Costituzione, dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (di cui si richiama l’articolo 41) e del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (con il rinvio all’articolo 197).
L’articolo 40 pone a carico delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 (si tratta in pratica della generalità delle pubbliche amministrazioni), l’obbligo di pubblicare nel proprio sito internet le retribuzioni annuali, i curricula vitae, gli indirizzi di posta elettronica e i numeri telefonici dei dirigenti nonché di rendere pubblici, con la stessa modalità di comunicazione, i tassi di assenza del personale distinti per uffici di livello dirigenziale di appartenenza.
L’articolo 41 – che introduce un nuovo articolo 6-bis nel decreto legislativo n. 165 – reca disposizioni di carattere generale volte alla razionalizzazione delle spese per il funzionamento e alla riorganizzazione delle pubbliche amministrazioni in relazione ai processi di esternalizzazione riferiti alla fornitura di servizi. In particolare, il comma 1 dell’articolo 6-bis prevede che le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n.165, nonché gli enti finanziati direttamente o indirettamente a carico del bilancio dello Stato, possano acquistare sul mercato servizi originariamente prodotti al proprio interno, a condizione di ottenere conseguenti economie di gestione e di adottare le necessarie misure in materia di personale e di dotazione organica.
Con riferimento alle misure di carattere organizzativo conseguenti alla esternalizzazione della gestione dei servizi, il comma 2 dell’articolo 6-bis prevede che, relativamente alla spesa per il personale e alle dotazioni organiche, le amministrazioni interessate provvedano al «congelamento» dei posti e alla temporanea riduzione dei «fondi della contrattazione». Le amministrazioni, inoltre, conseguentemente alla gestione dei servizi attraverso il ricorso all’outsourcing, mettono in atto processi di riduzione e rideterminazione delle dotazioni organiche da attuare ai sensi dell’articolo 6 del decreto legislativo 165/2001, nonché processi di riallocazione e di mobilità del personale.
Il comma 3 dell’articolo 6-bis attribuisce, infine, ai collegi dei revisori dei conti e agli organi di controllo interno delle amministrazioni che attivano i processi di esternalizzazione il compito di verificare l’attuazione delle misure previste nell’articolo in esame, stabilendo in particolare che essi debbano indicare i risparmi derivanti dall’adozione dei provvedimenti in materia di organizzazione e di personale. L’effettiva realizzazione dei predetti risparmi costituisce oggetto di valutazione del personale con incarico dirigenziale ai sensi dell’articolo 5 del decreto legislativo n. 286 del 1999.
Il comma 1 dell’articolo 42 reca modifiche testuali all’articolo 7 della cosiddetta «legge La Loggia» (legge n. 131 del 2003), innovando le procedure previste per il conferimento delle funzioni amministrative agli enti territoriali nonché per il trasferimento dei beni e delle risorse finanziarie, umane, strumentali e organizzative necessari per l’esercizio di dette funzioni. In particolare – attraverso la soppressione del comma 2 dell’articolo 7, disposta dalla lettera a) del comma in esame – viene eliminata la fase della procedura che, ai fini del trasferimento dei beni e delle risorse, prevede la presentazione di disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblica che recepiscano accordi al riguardo stipulati tra Stato, Regioni ed autonomie locali. È invece individuata come procedura ordinaria quella attualmente prevista in via transitoria, fino all’approvazione dei citati disegni di legge, in base alla quale il trasferimento avviene, sempre in base ad accordi tra Stato ed enti territoriali, con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri (DPCM) [lettera b)]. Oltre all’integrale delegificazione del procedimento, il comma: prevede che il parere sui decreti sia espresso solo dalle Commissioni competenti per i profili finanziari e non anche dalle Commissioni di merito; non prevede che i decreti siano espressamente vincolati al rispetto del principio dell’invarianza della spesa, né che debbano tener conto di eventuali indicazioni formulate nei DPEF o nelle relative risoluzioni parlamentari. Si dispone inoltre [lettera c)] che dalla data di entrata in vigore dei decreti siano soppressi gli uffici delle amministrazioni statali che svolgevano le funzioni trasferite e ridotte corrispondentemente le dotazioni organiche.
L’articolo 43 interviene nell’organizzazione delle amministrazioni pubbliche recando disposizioni volta all’attivazione di due interventi: l’esternalizzazione di funzioni (commi 1-3) e la piena utilizzazione degli edifici pubblici, in modo da consentirne la fruizione anche ai cittadini (comma 4). In particolare, per quanto riguarda l’esternalizzazione di funzioni (commi 1-3), si prevede che le amministrazioni pubbliche possono decidere di affidare, in via temporanea e tenuto conto della missione principale loro affidata, alcune funzioni da esse esercitate ad altri soggetti, pubblici o privati. La scelta deve cadere sulle funzioni che possono essere esercitate più efficacemente o più economicamente da altri. Se la scelta di affidare a terzi alcune funzioni proprie spetta unicamente alle singole amministrazioni, il procedimento è stabilito a livello centrale. Le amministrazioni interessate presentano una proposta di affidamento – che deve specificare gli effetti finanziari e organizzativi, con particolare riguardo al risparmio di spesa e alla riallocazione delle risorse umane e strumentali, nonché ai conseguenti processi di mobilità – ad un comitato interministeriale presieduto dal Presidente del Consiglio o dal Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione. Il comitato individua lo strumento giuridico più adatto per l’esercizio della funzione, sul cui trasferimento decide in ultima istanza il Consiglio dei ministri.
L’articolo 44 promuove l’individuazione e la diffusione delle buone prassi in uso presso gli uffici delle pubbliche amministrazioni pubbliche statali e introduce l’obbligo per le medesime amministrazioni di pubblicare, sul proprio sito web o con idonee modalità, un indicatore dei tempi medi di pagamento dei beni, dei servizi e delle forniture acquistate nonché dei tempi medi di definizione dei procedimenti e di erogazione dei servizi resi all’utenza. In particolare, il comma 3 stabilisce che l’elaborazione e la diffusione delle buone prassi sono considerate ai fini della valutazione professionale dei dirigenti e del personale amministrativo.
L’articolo 46 delega il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi di riassetto normativo aventi ad oggetto il riordino di tre importanti agenzie pubbliche operanti nel settore dell’innovazione tecnologica e dell’alta formazione, ossia il Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione (CNIPA), il Centro di formazione studi (Formez) e la Scuola superiore della pubblica amministrazione (SSPA). La delega è finalizzata a conseguire i seguenti obiettivi: realizzare un sistema unitario di interventi nel campo della formazione dei pubblici dipendenti; riqualificare il lavoro pubblico e aumentarne la produttività; migliorare le prestazioni delle pubbliche amministrazioni e la qualità dei servizi erogati ai cittadini e alle imprese; misurare i risultati e i costi dell’azione pubblica; promuovere la digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni.
Per quanto riguarda la Scuola superiore della pubblica amministrazione, la disposizione in esame sostituisce il progetto di riordino previsto dalla legge finanziaria 2007 e di recente abrogato dal decreto legge n. 112 del 2008. Anche il CNIPA è stato oggetto di recente di un intervento di riassetto ad opera della legge finanziaria 2008 (articolo 2, comma 1 601) che ne ha ridotto i membri da 5 a 3. Il termine per l’esercizio della delega è di un anno dalla data di entrata in vigore del provvedimento in esame.
L’articolo in esame individua specifici principi e criteri direttivi per l’esercizio delle delega, quali: la ridefinizione delle missioni e delle competenze delle tre strutture e riordino dei loro organi, secondo i princìpi di efficienza, efficacia ed economicità; il raccordo con le altre strutture, pubbliche e private, che operano nei medesimi settori della formazione e dell’innovazione tecnologica; la riallocazione delle risorse umane e finanziarie in relazione alla riorganizzazione e alla razionalizzazione delle competenze.
Infine, l’articolo 49 delega il Governo ad adottare, entro diciotto mesi, uno o più decreti legislativi volti a modificare il codice dell’amministrazione digitale, prevedendo, fra l’altro, l’individuazione di meccanismi in grado di quantificare i risparmi effettivamente conseguiti dalle singole pubbliche amministrazioni. Tali risorse dovranno quindi essere utilizzate per l’incentivazione del personale e per il finanziamento di progetti di innovazione.
Teresio DELFINO (UdC) contesta l’orientamento della Commissione di procedere alla votazione del parere sul provvedimento in esame il cui testo è entrato nella disponibilità della Commissione solo in prossimità dell’inizio della seduta. Sottolineando che il nuovo testo trasmesso dalle Commissioni competenti in sede referente reca modifiche sostanziali rispetto al testo iniziale sulle quali è necessario un adeguato approfondimento, preannunzia l’intenzione del suo gruppo di non partecipare alla votazione sul parere nel caso in cui si decidesse di procedere in tal senso.
Maria Grazia GATTI (PD), confermando quanto già rilevato dall’onorevole Delfino, evidenzia il disagio di membri di una Commissione la cui convocazione, prevista inizialmente per le ore 13.30, è stata aggiornata alle 17.30 a seguito della mancata conclusione dell’esame degli emendamenti presso le Commissioni di merito entro le ore 13.00, come inizialmente previsto. Sottolinea pertanto la necessità per la Commissione competente in sede consultiva di poter disporre di un adeguato spazio temporale, al fine di conoscere il contenuto del testo trasmesso che ha subito, rispetto a quello iniziale, diverse modifiche.
Giuseppe BERRETTA (PD), ad avallo di quanto evidenziato dall’onorevole Gatti, evidenzia le modifiche di ordine sostanziale presenti nel nuovo testo del disegno di legge C. 1441-bis come risultante dagli emendamenti approvati. Richiama a tale proposito la disposizione sulla Banca del Mezzogiorno, inizialmente prevista all’articolo 4 del disegno di legge originario, soppresso nel corso dell’esame in sede referente, nonché le disposizioni sulla mobilità delle funzioni amministrative che costituiscono un veicolo per l’affidamento di consulenze. Conclude richiamando l’attenzione dei membri della Commissione sulla complessità del nuovo testo trasmesso ai fini del parere. Chiede pertanto un rinvio dell’esame al fine di esprimere un parere con adeguata cognizione di causa.
Luigi BOBBA (PD) fa presente l’indisponibilità del suo gruppo a partecipare alla votazione del parere nell’ipotesi in cui si decidesse di non consentire un adeguata discussione sul nuovo testo dell’ A.C. 1441- bis che reca modifiche non marginali. Ritiene che il Presidente della Commissione debba farsi interprete del disagio prodotto dalla trasmissione del nuovo testo a ridosso della seduta convocata in sede consultiva e rappresentare tale disagio alla Presidenza della Camera, anche al fine della valutazione di una modifica della programmazione dei lavori in Assemblea.
Stefano SAGLIA, presidente, precisa che la presidenza della Commissione ha in altre occasioni manifestato alla Presidenza della Camera i disagi conseguenti al ritardo nella trasmissione dei testi da esaminare in sede consultiva. Richiama a tale proposito il caso del decreto-legge n. 112 del 2008, su cui la Commissione decise di non esprimere il parere. Richiama altresì l’attenzione sulla decisione che la Commissione prese al fine di chiedere alle Commissioni I e V lo stralcio dall’A.C. 1441 delle disposizioni in materia di lavoro, proprio al fine di consentire alla Commissione un ruolo centrale nella formazione di disposizioni normative afferenti alla propria competenza. Ciò premesso, pur manifestando ampio rispetto per le posizioni espresse dai membri delle forze di opposizione, dichiara di non poter accogliere la richiesta di rinvio dell’esame in sede consultiva, atteso che il provvedimento è iscritto all’ordine del giorno dell’Assemblea a partire da domani pomeriggio e pertanto le Commissioni competenti in sede referente dovranno deliberare il mandato ai relatori a riferire in Assemblea.
Teresa BELLANOVA (PD) ritiene che la Commissione non possa farsi carico del ritardo con cui le Commissioni competenti in sede referente hanno trasmesso il nuovo testo dell’A.C. 1441-bis ai fini del prescritto parere. Ricordando che tale nuovo testo è giunto nella disponibilità dei membri della Commissione in prossimità dell’inizio della seduta delle ore 17.30 convocata ai fini dell’esame in sede consultiva, sottolinea l’esproprio delle prerogative parlamentari che, a suo avviso, la presidenza della Commissione dovrebbe tutelare. Aggiunge che, se le forze di maggioranza ritengono di poter avallare comportamenti anche da parte del Governo tesi a ledere le prerogative proprie del Parlamento, tali forze non possono ritenere di imporre all’opposizione l’esame di un provvedimento senza una previa conoscenza almeno del contenuto. Ritiene pertanto che il Presidente della Commissione non sia chiamato a rispondere ad una richiesta delle forze di opposizione ma a tutelare l’autorevolezza e il ruolo della Commissione che presiede. Invita poi a riflettere sulle conseguenze per il ruolo dei parlamentari nel caso in cui gli stessi parlamentari mettano in discussione il loro diritto di partecipare con cognizione di causa alla formazione delle leggi. Preannuncia l’intenzione del suo gruppo di abbandonare l’aula nel caso in cui si decidesse di proseguire nell’esame del provvedimento e di votare il parere sullo stesso.
Stefano SAGLIA, presidente, manifestando nuovamente ampio rispetto nei confronti delle posizioni dei membri dell’opposizione, ribadisce la necessità che la Commissione proceda nella votazione del parere sul nuovo testo trasmesso, alla luce della programmazione dei lavori in Assemblea.
Lucia CODURELLI (PD) richiama l’attenzione della Commissione sulle gravi conseguenze derivanti dalla decisione di procedere comunque alla votazione del parere.
Simone BALDELLI (PdL) ricorda che il termine per la conclusione dell’esame in Assemblea dei disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblica è fissato dalla Conferenza dei Presidenti di gruppo su richiesta del Governo. Pur riconoscendo la legittimità della contestazione formulata e pur comprendendo la necessità per i membri del Partito Democratico di partecipare alla riunione del gruppo prevista per le 18.00, fa presente che il presidente della Commissione aveva comunque manifestato ampia disponibilità nei confronti di tale gruppo non convocando la Commissione in sede consultiva durante l’esame in Assemblea della mozione sul potere di acquisto delle retribuzioni.
Maria Grazia GATTI (PD) ritenendo che il provvedimento in esame, in quanto non avente i caratteri della necessità e dell’urgenza propri di un decreto-legge, non è soggetto a termini rigidi di esame da parte delle Camere, fa presente che già in un’altra occasione, e precisamente nell’esame del decreto-legge n. 112 del 2008, siano state lese le prerogative della Commissione a seguito di una tardiva trasmissione del nuovo testo da parte delle Commissioni competenti in sede referente.
Teresio DELFINO (UdC) rileva come l’andamento dei lavori in Commissione sia lesivo delle prerogative parlamentari. Dopo avere evidenziato come il gruppo dell’UdC difficilmente acceda alla decisione di abbandonare un’aula parlamentare, sottolinea l’importanza di tutelare procedure parlamentari che sono strumento di garanzia per tutte le forze politiche e che non possono pertanto essere stravolte.
Ivano MIGLIOLI (PD) fa presente che, a seguito della decisione di procedere comunque alla votazione del parere sul nuovo testo dell’A.C. 1441-bis, la presidenza della Commissione verrebbe meno alle proprie funzioni di tutela delle prerogative parlamentari. Invita pertanto il Presidente a riconsiderare la propria decisione di procedere comunque nell’esame, precisando altresì che la riunione del gruppo del PD non è affatto alla base della richiesta di rinvio dell’esame del provvedimento.
Massimiliano FEDRIGA (LNP) esprime ampio apprezzamento al presidente della Commissione per le modalità con cui ha svolto il ruolo di presidente dal momento dell’insediamento fino ad oggi. Pur riconoscendo la legittimità della dialettica tra maggioranza e opposizione, ritiene che nell’atteggiamento dei membri dell’opposizione vi sia un intento dilatorio teso sostanzialmente a bloccare i lavori parlamentari.
Stefano SAGLIA, presidente, rammaricandosi per la decisione dell’opposizione di abbandonare l’aula, fa comunque presente la propria ferma intenzione di adoperarsi in un’ottica di pieno riconoscimento del ruolo della Commissione, e quindi di tutela delle prerogative del Parlamento.
Antonino FOTI (PdL), relatore, formula quindi una proposta di parere favorevole sul nuovo testo dell’A.C. 1441-bis.
Nessuno chiedendo di intervenire la Commissione approva la proposta di parere favorevole formulata dal relatore.
La seduta termina alle 18.35.
SEDE REFERENTE
Mercoledì 24 settembre 2008. – Presidenza del presidente Stefano SAGLIA. – Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e la previdenza sociale, Pasquale Viespoli.
La seduta comincia alle 14.
Stefano SAGLIA, presidente, avverte che la Commissione non procederà all’esame in sede consultiva del decreto legge n. 137 del 2008, recante disposizioni urgenti in materia di istruzione e università, previsto come secondo punto all’ordine del giorno della seduta odierna. Infatti, poiché la VII Commissione, competente ad esaminare il provvedimento in questione in sede referente, ha trasmesso il nuovo testo solamente nella tarda serata di ieri e tale Commissione ha programmato la deliberazione del mandato al relatore per la giornata odierna, ritiene – anche alla luce di quanto accaduto nella seduta di ieri in ordine all’esame in sede consultiva del nuovo testo del disegno di legge C. 1441 bis – di non ravvisare le condizioni per un congruo esame del testo trasmesso, e quindi per l’espressione del prescritto parere da parte della XI Commissione.
Cesare DAMIANO (PD) esprime preoccupazione per la decisione assunta dalla presidenza, che ritiene lesiva delle prerogative della XI Commissione ed in contrasto con gli accordi intercorsi tra i gruppi in sede di Ufficio di presidenza. Anche in considerazione delle modalità con cui si è giunti alla votazione del parere sul nuovo testo del disegno di legge C. 1441-bis nella seduta di ieri, fa notare che l’andamento dei lavori in Commissione rischia di pregiudicare il corretto svolgimento della normale dialettica tra maggioranza ed opposizione, alterando quello spirito di collaborazione leale ed equilibrato che sempre dovrebbe caratterizzare il confronto tra i gruppi in sede parlamentare. Fa inoltre notare, sempre in riferimento al già citato parere espresso dalla Commissione sul nuovo testo del disegno di legge C. 1441-bis, che le esigenze di celerità alla luce della programmazione dei lavori in Assemblea, sulla base delle quali è stata impressa un’accelerazione all’esame in sede consultiva del provvedimento, si sono rivelate poi inesistenti, dal momento che lo stesso Presidente della Camera ha provveduto nella giornata odierna a rinviare l’esame in Assemblea dell’AC 1441-bis alla giornata di domani. In conclusione, ribadisce che la Commissione non è stata messa nelle condizioni di svolgere correttamente il suo ruolo nell’esame in sede consultiva del provvedimento citato.
Stefano SAGLIA, presidente, si richiama alle considerazioni da lui svolte nella seduta di ieri circa la necessità che la Commissione si esprimesse sul nuovo testo del disegno di legge C. 1441-bis. Al riguardo, fa notare che, nel momento in cui si era deciso di procedere celermente all’espressione del parere sul suddetto provvedimento, trasmesso alla XI Commissione a ridosso dell’inizio della seduta delle 17.30 di ieri, la presidenza della Commissione non era ancora a conoscenza del rinvio dell’esame in Assemblea, deciso dalla Conferenza dei presidenti di gruppo solo nella mattinata odierna. Nell’augurarsi che i rapporti tra i gruppi nell’ambito della Commissione continuino a svolgersi all’insegna del reciproco rispetto e della collaborazione, sottolinea come la sua azione sia stata sempre improntata al più rigoroso rispetto delle prerogative del Parlamento. Precisa, infatti, che la stessa decisione assunta nella seduta odierna di non procedere all’espressione del parere sul nuovo testo del decreto-legge n. 137 del 2008 è stata motivata dall’esigenza di evitare che la Commissione si esprimesse su un testo sul quale non fosse possibile il necessario approfondimento, considerati sia il ritardo nella trasmissione dello stesso testo sia la decisione della Commissione competente di deliberare il mandato al relatore a riferire in Assemblea già nella giornata odierna. Precisa, infine, che ha provveduto a segnalare al Presidente della Camera e al Presidente della VII Commissione i disagi derivanti dalla ritardata trasmissione del provvedimento da parte della Commissione di merito, che rendono impossibile l’espressione del necessario approfondimento del testo ai fini del parere.
Delega al Governo in materia di lavori usuranti e di riorganizzazione di enti, misure contro il lavoro sommerso e norme in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro.
C. 1441-quater.
(Seguito dell’esame e rinvio).
Stefano SAGLIA, presidente, avverte che sono stati presentati emendamenti (allegato 1). Alcune di tali proposte emendative risultano inammissibili in quanto vertenti su materie che non appaiono riconducibili a quelle del provvedimento, ovvero in quanto prive di adeguata copertura finanziaria.
Ricorda che, ai sensi dell’articolo 123-bis del Regolamento, ferme restando le regole generali in materia di inammissibilità, di cui all’articolo 89 del regolamento medesimo, devono ritenersi inammissibili le proposte emendative riferite ai disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblica che concernono materia estranea al loro oggetto, ovvero contrastano con i criteri per l’introduzione di nuove o maggiori spese o minori entrate come definiti dalla legislazione contabile. Al riguardo ricorda altresì che la lettera circolare del presidente della Camera del 10 gennaio 1997 sull’istruttoria legislativa precisa che, ai fini del vaglio di ammissibilità delle proposte emendative, la materia deve essere valutata con riferimento ai singoli oggetti e alla specifica problematica affrontata dall’intervento normativo.
Per quanto concerne i profili finanziari, la citata disposizione dell’articolo 123-bis del regolamento comporta che alle proposte emendative riferite al presente provvedimento debba applicarsi l’obbligo di compensatività degli effetti finanziari.
Alla luce di tali criteri dichiara inammissibili per estraneità di materia i seguenti emendamenti ed articoli aggiuntivi: 23.03 del relatore in quanto afferisce alla rivalutazione automatica delle pensioni per i percettori di trattamenti pensionistici superiori a 8 volte il trattamento minimo INPS; 23.04 del relatore relativo alla proroga della cassa integrazione guadagni straordinaria e dell’indennità di mobilità per le imprese esercenti attività commerciali con più di cinquanta dipendenti, per le agenzie di viaggio e turismo, compresi gli operatori turistici, con più di cinquanta dipendenti e per le imprese di vigilanza con più di quindici dipendenti; Delfino 23.01 relativo alla riduzione dei premi INAIL per le imprese appartenenti al terziario; Delfino 23.02 relativo alla proroga, fino al momento della decorrenza del trattamento pensionistico di vecchiaia, dell’indennizzo spettante per la cessazione dell’attività commerciale; Delfino 24.01, relativo alla conversione anticipata del rapporto di apprendistato in rapporto a tempo indeterminato; Delfino 24.04, relativo alla determinazione da parte dei contratti collettivi della retribuzione dell’apprendista nell’apprendistato professionalizzante; Delfino 24.03 e Delfino 24.02 in quanto recanti modifiche al decreto legislativo n. 108 del 2005 relativo all’organizzazione dell’orario di lavoro della gente di mare; Delfino 24.05, Delfino 24.07, Delfino 24.06 e Delfino 24.08 che incidono, sotto diversi profili, sulla disciplina del contratto a tempo determinato; Delfino 24.09, in quanto relativo all’inquadramento dei soci lavoratori delle cooperative artigiane; Caldoro 24.010, che modifica la legge delega al Governo in materia di riordino degli enti di ricerca (legge n. 165 del 2007); Di Biagio 32.1 e Paladini 32.3, che incidono sulla disciplina dell’istituzione e della tenuta del libro unico del lavoro da parte dei datori di lavoro privati; Fedriga 32.01, recante una delega al Governo alla revisione della disciplina fiscale imponibile per le società di somministrazione del lavoro, al fine di favorire la diffusione dell’utilizzo dei contratti di somministrazione del lavoro come strumento di emersione di alcune forme di lavoro sommerso; Foti 37.1, relativo alla decorrenza dell’inquadramento nel ruolo ad esaurimento dei vincitori dei concorsi per sottotenente del disciolto Corpo degli agenti di custodia già espletati o in corso di espletamento alla data di entrata in vigore della legge n. 395 del 1990; Osvaldo Napoli 38.05 e Osvaldo 38.06 relativi ai limiti massimi di età per il pensionamento per, rispettivamente, i dirigenti degli enti locali e i dirigenti pubblici; Paladini 38.07 e Paladini 38.08 relativi all’estensione e all’adeguamento dell’indennità di bilinguismo per il personale di magistratura ordinaria, amministrativa e contabile in servizio nelle province di Trento e di Bolzano; Paladini 65.01 che sopprime l’abrogazione della legge n. 188 del 2007 in materia di risoluzione del contratto di lavoro per dimissioni volontarie della lavoratrice, del lavoratore, nonché del prestatore d’opera e della prestatrice d’opera; Caparini 67.03 recante l’abrogazione di una serie di disposizioni normative in materia di contribuzione figurativa per attività sindacale; Zeller 67.05 che elimina il riferimento ai volontari nella definizione di lavoratore ai fini delle disposizioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro; Fedriga 67.01 in quanto recante una delega al Governo per la riforma del fondo di previdenza del personale esattoriale presso l’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS); Caparini 67.02 in quanto recante disposizioni in materia di riscossione dei contributi associativi e Caparini 67.04 che introduce disposizioni relative all’attività di patronato e di assistenza sociale.
Dichiara altresì inammissibile per carenza di compensazione l’emendamento Fedriga 23.1.
Per quanto riguarda l’emendamento Paladini 23.7 e gli articoli aggiuntivi 38.01 del Governo e Giudice 38.03, la presidenza si riserva un ulteriore approfondimento ai fini dell’ammissibilità sotto il profilo della copertura finanziaria.
Avverte poi che il relatore ha presentato gli emendamenti 65. 30, 66.40, 66.41, 66.42, 66.43, 66.44, 66.45, 66.46, 66.47, 66.48 e 66.49 (allegato 2). Il termine per i subemendamenti a tali emendamenti è fissato per domani, 25 settembre, alle ore 11.
Il sottosegretario di StatoPasquale VIESPOLI preannuncia la presentazione di proposte emendative da parte del Governo, le quali sono allo stato in corso di perfezionamento.
Teresio DELFINO (UdC), dopo aver preso atto delle dichiarazioni del rappresentante del Governo, sottolinea l’opportunità di rinviare il seguito dell’esame del provvedimento ad altra seduta, in modo da consentire ai membri della Commissione di esaminare le proposte emendative di origine governativa. Rileva pertanto la necessità di riconsiderare, in sede di ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti di gruppo, convocato per la giornata odierna, l’organizzazione dei lavori inerenti all’esame del provvedimento in questione, decisa nel precedente ufficio di presidenza.
Teresa BELLANOVA (PD) sottolinea come sia singolare che il rappresentante del Governo giunga in Commissione a preannunciare la presentazione di una serie di emendamenti dopo essere stato completamente assente nelle fasi precedenti del dibattito. Si associa alla richiesta di rinviare il seguito dell’esame del provvedimento, al fine di dare l’opportunità ai membri della Commissione di prendere visione delle proposte emendative del Governo e di presentare i conseguenti subemendamenti. A tale riguardo, rileva la necessità di procedere ad una puntuale predisposizione del calendario dei lavori in sede di ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti di gruppo, in modo da evitare che la Commissione sia chiamata ad operare in condizioni disagiate determinate dalla ristrettezza dei tempi.
Stefano SAGLIA, presidente, nel prendere atto delle dichiarazioni del rappresentante del Governo, anche alla luce degli orientamenti emersi nel corso del dibattito odierno, si impegna a sottoporre all’attenzione dell’ufficio di presidenza della Commissione, integrato dalla rappresentanza dei gruppi, una nuova proposta di calendario dei lavori della Commissione in relazione al provvedimento in esame.
Giuliano CAZZOLA (PdL), relatore, chiede al presidente di conoscere le motivazioni alla base della pronuncia di inammissibilità del suo emendamento 23.04, chiedendo sin d’ora un ulteriore approfondimento in merito.
Stefano SAGLIA, presidente, ribadendo quanto già evidenziato in apertura di seduta, ricorda che, ferme restando le regole generali in materia di inammissibilità, di cui all’articolo 89 del regolamento, devono ritenersi inammissibili le proposte emendative riferite ai disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblica che concernono materia estranea al loro oggetto. Si riserva comunque un riesame del contenuto dell’emendamento 23.04, come richiesto dal relatore.
Il sottosegretario di Stato Pasquale VIESPOLI sottolinea la rilevanza dell’articolo aggiuntivo 23.04 del relatore, precisando l’intenzione del Governo di presentare un’analoga proposta di modifica al riguardo. Ritiene infatti che l’emendamento rechi una misura capace di produrre effetti derogatori nell’ambito di una materia delicata, in relazione alla quale il legislatore è più volte intervenuto in sede di approvazione delle diverse leggi finanziarie succedutesi negli anni.
Stefano SAGLIA, presidente, fa presente che le proposte emendative del Governo saranno esaminate nel rispetto della disciplina sull’ammissibilità degli emendamenti relativa ai provvedimenti collegati alla manovra finanziaria prevista dal regolamento della Camera dei deputati.
Teresio DELFINO (UdC) chiede al presidente di riconsiderare il vaglio di inammissibilità in relazione agli articoli aggiuntivi Delfino 23.02, riferito a proroghe in materia previdenziale, e Delfino 24.09, che fa riferimento ad una norma di carattere interpretativo suscettibile, a suo avviso, di dar luogo ad un contenzioso rilevante.
Stefano SAGLIA, presidente, nel prendere atto delle richieste di riesame dell’inammissibilità di alcune proposte emendative avanzate da alcuni membri della Commissione, si riserva un ulteriore approfondimento su tali proposte. Avverte quindi che l’esito del riesame in questione sarà comunicato nella stessa seduta in cui la presidenza si pronuncerà sull’ammissibilità degli emendamenti di provenienza governativa e che sarà individuata dall’ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, che si svolgerà dopo la sede referente. Rinvia pertanto il seguito dell’esame del provvedimento ad altra seduta.
La seduta termina alle 14.30.
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
L’ufficio di presidenza si è riunito dalle 14.30 alle 15.
I seguenti punti all’ordine del giorno non sono stati trattati:
SEDE CONSULTIVA
Alla VII Commissione: DL 137/08: Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università (esame C. 1634 Governo).
COMITATO RISTRETTO
Norme in favore di lavoratori con familiari gravamente disabili.
C. 82 Stucchi, C. 322 Barbieri, C. 331 Schirru, C. 380 Volontè, C. 527 Osvaldo Napoli, C. 870 Ciocchetti, C. 916 Marinello, C. 1279 Grimoldi.





























