(dal resoconto sommario)
Presidenza del Presidente
ZANOLETTI
SULL’ATTENTATO TERRORISTICO DI CUI E’ RIMASTO VITTIMA IL PROFESSOR MARCO BIAGI
Il PRESIDENTE esprime dolore e sdegno per il criminale attentato terroristico di cui è rimasto vittima ieri il professor Marco Biagi, illustre studioso e consulente di vari Governi, da ultimo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, presso il quale aveva operato partecipando, tra l’altro, alla realizzazione del Libro bianco sul mercato del lavoro e alla redazione del disegno di legge di riforma del mercato del lavoro. Il barbaro omicidio ha colpito una persona che esprimeva liberamente le proprie idee ed attraverso di esse riteneva di dover dare il proprio contributo ad una politica riformatrice nell’interesse del mondo del lavoro. Si tratta pertanto di un atto criminale che colpisce alle radici la convivenza civile e il libero svolgimento del confronto democratico: contro di esso è stata unanime da parte delle forze politiche la reazione di dolore e sdegno e la condivisione del cordoglio dei familiari.
Da tale tragico evento, deriva un primo insegnamento sulla necessità di una reazione immediata e corale contro il terrorismo che, per quanto sempre più isolato ed emarginato, continua a costituire un pericolo grave ed immanente per le istituzioni. Contro la recrudescenza della criminalità terroristica, le forze di polizia e della magistratura dovranno di certo dispiegare uno sforzo ancora più intenso che in passato.
In secondo luogo, è necessario un preciso impegno delle forze politiche e sociali per ricondurre il confronto al merito dei problemi reali e per assicurare la tenuta del quadro di regole democratiche comunemente accettate, entro il quale deve svolgersi la contrapposizione anche aspra delle opposte posizioni. L’intensità del confronto sui temi della riforma del mercato del lavoro non ha certamente alcun nesso causale con il criminale attentato terroristico, e giova ricordare che l’omicidio di Massimo D’Antona, al quale più volte è stato fatto riferimento in queste ore per la sua somiglianza con il luttuoso evento di ieri, maturò in un contesto politico e sociale del tutto differente da quello odierno. E’ però certo che nessun pretesto deve essere offerto alla follia criminale del terrorismo e pertanto occorre uno sforzo comune da parte di tutte le forze politiche per cercare di riannodare il filo del dialogo e del confronto. In tale direzione, vanno anche le dichiarazioni rese oggi dal Presidente del Consiglio, e non vi è dubbio che una riaffermazione della volontà di dialogo è il modo migliore per onorare la memoria del professor Biagi e raccoglierne gli insegnamenti.
Il senatore BATTAFARANO esprime profonda commozione per la tragica scomparsa del professor Biagi e preoccupazione per la spirale di violenza che continua a pesare sulla democrazia italiana. A fronte di un filo di sangue che unisce tanti gravi e dolorosi episodi, è in primo luogo necessaria l’unanime condanna del terrorismo da parte del Governo e del Parlamento, al di là di ogni divisione politica. L’unità delle forze politiche ha permesso negli anni Ottanta di sconfiggere il terrorismo, ma, evidentemente, tale fenomeno non è stato del tutto estirpato e ancora oggi il partito armato, con i suoi deliranti proclami ideologici, cerca di deviare il corso della normale dialettica democratica. In tale triste occasione, è inevitabile che la memoria corra al delitto D’Antona, e, ancor prima, all’omicidio di Enzo Tarantelli: come Marco Biagi, infatti, si tratta di studiosi che si sono cimentati sui temi della riforma del mercato del lavoro, di esperti che hanno operato a fianco del potere politico, apportando il loro contributo di esperienza e cultura.
Occorre individuare e colpire i colpevoli senza indugi, e tale impegno appare ancor più impellente se si considera che sono ancora impuniti gli assassini di Massimo D’Antona.
Nel corso dell’odierno dibattito parlamentare molti esponenti della maggioranza, purtroppo non tutti, hanno opportunamente escluso un nesso tra lo sviluppo della lotta sindacale di questi giorni e il barbaro attentato di ieri. E’ il segno del comune convincimento che, nel rispetto delle prerogative e dei rispettivi diritti del Governo e dell’opposizione, occorre insistere nel ribadire la ferma condanna del terrorismo e l’impegno a non utilizzare strumentalmente, a fini di lotta politica, una tragedia che colpisce indistintamente le istituzioni e le forze democratiche.
Il condivisibile richiamo del Presidente ai valori del dialogo e del civile confronto democratico trova un puntuale riscontro nell’elevatezza e nella civiltà dei toni che hanno costantemente caratterizzato l’attività della Commissione e pertanto, anche nel momento attuale in cui prevalgono sentimenti di cordoglio e di solidarietà nei confronti della famiglia dell’ucciso e del Ministro del lavoro, non può mancare l’auspicio che vi sia anche da parte del Governo una valutazione più meditata sull’opportunità di un atto di apertura e di ripresa del dialogo, che rafforzerebbe il richiamo all’unità delle forze democratiche nella lotta al terrorismo.
Il senatore DEMASI esprime il cordoglio del gruppo di Alleanza nazionale che si unisce a quello del Parlamento e dell’intero Paese per la tragica scomparsa di un illustre studioso. L’emozione del momento fa velo alla capacità di analisi, pur necessaria per comprendere e valutare la gravità della situazione. Non vi è dubbio infatti che, nel momento in cui l’intera nazione è impegnata, nelle sue diverse e differenti articolazioni politiche e sociali, nella ricerca di soluzioni valide ed innovative dei problemi dell’occupazione, l’eversione, vera nemica del progresso e delle riforme, colpisce la vita democratica nel modo più crudele, manifestando il criminale intento di privarla del sostegno che le viene dalla cultura e dalla ricerca scientifica. Contro questo tentativo di tornare al passato, occorre un fronte comune di tutte le forze politiche affinché si riaffermi la volontà di difendere e rafforzare il quadro democratico, ritrovando la compostezza del confronto e valorizzando le sue sedi istituzionali, troppo spesso trascurate rispetto alle manifestazioni di piazza.
Il senatore FABBRI, dopo aver espresso il proprio cordoglio per la tragica scomparsa del professor Biagi, con cui condivideva la comune ispirazione laica e riformista, osserva che dagli interventi svolti questa mattina in Assemblea è emersa con chiarezza la comune e ferma condanna al terrorismo. Il lutto così grave che ha colpito il Paese non manca di sollecitare la riflessione e, sotto questo profilo, è auspicabile che i gruppi politici dell’opposizione vogliano riconsiderare in senso autocritico le posizioni che, di recente, li hanno portati ad abbandonare le Aule parlamentari in occasione della votazione su un importante provvedimento. Occorre un comune impegno delle forse politiche per ritrovare le ragioni del dialogo, per il ripristino del quale non sono mai venute meno le condizioni, senza per questo rinunciare ciascuno alle proprie posizioni, che però debbono essere riaffermate – anche nel senso della più radicale diversità – nello spirito della reciproca legittimazione e dando la prevalenza, nel confronto democratico, alla ricerca del consenso. E’ pertanto necessario ribadire il comune impegno contro il terrorismo, impegno che dovrà tradursi anche in manifestazioni pubbliche alle quali si dovrà dare vita nei prossimi giorni.
Il senatore TREMATERRA esprime a nome del Gruppo dell’UCD il profondo cordoglio per la perdita del professor Biagi, studioso attento alle problematiche del lavoro e convinto riformatore. Il criminale omicidio induce a riflettere sull’esigenza di ridurre il tasso di litigiosità tra le forze politiche e di evitare che il ricorso alle manifestazioni di piazza possa offrire il destro ai tentativi di infiltrazione perpetrati da gruppi terroristici che intendono disgregare la democrazia italiana. Contro un tale pericolo, va riaffermata l’unità delle forze democratiche per battere questo progetto criminale e rafforzare lo spirito di convivenza civile nel Paese.
Secondo il senatore MONTAGNINO, in un momento come quello attuale si dovrebbe indurre a bandire ogni forma di retorica e ogni tentazione di piegare a fini strumentali un evento tanto drammatico come il criminale attentato di cui è rimasto vittima il professor Biagi. E’ necessario invece che le forze politiche dimostrino un elevato senso di responsabilità, privilegiando gli interessi della democrazia e ribadendo la volontà di non dividersi nell’azione di contrasto al terrorismo. E’ stata spezzata la vita di uno studioso che ha sempre manifestato liberamente le proprie idee, portando il proprio contributo all’azione di Governi di diversa ispirazione. E’ un evento in continuità con l’omicidio di Massimo D’Antona, un evento che segnala la persistenza del pericolo costituito dal terrorismo e l’onerosità dell’ipoteca gravante sull’intera vita democratica del Paese, consistente in un tentativo di destabilizzazione volto a colpire, senza distinzioni, prerogative e diritti del Governo e dell’opposizione e la radice stessa della civile convivenza. Contro un tale progetto, è necessario costruire una forte diga per fare sì che in futuro non vi siano altre vittime di una ideologia delirante e criminale.
Il senatore VANZO esprime il cordoglio del Gruppo Lega Padana, ricordando la personalità del professor Biagi e il suo impegno intellettuale rivolto a realizzare obiettivi di riforma e di miglioramento della condizione delle classi lavoratrici e della vita democratica del Paese.
Il senatore RIPAMONTI si associa alle espressioni di cordoglio alla famiglia del professor Biagi formulate in altri interventi e sottolinea la necessità di una forte azione unitaria per garantire la tenuta democratica del Paese, che si fonda, in primo luogo, su una sana dialettica tra maggioranza e opposizione, nel rispetto delle reciproche prerogative. E’ evidente la sussistenza di un collegamento tra l’attentato di ieri e il confronto in atto nel Paese sui temi della riforma del mercato del lavoro: tuttavia, il dibattito parlamentare odierno ha fatto giustizia di alcune dichiarazioni poco responsabili rese da alcuni esponenti della maggioranza subito dopo la notizia dell’attentato. E’ auspicabile che prevalga in tutti una ritrovata volontà di dialogo e di confronto e, in particolare, che il Governo sia consapevole della opportunità di un atto volto a favorire l’apertura di un reale confronto con le parti sociali.
Il senatore PETERLINI ritiene importante che dalla Commissione, tramite il suo Presidente, pervenga unanime, insieme al cordoglio per la scomparsa dell’illustre studioso, un appello alla concordia e al recupero delle ragioni di un civile e democratico confronto. Esprime, a nome del Gruppo per le Autonomie, cordoglio e solidarietà alla famiglia e al Ministro del lavoro, che ha perso un prezioso collaboratore, la cui azione è stata caratterizzata da un forte spirito di indipendenza e un appassionato impegno riformatore.
Il PRESIDENTE constata la volontà espressa concordemente da tutti gli oratori di dispiegare un forte e unitario impegno nell’opera di contrasto al terrorismo e di riaffermare le ragioni del dialogo e del confronto, secondo lo spirito di civile e pacato dialogo che caratterizza l’attività della Commissione. Anche nell’imminenza della ripresa dell’esame del disegno di legge n. 848, del quale il professor Biagi è stato tra i principali ispiratori, non mancherà, insieme al relatore, di farsi interprete del comune sentimento che ha caratterizzato l’odierno dibattito.
IN SEDE REFERENTE
(17) PIZZINATO ed altri. – Norme per la tutela e la promozione del telelavoro
(173) CORTIANA. – Norme per la promozione e l’incentivazione del telelavoro
(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)
Si riprende l’esame congiunto sospeso nella seduta del 13 marzo scorso.
Il relatore DEMASI propone di procedere ad un ciclo di audizioni informali, prima dell’inizio della discussione generale, al fine di acquisire l’avviso delle parti sociali, delle associazioni e dei soggetti eventualmente interessati, sui disegni di legge in titolo.
Conviene con tale proposta il PRESIDENTE, il quale ritiene che possa essere conferito al relatore l’incarico di predisporre un calendario delle audizioni. Queste ultime, come già in altre occasioni, potrebbero svolgersi presso l’Ufficio di presidenza, previa comunicazione delle singole scadenze a tutti i componenti della Commissione. Al fine di assicurare il coordinamento della discussione dei diversi provvedimenti all’ordine del giorno, inoltre, il Presidente propone che le audizioni inizino dopo la sospensione dei lavori parlamentari per le festività pasquali.
Conviene la Commissione.
Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.



























