(Dal Resoconto Sommario)
LAVORO, PREVIDENZA SOCIALE (11ª)
Presidenza del Presidente
ZANOLETTI
Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Sacconi.
IN SEDE REFERENTE
(848) Delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro
(357) STIFFONI ed altri. – Norme per la tutela dei lavori atipici
(629) RIPAMONTI. – Norme a tutela dei lavori atipici e delega al Governo in materia di previdenza, di formazione, di coordinamento con la disciplina comunitaria e di riduzione del contenzioso in relazione alla qualificazione dei rapporti di lavoro atipici
(869) MONTAGNINO ed altri. – Norme di tutela dei lavori “atipici”
(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)
Si riprende l’esame congiunto dei provvedimenti in titolo, sospeso nella seduta di ieri.
Il PRESIDENTE ricorda che nella precedente seduta si è conclusa la votazione degli emendamenti all’articolo 1 e dà la parola al relatore Tofani, che intende formulare una proposta in relazione all’ordine dei lavori.
Il relatore TOFANI osserva che fin dall’inizio dell’esame parlamentare dei disegni di legge in titolo si è posta l’esigenza di discutere in modo più sistematico alcuni punti della proposta del Governo che presentano maggiori contiguità. In particolare, va segnalato lo stretto raccordo fra gli articoli 2 e 3, in materia, rispettivamente, di incentivi all’occupazione e di riordino degli ammortizzatori sociali, e gli articoli 10 e 12, aventi ad oggetto, rispettivamente, il riordino delle tutele all’interno del rapporto di lavoro e la disciplina dell’arbitrato come mezzo di soluzione del contenzioso. Proprio in relazione all’esigenza di procedere in modo più sistematico nella discussione, il relatore ritiene opportuno posporre la trattazione degli articoli 2 e 3, per pervenire ad un confronto più organico sui temi riguardanti il riordino degli ammortizzatori sociali e l’introduzione di tutele innovative, in rapporto all’affermarsi di nuove tipologie di rapporto di lavoro che, se da un lato hanno concorso ad un significativo incremento del tasso di occupazione, hanno, dall’altro, posto nuovi problemi, specialmente per quel che attiene alla precarietà che li caratterizza.
La proposta di accantonamento, peraltro, non deriva soltanto da esigenze di carattere organizzativo, ma anche dalla constatazione che, sui temi indicati, occorre uno sforzo di ulteriore riflessione per pervenire alla predisposizione di norme più efficaci. Anche l’esperienza della discussione finora svolta dimostra l’opportunità di tali approfondimenti, se si considera che il momentaneo accantonamento di alcuni emendamenti all’articolo 1 ne ha consentito, in molti casi, una più convincente formulazione e il conseguente accoglimento.
Il sottosegretario SACCONI conviene con la proposta del relatore, intesa, opportunamente, a consentire alla Commissione di esaminare congiuntamente le norme volte a sperimentare nuove modalità di tutela all’interno del rapporto di lavoro e quelle mirate invece al riordino delle tutele riferite al mercato del lavoro, con particolare riferimento all’articolo 3. Tale articolo, è bene ricordarlo, è stato concepito senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato in quanto si limita a disporre un primo riassetto del sistema degli ammortizzatori sociali, propedeutico ad ulteriori e più complessivi interventi di riordino, finalizzati a promuovere modalità specifiche di tutela attiva, sostitutive di strumenti rivelatisi passivi e, in quanto tali, inidonei a promuovere il reinserimento dei lavoratori esclusi nel mercato del lavoro. Anche il tema degli incentivi all’occupazione, disciplinato all’articolo 2, può essere esaminato insieme ai temi anzidetti, sia per le connessioni derivanti dall’esigenza di un razionale uso delle risorse finanziare disponibili, sia perché concettualmente la regolazione degli incentivi è posta in posizione di contiguità rispetto agli interventi di integrazione del reddito con carattere proattivo.
La condivisibile proposta di accantonamento testè formulata dal relatore dovrebbe includere anche l’articolo 4, riguardante tra l’altro il riordino dell’ISFOL e di Italia Lavoro S.p.A.: per quest’ultimo aspetto, le esigenze indicate in tale articolo sono state in parte affrontate con l’articolo 30 della legge finanziaria per il 2002, ma è intenzione del Governo procedere anche ad una verifica sugli strumenti normativi più idonei ad assicurare un riordino delle agenzie tecniche per l’occupazione coerente con la ridistribuzione delle competenze legislative tra Stato e regioni, attuata con la riforma del Titolo V della Costituzione. A tal fine, si sta avviando un dialogo con le regioni e con le autonomie locali finalizzato proprio a costruire una funzione tecnica e strumentale condivisa dai vari attori istituzionali. Ciò, al fine di produrre una proposta più organica, anche con riferimento al riordino complessivo dei soggetti e delle funzioni volte al monitoraggio dei fenomeni di esclusione sociale e di funzionamento del mercato del lavoro: tale questione, tra l’altro, coinvolge problemi complessivi di riordino del Ministero del lavoro e delle politiche sociali che hanno origini risalenti nel tempo, anche oltre la passata legislatura. In conclusione, il Sottosegretario precisa che la proposta di accantonamento non deve in alcun modo essere interpretata come la premessa alla cancellazione dalla agenda dei lavori parlamentari di parte degli argomenti trattati dal disegno di legge n. 848, poiché il Governo non intende procedere ad alcun ridimensionamento della delega all’esame.
Il senatore BATTAFARANO ritiene che gli interventi del relatore e del Sottosegretario non spieghino a sufficienza le ragioni che sono alla base della proposta di accantonamento. Se vi è un problema di contiguità e di omogeneità delle materie trattate, allora è chiaro che il Governo ha ordinato gli articoli che compongono il disegno di legge n. 848 in modo irrazionale, ma il problema non è riducibile a questo aspetto, dato che la proposta di posporre la trattazione di alcuni articoli evidenzia un mutamento dell’impostazione che l’Esecutivo intende imprimere alla riforma del mercato del lavoro.
In particolare, si conferma la giustezza della critica avanzata dai Gruppi politici dell’opposizione, circa l’impossibilità di procedere ad un riordino degli ammortizzatori sociali e degli incentivi all’occupazione a costo zero: anche l’esperienza della passata legislatura insegna che una riforma mirante ad estendere le tutele alle nuove tipologie di rapporto di lavoro non è attuabile senza risorse finanziare aggiuntive.
Probabilmente, attraverso la proposta di accantonamento, il Governo intende prendere tempo e giungere fino alla data di presentazione del Documento di programmazione economico-finanziaria, per definire in esso un primo stanziamento per la riforma degli ammortizzatori sociali: sarebbe un passo in avanti, ma anche un’implicita ammissione di un precedente errore, consistente, in sostanza, nell’avere prima affrontato la questione della revisione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori – che evidentemente non comporta alcun costo – per mettere mano, in un secondo tempo, e di fronte ad una imponente ondata di protesta sociale, al tema del riordino e dell’estensione delle tutele. Anche se si prende atto con soddisfazione che la mobilitazione sindacale sta producendo i suoi effetti, non si può non considerare con preoccupazione l’accavallarsi di notizie contraddittorie, che danno il segno delle incertezze dell’Esecutivo: da ultimo, in una recente dichiarazione, il sottosegretario Vegas ha ammesso che non sono disponibili risorse adeguate per procedere alla riforma degli ammortizzatori sociali. A fronte di tale confusione, è auspicabile che il Governo non voglia insistere in una tattica temporeggiatrice – rivelatasi sinora fallimentare – volta, in ultima analisi, a dividere il movimento sindacale.
Il Gruppo Democratici di sinistra – l’Ulivo non si associa alla proposta formulata dal relatore e dal rappresentante del Governo e lascia che i Gruppi politici di maggioranza si assumano per intero la responsabilità degli errori derivanti da un’impostazione sbagliata della riforma del mercato del lavoro.
Il senatore RIPAMONTI osserva che la proposta di accantonamento dell’articolo 4 è stata argomentata dal rappresentante del Governo con le stesse ragioni che hanno ispirato gli emendamenti presentati dal Gruppo Verdi – l’Ulivo. Peraltro, già alcuni punti della delega all’esame sono stati dislocati all’interno di altri provvedimenti, secondo un modo di operare indicativo della scarsa comunicazione che sussiste tra i diversi dicasteri. Dalle affermazioni del rappresentante del Governo e del relatore, nonché da alcune notizie apparse sugli organi di stampa, risulta poi evidente l’intento di affrontare congiuntamente i temi degli incentivi all’occupazione, del riordino degli ammortizzatori sociale e della revisione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori: si tratta, però, di un’esigenza esclusivamente politica, rivolta a definire una proposta di scambio indirizzata alle parti sociali – la riforma degli ammortizzatori sociali come compensazione alla modifica delle norme sulla reintegrazione dei lavoratori ingiustamente licenziati – che ha il solo fine di dividere le organizzazioni sindacali. Se il Governo intende invece aprire un confronto serio con le parti sociali e se, come afferma il relatore, si vogliono approfondire alcuni punti della delega, allora è necessario prendere atto senza remore delle richieste che vengono dalle organizzazioni sindacali, in primo luogo per quel che riguarda l’abbandono delle proposte di modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Un confronto serio, inoltre, presuppone un’indicazione precisa, già nel Documento di programmazione economico-finanziaria, in ordine all’entità degli stanziamenti finalizzati alla riforma degli ammortizzatori sociali: le cifre finora indicate, sia pure informalmente, risultano infatti del tutto insufficienti.
Dopo mesi di discussione in Commissione – prosegue il senatore Ripamonti – quella che il Governo aveva presentato come la riforma strutturale del mercato del lavoro si è ridotta a ben poca cosa: l’approvazione di un articolo 1 dimezzato, nella sua portata, per l’accoglimento di una proposta emendativa del relatore, e, oggi, l’accantonamento proposto per gli articoli 2, 3 e 4. Per tali ragioni il Gruppo Verdi – l’Ulivo è contrario alla proposta di posporre la trattazione di tali articoli formulata dal relatore e dal rappresentante del Governo.
Il senatore Tommaso SODANO, nel dichiararsi del tutto d’accordo con l’intervento del senatore Ripamonti, osserva che anche la proposta di accantonamento in discussione conferma l’orientamento oscillante e confuso del Governo, che continua ad eludere le questioni essenziali poste con il disegno di legge n. 848, in primo luogo relativamente alla revisione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. L’articolo 10 deve essere soppresso, come chiedono le organizzazioni sindacali, e occorre che l’Esecutivo abbandoni ogni tatticismo e prenda atto dell’impossibilità di procedere nell’esame parlamentare del disegno di legge n. 848, rinunciando definitivamente al suo progetto di riforma del mercato del lavoro.
Il senatore TREU fa presente che la sua parte politica non è contraria per principio ad un differimento della trattazione di alcuni articoli, ammesso che ciò sia utile a mettere in luce la priorità da attribuire alle problematiche relative al riordino degli ammortizzatori sociali e alla creazione di un sistema di tutele attive. In linea generale, la sua parte politica, contraria ai contenuti del disegno di legge n. 848, non può non apprezzare l’intento di approfondimento manifestato dal relatore e dal rappresentante del Governo, in quanto sintomatico delle perplessità e dei dubbi che si fanno strada anche nella maggioranza.
Tuttavia, le argomentazioni addotte dal senatore Tofani e dal sottosegretario Sacconi a sostegno della richiesta di accantonamento degli articoli 2, 3 e 4 non sono convincenti e, al momento, non è dato di sapere se il rinvio prospettato potrà servire a riaprire in modo efficace il dialogo sociale. Per quanto riguarda l’articolo 4, occorre prendere atto che il Governo ha dovuto accogliere le obiezioni avanzate dai Gruppi politici dell’opposizione. Pertanto, se il Sottosegretario e il relatore intendono assumersi la responsabilità di chiedere un rinvio della trattazione di alcuni articoli, il Gruppo della Margherita – l’Ulivo si riserva di valutare i risultati che potranno derivare da tale scelta.
Il senatore DI SIENA chiede al Sottosegretario se sono fondate le voci, riprese da taluni organi di stampa, circa l’intenzione del Governo di rinunciare a sostenere l’articolo 12 del disegno di legge n. 848. Osserva che, ove tale voce dovesse essere confermata, apparirebbe validamente fondata la proposta avanzata dal senatore Tommaso Sodano, di non procedere oltre nell’esame della proposta governativa, sempre meno chiara nei contenuti.
Il senatore FLORINO, nell’esprimere apprezzamento per la proposta di accantonare gli articoli 2, 3 e 4, che condivide, lamenta la mancanza di un clima costruttivo nel dibattito odierno e osserva che i Gruppi politici dell’opposizione si giovano delle aperture manifestate dalla maggioranza per muovere ingiuste accuse al Governo, di scarsa chiarezza e di tatticismo. Anche la continua richiesta di rimettere tutto in discussione, non agevola certamente un confronto franco tra le diverse forze politiche presenti in Commissione, come pure sarebbe auspicabile. D’altra parte, nell’accentuare la polemica e la contrapposizione, i Gruppi politici dell’opposizione dimenticano che nella precedente legislatura proprio i Governi di centro-sinistra, avvalendosi dell’autorevole avallo delle organizzazioni sindacali, hanno operato attivamente nel senso di imprimere una forte accelerazione al processo di liberalizzazione del mercato del lavoro, già avviato negli anni precedenti, con conseguenze particolarmente negative per il lavoratori.
Il senatore MORRA ritiene che l’ipotesi di accantonamento degli articoli 2, 3 e 4 debba essere esaminata nel merito e con spirito obiettivo. Si tratta infatti di una proposta organizzativa, tendente a chiarire la stretta connessione sussistente tra le norme del disegno di legge n. 848 volte a disciplinare in modo innovativo la flessibilità in uscita e quelle miranti al riordino del sistema degli ammortizzatori sociali. Sotto questo profilo, un diverso ordine di trattazione dei vari punti dei quali si compone la delega può senz’altro assecondare una ripresa effettiva e non strumentale del dialogo sociale, secondo l’auspicio più volte espresso dalla sua parte politica.
Replicando agli intervenuti, il sottosegretario SACCONI fa presente preliminarmente che singole parti di un provvedimento complesso come quello all’esame della Commissione possono essere trasferite all’interno di altri atti normativi il cui iter di approvazione risulti più celere. Ciò è già accaduto per la riforma del collocamento pubblico, attuata attraverso l’esercizio di una delega varata nella passata legislatura, e di certo accadrà per l’articolo 6, sull’orario di lavoro, che dovrà essere soppresso in quanto le relative disposizioni sono state introdotte con la legge comunitaria per il 2001. Come si è già detto, gli obiettivi di riforma delineati all’articolo 4 sono già stati in parte attuati con l’articolo 30 della legge finanziaria per il 2002 e il Governo non esclude di utilizzare altre opportunità che potranno presentarsi nel prosieguo dei lavori parlamentari per accelerare l’iter di alcune misure. Al tempo stesso, non si può sottovalutare la rilevanza delle disposizioni già approvate in Commissione, per quanto concerne la liberalizzazione del mercato del lavoro e la promozione di servizi privati all’impiego, nonché il superamento della legge n. 1369 del 1960 e l’introduzione di un compiuto regime autorizzatorio per lo staff leasing.
La proposta di posporre la trattazione di alcuni articoli è volta a consentire l’esame congiunto di temi contigui, quali l’avvio del riordino del sistema degli ammortizzatori sociali e la sperimentazione di nuove forme di tutela nel rapporto di lavoro mediante la revisione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Anche il dialogo sociale ha posto in evidenza lo stretto collegamento tra tali materie e il Governo intende dimostrare la propria attenzione alle pressioni provenienti dal mondo del lavoro proprio attraverso la prefigurazione di interventi di riforma più ambiziosi, volti a rimodulare il sistema di tutele nel rapporto di lavoro e nel mercato del lavoro. In una tale impostazione, non vi è spazio per alcun tentativo di divisione del sindacato e, anzi, il Governo ha apprezzato, al di là del merito, il fatto che la CGIL abbia di recente presentato proprie proposte sulle tematiche in discussione. Sempre in una logica di ampliamento del consenso, è altresì importante che da parte di autorevoli rappresentanti sindacali si sia convenuto sulla possibilità di svolgere il confronto con il Governo anche in costanza dell’esame parlamentare su singoli disegni di legge. Non è invece accettabile che la ripresa del confronto venga condizionata all’eliminazione delle disposizioni contenute all’articolo 10 del disegno di legge n. 848. Su tale profilo, occorre ribadire che la volontà unanime del Governo è di non rimuovere tale misura dall’agenda dei lavori parlamentari, poiché la rinuncia a convinzioni profondamente radicate e il cedimento alle ragioni altrui comporta anche la rinuncia ad operare per la ricerca del dialogo e delle mediazioni possibili e auspicabili.
La revisione delle disposizioni in materia di arbitrato introdotta con l’articolo 12, sul quale ha chiesto chiarimenti il senatore Di Siena, non è considerata dal Governo un tema fondamentale e non si insisterebbe per il mantenimento di tale articolo, nel caso in cui la proposta in esso delineata non dovesse trovare un’ampia convergenza delle parti sociali.
Il senatore TOFANI ritiene parzialmente deludente il dibattito odierno, soprattutto in relazione alle posizioni assunte dai rappresentanti dei Gruppi politici di minoranza. Esse contrastano anche con l’atteggiamento di dialogo e di comune impegno che ha largamente caratterizzato il confronto fin qui svolto, confronto che, è bene ricordarlo ha prodotto una meditata ed equilibrata formulazione del testo dell’articolo 1, anche per l’accoglimento di numerosi emendamenti dell’opposizione.
La proposta di posporre la trattazione di alcuni articoli nasce dalla stessa impostazione di apertura al dialogo e, in tal senso, sarebbe stato ragionevole un maggior apprezzamento per il recepimento di alcune sollecitazioni e sottolineature provenienti proprio dai Gruppi politici facenti capo al Centro-sinistra, in particolare sulle questioni relative alla riforma degli ammortizzatori sociali e alla predisposizione di tutele attive rimodulate ed estese a tutte le tipologie di rapporto di lavoro. Giova ricordare, su questo punto, che nella passata legislatura la maggioranza di allora incontrò difficoltà insormontabili che le impedirono di esercitare la delega su tali questioni. Anche questa constatazione ripropone l’importanza del confronto e dell’approfondimento, non per rinviare la soluzione dei problemi, ma per cercare di creare una base di consenso più ampia, con un’attenzione particolare rivolta a tutte le parti sociali, senza le discriminazioni che si sono verificate in un recente passato. Occorre creare un ampio consenso sulla necessità di riformare il mercato del lavoro, in presenza di processi di precarizzazione che investono in particolare l’area sempre più estesa, e sempre più esplicita nel manifestare il proprio disagio, dei collaboratori coordinati e continuativi, ad oggi del tutto privi di tutele. Si tratta di problemi che richiedono risposte innovative e puntuali, quali possono scaturire soltanto da un confronto aperto, derivante non solo dalla dialettica tra maggioranza ed opposizione, ma anche da quella tra maggioranza e Governo. In proposito, il relatore ricorda di aver predisposto specifiche proposte in relazione al recupero delle disposizioni contenute all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori in materia di quantificazione dell’indennizzo dovuto per i licenziamenti ingiustificati e alla possibilità di procedere al riordino dell’arbitrato sulla base di un avviso comune delle parti sociali. Per le motivazioni fin qui illustrate, il relatore auspica in conclusione che la proposta di posporre la trattazione degli articoli 2, 3 e 4 incontri il consenso della Commissione.
Il PRESIDENTE esprime apprezzamento per il clima sereno con cui si è svolto l’odierno dibattito. Poiché i rappresentati di alcuni Gruppi politici hanno espresso il loro dissenso nei confronti della proposta di accantonamento testè riassunta dal relatore, ritiene opportuno che essa sia comunque sottoposta al voto della Commissione.
I senatori BATTAFARANO e TREU dichiarano, a nome dei rispettivi Gruppi politici, che si asterranno sulla proposta in votazione.
I senatori RIPAMONTI e Tommaso SODANO, ciascuno a nome della propria parte politica, annunciano che voteranno contro l’accantonamento degli articoli 2, 3 e 4.
Posta ai voti, la proposta di accantonare la trattazione degli articoli 2, 3 e 4 del disegno di legge n. 848, è quindi accolta.
Il PRESIDENTE avverte che l’esame degli articoli riprenderà nella seduta già convocata per domani, con l’illustrazione degli emendamenti all’articolo 5.
Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.



























