Le banche italiane sono determinate a procedere al salvataggio dei quattro istituti creditizi in crisi (CariFerrara, Banca Marche, Etruria e CariChieti) entro la fine del 2015 in modo da evitare di incorrere nella normativa sul bail-in che entrerà in vigore dall’inizio del 2016. Lo ha assicurato il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, nell’incontro con la stampa tenuto al termine della riunione dell’esecutivo dell’associazione a Milano. “Le banche italiane sono tanto determinate a realizzare i salvataggi dei quattro istituti in crisi che hanno deciso unanimemente di destinarvi ampie risorse, risorse private: circa due miliardi di euro”, ha affermato.
“Io domando: ma alle banche italiane che cosa si può chiedere di più? Più di essere le uniche in Europa nell’ultimo decennio che si pagano da loro con risorse private le crisi di chi ci fosse andato, senza aver avuto aiuti di Stato. Questo è il massimo del possibile: pagare. Più che pagare non si che cosa possiamo inventare di poter fare. E lo vogliamo fare subito, entro l’anno”, ha aggiunto Patuelli.
Il presidente dell’Abi ha ricordato al riguardo che il Fondo interbancario di tutela dei depositi “con l’unanime consenso delle banche italiane” ha deliberato dall’inizio dell’estate scorsa tutti gli adempimenti del caso.



























