“Un lavoro è dignitoso quando è sicuro, stabile, giustamente retribuito e consente alle persone di costruire un progetto di vita”. È quanto ha sottolineato a Parigi la leader della Cisl, Daniela Fumarola, intervenendo al vertice Labour 7 che riunisce le principali confederazioni sindacali dei sette Paesi più industrializzati del mondo.
“In un contesto globale segnato da tensioni geopolitiche crescenti e trasformazioni tecnologiche profonde, promuovere lavoro dignitoso significa affrontare le radici delle disuguaglianze che colpiscono i lavoratori del nostro tempo – ha detto – serve investire sempre più su contrattazione e partecipazione dei lavoratori alla vita dell’impresa. E’ necessario rafforzare i sistemi produttivi, investendo in politiche attive, competenze per la società della digitalizzazione, formazione continua, salute e sicurezza. Dobbiamo accompagnare le transizioni e prevedere un sistema di regole che estenda le tutele a tutte le forme di lavoro”.
Secondo la numero uno della Cisl “bisogna attuare anche la dichiarazione dei ministri del Lavoro del G7 di Cagliari per un uso dell’IA centrato sull’essere umano nel mondo del lavoro. Lo stesso vale per il piano d’azione presentato dalla presidenza italiana per il miglioramento delle condizioni di lavoro nel settore della cura. Anche l’Unione europea si è impegnata a definire una roadmap per la qualità del lavoro, che dovrebbe diventare vincolante al pari del patto di stabilità per la finanza pubblica”.
Fumarola ha inoltre ribadito la necessità di rilanciare la contrattazione collettiva e la partecipazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti. “Occorre agire sul piano fiscale, diminuendo le tasse sul lavoro e orientando gli aiuti pubblici agli investimenti delle imprese verso obiettivi sociali. Bisogna, inoltre, che il G7 sia più attivo nella lotta ai paradisi fiscali – ha concluso – a livello internazionale, le evidenze sono chiare: dove il dialogo sociale è forte, le disuguaglianze diminuiscono e il lavoro dignitoso cresce. Per questo dobbiamo rafforzare la contrattazione collettiva transnazionale nelle multinazionali e nelle catene globali del valore, promuovere standard comuni e dare piena attuazione alle linee guida Ocse sulla condotta responsabile d’impresa. Serve uno scatto in avanti anche del sindacalismo europeo e globale: alla Ces e alla Ituc chiediamo di rafforzare unità, incisività e capacità di proposta”.






















