Quattro ex operai dello stabilimento di Pomigliano d’Arco della Fiat, iscritti allo Slai Cobas, hanno promosso una causa civile, a Torino, per vedersi nuovamente riconoscere l’esistenza di un rapporto di lavoro dipendente e, quindi, di rientrare in servizio. Il procedimento è cominciato oggi davanti al giudice Vincenzo Ciocchetti e, dopo le questioni preliminari, è stato aggiornato a luglio.
I quattro hanno chiamato in giudizio Fiat spa, Fiat Auto e Fabbrica Italiana Pomigliano, dove non erano stati riassorbiti. Attualmente sono in cassa integrazione presso Fiat Auto.
Il giudice del lavoro del Tribunale di Torino, Vincenzo Ciocchetti, ha rinviato al prossimo 13 luglio la causa.
Durante la prima udienza, svoltasi oggi, i legali di Fip, Fiat Group e Fiat Spa, hanno eccepito la competenza del tribunale, che, secondo i legali del Lingotto, sarebbe Nola e non Torino, in quanto la newco ha sede legale, dal secondo semestre del 2011, a Pomigliano e non più a Torino.
Secondo Giuseppe Marziale e Sergio Bonetto, avvocati del sindacato di base, invece, la competenza sarebbe del tribunale di Torino, in quanto i lavoratori fanno ancora parte della Fiat Group automobilies. In ogni caso il giudice, che è lo stesso che lo scorso anno si espresse sul ricorso presentato dalla Fiom, ha rinviato il tutto al prossimo 13 luglio, quando potrebbe esserci un’ulteriore discussione, oppure la sentenza, che se favorevole costringerebbe di fatto la newco ad assumere anche gli oltre 2mila operai ancora in Cig. “A differenza della Fiom – ha commentato Vittorio Granillo, dell’esecutivo nazionale dello Slai Cobas – noi agiamo sui fatti, ed il nostro ricorso, se vinto, permetterà a tutti di rientrare, a prescindere dall’appartenenza o meno al sindacato”. (LF)
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