L’Arci aderisce alla coalizione sociale proposta dal leader della Fiom-Cgil, Maurizio Landini, ma non fa politica a fini elettorali. E’ il senso di un documento approvato dalla presidenza nazionale Arci che precisa le condizioni dell’alleanza “di movimento”. Alla base “della sua elaborazione teorica e della sua azione” i dirigenti della storica associazione di sinistra ricordano che “c’è un principio che le ha consentito di sviluppare la sua esistenza nel segno dell’unità tra sensibilità diverse, di essere un soggetto radicato nei territori, di essere un’organizzazione inclusiva di tutte le opinioni che attraversano il pensiero e le pratiche di sinistra del nostro Paese, di partecipare alla costruzione di reti e alleanze con altri soggetti della società civile italiana. Quel principio è l’autonomia che ci rende ancora oggi, uniti e forti del nostro pluralismo, in grado di promuovere tante iniziative, dalle grandi città alle più piccole comunità in modo indipendente e, allo stesso tempo, ci permette di mettere a disposizione delle comunità locali la nostra identità e il nostro bagaglio di pratiche sociali”.
Le questioni poste dalla Fiom “della promozione della partecipazione alla vita pubblica come sostanza della democrazia, del valore dell’intermediazione e della rappresentanza sociale, della rimozione degli ostacoli sociali e culturali che impediscono il contributo di ciascuno al bene comune, rappresentano per l’Arci punti fondanti della propria”.
“Alla stregua di quanto afferma la nostra Carta costituzionale, siamo convinti – si legge ancora nel documento – che la funzione dell’indirizzo politico spetti oltre che ai partiti anche alle organizzazioni sociali. Quest’ultime quindi possono e devono contribuire alla costruzione dell’indirizzo politico e culturale del Paese senza scardinare tale principio. Per questo ribadiamo che il nostro ruolo è quello di promozione sociale e culturale e che le nostre iniziative non hanno alcun carattere elettorale”.
“All’interno di questo quadro – conclude la nota – l’Arci è disponibile a dare il proprio contributo alla Coalizione Sociale auspicata dalla proposta della Fiom, alla pari con gli altri soggetti coinvolti, dopo aver avviato una riflessione approfondita all’interno della propria base sociale diffusa”.
























