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Assolavoro, favorevoli a norme per la tutela dei rider

redazione
Luglio02/ 2019

Settore Agenzie per il Lavoro, modello per sistema integrato di servizi, in un anno formate gratuitamente oltre 270mila persone, almeno un terzo poi accede a una occupazione con la retribuzione da CCNL

Assolavoro, l’Associazione Nazionale delle Agenzie per il Lavoro che rappresenta oltre l’85% del settore, è favorevole a norme che aumentino tutele e prestazioni a favore dei cosiddetti “riders” o comunque dei lavoratori tramite piattaforma e che combattano il fenomeno in pericolosa ascesa dell’intermediazione illecita tramite web.

Così Agostino Di Maio e Antonio Bonardo, rispettivamente Direttore generale e Delegato della Presidenza di Assolavoro, l’Associazione Nazionale delle Agenzie per il Lavoro, intervenendo stamattina in audizione alla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati.

Assolavoro è favorevole a un meccanismo di contribuzione obbligatoria per garantire tutele e diritti per i riders ed evidenzia che la normativa che regola il lavoro tramite Agenzia (con diritti, tutele e retribuzione del lavoro dipendente) in Italia rappresenta un modello di riferimento.

Attraverso due appositi fondi bilaterali, interamente finanziati da risorse private, infatti, il sistema delle Agenzie per il Lavoro garantisce ogni anno numerose prestazioni in tema di rimborso delle spese mediche e di trasporto, una tantum per maternità e asilo nido, prestiti a tasso basso o molto agevolato. Le Agenzie per il Lavoro, inoltre, in un anno formano gratuitamente oltre 270mila persone, almeno una su tre poi accede a una reale occasione di lavoro con i diritti, le tutele e la retribuzione del lavoro dipendente.

L’Italia ha la normativa più restrittiva in tema di intermediazione di lavoro, con requisiti stringenti di natura economico, finanziaria e organizzativa, ha ricordato Assolavoro.

Attraverso meccanismi di cosiddetta “esterovestizione”, tuttavia, ci sono soggetti “borderline” che fanno dumping a danno di lavoratori e della concorrenza leale, operando in Italia ma nelle maglie più larghe e più convenienti di norme relative ad altri ordinamenti nazionali europei.

Pure su questo fronte occorre un intervento chiaro e diretto, anche attraverso una rivisitazione dei principi di libera circolazione delle imprese che superi queste elusioni di fatto.

TN

redazione