Dopo la manifestazione del 16 ottobre scorso, la Fiom torna alla carica per riscuotere dalla Cgil la ”cambiale” dello sciopero generale, promesso in piazza San Giovanni da Guglielmo Epifani. Giorgio Cremaschi, già maestro di cerimonie sul palco della manifestazione, lancia un avvertimento: ”conteremo ogni giorno in cui non sarà proclamato lo sciopero generale, fino al 27 novembre, data in cui non sarà possibile non dire una parola chiara”. Il 27 novembre, vale la pena di ricordarlo, è il giorno in cui scenderà in piazza la confederazione, con una manifestazione che ci si propone grandiosa e che segnerà il debutto ufficiale di Susanna Camusso come leader della Cgil. Ed è proprio a Camusso che, indirettamente, parla Cremaschi: ”Epifani – sottolinea il presidente del Comitato Centrale Fiom – ha preso solennemente in piazza, di fronte a centinaia di migliaia di persone, l’impegno a proclamare lo sciopero generale. Ora questo impegno va mantenuto e non rinviato alle calende greche dei giochi politici e dei confronti con la Confindustria. Lo sciopero generale dovrà essere proclamato in fretta e dovrà essere rivolto sia al governo che alla Confindustria, che con un patto sulla produttività vuole distruggere i residui diritti del mondo del lavoro. Tutto questo avviene nel silenzio della politica e nel disinteresse dei mass media. La piazza del 16 ottobre così rischia di essere, al di là delle chiacchiere, semplicemente ignorata. Per questo da oggi diamo il via alla campagna per lo sciopero generale, che va sviluppata in tutte le sedi sindacali, a partire dalla Cgil. Conteremo ogni giorno nel quale lo sciopero generale non viene annunciato, fino alla manifestazione del 27 novembre della Cgil. Allora non si potrà in nessun modo evitare di dire una parola chiara”. In estrema sintesi, il senso del messaggio di Cremaschi è: se da parte del nuovo leader cigiellino non arriverà la conferma dello sciopero generale in tempi brevi, la Fiom farà sentire tutto il suo peso sulla ‘piazza’ di novembre.
Per contro, sempre all’interno della categoria dei metalmeccanici, si muove l’area riformista che fa capo a Fausto Durante. Il quale, a sua volta, lancia una sfida: sulla riforma dei contratti è indispensabile che le tute blu avanzino una propria proposta di riforma, ”superando il muro contro muro e indicando una via d’uscita dallo stallo che si è creato nelle relazioni industriali metalmeccaniche”. Dunque, una posizione sideralmente distante da quella della maggioranza, che verrà ufficializzata a Firenze il 26 ottobre, nel corso di un convegno dal titolo ”Il rinnovamento e la nuova unità della Fiom” al quale parteciperanno sia Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, sia lo stesso Epifani.


























