“La contrattazione di secondo livello si fa oggi solo nel 20% delle imprese: se non la agevoliamo e non la facciamo anche di settore, di filiera e territoriale non riusciremo ad estenderla così come noi vogliamo e chiediamo con il nostro modello”. Lo ha detto il numero uno della Uil, Carmelo Barbagallo, alla riunione degli attivi lombardi di Cgil, Cisl e Uil al teatro Dal Verme di Milano.
“Il livello nazionale, magari più snello e flessibile – ha proseguito – è ancora indispensabile, altrimenti l’80% dei lavoratori rischia di non avere aumenti salariali e di non partecipare al progresso economico del Paese. Ecco perchè le aziende che producono per il mercato interno chiudono i battenti e la crisi occupazionale non si risolve. La crescita ancora non c’è: noi siamo disponibili a contribuire alla ripresa dell’economia e dell’occupazione. E l’economia si riprende restituendo potere d’acquisto ai lavoratori con i contratti e adeguando le pensioni”.
Per il segretario, il governo si dovrebbe occupare di rinnovare i contratti del pubblico impiego, fermi ormai da sette anni. “Ora non c’è neanche più l’alibi dei comparti – sottolinea Barbagallo – sono stati ridefiniti e noi siamo pronti a fare il contratto in 48 ore”.



























