“L’Italia è purtroppo, in Europa, uno dei paesi dove la diseguaglianza tra le classi sociali è cresciuta di più. Del 33% dagli anni ’80 ad oggi, contro una media Ocse del 12%: il triplo, quindi. Qualcosa di molto pesante non ha funzionato. Significa che parte della società si ferma, che si ferma l’ascensore sociale”. Così il presidente della Camera, Laura Boldrini, al convegno “Il microcredito per sfidare la crisi”, promosso dalla stessa Presidenza della Camera insieme all’Ente Nazionale per il Microcredito.
“I valori a cui si ispira chi è impegnato nel microcredito sono contrari” al modello prevalente negli ultimi decenni di “società estremamente individualista e concorrenziale” che “non ha dato i risultati auspicati, se vediamo come siamo messi”, ha sottolineato Boldrini aggiungendo quindi che la “politica” deve “intervenire a limitare la povertà e le disuguaglianze. E’ compito della politica farlo, e se la politica non lo fa ha enormi responsabilità”.
“Il microcredito può essere uno degli strumenti della lotta contro la povertà, al pari di misure di sostegno ai redditi più bassi dei quali si sta discutendo molto in questo periodo. In Italia, negli ultimi anni, nell’ambito del microcredito si sono fatti dei passi avanti. Ne deriva che dal 2011 il microcredito in Italia ha creato 34.000 posti di lavoro”, ha affermato.
“Sono dati – ha proseguito Boldrini – che nessuno può sottovalutare, in un paese dove la disoccupazione è al 12,4% e quella giovanile al 41,5%. Ma è evidente che si può e si deve fare molto di più. Le potenzialità ci sono e c`è soprattutto la necessità di interventi di questo tipo. La scorsa settimana l`Istat ha diffuso nuovi dati sulla povertà in Italia che dimostrano che per fortuna la crescita dell`indice di povertà si è fermata ma esistono comunque oltre 4 milioni di persone in povertà assoluta e quasi 8 milioni in condizioni di povertà relativa. Cifre considerevoli, che dovrebbero spingere tutti alla massima assunzione di responsabilità”.
“L`esperienza di altri paesi sviluppati, dimostra che il microcredito può mettere a frutto ovunque le proprie potenzialità. In Italia tutte le istituzioni, locali e nazionali, dovrebbero lavorare insieme per dare forza a questo progetto. Serve però un coordinamento, per ottimizzare al massimo gli sforzi di ciascuno”, ha detto la presidente della Camera.
“Si è parlato di una piattaforma finanziaria nazionale per il microcredito, e c`è chi ha proposto l`apertura di una filiale italiana della Grameen Bank. Non sta a me indicare soluzioni. Ma l`esigenza di questo coordinamento credo l`avvertiamo tutti. La Presidenza della Camera dei deputati intende restare anche per il futuro un interlocutore attivo in questo percorso. Anche perché siamo fermamente convinti che la società può crescere non se pochi privilegiati diventano sempre più ricchi, ma se a tutti viene consentito di dare il meglio di sé e mettere in atto i propri progetti”, ha concluso.

























