È morto poco prima di mezzogiorno all’ospedale Civile di Brescia l’operaio di 47 anni rimasto gravemente ferito in un incidente sul lavoro nello stabilimento di Acciaierie Venete a Sarezzo, in provincia di Brescia. L’uomo, titolare di una attività in appalto presso l’acciaieria impegnata in alcuni interventi nell’impianto, era stato soccorso e trasportato d’urgenza in ospedale dopo essere rimasto schiacciato all’interno di un cestello elevatore.
L’infortunio è avvenuto intorno alle 6.30 di martedì 20 ottobre. Secondo le prime ricostruzioni, il lavoratore si trovava sulla piattaforma per eseguire alcune operazioni in quota quando il cestello è stato urtato da un mezzo pesante in movimento, indicato nelle prime informazioni come una ruspa. Nell’impatto, l’operaio sarebbe rimasto schiacciato tra le sponde del cestello, riportando lesioni gravissime.
Scattato l’allarme, sul posto sono intervenuti i soccorritori del 118, che hanno prestato le prime cure all’uomo prima del trasferimento al Civile. Nonostante i tentativi di rianimazione e il ricovero d’urgenza, il 47enne è morto alcune ore dopo l’incidente.
Sull’accaduto sono in corso gli accertamenti dei tecnici del Servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (Spsal) dell’Ats di Brescia. L’obiettivo è ricostruire con precisione la dinamica dell’impatto, verificare le modalità di movimentazione dei mezzi nell’area interessata e accertare l’eventuale presenza di responsabilità in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
“Tutta la Fim-Cisl esprime la propria vicinanza e le condoglianze alla famiglia del lavoratore”, dichiara il segretario generale Ferdinando Uliano, invocando piena chiarezza sulla dinamica dell’incidente e sull’eventuale mancato rispetto delle norme di prevenzione. Tuttavia, aggiunge, “un dato resta evidente: la sicurezza sui luoghi di lavoro non è e non potrà mai essere considerata un optional”. Quella delle morti sul lavoro, prosegue Uliano, “è una vergogna nazionale” con una “tragica media di tre morti al giorno sul lavoro a cui seguono decine di gravi incidenti e infortuni. Una scia di morte che non fa neanche più notizia”. Per il leader della Fim “bisogna fare molto di più sui controlli e lavorare su una cultura diffusa della sicurezza”.
Le organizzazioni sindacali, unitamente alla RSU dell’acciaieria, si sono immediatamente attivati per incontrare la dirigenza aziendale per un primo confronto su quanto accaduto e si è deciso congiuntamente di fermare tutte le attività sino alla giornata di domani proprio per la gravità di quanto successo.

























