Una situazione ‘’di emergenza democratica’’, che richiede “l’assoluta compattezza” del gruppo dirigente Cgil e un ‘’saldo rapporto unitario con Cisl e Uil’’: sia per contrastare “le spinte sovraniste e il un disegno autoritario’’ di Lega e 5Stelle, sia, soprattutto, per difendere il presidente Mattarella dagli attacchi violenti e volgari di questi giorni. Questo, in sintesi, il contenuto della lettera che Susanna Camusso ha inviato a tutte le strutture della Cgil, per comunicare la posizione della confederazione rispetto al caos politico e istituzionale di questi giorni.
“Care compagne e cari compagni, il Paese sta attraversando una crisi istituzionale e politica che ha tratti inediti e particolarmente gravi -scrive Camusso- L’attacco portato in queste ore al ruolo istituzionale del Presidente della Repubblica oltrepassa la normale dialettica politica e colpisce i principi fondanti che regolano i rapporti tra poteri dello Stato come definiti nella nostra Carta Costituzionale. La Cgil, quale soggetto protagonista nei lavori dell’Assemblea Costituente e che ha contribuito al pari di tutte le forze politiche e sociali alla sua costruzione, ritiene indispensabile in una situazione che consideriamo di vera e propria emergenza democratica, la compattezza dell’organizzazione e del suo gruppo dirigente, un saldo rapporto unitario con Cisl e Uil e con le altre Associazioni che con noi da sempre difendono lettera e sostanza della Costituzione repubblicana. Sono condizioni indispensabili e necessarie affinché nel Paese si affermi un forte movimento democratico a difesa della Costituzione, delle prerogative e del ruolo del Presidente della Repubblica e delle Istituzioni democratiche”.
Camusso non nasconde che all’interno della Cgil vi sono valutazioni differenti rispetto alle vicende politiche, e infatti afferma: “Ciò non significa che non vi possano essere giudizi articolati sulle fasi complesse e contraddittorie che hanno contraddistinto e contraddistinguono lo svilupparsi delle vicende politiche ed istituzionali a seguito del risultato delle elezioni del 4 marzo scorso”; ma avverte: “ non può essere in discussione l’unità di tutta la Cgil nel difendere il diritto/dovere del Presidente di esprimere le proprie opinioni e valutazioni e nel respingere con ferma determinazione gli attacchi volgari e le suggestioni irresponsabili di messa in stato d’accusa del Presidente della Repubblica”.
Dunque, prosegue la lettera, “Occorre rinsaldare, tra militanti e iscritti, attraverso la discussione e un confronto pacato, il nostro orientamento strategico: vogliamo più Europa, ma la vogliamo differente, non prona ai desiderata e alle logiche della finanza internazionale; chiediamo che il nostro Paese si batta, nelle sedi opportune, per un deciso cambio di politica economica e sociale da parte dell’Unione Europea.
“Anche per questo, diventa fondamentale come Sindacato confederale rivendicare che i problemi, le attese e gli interessi di lavoratori, pensionati, giovani e disoccupati siano al primo posto nell’agenda istituzionale e politica del nostro Paese.
“Si affaccia a breve l’ipotesi di una nuova consultazione elettorale in un contesto economico e sociale molto grave: disoccupazione in generale in particolare giovanile, precarietà, incertezza, tagli costanti a sanità e stato sociale, mancanza di futuro, povertà e rischio di povertà.
“È evidente – conclude la lettera- che la Cgil a fronte degli interventi che in campo economico e sociale si determineranno nei mesi che ci separano dalle elezioni, manterrà la propria autonomia di giudizio rispetto alle soluzioni proposte. Tutto questo deve caratterizzare posizioni e iniziative della Cgil nei prossimi giorni e nelle prossime settimane. Nella consapevolezza che la forte spinta sovranista attualmente presente si unisce ad un disegno sempre più esplicitamente autoritario, xenofobo ed antistituzionale che noi abbiamo il dovere di contrastare”.
N.P.






























