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Home - In evidenza - Cdm approva il Def: Pil 2023 all’1%, tre miliardi per il taglio del cuneo

Cdm approva il Def: Pil 2023 all’1%, tre miliardi per il taglio del cuneo

11 Aprile 2023
in In evidenza, Notizie del giorno
Istat, l’economia italiana mantiene un profilo espansivo

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro dell`economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti, ha approvato il Documento di economia e finanze (Def) 2023 per il triennio 2024-2026.

Il Def, spiega un comunicato del Mef “tiene conto di un quadro economico-finanziario che, nonostante l`allentamento negli ultimi tempi degli effetti negativi derivanti dalla pandemia e dal caro energia, rimane incerto e rischioso a causa della guerra in Ucraina, di tensioni geopolitiche elevate, del rialzo dei tassi di interesse ma anche per l`affiorare di localizzate crisi nel sistema bancario e finanziario internazionale.

In questo contesto, l`economia italiana continua a mostrare una notevole dose di resilienza e vitalità. Il 2022 si è chiuso con il Pil in aumento del 3,7% e, nonostante il rallentamento congiunturale della seconda metà dell`anno, i più recenti indicatori, tra cui gli indici di fiducia di famiglie e imprese, segnalano che nei primi mesi del 2023 l`economia del Paese ha ripreso a crescere”.

“Gli obiettivi prioritari che ispirano e delineano la politica economica del governo – sottolinea la nota del Mef – possono essere sintetizzati nel sostegno alla crescita e al benessere dei cittadini, con nuovi interventi in favore di famiglie (in particolare per quelle numerose sono previste misure anche nella riforma fiscale) e imprese, nonché con misure destinate a rilanciare gli investimenti e rafforzare la competitività del Paese; allo stesso tempo viene garantita la sostenibilità dei conti pubblici con una graduale riduzione di deficit e debito”.

“Le previsioni di crescita del Pil contenute nel documento si collocano nel solco già tracciato dal Documento programmatico di Bilancio (DPB) di novembre e dalla legge di bilancio – conclude il comunicato – confermando l`approccio prudente e realistico, finalizzato a mostrare serietà e affidabilità sia ai mercati sia all`Unione Europa, e che punta a raggiungere risultati più ambiziosi.

In particolare, il prodotto interno lordo per il 2023 è previsto crescere dell’1% (stima programmatica), un risultato migliore rispetto allo 0,6% previsto a novembre scorso con il Documento programmatico di bilancio (Dpb). Per il prossimo anno, invece, le stime sono al ribasso rispetto a novembre 2022. Nel 2024 il pil nel quadro programmatico à previsto crescere dell’1,5% contro l’1,9% del Dbp. Le nuove indicazioni sono contenute nel Documento di economia e finanza (Def) 2023 approvato oggi dal Consiglio dei Ministri. E’ quanto risulta dal comunicato diffuso dal Mef. Inoltre, per il 2025 la proiezione per il 2025 è in linea con il Dpb con la crescita programmatica del pil all’1,3%. La decelerazione prevista per il 2026, con la stima di crescita all’1,1%, spiega il comunicato, è dovuta a prassi metodologiche concordate a livello di Unione europea.

Nel 2022 il rapporto debito/Pil è risultato pari al 144,4%, 1,3 punti percentuali inferiore rispetto alla previsione del Documento programmatico di bilancio dello scorso novembre. Una diminuzione che, coerentemente agli obiettivi indicati nello scenario programmatico continuerà progressivamente nel 2023 quando il rapporto debito/pil è previsto attestarsi al 142,1%, nel 2024 al 141,4, fino a raggiungere il 140,4% nel 2026. Tuttavia, prosegue il comunicato, non possono essere ignorati gli effetti di riduzione del rapporto debito/Pil che si sarebbero potuti registrare se il super bonus non avesse avuto gli impatti sui saldi di finanza pubblica che sono stati finora registrati.

Inoltre, il DEF prevede inoltre un andamento discendente della pressione fiscale che dovrebbe passare dal 43,3 nel 2023 al 42,7 per cento entro il 2026. “Il Governo – sottolinea la nota del ministero – è al lavoro per ottenere la terza rata del PNRR. Sono in corso le interlocuzioni con le istituzioni europee per la revisione e la rimodulazione di alcuni degli interventi previsti dal PNRR e delle relative milestone e target. È inoltre in fase di elaborazione il capitolo del programma relativo al REPowerEU, che comprenderà tra l’altro anche nuovi investimenti.”

“Per rendere il nostro Paese più dinamico, innovativo e inclusivo non basta soltanto il PNRR. È necessario, infatti, investire anche per rafforzare la capacità produttiva nazionale e lavorare su un orizzonte temporale più esteso di quello del Piano e che consenta di creare condizioni adeguate a evitare nuove fiammate inflazionistiche. È questo un tema che deve essere affrontato non solo in Italia, ma anche Europa.”

Infine, saranno destinate al taglio del cuneo fiscale le risorse ‘aggiuntive’ che si liberano per l’anno in corso con la decisione del governo di far aumentare il rapporto deficit/pil programmatico rispetto all’andamento tendenziale. Il beneficio sarà destinato ai lavoratori dipendenti a reddito medio-basso.

“A fronte di una stima di deficit tendenziale per l`anno in corso pari al 4,35 per cento del Pil, il mantenimento dell`obiettivo di deficit esistente (4,5 per cento) permetterà di introdurre, con un provvedimento di prossima attuazione, un taglio dei contributi sociali a carico dei lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi di oltre 3 miliardi a valere sull`anno in corso. Ciò – spiega il comunicato – sosterrà il potere d`acquisto delle famiglie e contribuirà alla moderazione della crescita salariale. Unitamente ad analoghe misure contenute nella legge di bilancio, questa decisione testimonia l`attenzione del Governo alla tutela del potere d`acquisto dei lavoratori e, al contempo, alla moderazione salariale per prevenire una pericolosa spirale salari-prezzi”.

E.G.

redazione

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