Giuliano Cazzola
Giuliano Cazzola è uno spretato, come lui stesso si definisce. Ha lavorato anni e anni nel sindacato, la Cgil, è arrivato ai livelli più elevati, segretario confederale. Poi ha lasciato il sindacato e, quasi immediatamente, ha cominciato a parlarne male. Criticandolo così aspramente da costringere chi lo conosceva a chiedersi da dove tirasse fuori tutto questo livore. In questo libro Cazzola si confessa. Racconta il suo grande, smisurato amore per il sindacato e la Cgil, chiarisce i motivi di fondo, minimalia, che lo hanno spinto a farsi da una parte prima, a criticare i suoi ex compagni dopo. Ma il libro non è una confessione un po’ sterile, che in fin dei conti, come lui stesso annota, sarebbe risultata interessante solo per lui stesso e i suoi amici intimi. Raccontando la sua esperienza in Cgil Cazzola racconta quarant’anni di vita sindacale e li racconta con l’animo acceso di chi adorava quel lavoro e, è trasparente, ricomincerebbe anche adesso la stessa odissea, se solo Dio glielo permettesse.


























