“La vittoria del 22 e 23 marzo ha creato le condizioni anche per riaprire una prospettiva di cambiamento sul piano politico e sociale. Una prospettiva che dobbiamo perseguire con ancor più̀ forza e determinazione”, coinvolgendo tutti i soggetti e le forze che si sono mobilitate nelle divere campagne referendarie. Così si legge nel documento approvato dall’Assemblea generale della Cgil (il testo integrale disponibile nella sezione Documentazione del Diario), riunita a Roma per fare il punto sulle prossime iniziative dopo il successo referendario. Un successo che la confederazione guidata da Maurizio Landini si intesta, ricordando che “la Cgil è stata protagonista di questa battaglia”.
Ma non è finita, anzi: si direbbe che sia appena iniziata. Infatti, afferma il documento, “dopo aver difeso la Costituzione il nostro compito è quello di continuare la nostra battaglia affinché sia pienamente attuata. Questo è il filo rosso che lega tutte le priorità̀ e le vertenze che dobbiamo sviluppare nei prossimi mesi”.
“L’obiettivo sostanziale -si legge ancora nel testo- è sconfiggere le politiche regressive e fallimentari del governo e battersi per cambiare il modello sociale, economico e di sviluppo, attuando il progetto di democrazia e società disegnato dai padri e dalle madri costituenti. Dobbiamo riuscire, nella nostra autonomia e con le nostre iniziative, a far irrompere queste priorità nell’agenda politica, contribuendo a una proposta politica più complessiva di cambiamento del Paese, che rimetta finalmente al centro le condizioni materiali di vita e di lavoro delle persone”.
A tal fine, il documento annuncia un programma di “mobilitazione nei luoghi di lavoro e nei territori”, e una lunga serie di appuntamenti e iniziative riguardanti la raccolta di firme per le due leggi di iniziativa popolare sulla sanità e sugli appalti, il Mezzogiorno, le politiche industriali, la riforma fiscale, i migranti, il diritto alla casa, la crisi energetica, il contrasto al binomio “austerità/riarmo”.
E ancora, nel documento si preannuncia, ma senza ancora indicare la data, la convocazione “di una specifica Assemblea generale allargata alle delegate e ai delegati per valutare l’andamento delle trattative in corso con le associazioni datoriali su rappresentanza, salute e sicurezza, formazione, modello e perimetri contrattuali, e per definire i conseguenti indirizzi delle nostre politiche contrattuali”.
Sulla base dell’insieme di queste proposte, conclude il testo, “la Cgil si confronterà̀ con Cisl e Uil, e con tutti i soggetti politici, istituzionali, dell’associazionismo e della società̀ civile”.

























