“Oltre 900 euro a famiglia, 600 euro in più di cinque mesi fa, è il salasso che i cittadini stranieri arrivano a dover pagare per il rilascio e il rinnovo del titolo di soggiorno”. Lo denuncia la Cisl Lombardia, che sollecita il governo Monti a intervenire, come promesso, per rimodulare i costi delle pratiche burocratiche.
“E’ il risultato – si legge in una nota – dell’incremento del contributo richiesto per le pratiche di regolarizzazione, deciso a ottobre 2011 dal precedente governo e in vigore dal 30 gennaio scorso. Un aumento che scoraggia le richieste di regolarizzazione e favorisce l’illegalità” . “Anche nella nostra regione – afferma Paola Gilardoni, segretaria regionale Cisl Lombardia con delega sull’immigrazione – le nuove norme stanno creando gravi disagi ai lavoratori immigrati e alle loro famiglie, già messe a dura prova dalle difficoltà create dalla crisi economica. Il rincaro delle pratiche scoraggia, se non addirittura ostacola, per l’impossibilità di sostenerne i costi, la richiesta di rinnovo dei permessi di soggiorno, conducendo alla condizione di clandestinità”. “Il decreto – prosegue – ha infatti stabilito gli importi dovuti dal lavoratore straniero, in relazione alla durata dell’autorizzazione al soggiorno richiesto che siano di 80 euro per i permessi di soggiorno di durata inferiore o pari ad un anno; 100 euro per i permessi di soggiorno di durata superiore ad un anno e inferiori o pari a due anni e 200 euro per il rilascio del permesso di soggiorno Ce per lungo soggiornanti. Il costo per le pratiche è in tal modo passato dai 72,12 euro di contributo a 152,12 euro fino addirittura a 272 euro, senza alcuna gradualità e senza considerare la capacità contributiva dei richiedenti”.
“Il governo Monti aveva promesso di intervenire, ma al momento è latitante – aggiunge Gilardoni -. Nonostante le dichiarazioni fatte dai Ministri competenti negli scorsi mesi, le pressioni fatte da Cgil, Cisl e Uil nazionali, con appelli e presidi realizzati davanti le Prefetture del 10 febbraio scorso, non è stata decisa alcuna modifica al decreto”.
La Cisl lombarda sollecita dunque un intervento correttivo del provvedimento, che risulta in contrasto con le convenzioni internazionali e le Direttive europee. Il 26 aprile scorso, infatti, la Corte europea si è espressa contro i Paesi Bassi, che hanno deciso di incrementare l’importo del contributo per l’acquisizione dello status di soggiornante di lungo periodo. (LF)
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