Il governo italiano “deve mettere in atto politiche orientate alla crescita, capaci di muovere l’economia, gli investimenti e i consumi per difendere ed accrescere l’occupazione, a partire da una riduzione del carico fiscale sul lavoro e le imprese per far crescere la domanda interna. Il pacchetto lavoro è quindi un primo passo importante, ma il vero motore dell’occupazione sta nella ripresa dell’attività economica. Le politiche del lavoro possono avere solo un ruolo di accompagnamento, è necessario un intervento più complessivo”. E’ quanto ha sottolineato Luigi Sbarra, segretario confederale della Cisl, con delega al Mercato del Lavoro, nel corso dell’audizione al Senato.
Sulle singole misure, la Cisl valuta positivamente il nuovo incentivo per il lavoro a tempo indeterminato dei giovani, che risponde all’obiettivo strategico di promuovere il lavoro stabile, facendolo costare di meno, ma segnala una criticità: “per usufruire dell`incentivo in caso di trasformazioni da contratti non standard, il datore di lavoro deve assumere un ulteriore lavoratore a tempo indeterminato, per rispettare il vincolo europeo relativo alla realizzazione di occupazione netta aggiuntiva. Ciò rende poco efficace la norma”, spiega Sbarra.
Inoltre “abbiamo chiesto di evitare, da una parte, sovrapposizioni, dall’altra, un’impropria competizione tra differenti fasce di età. Infatti, il nuovo incentivo rischia uno spiazzamento nei riguardi del contratto di apprendistato, che insiste sulla stessa fascia di età. Ma soprattutto la fascia 29-35 anni è esclusa da ogni incentivazione nonostante sia quella più a rischio”.


























