Per il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, non si può usare il caso dell’assemblea dei lavoratori del Colosseo per contrapporre i loro diritti all’idea di modernità e civiltà del Paese. “E’ necessario tutte le volte contrapporre l’idea di civiltà e modernità del Paese ai diritti dei lavoratori? Tutto viene messo sul peso della fruizione a prescindere dalle condizioni delle persone. Bastava convocarli quei lavoratori. Bastava discutere con loro. Uno può anche dire che c’è bisogno di provare a riqualificare le regole, ma non ci mai obblighi per le controparti come obbligo di convocazione e di congelamento. Si dà per scontato che si possano scaricare sui lavoratori l’inefficienza delle politiche sui Beni culturali e della pubblica amministrazione. Bisogna ricominciare a raccontare cosa fanno i lavoratori pubblici e della pubblica amministrazione” ha osservato la sindacalista durante il suo intervento al Comitato direttivo della Cgil della Lombardia.
“Al Colosseo – ha proseguito – è successo che per aprire 11 ore al giorno i lavoratori fanno i turni e siccome non bastano fanno gli straordinari. Da più di un anno queste ore non sono non pagate e cosa hanno mai fatto? Hanno osato fare assemblea, un reato di lesa maestà”.
“Ho risentito nella nostra discussione – ha concluso – riecheggiare il fatto che ‘siccome sono pubblici allora devono avere fatto in qualche modo qualcosa che non va’. Siamo anche noi figli della propaganda dei governi? Possono fare di più? Vale per tutti sempre in tutti i settori. C’è un punto di solidarietà che se la perdi in una organizzazione prendi una china complicata”.


























