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Home - Senato - Commissione Lavoro, previdenza sociale

Commissione Lavoro, previdenza sociale

22 Ottobre 2009
in Senato

(Dal Resoconto Sommario)

Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Sacconi.

IN SEDE REFERENTE

(2011-B) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 febbraio 2003, n. 23, recante disposizioni urgenti in materia di occupazione, approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati
(Seguito e conclusione dell’esame)

Si riprende l’esame sospeso nella seduta del 10 aprile scorso.

Il PRESIDENTE ricorda che nella precedente seduta il relatore Morra ha svolto l’illustrazione del provvedimento in titolo, con riferimento alle parti modificate dalla Camera dei deputati.
Dichiara quindi aperta la discussione generale.
Poiché nessuno chiede di intervenire la dichiara chiusa.

Avendo il RELATORE ed il rappresentante del GOVERNO rinunciato a svolgere le rispettive repliche, il PRESIDENTE avverte che si passerà alla votazione degli emendamenti. Avverte altresì che ai sensi dell’articolo 104 del Regolamento, sono improponibili gli emendamenti: 1.1, 1.2, 1.3, 1.4, 1-bis.5, 1-bis.6, 1-bis.4, 1-bis.3, 1-bis.8, 1-bis.1, 1-bis.10, 1-bis.9 e 1-bis.0.1. L’emendamento 1-bis.7 è ammissibile limitatamente alle parole: “nel limite di 7000 unità”.
E’ altresì improponibile l’emendamento 1.0.1, ai sensi dell’articolo 97, comma 1 del Regolamento, per estraneità all’oggetto della discussione.

Il relatore MORRA esprime parere contrario sugli emendamenti 1-bis.7, per la parte dichiarata ammissibile, e sull’emendamento 1-bis.2.

Il sottosegretario SACCONI esprime parere conforme a quello del relatore.

Dopo che il PRESIDENTE ha verificato la sussistenza del numero legale, sono posti separatamente ai voti e respinti gli emendamenti 1-bis.7, per la parte dichiarata ammissibile, e 1-bis.2.

Il PRESIDENTE avverte che la votazione sugli emendamenti è conclusa e che si passerà alle dichiarazioni di voto.

Il senatore RIPAMONTI ricorda che nel corso della discussione in prima lettura presso l’Aula del Senato del provvedimento in titolo, è stato accolto un emendamento governativo di proroga della cosiddetta mobilità lunga – l’attuale articolo 1-bis del decreto legge n. 23 – che interviene in modo alquanto discutibile su una materia molto delicata, oggetto di complesse trattative sindacali. Per altro verso, l’introduzione di tale articolo è apparso come un espediente al quale l’Esecutivo è ricorso per aggirare la richiesta, avanzata da alcuni gruppi politici, di discutere in Assemblea le iniziative da adottare il relazione alla crisi del gruppo FIAT. Rispetto al testo trasmesso dalla Camera dei deputati, che aumenta di 4 mila unità la platea dei beneficiari del provvedimento, si pone poi un problema di copertura della spesa, dato che non appare credibile quanto affermato in più occasioni dal rappresentante del Governo, circa l’assenza di oneri per la finanza pubblica derivanti dall’applicazione dell’articolo 1-bis del decreto-legge in conversione. In particolare, sarebbe opportuno sapere se si intende fare fronte alle maggiori spese che inevitabilmente deriveranno da tale disposizione attingendo dagli stanziamenti finalizzati al prolungamento temporale dell’indennità di disoccupazione nell’ambito della legge finanziaria per il 2003. E’ noto, peraltro, che parte di queste risorse sono già state utilizzate per altri scopi, e che pertanto, per l’esercizio finanziario in corso, gli impegni assunti con il Patto per l’Italia, relativamente all’incremento dell’indennità di disoccupazione, non sono più sostenuti da adeguati stanziamenti, dirottati altrove. Anche il provvedimento all’esame, pertanto, dimostra come il Governo intervenga in modo lacunoso e contraddittorio su questioni essenziali, che riguardano le condizioni di vita di migliaia di lavoratori. Per tale motivo, il gruppo Verdi-l’Ulivo esprimerà un voto di astensione sul provvedimento in titolo.

Il senatore VIVIANI osserva che la Commissione si trova ad esaminare un provvedimento di emergenza, a fronte di specifiche situazioni di crisi aziendale, al quale si è aggiunta nel corso dell’esame parlamentare una disposizione relativa alla proroga della cosiddetta mobilità lunga, che la Camera dei deputati ha poi ampliato in modo significativo quanto all’ambito soggettivo di applicazione. Peraltro, il decreto-legge in titolo non fa fronte ad altre situazioni di crisi, delle quali evidentemente il Governo non ha tenuto conto: è questo il caso della società Postalmarket, che vive da tempo una condizione di grave incertezza e rischia oggi la chiusura qualora i progetti di cessione attualmente in essere non dovessero avere buon esito. Il senatore Viviani rivolge pertanto un appello al rappresentante del Governo, affinché vengano studiate soluzioni idonee a scongiurare la chiusura dell’azienda.
In linea generale – prosegue l’oratore – occorrerebbe evitare di proseguire sulla strada dei provvedimenti mirati a risolvere problemi specifici, poiché essi costituiscono una distorsione del processo legislativo: gli strumenti più efficaci per fronteggiare situazioni di crisi aziendale potrebbero scaturire invece da una consistente ed efficace riforma del sistema degli ammortizzatori sociali, che renderebbe inutili interventi straordinari ovvero di proroga di misure già in essere. Purtroppo, il disegno di legge n. 848-bis, all’esame della Commissione, non sembra orientato in questo senso, poiché non prospetta interventi adeguati in direzione dell’universalità e dell’equità degli interventi di tutela del reddito e dell’occupazione.
In assenza delle condizioni per pervenire ad una riforma degli ammortizzatori sociali che realizzi un vero salto di qualità, occorre prendere atto dell’inevitabilità di interventi parziali, ed è per questo motivo che il Gruppo Democratici di Sinistra-l’Ulivo si asterrà sui provvedimenti in titolo.

Secondo il senatore TOFANI, nel confronto in Commissione dovrebbero trovare spazio adeguato argomenti di carattere tecnico oltre che politico: ove ciò fosse avvenuto per il provvedimento all’esame, si sarebbe potuto evidenziare con maggiore chiarezza che con esso si stanno risolvendo, nel senso richiesto da tutte le organizzazioni sindacali confederali, una serie di vertenze in atto che, tra l’altro, non riguardano la realtà del Mezzogiorno. Il Gruppo di Alleanza nazionale voterà pertanto a favore della conversione in legge del decreto-legge n. 23, poiché ritiene che esso fornisca una risposta efficace a specifiche situazioni di crisi aziendale, pur risultando, proprio per la sua impostazione settoriale, estraneo alle caratteristiche di fondo dell’iniziativa del Governo sulle problematiche del lavoro. D’altra parte, gli accenti esasperatamente critici di alcuni rappresentanti dei Gruppi politici dell’opposizione non sembrano tenere conto dell’esigenza di assicurare la tempestività di interventi sollecitati anche da organizzazioni sindacali che di norma non lesinano critiche all’Esecutivo.

Il sottosegretario SACCONI fa presente che né per il provvedimento all’esame né per i provvedimenti adottati in passato in materia di proroga della cosiddetta mobilità lunga si è ravvisata la necessità di una disposizione di copertura finanziaria. Infatti, come è noto, la mobilità ordinaria come disciplinata dalla normativa vigente in materia è finanziata con il relativo Fondo istituito presso l’INPS ai sensi della legge n. 223 del 1991: peraltro, nel predisporre il testo dell’emendamento che costituisce attualmente il testo dell’articolo 1-bis del decreto-legge n. 23, il Governo ha ritenuto di non doversi discostare dai precedenti in materia e, in particolare da quelli riguardanti i provvedimenti adottati nella passata legislatura. La capziosa argomentazione per cui i presunti maggiori oneri derivanti dall’attuazione delle disposizioni all’esame dovrebbero essere coperti con la riduzione degli accantonamenti inseriti nella legge finanziaria per il 2003 e finalizzati a realizzare gli interventi concordati nell’ambito del Patto per l’Italia in materia di indennità di disoccupazione appare pertanto del tutto inconferente, poiché il decreto-legge in titolo non incide in alcun modo su tali stanziamenti.
Su questo argomento, prosegue il Sottosegretario, non è mancata un’informazione distorta, alimentata anche da un importante quotidiano nazionale, ma non si può trascurare il fatto che la Commissione bilancio della Camera dei deputati ha accettato l’impostazione del Governo per quel che concerne l’assenza di oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica con riferimento all’applicazione dell’articolo 1-bis del decreto-legge n. 23. Per quel che riguarda le considerazioni svolte dal senatore Viviani sulla riforma degli ammortizzatori sociali, che il rappresentante del Governo si riserva di approfondire in altra sede, occorre precisare che il decreto-legge all’esame, per il suo carattere di eccezionalità, costituisce un’eccezione rispetto alla linea di marcia che il Governo intende perseguire e che è tracciata nel disegno di legge n. 848-bis.

La Commissione conferisce quindi al relatore Morra il mandato di riferire all’Assemblea in senso favorevole alla conversione in legge del decreto-legge n. 23, nel testo trasmesso dalla Camera dei deputati, e di chiedere l’autorizzazione a svolgere oralmente la relazione.


ANTICIPAZIONE DELL’ORARIO DI INIZIO DELL’UFFICIO DI PRESIDENZA

Il PRESIDENTE avverte che la Confederazione sindacale italiana libere professioni (CONSILP) ha chiesto di essere ascoltata nell’ambito delle audizioni sul disegno di legge n. 2058.
Pertanto, ove la Commissione convenga, l’orario di inizio dell’Ufficio di Presidenza, già convocato per domani, mercoledì 16 aprile, alle ore 14,30 per l’audizione della Conferenza dei Presidenti delle regioni sulla medesima materia, potrebbe essere anticipato alle ore 14,15, in modo di consentire anche di ascoltare una delegazione della CONSILP.

Conviene la Commissione.

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