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Home - Senato - Commissione Lavoro, previdenza sociale

Commissione Lavoro, previdenza sociale

22 Ottobre 2009
in Senato

(Dal Resoconto Sommario)

255a Seduta

Presidenza del Presidente
ZANOLETTI


Interviene il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Saporito.

La seduta inizia alle ore 15.



IN SEDE DELIBERANTE
(2905) Disposizioni concernenti il trattamento di quiescenza del personale delle Ferrovie dello Stato, approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall’unificazione dei disegni di legge di iniziativa dei deputati Battaglia; Piscitello; Molinari; Massidda; Di Giandomenico ed altri; Bocchino e Angela Napoli; Mazzuca; Cento; Innocenti ed altri; Lo Presti; Alfonso Gianni ed altri; Luigi Pepe; Dario Galli
(231) MUZIO ed altri. – Adeguamento delle norme in materia pensionistica dei ferrovieri
(345) CALVI e LONGHI. – Norme relative al trattamento di quiescenza del personale delle Ferrovie dello Stato con contratto collettivo di durata triennale
(386) DATO ed altri. – Riconoscimento al personale in quiescenza delle Ferrovie dello Stato della validità triennale dei contratti stipulati tra il 1981 e il 1995
(471) RONCONI e BERGAMO. – Interpretazione autentica delle norme relative al trattamento di quiescenza del personale delle Ferrovie dello Stato con contratto collettivo di durata triennale (1° gennaio 1981 – 31 dicembre 1995)
(508) BONATESTA e BONGIORNO. – Disposizioni in materia di trattamento di quiescenza del personale delle Ferrovie dello Stato
(515) MANZIONE. – Norme concernenti la vigenza triennale dei contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati per il personale delle Ferrovie dello Stato
(765) BASTIANONI. – Norme in materia di trattamento di quiescenza dei lavoratori delle ferrovie
(952) SPECCHIA ed altri. – Norme relative al trattamento di quiescenza del personale delle Ferrovie dello Stato cessato dal servizio dal 1981 al 1995
(1096) TAROLLI. – Norme relative al trattamento di quiescenza del personale delle Ferrovie dello Stato con contratto collettivo di durata triennale
(1132) NOVI. – Disposizioni in materia di trattamento di quiescenza del personale delle Ferrovie dello Stato cessato dal servizio dal 1981 al 1995
(Seguito della discussione congiunta e rinvio. Rimessione all’Assemblea)

Si riprende la discussione congiunta sospesa nella seduta del 12 maggio scorso.

Il PRESIDENTE avverte che i senatori Battafarano, Gruosso, Piloni, Treu, Montagnino, Ripamonti e Viviani hanno chiesto alla Presidenza della Commissione, con lettera in data 12 maggio 2004, la rimessione dei disegni di legge in titolo all’Assemblea, ai sensi dell’articolo 35, comma 2, del Regolamento del Senato: poiché ricorrono le condizioni indicate da tale disposizione, l’esame congiunto proseguirà in sede referente.



IN SEDE REFERENTE

(2905) Disposizioni concernenti il trattamento di quiescenza del personale delle Ferrovie dello Stato, approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall’unificazione dei disegni di legge di iniziativa dei deputati Battaglia; Piscitello; Molinari; Massidda; Di Giandomenico ed altri; Bocchino e Angela Napoli; Mazzuca; Cento; Innocenti ed altri; Lo Presti; Alfonso Gianni ed altri; Luigi Pepe; Dario Galli
(231) MUZIO ed altri. – Adeguamento delle norme in materia pensionistica dei ferrovieri
(345) CALVI e LONGHI. – Norme relative al trattamento di quiescenza del personale delle Ferrovie dello Stato con contratto collettivo di durata triennale
(386) DATO ed altri. – Riconoscimento al personale in quiescenza delle Ferrovie dello Stato della validità triennale dei contratti stipulati tra il 1981 e il 1995
(471) RONCONI e BERGAMO. – Interpretazione autentica delle norme relative al trattamento di quiescenza del personale delle Ferrovie dello Stato con contratto collettivo di durata triennale (1° gennaio 1981 – 31 dicembre 1995)
(508) BONATESTA e BONGIORNO. – Disposizioni in materia di trattamento di quiescenza del personale delle Ferrovie dello Stato
(515) MANZIONE. – Norme concernenti la vigenza triennale dei contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati per il personale delle Ferrovie dello Stato
(765) BASTIANONI. – Norme in materia di trattamento di quiescenza dei lavoratori delle ferrovie
(952) SPECCHIA ed altri. – Norme relative al trattamento di quiescenza del personale delle Ferrovie dello Stato cessato dal servizio dal 1981 al 1995
(1096) TAROLLI. – Norme relative al trattamento di quiescenza del personale delle Ferrovie dello Stato con contratto collettivo di durata triennale
(1132) NOVI. – Disposizioni in materia di trattamento di quiescenza del personale delle Ferrovie dello Stato cessato dal servizio dal 1981 al 1995
(Esame congiunto e rinvio)

Il PRESIDENTE propone che vengano dati per acquisiti gli atti relativi alla trattazione dei disegni di legge in titolo già svolti in sede deliberante.

Poiché non si fanno obiezioni, così rimane stabilito.

Il PRESIDENTE ricorda quindi che è già stata svolta dal relatore Tofani la relazione introduttiva e dichiara aperta la discussione generale.

Il relatore alla Commissione TOFANI (AN) auspica che i senatori firmatari della richiesta di rimessione dei disegni di legge in titolo all’Assemblea vogliano esplicitare le motivazioni sottese a tale istanza.

Il senatore PIZZINATO (DS-U) prende la parola, evidenziando preliminarmente che da una lettura attenta del comma 6 dell’articolo 1 del disegno di legge n. 2905 risulta che i benefici economici derivanti dall’applicazione della disposizione di cui al comma 3 dello stesso articolo 1 – volta ad integrare il trattamento di quiescenza nonché di reversibilità del personale delle Ferrovie dello Stato cessato dal servizio nel lasso temporale compreso tra il 1° gennaio 1981 e il 31 dicembre 1995 – si sommano agli incrementi perequativi dell’importo della pensione non riassorbiti, di cui all’articolo 21 della legge n. 730 del 1983 – legge finanziaria 1984 -. Se tale interpretazione è esatta – e su questo punto sarebbe utile un chiarimento da parte del Sottosegretario – la norma in questione desta qualche perplessità sia dal punto di vista della possibile disparità di trattamento rispetto ad altre categorie di lavoratori, sia per quanto attiene alla sostenibilità finanziaria.
Un altro tema sul quale sarebbe opportuno acquisire il parere del rappresentante del Governo, riguarda la compatibilità della disciplina contenuta nel disegno di legge n. 2905 con l’impostazione di fondo e con gli obiettivi di finanza pubblica perseguiti dal disegno di legge n. 2058, recante una delega per la riforma del sistema previdenziale, approvato dal Senato della Repubblica in seconda lettura – con il voto contrario delle forze politiche di opposizione – essendo ravvisabili riguardo a tali aspetti taluni nodi problematici.
Da una ricognizione dei dati contabili inerenti al Fondo speciale per i trattamenti pensionistici a favore del personale delle Ferrovie dello Stato emerge che il numero di lavoratori che hanno avuto accesso al trattamento di quiescenza nel lasso temporale compreso tra il 1981 e il 1995 è aumentato considerevolmente rispetto al periodo antecedente. A tale proposito, sarebbe opportuno che il rappresentante del Governo fornisse alla Commissione informazioni in ordine alla composizione anagrafica di tale categoria di pensionati, ripartita per fasce di età.
Relativamente all’importo medio annuo dei trattamenti pensionistici diretti – con esclusione quindi delle reversibilità – , va evidenziato che lo stesso è risultato pari a 17.099 euro annui per il periodo antecedente al 1981, mentre nel periodo successivo il livello delle prestazioni pensionistiche è cresciuto in modo rilevante.
L’oratore mette quindi a disposizione della Commissione un documento consegnato dalla presidenza dell’INPS al Presidente della Commissione parlamentare di vigilanza sugli enti previdenziali, contenente alcuni dati in ordine al Fondo speciale per i trattamenti pensionistici a favore del personale delle Ferrovie dello Stato, che evidenzia una situazione non priva di profili di criticità dal punto di vista finanziario, e invita il rappresentante del Governo a fornire tutte le informazioni richieste, precisando che solo dopo l’analisi di tali dati sarà possibile esprimere un giudizio in ordine alla disciplina contemplata nel disegno di legge n. 2905.

Il senatore VIVIANI (DS-U), dopo aver preliminarmente evidenziato che la ratio sottesa ai disegni di legge in titolo è meritevole di approfondimento, rileva tuttavia che sono ravvisabili in ordine alla disciplina in questione profili problematici di rilievo.
Gli obiettivi di riequilibrio finanziario del sistema previdenziale, che gli esponenti politici di maggioranza affermano di voler perseguire con il disegno di legge n. 2058, recante una delega per la riforma del sistema previdenziale, risultano incompatibili con i consistenti oneri economico-finanziari, connessi alle misure prefigurate dal disegno di legge n. 2905.
L’istituzione di un apposito fondo speciale, volto a garantire l’integrazione del trattamento di quiescenza e di reversibilità del personale delle Ferrovie dello Stato cessato dal servizio nel periodo compreso tra il 1° gennaio 1981 e il 31 dicembre 1995, si pone in contraddizione con i criteri di delega – contenuti nel disegno di legge n. 2058 – inerenti all’armonizzazione dei trattamenti pensionistici, nonché con le esigenze attinenti alla razionalizzazione del sistema previdenziale. Peraltro – prosegue l’oratore – le diffuse sperequazioni in materia pensionistica sussistenti nell’ambito del pubblico impiego non possono essere risolte attraverso la creazione di appositi fondi speciali, che finirebbero per introdurre un’eccessiva frammentazione nell’ambito del sistema previdenziale.
Anche le finalità di tutela della categoria dei dipendenti delle Ferrovie dello Stato, sottese – a giudizio degli esponenti politici di maggioranza – al provvedimento in esame, risultano inconciliabili con talune scelte recentemente assunte dall’Esecutivo, che sono risultate pregiudizievoli per la categoria in questione. In particolare, a fronte di una sentenza passata in giudicato, emessa recentemente dalla Corte dei Conti, relativa al calcolo delle pensioni di reversibilità per i superstiti dei pensionati cessati dal servizio anteriormente all’approvazione della legge n. 335 del 1995, il Governo ha omesso di impartire le opportune disposizioni volte a garantire l’attuazione, per tutti i lavoratori interessati, dei diritti riconosciuti ai ricorrenti dal sopracitato provvedimento giurisdizionale.

La senatrice PILONI (DS-U), in relazione al quesito formulato dal relatore Tofani circa le motivazioni sottese alla richiesta di rimessione all’Assemblea, sottolinea che tale istanza si giustifica alla luce dell’esigenza di approfondire in sede istruttoria taluni profili problematici, sottolineati anche dal senatore Pizzinato e dal senatore Viviani nel corso dei precedenti interventi.

Il sottosegretario SAPORITO prende la parola evidenziando che, durante l’iter del provvedimento in titolo presso la Camera dei deputati, è emersa una larga condivisione degli obiettivi sottesi a tale disciplina – volta ad eliminare una ingiusta sperequazione determinatasi a danno dei lavoratori del settore ferroviario – essendosi registrata in tale sede anche la richiesta da parte delle forze politiche di opposizione di una ulteriore integrazione delle risorse finanziarie destinate all’attuazione di tali finalità.
L’atteggiamento dell’Esecutivo rispetto alla tematica in esame risulta improntato a neutralità, atteso che i disegni di legge esaminati congiuntamente al disegno di legge n. 2905 sono di iniziativa parlamentare e peraltro i presentatori degli stessi appartengono sia a gruppi parlamentari di maggioranza che a gruppi di opposizione.
Circa la compatibilità della disciplina contenuta nel disegno di legge n. 2905 con l’impostazione di fondo sottesa al disegno di legge n. 2058 – prosegue l’oratore – va preliminarmente osservato che tale ultimo provvedimento non ha attualmente ancora completato il proprio iter legislativo, essendo stato approvato esclusivamente da uno dei due rami del Parlamento.
Inoltre, l’armonizzazione dei trattamenti pensionistici dei dipendenti privati e dei dipendenti pubblici, prefigurata nell’ambito del disegno di legge n. 2058, si configura come un principio di delega, che presuppone quindi una successiva attuazione dello stesso da parte dell’Esecutivo. Peraltro, la definizione della questione attinente ai trattamenti pensionistici dei ferrovieri potrebbe indirettamente facilitare l’esercizio della delega relativamente all’armonizzazione dei trattamenti pensionistici, risolvendo in una fase anteriore i profili problematici ravvisabili rispetto ai lavoratori del settore ferroviario e circoscrivendo in tal modo l’ambito dell’intervento governativo attuativo.
L’oratore conclude il proprio intervento esprimendo l’auspicio che le valutazioni espresse dal Senato sul disegno di legge in titolo non risultino divergenti rispetto a quelle, ampiamente condivise, emerse durante l’esame presso l’altro ramo del Parlamento.

Il relatore TOFANI (AN) precisa preliminarmente che la disciplina in questione è volta ad eliminare una sperequazione determinatasi a danno dei dipendenti delle Ferrovie dello Stato, evidenziando altresì che le posizioni assunte in Senato dalle forze politiche di opposizione in ordine a tale tematica si pongono in contraddizione con l’atteggiamento politico assunto dalle stesse durante l’iter presso l’altro ramo del Parlamento, facendo emergere profonde contraddizioni interne alla compagine di minoranza.
La richiesta di rimessione all’Assemblea risulta nel caso di specie ingiustificata e strumentale, atteso che sarebbe stato possibile acquisire tutti gli elementi istruttori meritevoli di approfondimento durante l’esame in sede deliberante, valutando poi la congruità degli stessi e l’eventuale opportunità, alla luce di tale valutazione, di trasferire in sede referente l’esame del disegno di legge in titolo.

Il PRESIDENTE, preso atto che non ci sono ulteriori richieste di intervento in discussione generale, rinvia la stessa ad altra seduta.

Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.



(2397) ZANOLETTI ed altri. – Norme in materia di restituzione delle somme indebitamente percepite dagli enti previdenziali e di semplificazione della disciplina delle prestazioni subordinate a determinati requisiti reddituali, nonche’ di sanatoria in materia di trattamenti previdenziali indebiti
(Rinvio del seguito dell’esame)

Il PRESIDENTE preso atto che non ci sono richieste di intervento in discussione generale, rinvia la stessa ad altra seduta.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.



IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO
Schema di decreto legislativo recante: “Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66 in materia di apparato sanzionatorio dell’orario di lavoro” (n. 362)
(Parere al Presidente del Consiglio dei ministri , ai sensi degli articoli 1, commi 3 e 4, e 22 della legge 1° marzo 2002, n. 39. Rinvio del seguito dell’esame)

redazione

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