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Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti della Settimana)

redazione
Febbraio20/ 2019

85ª Seduta (notturna)

Presidenza della Presidente

CATALFO 

Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Cominardi.                                

La seduta inizia alle ore 21,25.

SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI  

La presidente CATALFO ricorda che per le sedute della Commissione relative all’esame del disegno di legge n. 1018 è stata richiesta la pubblicità dei lavori, ai sensi dell’articolo 33, comma 4, del Regolamento del Senato, sulla quale la Presidenza ha già fatto conoscere il proprio assenso. Dispone pertanto l’attivazione del circuito  audiovisivo.

IN SEDE REFERENTE 

(1018) Conversione in legge del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni,

– e petizione n. 2 ad esso attinente

(Seguito dell’esame e rinvio) 

Prosegue l’esame, sospeso nella seduta pomeridiana di oggi.

La presidente CATALFO(M5S) – relatrice avverte che si riprenderà dagli emendamenti riferiti all’articolo 4 del decreto-legge.

Preliminarmente, la senatrice MATRISCIANO (M5S) ritira l’emendamento 4.152, mentre il senatore Simone BOSSI (L-SP-PSd’Az) ritira gli emendamenti 4.30 e 4.129 e trasforma gli emendamenti 4.131 e 4.141 negli ordini del giorno G/1018/15/11 e G/1018/16/11, pubblicati in allegato.

Prende, quindi, la parola la senatrice TOFFANIN (FI-BP) per chiedere delucidazioni e chiarimenti in merito alla modalità procedurale prescelta per il ritiro e l’eventuale successiva trasformazione di emendamenti in ordini del giorno.

Al riguardo, la presidente relatrice CATALFO (M5S) precisa che si è precedentemente convenuto di valutare, articolo per articolo, la possibile trasformazione di proposte emendative in ordini del giorno.

Intervenendo sull’emendamento 1.4, il senatore LAFORGIA (Misto-LeU) osserva che esso mira a specificare il percorso di accompagnamento, da parte dei servizi comunali competenti, del richiedente il reddito di cittadinanza.

Previa acquisizione dei pareri contrari della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, il suddetto emendamento, dopo la verifica del numero legale richiesto, è posto in votazione e respinto dalla Commissione.

Anche l’emendamento 4.2, su cui convergono i pareri contrari della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del GOVERNO, messo in votazione, non è accolto dalla Commissione.

La senatrice GALLONE (FI-BP) illustra l’emendamento 4.3, rilevando che si tratta di una proposta emendativa che non comporta oneri per le finanze pubbliche. Acquisiti i pareri contrari della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, l’emendamento è quindi posto in votazione e respinto.

Con successive distinte votazioni, la Commissione respinge quindi gli emendamenti 4.5 e 4.6, previo parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO.

Si decide invece di accantonare gli emendamenti 4.7 (che viene sottoscritto dalla senatrice CONZATTI (FI-BP)) e 4.8.

In merito all’emendamento 4.9 (testo 3), la senatrice TOFFANIN (FI-BP) mette in evidenza, in qualità di presentatrice di ulteriori emendamenti di contenuto simile, l’esigenza di prendere in considerazione casi specifici di possibile fruizione del reddito di cittadinanza.

In proposito, la PRESIDENTE (M5S) – relatrice dà conto della ratio sottesa al suddetto emendamento, che reputa, per il suo rilevante contenuto sociale, meritevole di approvazione.

Messa in votazione, la suddetta proposta emendativa, che viene sottoscritta dai senatori Roberta TOFFANIN (FI-BP), Maria Alessandra GALLONE (FI-BP), CARBONE (FI-BP), Donatella CONZATTI (FI-BP) e BERTACCO (FdI), è accolta dalla Commissione con il parere favorevole del rappresentante del GOVERNO.

A seguito dell’approvazione dell’emendamento 4.9 (testo 3), risultano assorbiti gli emendamenti 4.10, 4.11 e 4.12, nonché preclusi gli emendamenti 4.97, 4.98, 4.99 (testo 2) e 4.100.

L’emendamento 4.13 viene accantonato.

L’emendamento 4.14, previa dichiarazione di voto favorevole della senatrice TOFFANIN (FI-BP), è quindi messo in votazione e respinto, dopo aver acquisito i pareri contrari della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO.

Relativamente all’emendamento 4.15, il senatore PATRIARCA (PD) tiene a precisare che esso tende a migliorare quanto già predisposto dalla legge di bilancio 2017. Posto in votazione, viene respinto dalla Commissione, dopo aver preso atto dei pareri contrari della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO.

La Commissione, quindi, respinge l’emendamento 4.16, messo in votazione dopo aver acquisito i pareri contrari della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO.

Viene egualmente respinto, dopo che la presidente relatrice CATALFO (M5S) e il rappresentante del GOVERNO hanno espresso i rispettivi pareri contrari, l’emendamento 4.17, considerato dal senatore PATRIARCA (PD) una integrazione di assoluto buonsenso.

In merito all’emendamento 4.18, il senatore NANNICINI (PD), fa presente che il relativo contenuto modifica sostanzialmente l’impianto complessivo della norma di riferimento, in quanto mira a migliorare l’approccio stesso del contrasto alla povertà.

Dopo che la presidente relatrice CATALFO (M5S) e il rappresentante del GOVERNO hanno manifestato le rispettive contrarietà a tale proposta emendativa, la Commissione la respinge previa apposita votazione.

Il senatore PATRIARCA (PD) dichiara voto favorevole sull’emendamento 4.19, spiegando che esso è volto a reintrodurre il coinvolgimento delle strutture che già operano con una certa efficacia, a livello locale, nella lotta alla povertà.

Acquisiti i pareri contrari della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, il suddetto emendamento, posto ai voti, risulta respinto.

L’emendamento 4.20, che è sottoscritto anche dai senatori Donatella CONZATTI (FI-BP), CARBONE (FI-BP) e Maria Alessandra GALLONE (FI-BP), posto in votazione, è respinto, acquisiti i pareri contrari della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO.

Con successive separate votazioni, la Commissione respinge gli emendamenti 4.21 e 4.22, su cui convergono i pareri contrari della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO.

Messo ai voti, è invece approvato l’emendamento 4.23, con il parere favorevole del rappresentante del GOVERNO.

Previa dichiarazione di voto favorevole della senatrice GALLONE (FI-BP), l’emendamento 4.24, sottoscritto anche dalla senatrice CONZATTI (FI-BP), messo ai voti, viene respinto con i pareri contrari della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO.

Gli emendamenti 4.25, 4.26 e 4.28 vengono messi ai voti distintamente e respinti, con i pareri contrari della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO.

La senatrice CONZATTI (FI-BP) aggiunge la propria firma all’emendamento 4.29, sul quale dichiara voto favorevole la senatrice GALLONE (FI-BP), rilevando che esso mira essenzialmente a snellire alcuni passaggi burocratici connessi all’elargizione del reddito di cittadinanza.

Il suddetto emendamento, su cui convergono i pareri contrari della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, posto in votazione, è respinto.

Il senatore Simone BOSSI (L-SP-PSd’Az) ritira l’emendamento 4.30.

Il senatore CIRIANI (FdI) ritira tutti gli emendamenti da 4.31 a 4.53.

La senatrice CONZATTI (FI-BP) sottoscrive l’emendamento 4.54, per la cui approvazione insiste la senatrice GALLONE (FI-BP), rilevando che esso mira essenzialmente a snellire alcuni passaggi burocratici, connessi all’elargizione del reddito di cittadinanza.

Il suddetto emendamento, su cui convergono i pareri contrari della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, posto in votazione, è respinto.

L’emendamento 4.55 viene invece accantonato.

L’emendamento 4.56, su cui convergono i pareri contrari della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, messo in votazione, viene respinto dalla Commissione.

La Commissione accantona l’emendamento 4.57.

Gli emendamenti 4.58 e 4.59 sono respinti all’esito di successive distinte votazioni, con i pareri contrari della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO.

Il senatore CIRIANI (FdI) ritira tutti gli emendamenti a sua firma dal 4.60 al 4.80.

La senatrice CONZATTI (FI-BP) aggiunge la propria firma all’emendamento 4.81, su cui la PRESIDENTE (M5S)-relatrice e il rappresentante del GOVERNO esprimono parere contrario.

Previa dichiarazione di voto favorevole della senatrice GALLONE (FI-BP), l’emendamento 4.81, posto ai voti, è respinto.

Il senatore PATRIARCA (PD) ritira l’emendamento 4.82.

Su richiesta della senatrice GALLONE (FI-BP), la PRESIDENTE (M5S)-relatrice dispone l’accantonamento dell’emendamento 4.83, a cui la stessa senatrice GALLONE (FI-BP) e la senatrice CONZATTI (FI-BP) aggiungono la propria firma.

Dopo che la PRESIDENTE (M5S)-relatrice e il rappresentante del GOVERNO hanno espresso parere favorevole sull’emendamento 4.84, questo è posto ai voti ed è approvato.

Gli emendamenti 4.85 e 4.86, sui quali insistono i pareri contrari della PRESIDENTE (M5S)-relatrice e del rappresentante del GOVERNO, con distinte successive votazioni sono respinti.

La PRESIDENTE dispone quindi una breve sospensione della seduta.

La seduta, sospesa alle ore 22,30, riprende alle 22,40.

La PRESIDENTE (M5S)-relatrice e il rappresentante del GOVERNO esprimono parere contrario sull’emendamento 4.87.

Il senatore CIRIANI (FdI), intervenendo in dichiarazione di voto, si sofferma in senso critico sulla nozione di offerta di lavoro congrua, che a suo avviso appare essere, anche con il richiamo ai criteri posti dal decreto legislativo n. 150 del 2015, di difficile configurazione in alcune aree italiane ad alto tasso di disoccupazione. In tal senso, esprime anche perplessità sulla prefigurazione di limiti di distanza al di sopra dei quali è possibile non accettare le offerte. Ritiene pertanto necessario rivedere il concetto di congruità dell’offerta, anche al fine di chiarire se la stessa possa riguardare anche i contratti di apprendistato, a tempo determinato e part-time.

Il sottosegretario COMINARDI chiarisce che la ragione del meccanismo predisposto con il decreto-legge è quella di permettere l’incrocio tra le competenze dei singoli e il mercato del lavoro; pertanto è incentivata l’accettazione della prima offerta di lavoro, divenendo poi più complicato per il percettore del reddito il mantenimento dello stesso. Sono peraltro previste facilitazioni, e con limitazioni meno forti, per le famiglie con soggetti disabili. Per quanto concerne i criteri di congruità delle offerte, c’è una regolamentazione specifica, mentre per le imprese che assumono chi percepisce il reddito di cittadinanza è prevista una agevolazione di 5 o 6 mensilità, ma si richiede un contratto a tempo indeterminato.

La PRESIDENTE (M5S)-relatrice specifica che tale ultimo beneficio per le imprese può essere cumulato anche con altri differenti incentivi.

La senatrice TOFFANIN (FI-BP) nota che le imprese che assumono i percettori del reddito debbono restituire l’incentivo in caso di licenziamento per giusta causa del lavoratore.

L’emendamento 4.87 è quindi posto ai voti e respinto.

Previo parere contrario della PRESIDENTE(M5S)-relatrice e del rappresentante del GOVERNO, l’emendamento 4.88, messo in votazione, è respinto.

I senatori CARBONE (FI-BP), Donatella CONZATTI (FI-BP) e Maria Alessandra GALLONE (FI-BP) sottoscrivono l’emendamento 4.89.

Previo parere contrario della PRESIDENTE (M5S)-relatrice e del rappresentante del GOVERNO, gli emendamenti 4.89, 4.90, 4.91, 4.92, 4.93, 4.94 e 4.95, con distinte successive votazioni, sono messi ai voti e respinti.

Su richiesta della senatrice TOFFANIN (FI-BP), la PRESIDENTE(M5S)-relatrice dispone l’accantonamento dell’emendamento 4.96, a cui i senatori CARBONE (FI-BP), Donatella CONZATTI (FI-BP) e Maria Alessandra GALLONE (FI-BP)  aggiungono la propria firma.

La PRESIDENTE (M5S)-relatrice e il rappresentante del GOVERNO esprimono parere favorevole sull’emendamento 4.101 (testo 3).

Previa dichiarazione di voto favorevole della senatrice BOTTO (M5S), l’emendamento 4.101 (testo 3) è approvato dalla Commissione.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 23.

ORDINI DEL GIORNO AL DISEGNO DI LEGGE

N. 1018
G/1018/15/11 (già 4.131)
RIVOLTASIMONE BOSSIDE VECCHISPIZZOL

Il Senato, in sede di esame del disegno di legge n. 1018, di conversione in legge del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni,premesso che:

l’articolo 4 reca disposizioni in tema di Patto per il lavoro e Patto per l’inclusione sociale;

il primo comma, in particolare, dispone che l’erogazione del beneficio sia condizionata alla dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, all’adesione ad un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo ed a forme di attività al servizio della comunità, di riqualificazione professionale, di completamento degli studi, nonché altri impegni individuati dai servizi competenti finalizzati all’inserimento nel mercato del lavoro e all’inclusione sociale;

considerato che:

lo svolgimento del servizio civile rappresenta un’opportunità di crescita e di arricchimento personale, oltre a consentire a chi lo svolge di contribuire al miglioramento della società;

impegna il Governo:

a valutare l’opportunità di prevedere, anche attraverso l’approvazione di apposite disposizioni normative, che i richiedenti del Reddito di cittadinanza, di età compresa tra i 18 ed i 26 anni, siano tenuti a svolgere un anno di servizio civile universale, ad esclusione di coloro i quali abbiano già svolto il servizio civile nazionale o universale, e che i medesimi richiedenti, nel caso di svolgimento del servizio civile, partecipino ai progetti previsti al comma 15 dell’articolo 4 solo su base volontaria.

G/1018/16/11 (già 4.141)

PIZZOLDE VECCHISSIMONE BOSSI

Il Senato, in sede di Conversione in legge del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni, premesso che l’articolo 4, recante norme per il Patto per il lavoro e Patto per l’inclusione sociale, prevede, al comma 15, che il beneficiario del Rdc debba offrire un numero di ore compatibile con le altre attività e comunque non superiore ad otto ore settimanali, al fine di partecipare a progetti relativi a settori culturali, sociali, artistici, ambientali, formativi e di tutela dei beni comuni, ove attivati presso il comune di residenza e in coerenza con il profilo professionale, con le competenze acquisite in ambito formale, non formale e informale, nonché in base agli interessi e alle propensioni emersi nel corso del colloquio;

impegna il Governo a valutare la possibilità di inserire una rimodulazione delle ore di lavori socialmente utili, su accordo e base volontaria delle parti, fino ad un massimo di 16.

84ª Seduta (pomeridiana)

Presidenza della Presidente

CATALFO 

Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Cominardi.                               

La seduta inizia alle ore 17,55.

SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI  

La presidente CATALFO ricorda che per le sedute della Commissione relative all’esame del disegno di legge n. 1018 è stata richiesta la pubblicità dei lavori, ai sensi dell’articolo 33, comma 4, del Regolamento del Senato, sulla quale la Presidenza ha già fatto conoscere il proprio assenso. Dispone pertanto l’attivazione del circuito  audiovisivo.

IN SEDE REFERENTE 

(1018) Conversione in legge del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni,

– e petizione n. 2 ad esso attinente

(Seguito dell’esame e rinvio) 

Prosegue l’esame, sospeso nella seduta antimeridiana di oggi.

La presidente relatrice CATALFO (M5S)  ricorda che nella seduta precedente la Commissione ha proceduto alle votazioni fino all’emendamento 2.548. Ricorda altresì che sugli emendamenti relativi all’articolo 2 ha espresso parere contrario, eccezion fatta per gli emendamenti 2.512 (testo 2) e 2.518 e il Governo si è conformato a tale parere. Si riprende, pertanto, dall’emendamento 2.549.

Interviene sull’ordine dei lavori il senatore MALAN (FI-BP) per chiedere chiarimenti sulle modalità di attuazione dell’articolo 102, comma 6, del Regolamento, in relazione al ritiro degli emendamenti avvenuto nella seduta antimeridiana.

La presidente relatrice CATALFO (M5S) precisa che, in base alla prassi attuativa della norma regolamentare citata, gli emendamenti possono essere fatti propri da altro senatore qualora il ritiro venga dichiarato in fase di votazione. Qualora, invece, il ritiro avvenga anticipatamente, gli emendamenti non possono poi più essere sottoscritti e fatti propri.

Intervengono il senatore Simone BOSSI (L-SP-PSd’Az) e la senatrice MATRISCIANO (M5S) per preannunciare la trasformazione in ordini del giorno degli emendamenti di cui avevano preannunciato il ritiro nella seduta antimeridiana, qualora la determinazione della Presidenza fosse di non considerarli ritirati.

Si apre un dibattito in cui intervengono i senatori PATRIARCA (PD), MALAN (FI-BP), LAFORGIA (Misto-LeU), VITALI (FI-BP)  e TOFFANIN (FI-BP), per chiedere coerenza rispetto al dettato regolamentare e alla successione temporale delle dichiarazioni espresse nella seduta antimeridiana.

La presidente relatrice CATALFO (M5S)  chiarisce che il preannunciato ritiro degli emendamenti 2.552, 2.555 e 2.558 non ha avuto effetto, giacché, su richiesta delle opposizioni, si è convenuto di procedere articolo per articolo. Pertanto, anche per la trasformazione degli stessi emendamenti in ordini del giorno si procederà articolo per articolo.

Verificata, quindi, la presenza del prescritto numero di senatori, l’emendamento 2.549, posto ai voti, è respinto.

Gli emendamenti 2.500 e 2.551 sono sottoscritti dai senatori VITALI (FI-BP), Roberta TOFFANIN (FI-BP), Maria Alessandra GALLONE (FI-BP)  e MALAN (FI-BP).

Interviene in dichiarazione di voto il senatore VITALI (FI-BP) per ricordare che i predetti emendamenti sono finalizzati a distinguere, in senso favorevole, i nuclei familiari in cui vi sia la presenza di disabili, al fine di venire incontro alle conseguenti esigenze di maggiore spesa.

Gli emendamenti 2.500 e 2.551, all’esito di distinte e successive votazioni, risultano respinti.

L’emendamento 2.552 è ritirato e trasformato nell’ordine del giorno G/1018/12/11, pubblicato in allegato.

In relazione agli identici emendamenti 2.553 e 2.554 intervengono in dichiarazione di voto la senatrice GALLONE (FI-BP)  e il senatore BERTACCO (FdI), per ricordare che essi sono tesi a considerare i disabili presenti nel nucleo familiare come un nucleo autonomo, al fine di poter assegnare direttamente ad essi le integrazioni dei trattamenti ed evitare che i disabili gravino anche sui benefici assegnati agli altri componenti del nucleo.

Gli identici emendamenti 2.553 e 2.554, congiuntamente posti in votazione, sono respinti.

L’emendamento 2.555 (testo 2) è ritirato e trasformato nell’ordine del giorno G/1018/13/11, pubblicato in allegato.

Sull’emendamento 2.556 interviene il senatore BERTACCO (FdI), per ribadire la bontà della proposta, volta a non computare nella soglia dei 30.000 euro gli immobili sui quali il richiedente non abbia il diritto di piena proprietà.

L’emendamento 2.556, posto in votazione, è respinto.

I senatori VITALI (FI-BP), Roberta TOFFANIN (FI-BP), Maria Alessandra GALLONE (FI-BP)  e MALAN (FI-BP) sottoscrivono l’emendamento 2.557.

Il senatore VITALI (FI-BP) sottolinea che esso è volto a tutelare coloro che hanno realmente bisogno del reddito di cittadinanza e di escludere coloro che hanno più di 26 anni di età e che sono ancora a carico fiscale del nucleo familiare destinatario del beneficio. Considerato che l’emendamento non ha il parere contrario della 5a Commissione, ne caldeggia l’approvazione.

L’emendamento 2.557, posto ai voti, è respinto.

In ordine all’emendamento 2.558, il senatore Simone BOSSI (L-SP-PSd’Az) chiede una sospensione della seduta.

La PRESIDENTE, relatrice, accedendo alla richiesta, sospende quindi la seduta.

La seduta, sospesa alle ore 18,20, riprende alle ore 19,30.

L’emendamento 2.558 è dal senatore Simone BOSSI (L-SP-PSd’Az) trasformato nell’ordine del giorno G/1018/14/11, pubblicato in allegato.

In esito a distinte successive votazioni, sono quindi respinti gli identici emendamenti 2.559, 2.560, 2.561 e 2.562 (sottoscritto, quest’ultimo, dal senatore VITALI (FI-BP) e dalla senatrice TOFFANIN (FI-BP)).

Posti congiuntamente ai voti, sono quindi respinti gli identici emendamenti 2.563 e 2.564.

In esito a votazione congiunta, sono respinti gli emendamenti identici 2.565 e 2.566.

Dopo che la senatrice TOFFANIN (FI-BP) ne ha caldeggiato l’approvazione in sede di dichiarazione di voto, sono posti congiuntamente ai voti e respinti gli identici emendamenti 2.567, 2.568 e 2.569.

In esito a distinte successive votazioni, risultano respinti gli emendamenti 2.570, 2.571, 2.572 (sottoscritto dal senatore PATRIARCA (PD)), 2.573 (sottoscritto dalla senatrice PARENTE (PD)) e 2.574 (sottoscritto dal senatore VITALI (FI-BP) e dalla senatrice TOFFANIN (FI-BP)).

Gli emendamenti 2.575 e 2.576 sono dichiarati decaduti per l’assenza dei rispettivi proponenti.

Il senatore BERTACCO (FdI), dopo aver sottoscritto l’emendamento 2.577, ne raccomanda l’approvazione, segnalando che esso è volto a impedire che le disposizioni relative al reddito di cittadinanza entrino in conflitto con alcune norme in materia di immigrazione.

Posto ai voti, l’emendamento in questione risulta respinto.

Si passa alla votazione degli emendamenti riferiti all’articolo 3.

Il senatore Simone BOSSI (L-SP-PSd’Az) ritira gli emendamenti 3.293, 3.296 e 3.305.

Il senatore CIRIANI (FdI) ritira gli emendamenti da 3.253 a 3.285.

Il senatore BERTACCO (FdI), dopo averli sottoscritti, ritira gli emendamenti da 3.2 a 3.250, dolendosi dell’atteggiamento di chiusura mostrato dalle forze di maggioranza e riservandosi di chiedere alla Presidenza del Senato un termine congruo per la presentazione di ulteriori emendamenti in Assemblea, anche al fine di riproporre in quella sede alcune proposte emendative di maggioranza che non è stato possibile fare proprie in Commissione.

Quindi, in sede di dichiarazione di voto, caldeggia l’approvazione dell’emendamento 3.1, volto a introdurre provvidenze specifiche per i nuclei familiari con figli minorenni.

Posto ai voti con il parere contrario della PRESIDENTE – relatrice e del rappresentante del GOVERNO, l’emendamento 3.1 risulta respinto.

Previo parere contrario della PRESIDENTE – relatrice e del rappresentante del Governo, in esito a distinte successive votazioni, sono respinti gli emendamenti 3.251 (sottoscritto dai senatori VITALI (FI-BP), TOFFANIN (FI-BP) e CARBONE (FI-BP)) e 3.252 (sottoscritto dai senatori PATRIARCA (PD) e LAUS (PD)).

L’emendamento 3.286 è dichiarato decaduto per l’assenza dei proponenti.

Il senatore BERTACCO (FdI), intervenendo per dichiarazione di voto, raccomanda l’approvazione dell’emendamento 3.287, volto a incrementare il beneficio economico in relazione alla presenza di figli conviventi.

Posto in votazione con il parere contrario della PRESIDENTE – relatrice e del rappresentante del GOVERNO, il predetto emendamento è respinto.

Previo parere contrario della PRESIDENTE – relatrice e del rappresentante del GOVERNO, sono posti distintamente ai voti e respinti gli emendamenti 3.288, 3.289 e 3.290.

Il senatore BERTACCO (FdI), intervenendo per dichiarazione di voto, caldeggia l’approvazione dell’emendamento 3.291, che viene quindi posto in votazione con il parere contrario della PRESIDENTE – relatrice e del rappresentante del GOVERNO e risulta respinto.

Previo parere contrario della PRESIDENTE – relatrice e del rappresentante del GOVERNO, posto ai voti, è respinto l’emendamento 3.292.

Il senatore CIRIANI (FdI), intervenendo in sede di dichiarazione di voto, raccomanda l’approvazione dell’emendamento 3.294, di cui riepiloga le finalità.

Posto ai voti con il parere contrario della PRESIDENTE – relatrice e del rappresentante del GOVERNO, il predetto emendamento risulta respinto.

Previo parere contrario della PRESIDENTE – relatrice e del rappresentante del GOVERNO, posto ai voti, è respinto l’emendamento 3.295.

Il senatore CIRIANI (FdI), intervenendo per dichiarazione di voto, caldeggia l’approvazione dell’emendamento 3.297, volto a far decorrere il beneficio economico dalla data di sottoscrizione del Patto per il lavoro (o per l’inclusione) e non già dal mese successivo a quello della richiesta.

Posto in votazione con il parere contrario della PRESIDENTE – relatrice e del rappresentante del GOVERNO, l’emendamento in questione risulta respinto.

La senatrice TOFFANIN (FI-BP), intervenendo per dichiarazione di voto, raccomanda l’approvazione dell’emendamento 3.298, che subordina l’erogazione del sussidio economico all’avvenuta presa in carico del beneficiario da parte dei soggetti preposti all’attuazione delle politiche attive per il lavoro.

Posto in votazione con il parere contrario della PRESIDENTE – relatrice e del rappresentante del GOVERNO, il predetto emendamento risulta respinto.

Previo parere contrario della PRESIDENTE – relatrice e del rappresentante del GOVERNO, posti distintamente ai voti, sono respinti gli emendamenti 3.299, 3.300, 3.301, 3.302, 3.303 e 3.304.

Con il parere contrario della PRESIDENTE – relatrice e del rappresentante del GOVERNO sono posti distintamente ai voti e respinti gli emendamenti 3.306 e 3.307.

Dichiarato decaduto l’emendamento 3.308 per assenza dei proponenti, previo parere favorevole del rappresentante del GOVERNO, è posto in votazione e approvato l’emendamento 3.309 delle relatrici.

Previo parere contrario della PRESIDENTE – relatrice e del rappresentante del GOVERNO, in esito a distinte successive votazioni, risultano respinti gli emendamenti 3.310 (sottoscritto dai senatori PATRIARCA (PD), NANNICINI (PD), LAUS (PD) e PARENTE (PD)), 3.311 e 3.312.

La PRESIDENTE – relatrice esprime parere contrario sull’emendamento 3.313, ritenuto non condivisibile in quanto esclude la possibilità che gli interessati si rechino di persona presso i centri per l’impiego.

Si associa il rappresentante del GOVERNO.

Posto ai voti, l’emendamento 3.313 risulta respinto.

Previo parere contrario della PRESIDENTE – relatrice e del rappresentante del GOVERNO, in esito a distinte votazioni, risultano respinti gli emendamenti 3.314, 3.315, 3.316, 3.317, 3.318, 3.319, 3.320 e 3.321.

Posti congiuntamente ai voti con il parere contrario della PRESIDENTE – relatrice e del rappresentate del GOVERNO, risultano respinti gli identici emendamenti 3.322 e 3.323.

La senatrice PARENTE (PD), intervenendo per dichiarazione di voto, raccomanda l’approvazione degli identici emendamenti 3.324, 3.325 e 3.326, volti a sopprimere le previsioni relative al termine di utilizzo del beneficio economico e ai controlli sulle spese effettuate dai beneficiari.

Posti in votazione congiuntamente, previo parere contrario della PRESIDENTE – relatrice e del rappresentante del GOVERNO, gli identici emendamenti in questione risultano respinti.

La senatrice TOFFANIN (FI-BP) interviene per dichiarazione di voto, caldeggiando l’approvazione dell’emendamento 3.327, volto a eliminare i controlli sulle spese effettuate dai beneficiari, ritenuti lesivi della riservatezza e difficilmente effettuabili.

Previo parere contrario della PRESIDENTE – relatrice e del rappresentante del GOVERNO, dopo l’aggiunta di firma da parte dei senatori  CARBONE (FI-BP) e VITALI (FI-BP), il predetto emendamento è posto in votazione e risulta respinto.

Il senatore CIRIANI (FdI), intervenendo per dichiarazione di voto, raccomanda l’approvazione dell’emendamento 3.328, volto a rendere meno stringente la tempistica di utilizzazione del beneficio economico, nel presupposto che non siano questi gli strumenti idonei a fornire uno stimolo alla crescita dei consumi.

Posto in votazione con il parere contrario della PRESIDENTE – relatrice e del rappresentante del GOVERNO, l’emendamento in questione risulta respinto.

Previo parere contrario della PRESIDENTE – relatrice e del rappresentante del GOVERNO, in esito a distinte votazioni, sono infine respinti gli emendamenti 3.329 e 3.330.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 20,20.

ORDINI DEL GIORNO AL DISEGNO DI LEGGE (AL TESTO DEL DECRETO-LEGGE) 

N. 1018

G/1018/12/11 (già 2.552)

GUIDOLINMATRISCIANOAUDDINOBOTTOCAMPAGNANOCERINOROMAGNOLIPUGLIAORTISMORONESETRENTACOSTE

Il Senato, in sede d’esame del disegno di legge recante «Conversione in legge del decreto legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni.»;

premesso che:

l’articolo 2 stabilisce quali requisiti debbano possedere i soggetti beneficiari del Reddito di cittadinanza e della Pensione di cittadinanza;

in particolare il comma 1, lettera b) numero 4) del citato articolo stabilisce che il nucleo familiare deve possedere un valore del reddito familiare inferiore ad una soglia di euro 6.000 annui moltiplicata per il corrispondente parametro della scala di equivalenza di cui al comma 4. La predetta soglia è incrementata ad euro 7.560 ai fini dell’accesso alla Pensione di cittadinanza. In ogni caso la soglia è incrementata ad euro 9.360 nei casi in cui il nucleo familiare risieda in abitazione in locazione, come da dichiarazione sostitutiva unica (DSU) ai fini ISEE;

impegna il Governo a valutare l’opportunità di:

prevedere che il parametro della scala di equivalenza, di cui al comma 1, lettera b), numero 4), dell’articolo 2 del decreto-legge in esame sia pari ad 1 per il primo componente del nucleo familiare ed incrementato di 0,5 per ogni ulteriore componente con disabilità di età maggiore di anni 18 e di 0,3 per ogni ulteriore componente minorenne con disabilità.

G/1018/13/11 (già 2.555 testo 2)

PESCOMATRISCIANOAUDDINOGUIDOLINBOTTOCAMPAGNANOCERINOROMAGNOLIPUGLIAORTISL’ABBATEMORONESEGALLICCHIODELL’OLIOTRENTACOSTEACCOTOPRESUTTO

Il Senato, in sede d’esame del disegno di legge recante «Conversione in legge del decreto legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni.»;

premesso che:

l’articolo 2 stabilisce quali requisiti debbano possedere i soggetti beneficiari del Reddito di cittadinanza e della Pensione di cittadinanza;

il comma 5 dello stesso articolo stabilisce che, ai fini del RdC, il nucleo familiare è definito ai sensi dell’articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 159 del 2013 e che, in ogni caso, anche per la richiesta di prestazioni sociali agevolate diverse dal RdC, ai fini della definizione del nucleo familiare, valgono le seguenti disposizioni, la cui efficacia cessa dal giorno di entrata in vigore delle corrispondenti modifiche del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 159 del 2013: a) i coniugi permangono nel medesimo nucleo anche a seguito di separazione o divorzio, qualora continuino a risiedere nella stessa abitazione; b) il figlio maggiorenne non convivente con i genitori fa parte del nucleo familiare dei genitori esclusivamente quando è di età inferiore a 26 anni, è nella condizione di essere a loro carico a fini IRPEF, non è coniugato e non ha figli;

impegna il Governo a valutare l’opportunità di:

riconoscere al figlio maggiorenne, di cui alla lettera b) del comma 5 dell’articolo 2 del decreto-legge in esame, il diritto, a titolo di sostegno all’istruzione e alla formazione, ad una maggiorazione del 15 per cento dell’importo del RdC nel caso in cui risulti iscritto ad un corso di laurea o post laurea presso una Università, ovvero presso un’istituzione AFAM, ubicata in un comune diverso da quello di residenza, distante da quest’ultimo almeno 100 chilometri e comunque in una provincia diversa, sia in regola con il percorso di studi e non sia già beneficiario di borsa di studio, prevedendo altresì che il requisito della distanza si intenda rispettato anche all’interno della stessa provincia e sia ridotto a 50 chilometri per gli studenti residenti in zone montane o disagiate.

G/1018/14/11 (già 2.558)
PIZZOLSIMONE BOSSIDE VECCHIS

Il Senato, in sede d’esame del disegno di legge recante «Conversione in legge del decreto legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni.»;

premesso che:

l’articolo 2, comma 6, del suddetto decreto-legge n. 4, ai fini del riconoscimento del Reddito di cittadinanza, opera già un’esclusione dal computo del reddito del nucleo familiare di alcuni trattamenti e benefici;

impegna il Governo a valutare l’opportunità di:

escludere dal suddetto computo anche l’assegno di cui all’articolo 1, comma 125, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, nonché il premio alla nascita o di adozione e il buono nido di cui, rispettivamente, ai commi 353 e 355 dell’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n 232, e successive modificazioni.

83ª Seduta (antimeridiana)

Presidenza della Presidente
CATALFO 

Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Cominardi.                              

La seduta inizia alle ore 9,10.

SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI  

La presidente CATALFO ricorda che per le sedute della Commissione relative all’esame del disegno di legge n. 1018 è stata richiesta la pubblicità dei lavori, ai sensi dell’articolo 33, comma 4, del Regolamento del Senato, sulla quale la Presidenza ha già fatto conoscere il proprio assenso. Dispone pertanto l’attivazione del circuito  audiovisivo.

IN SEDE REFERENTE 

(1018) Conversione in legge del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni,

– e petizione n. 2 ad esso attinente

(Seguito dell’esame e rinvio) 

Prosegue l’esame, sospeso nella seduta notturna di ieri.

La PRESIDENTE – relatrice ricorda che nella precedente seduta si è proceduto alla votazione degli emendamenti fino all’emendamento 2.508.

Si passa quindi alla votazione dei restanti emendamenti relativi all’articolo 2, sui quali la Presidente relatrice e il rappresentante del Governo hanno espresso parere contrario, eccezion fatta per gli emendamenti 2.512 ( testo 2) e 2.518.

Le senatrici TOFFANIN (FI-BP) e GALLONE (FI-BP) aggiungono la firma all’emendamento 2.509, che, verificata la presenza del previsto numero di senatori, posto in votazione, non è approvato.          

L’emendamento 2.510 è dichiarato decaduto per assenza del proponente.       

Sull’emendamento 2.511 interviene in dichiarazione di voto favorevole il senatore BERTACCO (FdI), che ribadisce la ratio della proposta emendativa.

Per una dichiarazione di voto contraria sul medesimo emendamento interviene il senatore LAUS (PD), che evidenzia molte delle criticità insite nel provvedimento nel suo complesso e ne lamenta la scarsa incisività nelle misure di contrasto alla povertà.

Posto in votazione, l’emendamento 2.511 non è approvato.

Con il parere favorevole della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del GOVERNO, l’emendamento 2.512 (testo 2), posto ai voti, è approvato.

Il senatore BERTACCO (FdI) interviene in dichiarazione di voto sull’emendamento 2.513, che, posto in votazione, è respinto.     

Con successiva votazione è altresì respinto l’emendamento 2.514.

Per dichiarazione di voto favorevole sull’emendamento 2.515 interviene la senatrice TOFFANIN (FI-BP), che rammenta il recente dibattito in tema di caregiver familiare affrontato in Commissione.

Si associa alle considerazioni testé svolte anche il senatore PATRIARCA (PD), che si dichiara favorevole all’approvazione dell’emendamento.

Dopo un breve dibattito in cui intervengono la senatrice TOFFANIN (FI-BP) e la presidente CATALFO (M5S) – relatrice, posto ai voti, l’emendamento 2.515 non è approvato.

Sull’emendamento 2.578 (testo 2) intervengono in dichiarazione di voto favorevole le senatrici PARENTE (PD), TOFFANIN (FI-BP) e il senatore LAFORGIA (Misto-LeU), che aggiunge la propria firma e ne chiede l’accantonamento.

L’emendamento 2.578 (testo 2) è accantonato.

Posto in votazione, l’emendamento 2.516 è respinto.

I senatori CARBONE (FI-BP), TOFFANIN (FI-BP), GALLONE (FI-BP) e MALLEGNI (FI-BP) aggiungono la firma all’emendamento 2.517.

La senatrice TOFFANIN (FI-BP) interviene per dichiarazione di voto favorevole su tale proposta, ribadendo che mira ad una restrizione della platea dei beneficiari.

Posto in votazione, l’emendamento 2.517 è respinto.

Il senatore AUDDINO (M5S) interviene per dichiarazione di voto favorevole sull’emendamento 2.518, che impedisce la fruizione del sussidio a coloro che risultino disoccupati a seguito di dimissioni volontarie.

Il senatore NANNICINI (PD) fa notare che l’emendamento 2.518 ha la medesima ratio del successivo 2.519.

Con il parere favorevole della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del GOVERNO, posto in votazione, l’emendamento 2.518 è approvato, risultano conseguentemente preclusi gli emendamenti da 2.519 a 2.525.      

Il senatore BERTACCO (FdI) interviene in dichiarazione di voto favorevole sull’emendamento 2.526, che, posto in votazione, è respinto.

Con successiva votazione, è respinto l’emendamento 2.527.

I senatori TOFFANIN (FI-BP), GALLONE (FI-BP), CARBONE (FI-BP) e MALLEGNI (FI-BP) aggiungono la firma agli emendamenti 2.528, 2.529, 2.530, 2.531, 2.532 e 2.533.

La senatrice GALLONE (FI-BP) interviene in dichiarazione di voto favorevole sull’emendamento 2.528, che, posto ai voti, non è approvato.

Per dichiarare il voto favorevole sull’emendamento 2.529, interviene la senatrice TOFFANIN (FI-BP).

Posto ai voti, l’emendamento 2.529 è respinto.

La senatrice GALLONE (FI-BP) sostiene l’emendamento 2.530, ribadendo che garantisce maggiori tutele per i cittadini italiani.

Posto ai voti, l’emendamento 2.530 non è approvato.

La senatrice TOFFANIN (FI-BP) si dichiara favorevole all’approvazione degli emendamenti 2.531 e 2.532, che, con distinte e successive votazioni, sono respinti.

La senatrice PARENTE (PD) annuncia il voto contrario del Gruppo PD sull’emendamento 2.533, mentre il senatore LAUS (PD), in dissenso dal proprio Gruppo, annuncia che non parteciperà alla votazione.

Posto in votazione, l’emendamento 2.533 è respinto.

Con distinte e successive votazioni, sono respinti gli emendamenti 2.534 e 2.535.

Il senatore PATRIARCA (PD) sostiene l’emendamento 2.536, che mira a sostenere le famiglie numerose e non incide sulla struttura del provvedimento.

Posto in votazione, l’emendamento 2.536 è respinto.

La senatrice PARENTE (PD), intervenendo in dichiarazione di voto sull’emendamento 2.537, critica il parametro della scala di equivalenza adottato.

Anche il senatore LAFORGIA (Misto-LeU), nel rammentare la propria disponibilità al confronto con i senatori della maggioranza per migliorare le criticità evidenziate nel provvedimento, lamenta che l’adozione del parametro della scala di equivalenza non mira a sostenere le famiglie più fragili, quali quelle numerose o con portatori di handicap, e invita a riconsiderare la portata dell’emendamento 2.537.

Si associa alle considerazioni del senatore Laforgia anche la senatrice TOFFANIN (FI-BP).

Interviene il senatore AUDDINO (M5S), che ricorda i parametri dalla scala di equivalenza finora adottata, non adeguati a sostenere i nuclei familiari più deboli.  

Dopo la dichiarazione di voto favorevole del senatore BERTACCO (FdI), posto in votazione, l’emendamento 2.537 è respinto.

Dopo che il senatore LAUS (PD) è intervenuto in dichiarazione di voto favorevole, è respinto l’emendamento 2.538.

Con distinte e successive votazioni, sono altresì respinti gli emendamenti 2.539 e 2.540.

Il senatore NANNICINI (PD) annuncia il voto favorevole sull’emendamento 2.541, che mira a sostenere le famiglie più numerose rispetto a quelle monocomponente.

Dopo la dichiarazione di voto contrario del senatore AUDDINO (M5S), posto ai voti, l’emendamento 2.541 non è approvato.

L’emendamento 2.542, posto in votazione, è respinto.

Il senatore MALLEGNI (FI-BP), dopo aver aggiunto la firma all’emendamento 2.543, interviene in dichiarazione di voto favorevole, ribadendo la necessità di modificare i parametri della scala di equivalenza al fine di renderli più vantaggiosi per le famiglie numerose.

Il senatore LAUS (PD) si associa alle considerazioni testé formulate.

Posto in votazione, l’emendamento 2.543 è respinto.

I senatori MALLEGNI (FI-BP), CARBONE (FI-BP) e Maria Alessandra GALLONE (FI-BP) sottoscrivono l’emendamento 2.544.

La senatrice TOFFANIN (FI-BP) sostiene l’emendamento 2.544, che stanzia risorse a favore delle famiglie con portatori di handicap.

Posto ai voti, l’emendamento 2.544 non è approvato.

Su richiesta della senatrice TOFFANIN (FI-BP), la presidente relatrice CATALFO (M5S) dispone una breve sospensione della seduta.

La seduta, sospesa alle ore 10,55, riprende alle ore 11,20.

La senatrice TOFFANIN (FI-BP) presenta gli emendamenti 6.4 (testo 2) e 5.48 (testo 2), pubblicati in allegato, intesi a recepire i contenuti del parere della Commissione bilancio.

Il senatore AUDDINO (M5S) ritira l’emendamento 2.545 (testo 2). La presentazione dell’emendamento era volta a rafforzare il contributo a favore di famiglie numerose che debbano sostenere anche un affitto, ma ragioni di tipo finanziario suggeriscono il ritiro della proposta. Riconosce tuttavia come la norma prevista dal testo base intervenga già in misura significativa a favore di tali famiglie.

La senatrice GALLONE (FI-BP) interviene per evidenziare l’opportunità che la maggioranza tenga conto degli apporti costruttivi dei Gruppi di opposizione, specie quando questi siano rivolti all’introduzione di misure di buon senso, come in relazione all’emendamento in esame. Sottolinea in proposito la buona fede del suo Gruppo di appartenenza, cui deve ascriversi il merito di aver palesato un vulnus evidente nella proposta in esame, riconosciuto dallo stesso Governo.

Il senatore LAUS (PD), nell’intervenire criticamente sul ritiro dell’emendamento da parte del collega, esprime l’auspicio che il Governo chiarisca dove intenda attingere le risorse previste per il provvedimento in discussione.

Si passa quindi all’esame dell’emendamento 2.546, sottoscritto dai senatori Maria Alessandra GALLONE (FI-BP), CARBONE (FI-BP) e MALLEGNI (FI-BP).

Nell’intervenire per dichiarazione di voto, la senatrice TOFFANIN (FI-BP) rileva l’importanza di tale emendamento, volto a favorire famiglie con disabili a carico.

Messo ai voti l’emendamento 2.546, con parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del GOVERNO, risulta respinto.

Viene di seguito messo ai voti l’emendamento 2.547 con parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del GOVERNO, che risulta respinto.

Si passa quindi all’esame dell’emendamento 2.548, contestualmente sottoscritto dal senatore MALLEGNI (FI-BP), il quale chiede di sottoscrivere anche una serie di successivi emendamenti.

La presidente relatrice CATALFO (M5S) invita il senatore Mallegni a segnalare di volta in volta gli emendamenti su cui intende porre la propria firma.

Interviene per dichiarazione di voto favorevole la senatrice PARENTE (PD) che sottolinea l’importanza delle agevolazioni a beneficio delle famiglie con minori. Ricorda altresì la disponibilità palesata dalle forze politiche di minoranza ad introdurre modifiche migliorative del testo. Rileva quindi come le consistenti risorse messe a disposizione per il provvedimento in esame dovrebbero essere destinate in modo molto puntuale, stimolando in particolare la rete locale del sistema di welfare.

Messo ai voti l’emendamento 2.548, con parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del GOVERNO, risulta respinto.

La seduta, sospesa alle ore 11,50, riprende alle ore 12,25.

La presidente relatrice CATALFO (M5S), tenuto conto dell’impegno parlamentare del gruppo di Forza Italia, preannuncia una rapida conclusione della seduta antimeridiana, con la prosecuzione dei lavori alla successiva seduta pomeridiana, già prevista per le ore 17,30.

Intervenendo sull’ordine dei lavori, la senatrice MATRISCIANO (M5S) preannuncia l’intenzione di ritirare gli emendamenti 2.552, 2.555, 4.152, 5.51, 5.87, 5.88, 6.12, 6.18, 7.44, 7.0.1, 8.40, 8.53, 8.60, 9.0.2, 15.2 e 20.9.

Interviene di seguito il senatore Simone BOSSI (L-SP-PSd’Az) per preannunciare l’intendimento di ritirare gli emendamenti 2.558, 3.293, 3.296, 3.305, 4.30, 4.129, 4.131, 4.141, 6.2, 7.14, 8.25, 8.58, 9.3, 12.36, 13.4, 13.0.3 (testo 3), 14.18, 15.0.3, 15.0.4, 15.0.5, 20.8, 25.1 e 25.4.

Intervenendo sull’ordine dei lavori, la senatrice TOFFANIN (FI-BP) rileva criticamente come, con l’annuncio di ritiro di emendamenti riferiti anche ad articoli successivi del provvedimento, testé effettuato da parte di esponenti della maggioranza, si sia agito in termini diversi da quelli concordati in precedenza.

Il senatore LAUS (PD) stigmatizza a sua volta il metodo adottato dopo la sospensione dei lavori. A suo giudizio il lavoro ad intermittenza fin qui svolto dalla Commissione non può essere in alcun modo ascritto al suo Gruppo di appartenenza, né in generale all’atteggiamento delle forze di opposizione.

Il senatore LAFORGIA (Misto-LeU), pur esprimendo rispetto per il ruolo della Presidente, rileva come a suo giudizio lo svolgimento della seduta risulti lesivo di quanto già concordato.

Il senatore PATRIARCA (PD) sottolinea l’atteggiamento estremamente corretto da parte delle minoranze nel presentare emendamenti di merito. Il suo Gruppo di appartenenza aveva chiesto di poter procedere ad un confronto ordinato sul testo. Chiede quindi che ci si attenga a quanto già concordato in sede di Ufficio di Presidenza in merito alla procedura di esame del provvedimento.

Il senatore MALLEGNI (FI-BP) stigmatizza il comportamento della Presidente, ricordando che gli era stata preclusa in precedenza la possibilità di apporre la propria firma su diversi emendamenti, perché non ancora oggetto di discussione. Rileva criticamente come il cambiamento di metodo testé adottato rischi di incrinare quel rapporto di correttezza istituzionale che la Presidente dovrebbe, viceversa, tutelare.

La presidente relatrice CATALFO (M5S) riafferma la correttezza del proprio operato. Ribadisce peraltro di voler proseguire l’esame del provvedimento con il metodo già concordato in precedenza, ovvero esaminando puntualmente gli emendamenti, ferma restando la facoltà dei senatori di poter procedere in ogni momento al ritiro delle proposte emendative non ancora in discussione.

Il senatore MALLEGNI (FI-BP) ribadisce le proprie critiche, protestando per il fatto che la Presidente, dopo avergli precluso la possibilità di sottoscrivere anticipatamente alcune proposte emendative, con l’argomentazione che non erano in quel momento in discussione, sembra consentire ora invece alla maggioranza di ritirare in blocco alcune delle proprie, riferite anche ad altri articoli del decreto-legge. Giudica tale atteggiamento non consono a quella terzietà che la Presidenza dovrebbe sempre assicurare. In segno di protesta, abbandona l’aula della Commissione.

La senatrice MATRISCIANO (M5S) stigmatizza le critiche del senatore Mallegni alla Presidente.

Il senatore BERTACCO (FdI) interviene per sottolineare che non tutti gli emendamenti ritirati, a termini di Regolamento, avrebbero potuto esserlo. Richiama ad esempio l’emendamento 5.88, di cui la senatrice Matrisciano ha testé preannunciato il ritiro, pur non essendone firmataria.

La presidente relatrice CATALFO (M5S) interviene ribadendo la propria disponibilità a venire incontro alle forze di opposizione in ordine al metodo di discussione del disegno di legge in esame.

La senatrice UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) critica l’abbandono perentorio dell’aula da parte del senatore Mallegni, esprimendo piena solidarietà alla Presidente.

Il senatore ROMAGNOLI (M5S) dichiara inaccettabile l’atteggiamento di chi si allontani dall’aula in modo tanto irrispettoso e ritiene altrettanto inqualificabili le offese, anche di tipo personale, che taluni Senatori di opposizione hanno rivolto ai membri di maggioranza della Commissione.

La senatrice GALLONE (FI-BP) rileva come il clima teso in Commissione discenda dall’evidente tentativo delle forze di maggioranza di annichilire le prerogative delle minoranze. A suo giudizio i Gruppi di opposizione hanno, viceversa, inteso partecipare ai lavori sul provvedimento in esame con spirito costruttivo e senza intenti ostruzionistici.

Il senatore PATRIARCA (PD), nel ribadire stima e fiducia nella Presidente, rileva tuttavia come nessun esponente del suo Gruppo ha mai inteso utilizzare termini e modi offensivi nei confronti dei colleghi della maggioranza. Auspica che l’iter di esame del provvedimento possa proseguire in modo ordinato, esprimendo altresì rammarico per il fatto che emendamenti di grande ragionevolezza, presentati dalle forze di minoranza, non siano stati neppure presi in considerazione.

Il senatore Simone BOSSI (L-SP-PSd’Az), nel ribadire la stima dei confronti della Presidente, auspica da parte di taluni colleghi atteggiamenti di maggiore umiltà ed improntati a spirito costruttivo, lamentando di essere stato egli stesso oggetto di scherno in precedenti interventi.

Il senatore LAFORGIA (Misto-LeU), pur esprimendo solidarietà alla Presidente, critica l’atteggiamento della maggioranza, che sta impedendo qualunque contributo costruttivo da parte delle opposizioni, talvolta orientato semplicemente a far rientrare taluni profili del provvedimento in discussione nel perimetro della piena costituzionalità.

La senatrice TOFFANIN (FI-BP), pur riconoscendo la disponibilità fin qui dimostrata dalla Presidente, evidenzia come le scelte dell’Esecutivo stiano compromettendo la ricchezza della discussione parlamentare. Peraltro l’importanza del provvedimento in discussione giustifica l’attivismo delle minoranze, volto ad offrire un contributo migliorativo al testo in esame.

Il senatore BERTACCO (FdI) esprime solidarietà nei confronti della Presidente per quanto accaduto, ma ribadisce la necessità che si adotti uno spirito maggiormente collaborativo.

La senatrice PARENTE (PD), nel rivendicare la correttezza dell’operato del suo Gruppo, evidenzia che il ritiro di tutti gli emendamenti da parte della maggioranza comprometta questo spirito collaborativo. Ricorda altresì alla Presidente che, in quanto relatrice del provvedimento, è portatrice di responsabilità addizionali, anche in relazione alla dialettica che deve necessariamente esistere fra maggioranza e minoranza.

La presidente relatrice CATALFO (M5S)  rinvia quindi il seguito dell’esame.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 13,30.

EMENDAMENTI AL DISEGNO DI LEGGE (AL TESTO DEL DECRETO-LEGGE) 

N. 1018

5.48 (testo 2)

VITALITOFFANINFLORISDE POLICARBONESACCONE

Al comma 1, dopo il terzo periodo, inserire il seguente:

«Le richieste della Pensione di Cittadinanza possono essere presentate presso gli istituti di patronato di cui alla legge 30 marzo 2001, n. 152 e valutate come al numero 8 della Tabella D allegata al decreto del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali del 10 ottobre 2008, n. 193. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al precedente periodo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.».

6.4 (testo 2)

GALLONETOFFANINFLORISDE POLICARBONESACCONE

Al comma 1 aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Tali piattaforme saranno implementate attraverso il sistema di cooperazione applicativa con i sistemi informativi regionali del lavoro, in coerenza con l’articolo 13 del decreto legislativo n. 150 del 2015. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al precedente periodo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.».

82ª Seduta (notturna)

Presidenza della Presidente

CATALFO 

Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Cominardi.                             

La seduta inizia alle ore 21.

81ª Seduta (2ª pomeridiana)
Presidenza della Presidente

CATALFO 
Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Cominardi.                            

La seduta inizia alle ore 18,10.

SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI  
La presidente 
CATALFO ricorda che per le sedute della Commissione relative all’esame del disegno di legge n. 1018 è stata richiesta la pubblicità dei lavori, ai sensi dell’articolo 33, comma 4, del Regolamento del Senato, sulla quale la Presidenza ha già fatto conoscere il proprio assenso. Dispone pertanto l’attivazione del circuito  audiovisivo.

IN SEDE REFERENTE 

(1018) Conversione in legge del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni,

– e petizione n. 2 ad esso attinente

(Seguito dell’esame e rinvio) 

Prosegue l’esame, sospeso nella prima seduta pomeridiana di oggi.

La presidente relatrice CATALFO (M5S) comunica che, avendo la Commissione bilancio terminato l’esame di tutti gli emendamenti, si potrà procedere con le votazioni.
Inoltre, in considerazione del nuovo calendario dei lavori dell’Assemblea, che prevede l’incardinamento del disegno di legge a partire da lunedì 25 febbraio alle ore 10,30, propone una organizzazione dei lavori, nel rispetto delle esigenze manifestate da alcuni Gruppi parlamentari, che prevede per la giornata odierna, oltre alla seduta in corso, seduta alle ore 21; per mercoledì 20 seduta dalle 9 alle 13.30, dalle 17.30 alle 20 e dalle ore 21; per giovedì 21 seduta dalle 9 alle 13.30, dalle 16 alle 20 e dalle 21; per venerdì 22 e sabato 23 seduta dalle 9 alle 13, dalle 14 alle 20 e dalle ore 21; per domenica 24 seduta dalle 9 alle 13.
Il senatore 
VITALI (FI-BP) chiede di non prevedere sedute notturne, garantendo l’impegno del suo Gruppo a non fare ostruzionismo e a rendere celeri le operazioni di voto.
La senatrice 
UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) esprime l’auspicio che le forze di maggioranza abbiano finalmente raggiunto un accordo, così da permettere un proficuo andamento dei lavori ed evitare ulteriori situazioni di paralisi, come accaduto nei giorni precedenti, con disagio per tutti i senatori.
La senatrice 
PARENTE (PD) invita la Presidente a organizzare i lavori nel miglior modo possibile, anche modulando le sedute sulla base delle esigenze che dovessero manifestarsi nel corso dell’esame del provvedimento. Si compiace del fatto che la richiesta del suo Gruppo di procedere alle votazioni in modo ordinato e solo una volta terminato l’esame da parte della Commissione bilancio sia stata comunque accolta, a testimonianza della sua validità e della sua ragionevolezza. Conclusivamente sollecita tutti al rispetto per le istituzioni e per il lavoro che si dovrà svolgere.
Interviene incidentalmente la senatrice 
TOFFANIN (FI-BP) per confermare la massima disponibilità del suo Gruppo a favore del buon andamento dei lavori, a prescindere dal numero di sedute che si renderanno necessarie per l’esame del provvedimento. 
La 
PRESIDENTE ritiene opportuno mantenere la proposta di calendario testé illustrata, riservandosi di valutarne una modificazione nel caso in cui i lavori dovessero procedere più speditamente del previsto. 

La Commissione conviene.
Si passa all’esame dell’unico emendamento riferito all’articolo 1 del disegno di legge di conversione.
La presidente relatrice 
CATALFO (M5S) esprime parere contrario sull’emendamento x1.1 (già 1.18).
Il rappresentante del GOVERNO si esprime in modo conforme.
In sede di dichiarazione di voto sull’emendamento (già 1.18) interviene il senatore 
NANNICINI (PD), che evidenzia la visione alternativa offerta dal Partito Democratico in materia previdenziale. 
Previa verifica del numero legale, l’emendamento x1.1 (già 1.18), posto ai voti, è respinto.
Si passa all’esame degli emendamenti riferiti all’articolo 1 del decreto-legge.
Il senatore 
BERTACCO (FdI) dichiara di sottoscrivere tutti gli emendamenti a firma del senatore Ciriani.
La presidente-relatrice 
CATALFO (M5S) ne prende atto. Esprime quindi parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all’articolo 1.
Concorda il rappresentante del Governo.
La senatrice 
TOFFANIN (FI-BP) annuncia il voto favorevole sull’emendamento 1.1, volto a introdurre il “reddito di dignità” e la “pensione di dignità” a tutela soprattutto delle famiglie numerose, degli anziani e dei disabili.
Posto ai voti, l’emendamento 1.1 è respinto.
L’emendamento 1.14 viene dichiarato decaduto per assenza del proponente.
Per sollecitare l’approvazione dell’emendamento 1.15 interviene il senatore 
BERTACCO (FdI), che ne richiama brevemente il contenuto. Nello specifico, l’emendamento propone, tra l’altro, di introdurre un reddito per l’infanzia; di aumentare gli incentivi per le imprese che assumeranno un beneficiario di reddito di cittadinanza e il contributo per chi, tra questi, darà vita invece a una nuova attività; di garantire condizioni agevolate ai mutui prima casa per giovani coppie.
Posto ai voti, l’emendamento 1.15 risulta respinto.
La senatrice 
PARENTE (PD) interviene in dichiarazione di voto sull’emendamento 1.2, che si propone di ampliare la platea dei beneficiari del Reddito di inclusione e di aumentarne il beneficio mensile, di rafforzare i servizi sociali, di aumentare il Fondo povertà, di istituire il Fondo per il potenziamento delle politiche attive per il lavoro, di permettere alle Regioni nuove assunzioni, di stabilizzare il personale di ANPAL Servizi Spa e di ampliare la platea di chi riceve l’assegno di ricollocazione. A suo parere le esigenze di chi cerca lavoro e di chi vive in una situazione di disagio sono differenti; inserire nello stesso provvedimento misure di sostegno alla povertà e politiche attive per il lavoro è quindi una aberrazione che porterà a risultati opposti a quelli desiderati. Conclude dichiarando il voto favorevole del suo Gruppo.

L’emendamento 1.2, posto ai voti, è respinto.

È poi posto ai voti e respinto l’emendamento 1.3.

Il senatore VITALI (FI-BP) annuncia il voto favorevole sull’emendamento 1.4, con il quale il suo Gruppo intende farsi portatore delle esigenze dei cittadini in condizione di povertà assoluta e in luogo della misura del reddito di cittadinanza prevede una serie di incentivi all’occupazione, per favorire un aumento dei posti di lavoro a tempo indeterminato.

L’emendamento 1.4, posto ai voti, è respinto.

Il senatore BERTACCO (FdI) dichiara voto favorevole sull’emendamento 1.5, che trasforma il reddito di cittadinanza in una misura sperimentale per la durata di un triennio.

L’emendamento 1.5, posto ai voti, è respinto.

A seguito di successive e distinte votazioni sono del pari respinti gli emendamenti da 1.6 a 1.13.

Il senatore LAFORGIA (Misto-LeU) interviene in dichiarazione di voto favorevole sull’emendamento 1.16, che intende includere tra i beneficiari del reddito di cittadinanza anche i minori in condizione di povertà assoluta, che ammontano a più di un milione.

L’emendamento 1.16, posto ai voti, è respinto.

Per sostenere l’emendamento 1.17 ha nuovamente la parola il senatore LAFORGIA (Misto-LeU), che giudica una contraddizione definire il reddito di cittadinanza come livello essenziale delle prestazioni e poi condizionarlo alle risorse disponibili. Ritiene infatti che il dettato dell’articolo 81 della Costituzione vada conciliato con i diritti incomprimibili delle persone, nel rispetto anche di alcune sentenze della Corte costituzionale in materia.

Posto ai voti, l’emendamento 1.17 risulta respinto.

Per dichiarazione di voto favorevole sull’emendamento 1.19 interviene il senatore MALLEGNI (FI-BP), che ritiene indispensabile, anche nel rispetto degli impegni presi dal suo partito nel corso dell’ultima campagna elettorale e a testimonianza di una idea diversa di Stato sociale, portare le pensioni minime a 1.000 euro.

Posto ai voti, l’emendamento 1.19 è respinto.

Il senatore LAUS (PD), dopo essersi associato alle parole del senatore Laforgia in occasione dell’intervento sull’emendamento 1.17, sottoscrive e annuncia il voto favorevole sull’emendamento 1.20, che, posto ai voti, è respinto.

L’emendamento 1.21, dopo che è stato sottoscritto dal senatore PATRIARCA, viene posto ai voti e risulta respinto. 

Previa dichiarazione di voto favorevole del senatore BERTACCO (FdI), l’emendamento 1.22, che mira a sostenere i nuclei familiari composti da persone con disabilità gravi, posto ai voti, risulta respinto.

Sono del pari respinti, a seguito di successive e distinte votazioni, gli emendamenti 1.23 e 1.24.

Il senatore Simone BOSSI (L-SP-PSd’Az) ritira l’emendamento 1.25 (testo 2).

I senatori VITALI (FI-BP), CARBONE (FI-BP) e Roberta TOFFANIN (FI-BP), che interviene anche in dichiarazione di voto favorevole, sottoscrivono l’emendamento 1.26.

Posto ai voti, l’emendamento 1.26 non è approvato.

È del pari respinto, dopo che i senatore VITALI (FI-BP) e Maria Alessandra GALLONE (FI-BP) lo hanno sottoscritto, l’emendamento 1.27.

Si passa all’esame degli emendamenti riferiti all’articolo 2.

La presidente relatrice CATALFO (M5S) esprime parere contrario su tutti gli emendamenti, fatta eccezione per le proposte 2.2 e 2.8 (testo 2), sulle quali il parere è favorevole.

Concorda il rappresentante del GOVERNO.

Per dichiarare il voto favorevole sull’emendamento 2.1, che introduce nuovi requisiti in materia di cittadinanza e di residenza per il godimento del beneficio del reddito di cittadinanza, interviene il senatore BERTACCO (FdI).

L’emendamento 2.1, posto ai voti, è respinto.

Posto ai voti, è invece approvato l’emendamento 2.2.

A seguito di successive e distinte votazioni sono respinti gli emendamenti da 2.3 a 2.6.

Per dichiarazione di voto favorevole sull’emendamento 2.7 interviene il senatore PATRIARCA (PD), che giudica anticostituzionale il requisito dei 10 anni di residenza in Italia.

L’emendamento 2.7, posto ai voti, è respinto.

La Commissione approva invece l’emendamento 2.8 (testo 2).

Gli emendamenti 2.9 e 2.10 sono dichiarati decaduti per assenza dei proponenti.

Sull’emendamento 2.11 interviene in dichiarazione di voto il senatore LAFORGIA (Misto-LeU), che contesta la scelta della maggioranza – a suo parere volta esclusivamente a ridurre la platea dei beneficiari del reddito di cittadinanza, a prescindere dalle loro effettive condizioni di bisogno – di prevedere il requisito dei dieci anni di residenza in Italia. Giudica tale previsione, che colpisce soprattutto alcune categorie di persone, prevalentemente composte da stranieri, in palese contrasto con numerose sentenze della Corte costituzionale, che impongono il rispetto del principio universale dell’uguaglianza dei cittadini.

L’emendamento 2.11, posto ai voti, è respinto.

Sono altresì respinti, all’esito di successive e distinte votazioni, gli emendamenti 2.12 e 2.13.

L’emendamento 2.14 viene sottoscritto dalla senatrice MATRISCIANO (M5S), che lo ritira.

In sede di dichiarazione di voto sull’emendamento 2.15 interviene il senatore NANNICINI (PD), che ritiene opportuno ridurre da dieci anni a due il requisito della residenza in Italia, anche a tutela anche degli italiani che risiedevano all’estero e che sono rientrati nel nostro Paese e dei senza fissa dimora. Dichiara infine il voto favorevole del suo Gruppo. 

L’emendamento 2.15, posto ai voti, non è approvato.

Dopo dichiarazione di voto favorevole del senatore LAUS (PD), l’emendamento 2.16, posto ai voti risulta respinto.

Posto ai voti è altresì respinto l’emendamento 2.17, mentre l’emendamento 2.18 viene dichiarato decaduto per assenza del proponente.

A seguito di successive e distinte votazioni, sono quindi respinti gli emendamenti da 2.19 a 2.100.

Previo parere contrario della presidente CATALFO (M5S) – relatrice e del rappresentante del GOVERNO, posti separatamente ai voti, sono respinti gli emendamenti da 2.101 a 2.114.

I senatori VITALI (FI-BP), Roberta TOFFANIN (FI-BP), Alessandra GALLONE (FI-BP) e CARBONE (FI-BP), aggiungono la firma all’emendamento 2.115.

Il senatore VITALI (FI-BP) interviene per dichiarazione di voto favorevole su tale proposta, rappresentando come la stessa sia ispirata ad esigenze equitative a favore dei cittadini italiani.

La presidente CATALFO (M5S) – relatrice e il rappresentante del GOVERNO esprimono parere contrario sull’emendamento 2.115, il quale, posto ai voti, è respinto.

Previo parere contrario della presidente CATALFO (M5S) – relatrice e del rappresentante del GOVERNO, posti separatamente ai voti, sono altresì respinti gli emendamenti 2.116 e 2.117.

La senatrice PARENTE (PD) interviene per dichiarazione di voto favorevole sull’emendamento 2.118, paventando l’illegittimità costituzionale della norma del decreto-legge. Previo parere contrario della presidente CATALFO (M5S) – relatrice e del rappresentante del GOVERNO, l’emendamento, posto  ai voti, è respinto.

Previo parere contrario della presidente CATALFO (M5S) – relatrice e del rappresentante del GOVERNO, con successiva votazione è altresì respinto l’emendamento 2.119.

I senatori PATRIARCA (PD), LAUS (PD) e NANNICINI (PD) aggiungono la firma all’emendamento 2.120.

Il senatore LAUS (PD) rende dichiarazione di voto favorevole su tale proposta, finalizzata a valorizzare la posizione dei cittadini italiani iscritti all’AIRE.

Previo parere contrario della presidente CATALFO (M5S) – relatrice e del rappresentante del GOVERNO, posto ai voti, detto emendamento è respinto.

La senatrice PARENTE (PD) aggiunge la firma agli emendamenti 2.121, 2.123, 2.124 e 2.125.

Il senatore PATRIARCA (PD) preannuncia il voto favorevole sull’emendamento 2.121, sottolineando come tale proposta tenda a favorire il requisito della elezione di domicilio, senza stravolgere il dettato normativo del provvedimento.

Previo parere contrario della presidente CATALFO (M5S) – relatrice e del rappresentante del GOVERNO, posto ai voti, l’emendamento 2.121 è respinto.

Il senatore LAFORGIA (Misto-LeU) interviene per dichiarazione di voto favorevole sull’emendamento 2.122. Fa presente come tale proposta miri a favorire l’accesso alle misure di sostegno dei soggetti senza fissa dimora, segnalando la virtuosa esperienza di talune città, tra cui Milano, in cui sono già state istituite forme di registrazione.

 

Il sottosegretario COMINARDI fa presente come tale tematica sia all’attenzione del Governo e informa che, secondo una ricognizione del 2014, circa il 68 per cento dei cittadini italiani senza fissa dimora sono comunque iscritti all’anagrafe e possono potenzialmente beneficiare delle misure di supporto. Ulteriori modalità di registrazione e individuazione sono allo studio.

Il senatore LAFORGIA (Misto-LeU) fa presente come dalle rilevazioni in suo possesso si tratti di realtà assai più consistenti.

Previo parere contrario della presidente CATALFO (M5S) – relatrice e del rappresentante del GOVERNO, posto ai voti, l’emendamento 2.122 è respinto.

Il senatore PATRIARCA (PD) interviene per dichiarazione di voto favorevole sull’emendamento 2.123, che affronta la situazione di persone che versano in stato di grave difficoltà ed emarginazione.

Previo parere contrario della presidente CATALFO (M5S) – relatrice e del rappresentante del GOVERNO, posto ai voti, l’emendamento 2.123 è respinto.

Il senatore LAUS (PD) interviene per dichiarazione di voto favorevole sull’emendamento 2.124, che appresta una soluzione normativa per i soggetti senza fissa dimora, in linea con quella testé prefigurata dal rappresentante del Governo.

Previo parere contrario della presidente CATALFO (M5S) – relatrice e del rappresentante del GOVERNO, posto ai voti, l’emendamento 2.124 è respinto.

Il senatore PATRIARCA (PD) interviene per dichiarazione di voto favorevole sull’emendamento 2.125, sollecitando una riflessione ulteriore da parte dei componenti della maggioranza e del rappresentante del Governo.

Previo parere contrario della presidente CATALFO (M5S) – relatrice e del rappresentante del GOVERNO, posto ai voti, l’emendamento 2.125 è respinto.

I senatori VITALI (FI-BP), Roberta TOFFANIN (FI-BP), Alessandra GALLONE (FI-BP) e CARBONE (FI-BP) aggiungono la firma all’emendamento 2.126.

Il senatore VITALI (FI-BP) interviene per dichiarazione di voto favorevole su tale emendamento, che affronta il trattamento dei cittadini extracomunitari, sollecitandone l’approvazione.

Previo parere contrario della presidente CATALFO (M5S) – relatrice e del rappresentante del GOVERNO, posto ai voti, l’emendamento 2.126 è respinto.

Il senatore CIRIANI (FdI) ritira gli emendamenti a propria firma da 2.127 a 2.268.

La senatrice TOFFANIN (FI-BP) interviene sull’ordine dei lavori, richiamando lo spirito di leale collaborazione che sta ispirando i lavori della Commissione e suggerendo la sconvocazione della odierna seduta notturna.

Il senatore Simone BOSSI (L-SP-PSd’Az) ritiene invece utile proseguire i lavori nella seduta notturna di oggi e valutare eventualmente una diversa articolazione dei lavori nella giornata di domani.

La presidente CATALFO avverte che la seduta notturna, già convocata alle ore 21, avrà regolarmente luogo, ma si chiuderà entro le 22.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 20,05.

80ª Seduta (1ª pomeridiana)

Presidenza della Presidente

CATALFO 

Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Cominardi.                           

La seduta inizia alle ore 14,05.

SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI  

La presidente CATALFO ricorda che per le sedute della Commissione relative all’esame del disegno di legge n. 1018 è stata richiesta la pubblicità dei lavori, ai sensi dell’articolo 33, comma 4, del Regolamento del Senato, sulla quale la Presidenza ha già fatto conoscere il proprio assenso. Dispone pertanto l’attivazione del circuito  audiovisivo.

 

IN SEDE REFERENTE 

(1018) Conversione in legge del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni,

– e petizione n. 2 ad esso attinente

(Seguito dell’esame e rinvio) 

Prosegue l’esame, sospeso nella seduta pomeridiana del 16 febbraio.

La PRESIDENTE ricorda che nella scorsa seduta sono stati votati gli emendamenti relativi agli articoli 17, 18, 19, 21, 26 e 27, con l’eccezione delle proposte 18.0.1, 26.0.2, 26.0.3, 26.0.4, 26.0.5, 26.0.6, 27.0.1, 27.0.2, che sono state accantonate.

Avverte che sono state presentate le seguenti riformulazioni: 2.8 (testo 2), 2.578 (testo 2), 4.4 (testo 3), 4.9 (testo 3), 4.99 (testo 2), 4.150 (testo 2), 7.22 (testo 2), 13.0.3 (testo 2), 13.0.3 (testo 3), 14.28 (testo 2) e 28.4 (testo 2), pubblicate in allegato al resoconto della seduta e che sono trasmesse alla Commissione bilancio per il prescritto parere.

Fa altresì presente che nel frattempo la 5a Commissione ha rettificato il parere precedentemente espresso sugli emendamenti 12.43, 12.44, 12.25, 12.27 e 12.33. Poiché la Commissione bilancio è ancora riunita per esprimere il parere sui rimanenti emendamenti relativi al disegno di legge in titolo e in considerazione del fatto che alle ore 15 vi sarà la riunione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi e alle 16,30 è prevista la ripresa dei lavori dell’Assemblea, ritiene opportuno concludere la seduta per riconvocarne una successiva alle ore 18.

Il senatore PATRIARCA (PD) chiede di riconvocare la nuova seduta solo a condizione che, avendo la Commissione bilancio espresso tutti i pareri, la Commissione lavoro sia effettivamente nelle condizioni di esaminare gli emendamenti senza interruzioni, allo scopo di non ripetere l’andamento sconcertante dei lavori della scorsa settimana e le sconvocazioni continue effettuate nella giornata di ieri.

Il senatore VITALI (FI-BP) chiede chiarimenti sull’organizzazione dei lavori per il seguito dell’esame.

Il senatore LAFORGIA (Misto-LeU) auspica che, superate le difficoltà, derivanti a suo parere da fatti politici interni alla maggioranza diversi dai nodi relativi al provvedimento in esame, vi siano ora finalmente le condizioni per lavorare speditamente sul provvedimento in esame.

La presidente CATALFO precisa che nella seduta delle ore 18 si procederà senza indugi alla votazione degli emendamenti al disegno di legge in esame e, dopo una breve sospensione, la Commissione continuerà l’esame nella seduta notturna già convocata per le ore 21. L’organizzazione successiva dipenderà dal concreto andamento dei lavori.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.


CONVOCAZIONE DELLA COMMISSIONE
  

La PRESIDENTE avverte che la Commissione tornerà a riunirsi oggi 19 febbraio, in due sedute, alle ore 18 e alle ore 21, per il seguito dell’esame del disegno di legge n. 1018.

Prende atto la Commissione.


La seduta termina alle ore 14,15.


EMENDAMENTI AL DISEGNO DI LEGGE (AL TESTO DEL DECRETO-LEGGE) 

N. 1018

2.8 (testo 2)
ROMEODE VECCHISPIZZOLUMBERTO BOSSISIMONE BOSSI
Apportare le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, lettera a), paragrafo 1), dopo le parole: «suo familiare» aggiungere le seguenti: «, come individuato all’articolo 2, comma 1, lettera b) del decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30,» ;

b) al comma 5, lettera a), alla fine del periodo, aggiungere le seguenti parole: «, ovvero se la separazione o divorzio è avvenuta successivamente alla data del 1° settembre 2018, il cambio di residenza deve essere certificato da apposito verbale della polizia locale;».

2.578 (testo 2)
ROSSOMANDOCIRINNÀBOLDRINIMISIANITARICCOPARENTE
Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:
«2-
bis. Se il richiedente del beneficio è un soggetto che ha denunciato violenze da parte di un familiare convivente ovvero appartiene a un nucleo familiare in cui è presente almeno un soggetto nei confronti del quale è stato adottato un ordine di protezione contro gli abusi familiari ai sensi della legislazione vigente, il componente del nucleo familiare oggetto della denuncia ovvero autore degli abusi è comunque escluso dall’erogazione del Reddito di cittadinanza in sede di suddivisione del beneficio tra i singoli componenti maggiorenni, ai sensi dell’articolo 3, comma 7.».
4.4 (testo 3)
ROMEODE VECCHISPIZZOLUMBERTO BOSSISIMONE BOSSI
Al comma 15, inserire in fine il seguente periodo: «Gli oneri derivanti dalle assicurazioni INAIL e RC dei beneficiari del Rdc partecipanti ai progetti a titolarità dei Comuni, sono a carico della misura del Rdc.»
4.9 (testo 3)
ROMEODE VECCHISPIZZOLSIMONE BOSSI

Apportare le seguenti modificazioni:

a) al comma 2, dopo il secondo periodo aggiungere il seguente:

«I componenti con disabilità possono manifestare la loro disponibilità al lavoro ed essere destinatari di offerte di lavoro alle condizioni, alle percentuali e con le tutele previste dalla legge 12 marzo 1999, n. 68»;

b) al comma 9, sostituire la lettera d) con la seguente:

«d) esclusivamente nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti componenti con disabilità, come definita a fini ISEE, non operano le previsioni di cui alle lettere b) c) e, in deroga alle previsioni di cui alla lettera a) relative alle offerte successive alla prima, indipendentemente dal periodo di fruizione del beneficio, l’offerta è congrua se non eccede la distanza di cento chilometri dalla residenza del beneficiario.».

 

4.99 (testo 2)
GUIDOLINFEDEMATRISCIANOAUDDINOBOTTOCAMPAGNANOCERINOROMAGNOLIPUGLIAORTISMORONESETRENTACOSTEGIARRUSSO
Al comma 9, sostituire la lettera d) con la seguente:
«d) esclusivamente nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti componenti con disabilità, come definita a fini ISEE, non operano le previsioni c) e b), e in deroga alle previsioni di cui alla lettera a), indipendentemente dal periodo di fruizione del beneficio, l’offerta è congrua se non eccede la distanza di 100 chilometri dalla residenza del beneficiario».

4.150 (testo 2)
SANTILLOMATRISCIANOAUDDINOGUIDOLINBOTTOCAMPAGNANOCERINOROMAGNOLIPUGLIAMORONESEGALLICCHIODELL’OLIOTRENTACOSTEGIARRUSSOFEDE
Dopo il comma 15, aggiungere i seguenti:
«15-
bis. I centri per l’impiego, le Agenzie per il lavoro e gli enti di formazione registrano nelle piattaforme digitali di cui all’articolo 6, comma 1, le competenze acquisite dal beneficiario in ambito formale, non formale ed informale di cui al decreto del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali 30 giugno 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale20 giugno 2015, n. 166.
15-
ter. All’attuazione delle disposizioni di cui al comma 15-bis, si provvede con le risorse umane e strumentali disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica».

7.22 (testo 2)
CASOLATIDE VECCHISPIZZOLSIMONE BOSSI
Dopo il comma 15, inserire il seguente:
«15-
bis. All’articolo 3 del decreto-legge 22 febbraio 2002, n. 12, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2002, n. 73, al comma 3-quater sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “o di lavoratori beneficiari del reddito di cittadinanza di cui al decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4.”.».

13.0.3 (testo 2)
ROMEODE VECCHISPIZZOLSIMONE BOSSI
Dopo l’articolo, inserire il seguente:

«Art. 13-bis.

(Disposizioni sul personale medico dell’INPS)

1. In deroga a quanto disposto dall’articolo 1, comma 399, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 e con corrispondente incremento della dotazione organica dell’Inps, è autorizzata una spesa di 19,4 milioni di euro, per il 2019 e 93,4 milioni di euro, a decorrere dal 2020, per l’assunzione a tempo indeterminato di 708 unità di personale medico da parte dell’Inps, per l’espletamento delle funzioni di cui all’articolo 55-septies, comma 2-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, all’articolo 5 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, nonché per quelle derivanti dai trasferimenti di competenze relative agli invalidi civili di cui all’articolo 130 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.

2. Al comma 5, lettera b-bis) dell’articolo 17 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, il quarto periodo è soppresso. All’ultimo periodo, le parole “sull’utilizzo di tali risorse” sono sostituite dalle seguenti “dell’attività di controllo sulle assenze per malattia dei dipendenti pubblici”.

3. Al comma 10-bis dell’articolo 4 del decreto-legge 31 agosto 2013, n.101 convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125 è soppresso il periodo “Ai fini della razionalizzazione del servizio, l’INPS, per l’effettuazione delle visite mediche di controllo domiciliari ai lavoratori assenti dal servizio per malattia, si avvale, in via prioritaria, dei medici inseriti nelle liste speciali di cui al periodo precedente”.

4. Al comma 2-bis dell’articolo 55-septies del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 le parole da “Il rapporto tra l’INPS e i medici di medicina fiscale” fino a “disciplina delle incompatibilità in relazione alle funzioni di certificazione delle malattie” sono soppresse.

5.Fino alla conclusione delle procedure concorsuali, l’INPS può prorogare i rapporti di lavoro in essere con i medici convenzionati. »,

 

Conseguentemente, all ‘articolo 28, dopo il comma 3 inserire i seguenti:

«3-bis. Agli oneri derivanti dall’articolo 13-bis, si provvede:

a) quanto a 19,4 milioni di euro, per il 2019, per 11,4 milioni di euro a valere sul trasferimento dell’importo previsto dall’articolo 17, comma 5, lettera b-bis), primo periodo del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111 e per 8 milioni di euro a valere sui contributi dello Stato all’Inps a copertura degli oneri derivanti dal trasferimento all’Istituto delle funzioni residuate allo Stato in materia di invalidità civile ai sensi dell’articolo 10 del decreto-legge n. 203 del 2005 convertito con legge n. 248 del 2005;

b) quanto a 93,4 milioni di euro, a decorrere dal 2020, per 50 milioni di euro a valere sul trasferimento previsto dall’articolo 17, comma 5, lettera b-bis) primo periodo del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, per 18,3 milioni nell’ambito delle risorse finanziarie che l’INPS rende disponibili nel proprio bilancio mediante la riduzione di pari ammontare delle risorse finanziarie destinate nel bilancio consuntivo 2017 all’attuazione delle visite mediche di controllo d’ufficio per il settore privato ai sensi dell’articolo 5, commi 12 e 13, del decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito con modificazioni dalla legge 11 novembre 1983, n. 638, e per 25,1 milioni di euro a valere sui contributi dello Stato all’Inps a copertura degli oneri derivanti dal trasferimento all’Istituto delle funzioni residuate allo Stato in materia di invalidità civile ai sensi dell’articolo 10 del decreto-legge n. 203 del 2005 convertito con legge n. 248 del 2005.

3-ter. Le risorse finanziarie di cui al comma 3-bis del presente articolo, aventi carattere di certezza e stabilità ai sensi dell’articolo 1, comma 191, della legge 23 dicembre 2005 n. 266, integrano le risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale medico dell’INPS, anche per gli effetti di cui all’articolo 23, comma 2, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75.».

13.0.3 (testo 3)

ROMEODE VECCHISPIZZOLSIMONE BOSSI

Dopo l’articolo, inserire il seguente:

«Art. 13-bis.

(Disposizioni sul personale medico dell’INPS)

1. In deroga a quanto disposto dall’articolo 1, comma 399, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 e con corrispondente incremento della dotazione organica dell’Inps, è autorizzata una spesa di 8 milioni di euro, per l’anno 2019, e di 25,1 milioni di euro, a decorrere dal 2020, per l’assunzione a tempo indeterminato di 190 unità di personale medico da parte dell’Inps, per l’espletamento delle funzioni medico-legali dell’Istituto.

2. Fino alla conclusione delle procedure concorsuali, l’INPS può prorogare i rapporti di lavoro in essere con i medici convenzionati.

3. Per gli ulteriori fabbisogni derivanti dall’espletamento delle funzioni medico legali attribuitegli, l’INPS è autorizzato a conferire incarichi libero professionali a medici spcialisti esterni, con contratti di lavoro autonomo.»,

 

Conseguentemente, all’articolo 28, dopo il comma 3 inserire i seguenti:

«3-bis. Agli oneri derivanti dall’articolo 27-bis, si provvede a valere sui contributi dello Stato all’INPS a copertura degli oneri derivanti dal trasferimento all’Istituto delle funzioni residuate allo Stato stesso in materia di invalidità civile ai sensi dell’articolo 10 del decreto-legge n. 203 del 2005, convertito con legge n. 248 del 2005 nella misura, per l’anno 2019, di 8 milioni di euro e, a decorrere dal 2020, per 25,1 milioni di euro.

3-ter. Le risorse finanziarie di cui al comma 3-bis del presente articolo, aventi carattere di certezza e stabilità ai sensi dell’articolo 1, comma 191, della legge 23 dicembre 2005 n. 266, integrano le risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale medico dell’INPS, anche per gli effetti di cui all’articolo 23, comma 2, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75.».

14.28 (testo 2)

NANNICINIPATRIARCALAUSMALPEZZIPARENTETARICCO

Dopo il comma 10, aggiungere i seguenti:

        «10-bis. Le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, continuano ad applicarsi, nel limite complessivo di 6.000 unità, ai soggetti delle categorie di cui all’articolo 1, comma 212 e successivi della legge 11 dicembre 2016, n. 232, i quali, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza dei trattamenti pensionistici successivamente alla data del 31 dicembre 2011, entro il 6 gennaio 2022.

        10-ter. Agli oneri derivanti dal comma 10-bis, nel limite massimo di 42 milioni di euro per l’anno 2019, di 62,5 milioni di euro per l’anno 2020, di 67 milioni di euro per l’anno 2021, di 56,7 milioni di euro per l’anno 2022, di 45,3 milioni di euro per l’anno 2023, di 32,3 milioni di euro per l’anno 2024, di 20,2 milioni di euro per l’anno 2025, di 10,6 milioni di euro per l’anno 2026, di 2,9 milioni di euro per l’anno 2027, di 1,3 milioni di euro per l’anno 2028, di 0,8 milioni di euro per l’anno 2029, di 0.4 milioni di euro per l’anno 2030, di 0,2 milioni di euro per l’anno 2031, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.».

 

28.4 (testo 2)

NANNICINITARICCO

Dopo il comma 6, inserire i seguenti:

        «6-bis. All’articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n. 145, il comma 251 è sostituito dal seguente:

        ”251. Il trattamento di mobilità in deroga è concesso, nel limite massimo di dodici mesi, anche in favore dei lavoratori che hanno cessato la cassa integrazione guadagni in deroga e la mobilità in deroga e ordinaria nel periodo dal 1º dicembre 2017 al 31 dicembre 2018 e non hanno diritto all’indennità di disoccupazione denominata Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’impiego (Naspi)”.

        6-ter. Agli oneri derivanti dal comma 6-bis, nel limite massimo di 5 milioni di euro per gli anni 2019 e 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307,».

 

 

redazione