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Home - Senato - Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)

22 Ottobre 2014
in Senato

MERCOLEDÌ 22 OTTOBRE 2014

109ª Seduta
Presidenza della Vice Presidente
SPILABOTTE 

La seduta inizia alle ore 15.

SULLA COMPOSIZIONE DELLA COMMISSIONE  
La presidente SPILABOTTE rivolge un caloroso benvenuto alla senatrice Manassero, recentemente entrata a far parte della Commissione.

IN SEDE CONSULTIVA 
(1577) Riorganizzazione delle Amministrazioni pubbliche

(Parere alla 1a Commissione. Seguito e conclusione dell’esame. Parere favorevole con osservazioni)

Prosegue l’esame, sospeso nella seduta di ieri. 

Il relatore ICHINO (SCpI) illustra una nuova proposta di parere, favorevole con osservazioni, pubblicata in allegato, che raccoglie i suggerimenti e le osservazioni emersi nel corso del dibattito.

Dopo che il senatore BERGER (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE) ha ringraziato il relatore per il paziente lavoro svolto e in particolare per aver accolto le integrazioni da lui richieste, presente il prescritto numero di senatori, la Commissione approva a maggioranza la proposta del relatore.

La seduta termina alle ore 15,15.

PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1577
La Commissione lavoro, previdenza sociale, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere favorevole con le seguenti osservazioni.

Si invita la Commissione di merito a valutare l’opportunità di integrare la disposizione di cui alla lettera i) dell’articolo 10, relativa al riordino della disciplina della responsabilità dirigenziale, chiarendo che essa deve essere estesa ai casi di mancato raggiungimento degli obiettivi imputabile a scelte gestionali e decisioni tecnico-discrezionali del dirigente in sé legittime, prive di profili di illogicità e irrazionalità, escludendo in tali ipotesi la responsabilità per danno erariale.

Si segnala l’opportunità di espungere la disposizione di cui alla lettera l) dell’articolo 10, tendente alla riduzione della quota della retribuzione dirigenziale legata al risultato.

Appare opportuno introdurre, nell’ambito dell’articolo 12, sia una disposizione volta alla promozione dell’apprendistato come forma di inserimento dei giovani nell’organico delle amministrazioni pubbliche, sia la previsione della facoltà delle amministrazioni di promuovere il ricambio generazionale mediante il ricorso consensuale al part time per il  personale in procinto di essere collocato a riposo, con contribuzione che resterebbe commisurata al tempo pieno, e l’utilizzazione del risparmio che ne consegue per l’assunzione di nuovo personale di giovane età.

Si invita la Commissione di merito ad inserire nell’ambito del provvedimento disposizioni volte a impegnare l’Amministrazione centrale e gli enti territoriali a una rigorosa revisione della spesa per il mantenimento in vita di società controllate il cui costo non sia pienamente giustificato dai servizi resi, nonché a vincolare gli enti controllanti a promuovere il necessario ridimensionamento delle società controllate, con utilizzazione dei nuovi strumenti, ed in particolare del contratto di ricollocazione, contenuti nel disegno di legge delega sul lavoro approvato dal Senato e attualmente all’esame della Camera dei deputati.

Si richiama infine l’attenzione della Commissione di merito sull’esigenza di valutare accuratamente, nel contesto del provvedimento, i profili riguardanti la dematerializzazione e la digitalizzazione, con riferimento alle ricadute sullo sviluppo occupazionale, sulla responsabilità dirigenziale e sull’efficienza dei rapporti tra amministrazioni pubbliche e settore imprenditoriale privato.

Riunione n. 2
MERCOLEDÌ 22 OTTOBRE 2014
Relatore: SACCONI (NCD)
Orario: dalle 15,30 alle 16,20   
ESAME DI UNA PROPOSTA DI NUOVO TESTO  


108ª Seduta
Presidenza della Vice Presidente
SPILABOTTE 

La seduta inizia alle ore 15.

IN SEDE CONSULTIVA 

(1577) Riorganizzazione delle Amministrazioni pubbliche

(Parere alla 1a Commissione. Esame e rinvio)

Il relatore ICHINO (SCpI) illustra, per la parte di competenza della Commissione, il contenuto del disegno di legge n. 1577, che conferisce una serie di deleghe al Governo  in materia di pubblico impiego e di riorganizzazione della pubblica amministrazione. In particolare, premesso che la lettera i) dell’articolo 10 reca una delega al riordino della disciplina della responsabilità dirigenziale e della responsabilità disciplinare del dirigente pubblico, precisa che la responsabilità dirigenziale, che scatta – indipendentemente da colpa in senso stretto – per il fatto oggettivo del mancato raggiungimento degli obiettivi, appare già compiutamente definita nell’articolo 21 del decreto legislativo n. 165 del 2001, ma non è superfluo chiarire che essa deve essere estesa ai casi di mancato raggiungimento degli obiettivi imputabile a scelte gestionali e decisioni tecnico-discrezionali del dirigente in sé legittime, prive di profili di illogicità e irrazionalità, escludendo in tali ipotesi la responsabilità per danno erariale.

La successiva lettera l) dell’articolo 10 delega al Governo l’emanazione di una nuova disciplina della retribuzione dei dirigenti secondo criteri, tra cui l’omogeneizzazione del trattamento economico, fondamentale ed accessorio, nell’ambito di ciascun ruolo unico e la determinazione di limiti assoluti, stabiliti in base a criteri oggettivi, correlati alla tipologia dell’incarico. A questo proposito, il relatore ritiene vada valutata attentamente l’opportunità di mantenere la disciplina attuale, che stabilisce al 30 per cento (e non al 15, come prospettato nella delega) la parte minima della retribuzione complessiva che deve essere condizionata al risultato.

L’articolo 12 contiene le norme procedurali ed i principi e criteri direttivi “comuni” per le deleghe – oggetto anche degli articoli da 13 a 15 – in materia di riordino e semplificazione della disciplina in materia di lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche e dei connessi profili di organizzazione amministrativa, di partecipazioni azionarie delle amministrazioni pubbliche e di servizi pubblici locali. Il relatore segnala quindi che l’articolo 13 reca alcuni principi e criteri direttivi specifici per la delega sul riordino e la semplificazione della disciplina in tema di lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche e dei connessi profili di organizzazione amministrativa ed integra la procedura per l’adozione della medesima delega, inserendo (alinea del comma 1) il parere delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative e ponendo un termine di dodici mesi per l’esercizio di essa, decorrenti dalla scadenza della delega in materia di dirigenza pubblica. I principi e criteri direttivi specifici di cui all’articolo 13 prevedono il riconoscimento nei concorsi pubblici della professionalità acquisita da coloro che abbiano avuto rapporti di lavoro flessibile con amministrazioni pubbliche; l’accentramento dei concorsi per tutte le amministrazioni pubbliche e la revisione delle modalità di espletamento di essi; la gestione dei concorsi per il reclutamento del personale degli enti locali da parte delle province o degli altri enti di area vasta (ivi comprese le città metropolitane);  la definizione di limiti, in relazione al numero dei posti banditi, per gli idonei non vincitori; la riduzione dei termini di validità delle graduatorie; l’introduzione di un sistema informativo nazionale, inteso alla formulazione di indirizzi generali e di parametri in grado di orientare la programmazione delle assunzioni; il rafforzamento del coordinamento e del controllo da parte del Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in relazione alle assunzioni del personale appartenente alle categorie protette; l’attribuzione all’ARAN di compiti di supporto tecnico nelle materie inerenti alla gestione del personale e il rafforzamento della sua funzione di assistenza nel settore della contrattazione collettiva integrativa; la concentrazione delle sedi di contrattazione integrativa; la definizione delle materie escluse da quest’ultima,  atteso che nella disciplina legislativa vigente, l’ambito di competenza del contratto integrativo è definito dalla contrattazione collettiva nazionale; la rilevazione delle competenze dei lavoratori pubblici; la definizione di obiettivi di contenimento delle assunzioni, differenziati in base agli effettivi fabbisogni; il progressivo superamento della dotazione organica come limite e parametro di riferimento per le assunzioni, anche al fine di facilitare i processi di mobilità e fermi restando i limiti di spesa. A tale proposito, segnala l’opportunità che ai punti elencati nell’articolo 13 ne venga premesso uno, di importanza prioritaria, che vincoli il legislatore delegato al mantenimento del principio generale di applicazione, nel settore pubblico, della disciplina generale del contratto di lavoro, con la sola eccezione della disciplina del reclutamento e delle promozioni: occorre infatti evitare che l’emanazione di un nuovo testo unico in questa materia segni un’attenuazione del principio sancito dal testo unico contenuto nel decreto legislativo n. 165 del 2001, o peggio delle deviazioni rilevanti rispetto a quel principio. Come è ben scolpito nell’articolo 10 del disegno di legge, l’efficienza delle amministrazioni pubbliche deve essere perseguita essenzialmente attraverso la responsabilizzazione dei dirigenti rispetto a obiettivi precisi, specifici, misurabili, realistici e collegabili a scadenze temporali precise; ma proprio in funzione di questa responsabilizzazione è indispensabile un pieno recupero da parte del management pubblico delle prerogative dirigenziali proprie del dirigente d’azienda, che presuppongono una regolazione dei rapporti di lavoro corrispondentemente flessibile, quale è – e sempre più deve essere – quella contenuta nel diritto del lavoro comune.

Infine, il relatore nota l’assenza, nell’articolo 13, di disposizioni (vuoi in forma di delega, vuoi in forma di norma immediatamente precettiva) volte a impegnare l’Amministrazione centrale e gli enti territoriali a una rigorosa revisione della spesa per il mantenimento in vita di società controllate il cui costo non sia pienamente giustificato dai servizi resi. A tale proposito, riterrebbe opportuno valutare l’opportunità di integrare il testo con disposizioni che vincolino gli enti controllanti a operare il necessario ridimensionamento delle controllate.

In conclusione, il relatore propone di esprimere un parere favorevole, per quanto di competenza, invitando tuttavia la Commissione di merito a valutare l’opportunità di chiarire che la disposizione di cui alla lettera i) dell’articolo 10, relativa al riordino della disciplina della responsabilità dirigenziale, deve essere estesa ai casi di mancato raggiungimento degli obiettivi imputabile a scelte gestionali e decisioni tecnico-discrezionali del dirigente in sé legittime, prive di profili di illogicità e irrazionalità, escludendo in tali ipotesi la responsabilità per danno erariale; di espungere dal testo la disposizione di cui alla lettera l) dello stesso articolo, finalizzata alla riduzione della quota della retribuzione dirigenziale legata al risultato; di inserire, nell’ambito del provvedimento, disposizioni volte a impegnare l’Amministrazione centrale e gli enti territoriali a una rigorosa spending review relativamente alle società controllate, nonché a vincolare gli enti controllanti a operare il necessario ridimensionamento delle controllate, utilizzando i nuovi strumenti, e in primis il contratto di ricollocazione, contenuti nel disegno di legge delega lavoro, già approvato dal Senato e attualmente all’esame della Camera dei deputati. Illustra pertanto una bozza di parere in tal senso, pubblicata in allegato al resoconto.

Il senatore BERGER (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE) concorda con la proposta del relatore, cui chiede tuttavia di aggiungere due ulteriori raccomandazioni. La prima riguarda l’inserimento di un richiamo nel disegno di legge ai contratti di apprendistato nella pubblica amministrazione, attualmente non praticati. La seconda concerne l’introduzione di una previsione riguardante la facoltà di promuovere il ricambio generazionale mediante la riduzione di lavoro del personale in procinto di essere collocato a riposo. Si tratta, in questo caso, di una fattispecie oggetto di un contratto collettivo intercompartimentale già siglato presso l’Agenzia provinciale per la contrattazione collettiva della provincia autonoma di Bolzano, ma che ha trovato la contrarietà dell’INPS e la cui introduzione era già contemplata in un emendamento da lui presentato al Senato nel corso dell’esame in Assemblea del disegno di legge delega lavoro, e che è rimasto travolto dalla apposizione da parte del Governo della questione di fiducia.

Il relatore ICHINO (SCpI) ritiene entrambi i profili richiamati dal senatore Berger meritevoli di accoglimento, ripromettendosi pertanto di inserirli nella proposta di parere.

La senatrice BENCINI (Misto-ILC) si sofferma in particolare sulla distribuzione delle premialità nella pubblica amministrazione, sottolineando l’esigenza che la parte della retribuzione complessiva condizionata al risultato sia corrisposta all’esito di un effettivo controllo del raggiungimento degli obiettivi, ovvero risulti percentualmente ridotta al 15 per cento. Segnala altresì l’esigenza di rivedere, anche attese le modifiche riguardanti gli articoli 4 e 13 dello Statuto dei lavoratori che conseguiranno dall’attuazione della delega in materia di lavoro, le disposizioni riguardanti la vigilanza nelle sale operatorie, al fine di contemperare le esigenze di controllo in ordine ai soggetti concretamente operanti e quelle connesse alla privacy.

La senatrice PARENTE (PD) si riserva di approfondire la complessa tematica sulla quale il relatore Ichino ha riferito alla Commissione. Sottolinea al contempo l’esigenza di esaminare accuratamente i profili riguardanti la dematerializzazione e la digitalizzazione, in particolare con riferimento alle ricadute occupazionali e alla responsabilità dirigenziale.

Concorda con il rilievo di tale profilo il relatore ICHINO (SCpI), il quale avanza unicamente, e più in generale, la preoccupazione che il parere si attesti entro gli ambiti di competenza della Commissione. Con riferimento specifico alle osservazioni della senatrice Bencini, osserva anzitutto che la contestazione di violazioni avvenute in sala operatoria compete al direttore sanitario, il quale sarebbe peraltro passibile di rimozione ove le avesse scientemente tollerate. Quanto alla quota di retribuzione legata al conseguimento del risultato, fa osservare alla senatrice Bencini che una riduzione dal 30 al 15 per cento non andrebbe nel senso da lei auspicato. In ogni caso, il disegno di legge va chiaramente in direzione del management by objectivies. Infine, rileva che la disposizione contenuta nel disegno di legge delega lavoro e riferita all’aggiornamento alle odierne tecnologie avrà automaticamente applicazione anche nel settore pubblico.

Nessun altro chiedendo la parola, la PRESIDENTE, dopo aver raccomandato in particolare al relatore di prendere in adeguata considerazione il delicato tema della smaterializzazione dei documenti, sollevato dalla senatrice Parente, dichiara chiusi i lavori e toglie la seduta.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 15,50.

SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1577

La Commissione lavoro, previdenza sociale, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere favorevole con le seguenti osservazioni.

Si invita la Commissione di merito a valutare l’opportunità di integrare la disposizione di cui alla lettera i) dell’articolo 10, relativa al riordino della disciplina della responsabilità dirigenziale, chiarendo che essa deve essere estesa ai casi di mancato raggiungimento degli obiettivi imputabile a scelte gestionali e decisioni tecnico-discrezionali del dirigente in sé legittime, prive di profili di illogicità e irrazionalità, escludendo in tali ipotesi la responsabilità per danno erariale.

Si segnala l’opportunità di espungere la disposizione di cui alla lettera l) dell’articolo 10, tendente alla riduzione della quota della retribuzione dirigenziale legata al risultato.

Si invita infine la Commissione di merito ad inserire nell’ambito del provvedimento disposizioni volte a impegnare l’Amministrazione centrale e gli enti territoriali a una rigorosa revisione della spesa per il mantenimento in vita di società controllate il cui costo non sia pienamente giustificato dai servizi resi, nonché a vincolare gli enti controllanti a operare il necessario ridimensionamento delle società controllate, con utilizzazione dei nuovi strumenti – ed in particolare del contratto di ricollocazione – contenuti nel disegno di legge delega sul lavoro approvato dal Senato e attualmente all’esame della Camera dei deputati in seconda lettura.

 

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