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Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

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Home - Senato - Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)

14 Marzo 2012
in Senato

290ª Seduta

Presidenza del Presidente

GIULIANO

Interviene il ministro del lavoro e delle politiche sociali Fornero.

La seduta inizia alle ore 15,30.

ESAME DI ATTI PREPARATORI DELLA LEGISLAZIONE COMUNITARIA

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2000/40/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici) (diciottesima direttiva particolare ai sensi dell’articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE) (n. COM (2012) 15 definitivo)

(Seguito e conclusione dell’esame, ai sensi dell’articolo 144 del Regolamento, dell’atto comunitario sottoposto al parere motivato sulla sussidiarietà. Approvazione di una risoluzione: Doc.XVIII, n. 145)

Riprende l’esame, sospeso nella seduta del 22 febbraio scorso.

Il PRESIDENTE ricorda che nella seduta del 22 febbraio la senatrice Bianchi ha già illustrato uno schema di risoluzione favorevole, pubblicato nell’allegato al resoconto di tale seduta.

Nessuno chiedendo di intervenire per dichiarazione di voto, presente il prescritto numero di senatori, il PRESIDENTE mette ai voti la schema di risoluzione.

La Commissione approva.

SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI

Il presidente GIULIANO comunica che, ai sensi dell’articolo 33, comma 4, del Regolamento, sono state chieste l’attivazione dell’impianto audiovisivo anche sul canale satellitare e sulla web-TV, nonché la trasmissione radiofonica, e che la Presidenza del Senato ha fatto preventivamente conoscere il proprio assenso.

Poiché non vi sono osservazioni, tali forme di pubblicità sono dunque adottate per il prosieguo dei lavori.

Il presidente GIULIANO avverte che la pubblicità della seduta sarà inoltre assicurata attraverso la resocontazione stenografica.

La Commissione prende atto.

PROCEDURE INFORMATIVE

Seguito delle comunicazioni del Ministro del lavoro e delle politiche sociali sugli indirizzi generali della politica del suo Dicastero

Il PRESIDENTE, nel ringraziare il Ministro per la sua presenza, ricorda che nella seduta del 6 dicembre 2011 ella ha già illustrato, in particolare, gli aspetti salienti della riforma previdenziale. Attesi gli eventi nel frattempo intercorsi, le cede la parola per integrare il precedente intervento.

 

Il ministro FORNERO precisa che in questi mesi ha portato avanti con impegno l’attuazione di una delle parti fondamentali del programma del suo Dicastero. La riforma previdenziale, pur accolta con favore dagli osservatori internazionali, ha tuttavia ingenerato qualche reazione nelle parti sociali; è ora necessario un attento monitoraggio, segnatamente con riferimento al problema degli esodi, la cui consistenza numerica si è in realtà rivelata superiore a quanto preventivato. Da ciò la necessità di un efficace monitoraggio che consenta di operare attraverso il successivo decreto con equità, dando una sia pur relativa tranquillità ai lavoratori in un tempo abbastanza breve. Al momento, come è noto, il Governo è impegnato sul delicato tema della riforma del mercato del lavoro. Il suo obiettivo è quello dell’accordo con le parti sociali, da realizzarsi auspicabilmente entro il 23 marzo prossimo, anche in vista di un importante impegno istituzionale a carattere internazionale del Presidente del Consiglio. Il Governo ha pronte delle proposte, sottoposte al dialogo con le parti sociali, su cinque aspetti fondamentali: ordinamento contrattuale, riforma del sistema degli ammortizzatori sociali, flessibilità in uscita, politiche attive e servizi per il lavoro. All’impianto della riforma potranno poi aggiungersi misure sull’occupazione femminile, con specifico riferimento al tema delle dimissioni in bianco. Evidentemente l’ultima questione non riguarda unicamente le donne, né solo le donne con una maternità già realizzata. Nella riforma riterrebbe di inserire anche qualche piccola misura riguardante i congedi parentali, tema che, se pur non riguardante soltanto le donne, è in ogni caso destinato ad aiutare il lavoro delle donne. Altri interventi, sia pure a carattere ridotto, dovrebbero riguardare il lavoro dei disabili e quello degli immigrati, in modo da dare un segno concreto di attenzione ai soggetti più svantaggiati.

E’ connaturato alle sue stesse modalità di svolgimento che il dialogo con le parti sociali assuma coloriture e toni a volte più vivaci, a volte più distesi; l’obiettivo resta comunque quello di una buona riforma per l’insieme del sistema Paese nei diversi segmenti della popolazione, e per nessuna categoria in particolare. Questo obiettivo rappresenta la linea guida dell’azione del Governo. Ad oggi ritiene che l’accordo sia realizzabile; conta infatti che le parti sociali, tutte, comprendano che il dare oggi è finalizzato ad un’apertura per il domani, in modo da fare uscire l’Italia dalla trappola rappresentata da un tasso di crescita più basso di tanti Paesi concorrenti, e in taluni casi di decrescita o di stasi. Proprio in considerazione della delicatezza della trattativa in corso e per non pregiudicare la conclusione dell’accordo, precisa che oggi manterrà il massimo riserbo sulle specifiche misure allo studio.

Il Presidente GIULIANO, ringraziato il Ministro per la sua esposizione, auspica che la data indicata per la conclusione dell’accordo venga rispettata. Dichiara quindi aperto il dibattito.

Il senatore NEROZZI (PD) sottolinea che in una situazione delicata come l’attuale è necessario l’accordo con tutte le parti sociali. Invita tuttavia a non inviare al Paese messaggi non positivi, giudicando non apprezzabile e frutto di scarsa attenzione alla sensibilità delle persone una frase attribuita al Ministro che sembrava subordinare l’erogazione degli stanziamenti al conseguimento di un accordo.

Esprime invece particolare apprezzamento con riferimento alle considerazioni del Ministro riferite alla riforma del sistema pensionistico. Nella fretta di provvedere, l’ultima riforma non ha considerato situazioni diverse, che chiedono invece una risposta di giustizia.

Nella trattativa sul mercato del lavoro riterrebbe inoltre importante che, accanto alle delicate problematiche citate dal Ministro, si tenesse conto anche delle questioni connesse ai modelli partecipativi o di codeterminazione e al tema delle rappresentanze sindacali. Si riparerebbe così ad un vulnus e si darebbe la serenità necessaria in una situazione in cui presumibilmente ci saranno passaggi particolarmente stretti.

 

Il ministro FORNERO precisa che la frase cui il senatore Nerozzi fa riferimento è stata mal riportata dalla stampa; ella intendeva unicamente affermare che, in assenza di accordo, il Governo riterrebbe di operare le propre scelte in modo autonomo, avendo in mente gli interessi del Paese nel suo complesso.

La senatrice CARLINO (IdV) sottolinea che l’Italia dei valori segue con attenzione il dibattito sulle problematiche del lavoro, sostenendo da tempo la necessità in una riforma degli ammortizzatori sociali, che tuttavia ne mantenga l’impianto universalistico e ne estenda l’applicazione anche alle piccolissime imprese. A ciò sarebbe auspicabile affiancare l’introduzione del reddito minimo garantito. Chiede pertanto di conoscere gli intendimenti del Governo al riguardo.

Reputa non convincente il progetto di introduzione dell’assicurazione sociale per l’impiego, che, abrogando l’indennità di mobilità, colpisce duramente un’ampia platea di lavoratori.

Quanto alla revisione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, auspica il conseguimento di un accordo che sia veramente condiviso: uno dei segnali di discontinuità più positivi che questo Esecutivo dovrebbe dare è mettere la parola fine all’epoca degli accordi separati e dell’arroganza e dell’opportunismo spacciati per decisionismo.

Tra le priorità che la sua parte individua segnala innanzitutto la questione dei giovani e delle donne, che oggi costituiscono gli anelli deboli del mondo del lavoro. E’ pacifico che si consegua un superamento della miriade di forme contrattuali atipiche attraverso una valorizzazione del contratto di apprendistato quale ordinario contratto di ingresso nel mondo del lavoro, ma l’attuale testo unico in materia presenti alcuni punti decisamente non condivisibili: tra essi, la possibilità di stipulare contratti di apprendistato di formazione a quindici anni, che di fatto rischia di configurarsi come un abbassamento dell’obbligo scolare e la durata delle varie tipologie di contratto di apprendistato, che andrebbe fissata a non più di tre anni. Infine giudica negativa la possibilità, prevista dall’attuale normativa, di assumere con contratto di apprendistato i lavoratori in mobilità.

Chiede altresì di conoscere l’opinione del Ministro sul tema delle dimissioni in bianco, su cui esistono numerosi disegni di legge di iniziativa parlamentare, di cui uno a sua firma (Atto Senato 2926).

Infine, reputa necessario salvaguardare le norme sulla sicurezza sul lavoro e sottolinea l’esigenza di superare l’attuale normativa relativa ai ricongiungimenti onerosi.

Segnala altresì il problema dei cosiddetti lavoratori esodati, non risolto neppure con il decreto milleproroghe e sollecita una soluzione del problema dell’evasione contributiva, che vale circa 25 miliardi all’anno e genera un infinito contenzioso di cause civili.

Coglie conclusivamente l’occasione per chiedere al Ministro di emanare i decreti attuativi del provvedimento sulle quote di genere nei consigli di amministrazione delle società quotate in Borsa, approvato lo scorso luglio 2011, e per chiederle come intenda intervenire sulla discriminazione sessista alla tv e nei mezzi di comunicazione.

 

Per il senatore PASSONI (PD) la fase delicata nella quale il negoziato si trova rende indispensabile che le discussioni sui problemi specifici vengano innanzitutto affrontate e risolte in quella sede: ne hanno particolare bisogno non solo le parti sociali, ma lo stesso Governo ed il Paese tutto. Si dice comunque convinto che un accordo verrà conseguito. Molte delicate questioni sono all’attenzione della Commissione, e su di esse sarebbe auspicabile che si concentrasse l’attenzione del Ministro. La prima riguarda i lavoratori cosiddetti esodati, ai quali è indispensabile dare risposte tempestive: il fattore tempo non può non creare apprensione in persone che non hanno possibilità, o sono affette da gravi incertezze. Sollecita inoltre il Ministro a pronunciarsi in ordine all’andamento dell’occupazione in Italia nell’anno in corso e a fornire chiarimenti in ordine ai dati numerici, chiarendo se si riscontri o meno una inversione di tendenza rispetto all’anno precedente. La questione ha peraltro notevole attinenza al complessivo tema del mercato del lavoro. In questo quadro, sarebbe altresì opportuno chiarire il rapporto tra le grandi e medie imprese e quelle di piccole dimensioni, vale a dire tra quelle più e meno esposte alla competizione internazionale.

Ugualmente centrale è il tema della riforma del welfare, all’interno del quale è ricompreso il grande capitolo dell’assistenza: in Italia la povertà è giunta a livelli rilevantissimi ed è riscontrabile un progressivo scivolamento verso tale soglia anche da parte di frange dei ceti medi. Al contempo, l’assistenza è una sorta di grande incompiuta, atteso che nel corso del tempo i Governi che si sono succeduti hanno spesso vanificato anche quel poco che era stato precedentemente fatto. Sollecita dunque il Ministro a chiarire se ritenga o meno il tema una priorità, sottolinenando la necessità di una grande innovazione per garantire il passaggio da un sistema di welfare di tipo fordista ad un modello centrato sulla persona e sulla sua dignità, nonché sulla universalità delle protezioni, indipendentemente dai soggetti.

Altro tema assai delicato è quello della governance dell’INPS, aperto dall’articolo 21 del decreto-legge n. 201 del 2011, convertito con modifiche dalle legge n. 214 dello stesso anno, e sul quale ieri la Commissione ha ascoltato il dottor Mastrapasqua. Il tema non può essere risolto in modo monocratico e la soluzione non può essere differita nel tempo, atteso che sono in gioco gli interessi degli iscritti all’INPS e fondi pubblici in misura rilevantissima.

Sul tema delle rappresentanze sindacali, nel richiamarsi alle considerazioni già svolte dal senatore Nerozzi, chiede infine quale sia l’orientamento del Governo, sottolineando che la democrazia nei luoghi di lavoro è un pezzo della democrazia del Paese.

Interviene brevemente il Presidente GIULIANO per segnalare che l’audizione del presidente dell’INPS cui ha fatto riferimento il senatore Passoni si è svolta con riferimento all’affare assegnato relativo agli effetti della soppressione degli enti previdenziali ENPALS e INPDAP e il trasferimento delle loro funzioni all’INPS.

 

Il senatore MORRA (PdL) si sofferma in particolare sulle questioni connesse alla previdenza complementare integrativa, richiamando le considerazioni da lui più volte avanzate con riferimento al disegno di legge n. 36, di cui è relatore e che è da tempo all’ordine del giorno della Commissione, nonché all’indagine conoscitiva che sul tema si è svolta. Sollecita il Ministro a chiarire i propri intendimenti in ordine all’accelerazione del sistema contributivo nel quadro della sostenibilità sociale, evidenziando che il sistema pensionistico in futuro porterà alla liquidazione di pensioni decurtate in percentuali pari al 30/40 per cento rispetto agli importi attuali. Ciò richiederebbe un rilancio del sistema pensionistico complementare, a proposito del quale è essenziale conoscere la posizione del Governo.

La senatrice GHEDINI (PD) si sofferma in particolare sui profili connessi alle politiche per l’occupazione delle donne, le cui difficoltà le paiono paradigmatiche di tutte le difficoltà attuali del mercato del lavoro. Anche i correttivi operati in sede parlamentare alla recente riforma del sistema pensionistico riguardano soprattutto lavoratori maschi; occorre invece adoperarsi per la costruzione di sistemi che tengano conto della condizione di doppio impegno che grava sulle donne. Fermi restando i temi della condivisione e dei congedi parentali, sui quali sono all’esame del Parlamento numerose iniziative legislative, alcune altre questioni andrebbero a suo avviso affrontate in modo esaustivo. Tra esse il riconoscimento di contributi figurativi connessi a periodi dedicati alla cura dei figli e dei congiunti e la possibilità di raccordare le carriere discontinue: la debolezza contributiva rappresenta senza dubbio un problema, ed è necessario immaginare forme di supporto anche per i periodi legati all’assistenza e alla cura familiare.

A questo riguardo, ricorda le tormentate vicende che hanno caratterizzato il disegno di legge n. 2206 (lavoratori che assistono familiari gravemente disabili), trasmesso dalla Camera al Senato quasi due anni fa e ancora in corso di esame a causa di ripetute relazioni tecniche di segno negativo sulla quantificazione degli oneri connessi. Nel frattempo è intervenuto per due volte un mutamento nel quadro previdenziale del quale occorrerà farsi carico, accanto alla ridefinizione esatta degli oneri. Sulla questione sollecita una presa di posizione del Governo, in considerazione del lungo tempo trascorso, del grande impegno profuso dalla Commissione, che sul punto ha da tempo conseguito un’intesa bipartisan, e delle comprensibili attese degli interessati. Analogamente auspica una precisa definizione delle risorse che il Governo intende complessivamente dedicare alla non autosufficienza ed ai livelli delle prestazioni assistenziali, sottolineando che alcune soluzioni potranno essere individuate anche in sede di esercizio della delega in materia fiscale ed assistenziale. Il sostegno alla continuità e alla consistenza reddituale può infatti trovare nella leva fiscale uno strumento di attivazione importante.

La senatrice SPADONI URBANI (PdL) sottolinea che la particolare centralità e delicatezza del tema del mercato del lavoro richiede una ristrutturazione ponderata ed equilibrata. Molti sacrifici sono stati richiesti al Paese ed al suo sistema produttivo; auspica dunque che le misure che il Governo adotterà su questi temi siano improntate alla massima equità. Personalmente riterrebbe ormai maturo il superamento della specificità della questione femminile e delle differenziazioni delle misure in ragione di quote di genere, ferma restando la necessità di dare adeguato sostegno alla partecipazione delle donne al mondo del lavoro. In questo senso le politiche di conciliazione devono risultare compatibili con una finalità di promozione della natalità e di sostegno alle famiglie.

Quanto alla soppressione dell’ENPDAP e dell’ENPALS e alla loro fusione nell’INPS, ricorda di aver per prima segnalato la delicatezza della questione, richiamando su di essa l’attenzione dell’intera Commissione. Anche a seguito di quanto emerso nella seduta della Commissione di ieri, nel corso dell’intervento del dottor Mastrapasqua, invita il Governo a prestare al tema particolare attenzione.

 

Il Presidente GIULIANO fa presente che sono ancora iscritti a parlare numerosi senatori, ma che il Ministro deve allontanarsi a causa di un improrogabile impegno istituzionale.

Il ministro FORNERO, nel ringraziare gli intervenuti e nel rassicurare di aver preso buona nota di ogni sollecitazione richiesta, anticipa fin d’ora la propria disponibilità a tornare dinnanzi alla Commissione appena definito l’accordo sulla riforma del mercato del lavoro con le parti sociali.

Il Presidente GIULIANO esprime particolare apprezzamento per tale disponibilità e rinvia il seguito delle procedure informative ad altra seduta.

 

 

La seduta termina alle ore 16,45.

289ª Seduta

Presidenza del Presidente
GIULIANO
Interviene, ai sensi dell’articolo 47 del Regolamento, il dottor Antonio Mastrapasqua, presidente dell’INPS, accompagnato dal dottor Marco Barbieri, direttore centrale relazioni esterne.

Interviene il vice ministro del lavoro e delle politiche sociali Martone.

La seduta inizia alle ore 15,30.

SULLA PUBBLICITA’ DEI LAVORI

Il presidente GIULIANO comunica che, ai sensi dell’articolo 33, comma 4, del Regolamento del Senato, sono state chieste l’attivazione dell’impianto audiovisivo a circuito chiuso e la trasmissione radiofonica e che la Presidenza del Senato ha fatto preventivamente conoscere il proprio assenso.

Poiché non vi sono osservazioni, tali forme di pubblicità sono dunque adottate per il prosieguo dei lavori.

PROCEDURE INFORMATIVE

Audizione, ai sensi dell’articolo 47 del Regolamento, del Presidente dell’INPS, in relazione all’affare assegnato relativo agli effetti della soppressione degli enti previdenziali ENPALS ed INPDAP ed il relativo trasferimento delle loro funzioni all’INPS (n. 748)

Il dottor MASTRAPASQUA ricorda che l’articolo 21 del decreto-legge n. 201 del 2011, convertito con modifiche dalla legge n. 214 del 2011, dispone, a decorrere dal 1° gennaio 2012, la soppressione di INPDAP ed ENPALS e l’attribuzione delle relative funzioni all’INPS, che succede in tutti i rapporti attivi e passivi degli enti soppressi. Obiettivo dell’accorpamento è il miglioramento dell’efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa, in considerazione del processo di convergenza ed armonizzazione del sistema pensionistico attraverso l’applicazione del metodo contributivo.
L’intervento è l’ultimo atto di un percorso legislativo che prende il via già con la legge n. 247 del 2007, di attuazione del protocollo Welfare del 23 luglio 2007, continua con l’articolo 17 del decreto-legge n. 78 del 2009, convertito nella legge n 102 del 2009 e con l’articolo 2 del decreto-legge n. 194 del 2009, convertito nella legge n. 25 del 2010, per provare a concludersi con la legge 12 novembre 2011, n. 183. L’accorpamento intende inoltre consentire la realizzazione di riduzioni dei costi complessivi di funzionamento, che si sommano a quelle già disposte dall’articolo 4, comma 66, della legge n. 183 del 2011, la quale prevedeva, per il complesso di INPS, INPDAP ed INAIL, una riduzione delle spese di finanziamento per 60 milioni di euro per l’anno 2012, 10 milioni di euro per l’anno 2013 e 16,5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2014, secondo un riparto da effettuarsi con decreto del Ministro del lavoro, di concerto con il Ministro dell’economia. La citata legge n. 214 stabilisce inoltre che entro il 31 marzo 2012 debbano essere deliberati i bilanci di chiusura degli enti soppressi; entro 60 giorni successivi all’approvazione dei bilanci di chiusura si provvederà all’emanazione dei decreti di natura non regolamentare di trasferimento all’INPS delle risorse strumentali umane e finanziarie degli enti soppressi.
Allo scopo di indirizzare le prime fasi dell’incorporazione, il Ministro del lavoro ha emanato una specifica direttiva, che pone particolare enfasi sul rispetto della data del 31 marzo 2012 per la deliberazione dei bilanci di chiusura da parte dei competenti organi degli enti soppressi. Nelle moredell’adozione dei decreti di trasferimento delle risorse all’INPS, l’attività degli organi degli enti soppressi dovrà essere limitata agli adempimenti connessi alla deliberazione del bilancio di chiusura al 31 dicembre 2011.
La confluenza di INPDAP ed ENPALS determinerà una decisa modifica dei principali aggregati dell’istituto, sia dal punto di vista economico-finanziario che di personale. La situazione dell’INPS si appalesa, dunque, sostanzialmente unica nel panorama internazionale, caratterizzandosi, anche con riferimento ai costi di funzionamento, per una situazione di grande virtuosità.
Sul piano delle attività intraprese nell’ambito del processo di integrazione, il presidente Mastrapasqua richiama la determinazione presidenziale n. 5802 del 23 gennaio 2012, che definisce le linee generali sulle finalità, priorità e modalità di attuazione dei percorsi di integrazione degli enti soppressi, per il loro riassetto organizzativo e funzionale, nell’ottica di garantire la continuità e l’efficacia dell’azione amministrativa ed il progressivo allineamento verso i migliori standard di servizio per l’utenza.
Tale finalità trova consistenza nella integrazione delle risorse degli enti soppressi nei grandi progetti di innovazione ed efficientamento sui quali si è focalizzata la strategia dell’INPS, quali l’omogeneizzazione e ampliamento dei servizi, lo sviluppo della cultura previdenziale e del conto assicurativo, il popolamento del casellario dell’Assistenza, l’incremento dell’efficacia delle attività contrattuali, il potenziamento dell’accertamento del credito e riscossione, la riduzione strutturale del contenzioso, lo sviluppo del modello organizzativo, la valorizzazione del patrimonio da reddito, l’evoluzione del modello d’offerta e interazione con i partner istituzionali, la razionalizzazione logistica, l’accesso on line dei servizi per agevolare modalità alternative di fruizione dei servizi e sviluppo della qualità nonchè la telematizzazione della domanda, l’automazione dei controlli e dei processi operativi e la dematerializzazione.
Il presidente Mastrapasqua illustra quindi le principali attività intraprese dalle commissioni responsabili delle singole aree tematiche.
Con riferimento all’area delle Entrate, relativamente al recupero coattivo, rileva che, anche per i contributi dovuti alle gestioni previdenziali e assistenziali gestite fino al 31 dicembre 2011 dai soppressi INPDAP ed ENPALS, dovrà essere utilizzato l’avviso di addebito introdotto con l’articolo 30 della legge n. 122 del 2010. Peraltro è in corso di predisposizione una proposta di determinazione per l’approvazione di due nuovi regolamenti finalizzati a disciplinare in modo omogeneo la materia delle dilazioni amministrative ed è stata avviata una riflessione in ordine alla opportunità di pervenire entro l’anno alla integrazione dei flussi telematici nella dichiarazione Uniemens, che garantisca la maggiore flessibilità ed affidabilità.
Nell’area dell’Organizzazione si stanno esaminando gli assetti, i modelli organizzativi di lavoro e i sistemi di rilevazione della qualità del servizio, al fine di prevedere percorsi di integrazione e criteri omogenei di individuazione dei livelli di responsabilità. Per quanto concerne l’area delle Risorse Strumentali, è stato inoltre adottato un provvedimento di utilizzo del Fondo di riserva iscritto nel preventivo INPS, con l’obiettivo di assicurare la copertura finanziaria delle spese di funzionamento non obbligatorie, urgenti ed indifferibili, necessarie per garantire la continuità dei servizi.
Sul piano degli acquisti di beni e servizi, in mancanza delle necessarie coperture finanziarie e nelle more dell’analisi delle informazioni e della documentazione, è stata evidenziata la necessità di disporre affidamenti provvisori, per il tempo strettamente necessario ad assicurare la continuità dei servizi e delle prestazioni, svolgendo contemporaneamente tutti gli approfondimenti necessari a ricomprendere i servizi acquisiti dai soppressi enti nell’ambito dei contratti già stipulati dall’istituto.
In ordine agli aspetti patrimoniali, è in corso di effettuazione la ricognizione del patrimonio immobiliare e mobiliare degli enti soppressi.
In relazione all’area della Contabilità, sono state fornite indicazioni volte a garantire e ad assicurare la piena continuità delle funzioni, la tutela dei soggetti destinatari dell’azione amministrativa degli enti soppressi, la correttezza e l’economicità nella gestione, fino all’emanazione dei decreti attuativi.
Nell’area del Controllo di gestione, sono stati avviati incontri finalizzati ad individuare le possibili modalità di integrazione dei sistemi di programmazione e controllo già esistenti, nella consapevolezza che, mentre per l’ENPALS non si sono riscontrati elementi tali da ipotizzare un rallentamento della fase di integrazione, con riferimento all’INPDAP, considerata la strutturale complessità dall’ente, è stato necessario finalizzare l’analisi alla ricognizione dei meccanismi operativi e dei criteri di misura delle attività.
Con riferimento all’area delle Risorse umane, è stato sottoscritto un Protocollo di Intesa per la definizione delle sedi di rinnovo della RSU, che riguarda tutte le articolazioni territoriali dell’INPS, e delle strutture ex INPDAP ed ex ENPALS. E’ stata inoltre acquisita la situazione del personale degli enti soppressi e sono stati avviati incontri tecnici al fine di anticipare il più possibile l’analisi rispetto alla scadenza del 31 marzo per la rideterminazione degli organici. Per quanto attiene all’Area Pensioni, sin dai primi giorni di dicembre sono stati svolti incontri al fine di redigere una circolare illustrativa delle disposizioni in materia di trattamenti pensionistici introdotte dall’articolo 24 del decreto-legge n. 201 del 2011 (convertito dalla legge n. 214 del medesimo anno) e dei possibili riflessi di tali disposizioni sugli enti in questione.
Relativamente all’area dei Sitemi Informativi, è stato concordato che ogni attività di razionalizzazione non possa prescindere dallo spostamento del Data Center ex INPDAP presso la Direzione Centrale Sistemi Informativi e Tecnologici INPS, al fine di conseguire l’abbattimento dei costi relativi alle utilities e di gestione del Data Center, la razionalizzazione del licensing del software di base, l’integrazione dei sistemi e progressiva armonizzazione delle procedure e dei relativi servizi e la razionalizzazione della gestione e manutenzione delle apparecchiature.
Per l’area della Comunicazione, i primi tavoli congiunti hanno consentito di individuare alcune aree di sovrapposizione e una prima agenda di possibili interventi, indirizzati all’ottimizzazione interna e alla finalizzazione esterna rivolta all’utenza, concernenti, tra l’altro, siti web, media relations, rassegna stampa e comunicazione interna via Intranet.
E’ stato inoltre predisposto un nuovo piano di Audit integrato che prevede momenti sinergici, sia per quanto riguarda l’aspetto formativo e lo sviluppo delle risorse, sia sotto l’aspetto operativo.
Infine, nell’area del Contenzioso, l’attuale fase di transizione e riorganizzazione dell’Istituto fino all’emanazione dei decreti di trasferimento delle risorse degli enti soppressi ha richiesto l’adozione di misure specifiche in tema di rappresentanza legale degli enti soppressi, con riferimento al settore legale e, dunque, alla rappresentanza in giudizio. Ad oggi, le misure sono state tutte adottate e gli obiettivi prefissati sono stati raggiunti, tra l’altro, omogeneizzando e rendendo uniforme gli strumenti a disposizione di tutti gli avvocati dell’amministrazione. Nello specifico, la rappresentanza legale degli Enti soppresso, spettante ai rispettivi presidenti, è cessata contestualmente alla soppressione degli enti stessi. Conseguentemente, la Presidenza dell’INPS si è resa parte attiva al fine di garantire ed assicurare, senza soluzione di continuità, le funzioni di rappresentanza, difesa ed assistenza legale, onde evitare di far incorrere l’Istituto in preclusioni o decadenze con conseguenti ed evidenti danni.

Il presidente GIULIANO ringrazia il presidente Mastrapasqua per la propria esposizione e dichiara aperto il dibattito.

Prende per primo la parola il senatore CASTRO (PdL), il quale, premesso che le fusioni tra organizzazioni ed enti si presentano sempre come operazioni di particolare complessità, sottolinea che anche quella in esame non rappresenta un merger of equals, anche, sia pur non solo, per la particolare gracilità del sistema informativo dell’INPDAP e le caratteristiche del Fondo Aristotele. A suo giudizio nel caso in esame è indispensabile che l’INPS, che in questi anni ha saputo costruire performance notevolissime, diventi il parametro di riferimento dell’intero sistema; diversamente, non si avrebbe alcuna integrazione tra gli enti e si assisterebbe invece al fallimento di un merger emblematico per l’intero settore pubblico. Giudica la fusione tra i tre enti una occasione storica da non perdere, ritenendo che a questo scopo l’unico vero obiettivo sia rappresentato dall’adozione del criterio “20-50-100”. Discorso analogo si riferisce al profilo logistico: in questo quadro, egli sollecita una vigorosa dismissione del patrimonio immobiliare dell’INPDAP, ribadendo che l’unica possibilità di successo della fusione è costituita da una merger a trazione INPS.

Il senatore NEROZZI (PD) nota che l’obiettivo della fusione è stato da tempo auspicato da molti, anche in epoche in cui era impopolare. Nel concreto, la fusione, per la massa finanziaria complessivamente implicata e per il potere attribuito al nuovo ente così risultante, assume un’importanza che rischia di porre numerosi problemi. In questo quadro, egli invita a prestare particolare attenzione ad aspetti delicatissimi, tra cui segnala il nodo delle consulenze e quello delle nuove assunzioni. L’esigenza di cautela deriva anche dalla assoluta imparagonabilità, in particolare, tra i sistemi informativi degli enti. In questo senso, sollecita un approfondimento in merito alla reale situazione dell’INPDAP, che consenta di chiarire se i “buchi” cui il presidente Mastrapasqua ha fatto riferimento, riguardino i nuovi o i vecchi pensionati, scongiurando situazioni che penalizzino i lavoratori. Particolare attenzione andrà posta anche in considerazione del sistema di welfare dell’INPDAP, anche in relazione ai programmi del Governo; in particolare, evidenzia la necessità di rivedere la situazione del contenzioso, quella del complessivo sistema delle relazioni sindacali e tra le parti sociali e dei CAAF. Il conseguimento di una governance unitaria è inevitabilmente complesso. Atteso inoltre che rappresentati dell’INPS e dell’INPDAP partecipano a molti Consigli d’Amministrazione, ritiene indispensabile disporre di un quadro esaustivo che consenta di individuare con completezza ogni possibile profilo di incompatibilità. Sul punto, auspica che il Governo faccia la propria parte.

La senatrice SPADONI URBANI (PdL), nel ricordare di essere stata promotrice della richiesta di chiarimenti in ordine alle ricadute dell’articolo 21 del decreto-legge n. 201 del 2011, che ha determinato la soppressione di INPDAP ed ENPALS e l’attribuzione delle relative funzioni all’INPS, ribadisce le ragioni a fondamento della propria richiesta, evidenziando le criticità che l’illustrazione del presidente Mastrapasqua ha per alcuni profili confermato. Auspica conclusivamente che egli presenti quanto prima un progetto specifico ed articolato idoneo a chiarire le modalità con le quali intende, attraverso il progetto di fusione, dar corso ad un ente più efficace e più efficiente e che consenta anche una riduzione dei costi a carico del cittadino.

La senatrice CARLINO (IdV) prende brevemente la parola per chiedere quali conseguenze derivino dalla fusione ai fini del ricongiungimento dei trattamenti pensionistici, se permangano le agevolazioni INPDAP a favore dei lavoratori aventi diritto e se l’unificazione comporti assunzioni dei dipendenti INPDAP di area A.

Il presidente GIULIANO fa presente che la documentazione oggi consegnata sarà resa disponibile per la pubblica consultazione sulla pagina web della Commissione. In considerazione dell’imminente inizio dei lavori dell’Assemblea annuncia che i rimanenti interventi e la replica del presidente Mastrapasqua avranno luogo in altra seduta, che verrà fissata nei tempi più brevi.

Il seguito dell’audizione è quindi rinviato

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE

Il PRESIDENTE avverte che il termine per la presentazione degli emendamenti al disegno di legge n. 3007, già fissato al giorno 15 marzo, è differito a giovedì 22 marzo, alle ore 14.

La seduta termina alle ore 16,30.

 

 

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