226ª Seduta
Presidenza del Presidente
GIULIANO
Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Bellotti.
La seduta inizia alle ore 15,35.
IN SEDE CONSULTIVA
Schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 (n. 364)
(Osservazioni alla 1a Commissione. Esame e rinvio)
Il relatore CASTRO (PdL), premesso che l’Atto risponde all’esigenza di chiarire alcune disposizioni del decreto legislativo n. 150 del 2009 che hanno suscitato dubbi interpretativi, si sofferma sugli aspetti di competenza della Commissione lavoro, ravvisabili nei commi 2 e 3 dell’articolo 2. Il primo chiarisce una disposizione dell’articolo 65, commi 1, 2 e 4, del decreto legislativo n. 150, nel senso che l’adeguamento dei contratti collettivi integrativi è necessario solo per i contratti vigenti alla data di entrata in vigore del decreto medesimo, mentre quelli conclusi successivamente devono essere stipulati nel rispetto delle disposizioni del decreto stesso. Il comma 3 dell’articolo 2 fornisce invece l’interpretazione autentica del comma 5 dell’articolo 65 del decreto legislativo n. 150, chiarendo che le disposizioni relative alla contrattazione collettiva nazionale successive all’entrata in vigore del decreto sono quelle concernenti il procedimento di approvazione dei contratti collettivi nazionali.
Sulla base di tali precisazioni e considerata la necessità delle disposizioni illustrate, il relatore propone conclusivamente di esprimere osservazioni non ostative alla 1a Commissione permanente.
Su richiesta del senatore ROILO (PD), il seguito dell’esame è quindi rinviato.
PROCEDURE INFORMATIVE
Interrogazioni
Il sottosegretario BELLOTTI risponde all’interrogazione 3-02018 della senatrice Poli Bortone, precisando che nell’attuale contesto socio-economico l’intreccio tra lavoro sommerso, caporalato e criminalità vede tra le principali vittime i lavoratori stranieri senza permesso di soggiorno, cui vengono affidate le mansioni più dequalificate e usuranti, la cui pericolosità è spesso causa di infortuni sul lavoro. Per quanto concerne nello specifico la realtà della provincia di Lecce, informa che, su impulso del Prefetto, è stata avviata un’attività di vigilanza straordinaria finalizzata al contrasto del lavoro sommerso e dello sfruttamento della manodopera impiegata nella costruzione di impianti fotovoltaici, coinvolgendo, tra gli altri, le forze di polizia e gli organi istituzionalmente preposti alla vigilanza in materia lavoristica. A tal proposito, la Direzione provinciale del lavoro di Lecce ha comunicato che le ispezioni hanno finora riguardato tredici imprese e che i lavoratori trovati intenti al lavoro nel corso dei sopralluoghi sono complessivamente quarantadue, nessuno dei quali “in nero”. Sono ancora in corso verifiche su eventuali omissioni o infedeli registrazioni; verranno inoltre attentamente valutate le risultanze ispettive di altri organi di vigilanza, in primo luogo della Questura, per l’adozione degli eventuali provvedimenti sanzionatori di competenza, in particolare nelle ipotesi di utilizzo di “lavoro nero”. Peraltro agli inizi del mese di maggio scorso sono stati sottoscritti presso le sedi delle organizzazioni sindacali di riferimento 406 verbali di conciliazione in sede sindacale, ai sensi della legge 533 del 1973. Solo meno di una decina di lavoratori avrebbero rifiutato di aderire alla conciliazione. Sono, inoltre, già stati avviati incontri tecnici con il competente ufficio della sede INPS di Lecce per procedere alla regolarizzazione delle predette posizioni sotto il profilo contributivo e previdenziale.
Inoltre il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha deciso di realizzare per l’anno in corso un “Piano straordinario di vigilanza per il contrasto al lavoro sommerso”, che prevede l’effettuazione di almeno 80.000 controlli mirati a questo specifico fenomeno, a cui vanno aggiunti altri 50.000 che saranno effettuati dagli Enti previdenziali. In tal modo si prevede di realizzare almeno 130.000 verifiche su tutto il territorio nazionale.
Il Ministero dell’interno ha peraltro comunicato che il settore delle energie alternative è da tempo oggetto di particolare attenzione da parte della Questura di Lecce, sia per problematiche connesse alla gestione dell’ordine pubblico che per aspetti squisitamente investigativi. Le risultanze investigative hanno evidenziato che gli indagati avviavano al lavoro cittadini extracomunitari privi di permesso di soggiorno o con permesso scaduto, favorendone la permanenza illegale nel territorio nazionale e sottoponendoli a condizioni lavorative degradanti e con retribuzioni inferiori rispetto a quelle indicate nelle buste paga, nonché prive dei contributi previdenziali. Nell’ambito dello stesso procedimento giudiziario, la Guardia dì Finanza di Brindisi, anch’essa delegata dall’Autorità giudiziaria inquirente, ha tratto in arresto altre 6 persone (5 italiani ed 1 cittadino spagnolo) per gli stessi reati.
La senatrice POLI BORTONE (CN-Io Sud) esprime perplessità sui dati della prima parte della risposta, incongruenti rispetto a quelli in suo possesso. Quanto ai riferimenti alla Tecnova, osserva che l’azienda ha operato indisturbata nella provincia di Lecce, ricorrendo senza remore a forme di caporalato, e si duole che a carico di essa non sia stato riscontrato il reato di schiavitù. Dopo aver auspicato una particolare attenzione sull’allarmante uso del fotovoltaico in Puglia, pur plaudendo alla tempestiva risposta alla propria interrogazione, se ne dichiara non soddisfatta con specifico riferimento agli interventi sanzionatori evocati dal Sottosegretario.
Il sottosegretario BELLOTTI risponde poi all’interrogazione 3-02055, della senatrice Spadoni Urbani, riguardante le certificazioni relative alla sicurezza delle apparecchiature a pressione, che mira a conoscere la reale situazione venutasi a creare a seguito della attribuzione all’INAIL di tutte le funzioni svolte dall’ISPESL per effetto dell’articolo 7 del decreto-legge n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010, ivi inclusa l’attività di Organismo Notificato svolta dallo stesso ex ISPESL, ai sensi delle direttive di prodotto 97/23/CE (PED), 2009/105/CE (SPV) e 94/9/CE (ATEX).
Per le predette attività di certificazione, l’INAIL ha mantenuto, allo stato, la medesima struttura operativa che fa capo al Dipartimento Certificazione e Conformità dei Prodotti ed Impianti già operante in seno all’Organismo Notificato ex ISPESL.
L’Istituto, a seguito della comunicazione al Ministero dello sviluppo economico del cambio di denominazione dell’Organismo Notificato da “ISPESL” a “INAIL ON 0100”, avvenuta in data 15 novembre 2010, è stato inserito nell’apposito elenco degli organismi notificati autorizzati, come risulta dalla banca dati della Commissione europea denominata “Nando Information System”. L’INAIL sta dunque operando nel rispetto di quanto previsto dalla direttive di prodotto richiamate, garantendo l’immissione sul mercato e la messa in servizio di attrezzature in pressione e insiemi certificati ed assicurando pertanto la continuità nello svolgimento di tale delicata funzione.
La senatrice SPADONI URBANI (PdL) ritiene che la risposta non abbia chiarito quale sia il soggetto titolare delle certificazioni in luogo dell’ISPESL, manifestando il timore che la risposta fornita si fondi su elementi datati ed esprimendo al riguardo la propria insoddisfazione.
La seduta termina alle ore 16.


























