228ª Seduta
Presidenza del Presidente
SACCONI
Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Franca Biondelli.
La seduta inizia alle ore 15,30.
SULLA PUBBLICAZIONE DEI DOCUMENTI ACQUISITI
Il presidente SACCONI comunica che durante le audizioni sull’atto comunitario COM (2016) 128 definitivo (Distacco dei lavoratori), svoltesi oggi in sede di Ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, sono state acquisite documentazioni che saranno rese disponibili per la pubblica consultazione sulla pagina web della Commissione.
Prende atto la Commissione.
IN SEDE CONSULTIVA
Relazione consuntiva sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea per l’anno 2015 (Doc. LXXXVII, n. 4) (n. 742)
(Parere alla 14a Commissione. Seguito e conclusione dell’esame. Parere favorevole)
Riprende l’esame, sospeso nella seduta di ieri.
Il PRESIDENTE ricorda che nella precedente seduta il senatore Berger ha illustrato una proposta di parere favorevole (testo allegato al resoconto di ieri).
La senatrice PAGLINI (M5S) illustra una proposta di parere contrario (testo allegato al resoconto della seduta), da lei sottoscritta congiuntamente ai senatori Puglia e Catalfo.
Il senatore BAROZZINO (Misto-SI-SEL) preannuncia voto contrario al parere del relatore, denunciando i risultati negativi conseguiti dalla politica del Governo in materia di lavoro, come confermato anche dagli alti livelli di disoccupazione presenti nel Paese.
Nessun altro chiedendo di intervenire, presente il prescritto numero di senatori, la proposta del relatore, messa ai voti, è approvata. Risulta pertanto precluso il voto sulla proposta di parere di segno contrario dei senatori Paglini, Puglia e Catalfo.
IN SEDE REFERENTE
(2232) Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave, prive del sostegno familiare, approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall’unificazione dei disegni di legge d’iniziativa dei deputati Grassi ed altri; Ileana Argentin ed altri; Anna Margherita Miotto ed altri; Vargiu ed altri; Paola Binetti ed altri; Rondini ed altri
(292) BARANI. – Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone affette da disabilità grave prive del sostegno familiare istituzione Fondo dopo di noi”
(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)
Riprende l’esame congiunto, sospeso nella seduta di ieri.
Il PRESIDENTE informa che è stato aggiornato alle ore 12 di domani, giovedì 14 aprile, il termine per la presentazione degli emendamenti e propone di concludere la discussione generale nella seduta odierna.
La relatrice PARENTE (PD) sottolinea la grande attesa che circonda il disegno di legge in esame, la cui copertura finanziaria è garantita da un apposito fondo previsto dalla legge di stabilità. Osserva che anche nel corso delle audizioni svolte sono pervenute numerose richieste di migliorare il testo, soprattutto per quanto riguarda l’aggiornamento del progetto di vita individuale; le soluzioni prospettate vanno in direzione della deistituzionalizzazione, coerentemente con i principi della Convenzione ONU di tutela delle persone con disabilità e delle esperienze già esistenti sul territorio. Ritiene altresì proponibile un miglioramento dello strumento dei trust,ricercando, inoltre, soluzioni più articolate, volte a valorizzare i patrimoni delle famiglie con persone disabili. Riconosce infine la necessità di dare attuazione alla disciplina prevista dal disegno di legge con specifiche norme sui livelli essenziali di prestazione.
La sottosegretaria BIONDELLI, nel condividere l’impostazione della relatrice, ribadisce l’attesa generale di una legge in materia, sottolineando le specificità del disagio mentale e delle conseguenti risposte che debbono essere date. Assicura piena disponibilità nei confronti di sollecitazioni finalizzate al miglioramento del testo, in particolare con riguardo allo strumento del trust.
Il PRESIDENTE, nel rinviare il seguito dell’esame congiunto alla prossima settimana, chiede che alle dichiarazioni di principio contenute nel provvedimento si affianchi un preciso riferimento all’ottimale impiego delle risorse, come esige anche la normativa sul federalismo fiscale.
Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.
SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE
Il senatore ICHINO (PD) chiede informazioni sullo stato di alcuni disegni di legge di cui è relatore.
Il PRESIDENTE precisa le priorità della programmazione dei lavori della Commissione.
La seduta termina alle ore 16.
SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAI SENATORI SARA PAGLINI, PUGLIA E NUNZIA CATALFO SULL’ATTO N. 742
L’11a Commissione del Senato, esaminato l’atto in titolo, premesso che la Relazione consuntiva sulla partecipazione dell’Italia all’Unione Europea viene adottata ai sensi dell’articolo 13, comma 2, della legge n. 234 del 2012 e dà conto delle attività e delle priorità che l’Italia intendeva perseguire nella precedente relazione programmatica e come queste hanno trovato implementazione nell’azione del Governo sulle politiche europee;
la Relazione approfondisce e si focalizza su due macrotemi che hanno di fatto caratterizzato la politica europea dello scorso anno: il rilancio della crescita economica e la gestione della crisi migratoria;
per quanto riguarda il primo macrotema si segnala la creazione del Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici, la Comunicazione sulla Flessibilità della Commissione, il rapporto dei Cinque Presidenti sul completamento della Unione Economica e Monetaria;
il capitolo 13 della parte seconda della relazione affronta le tematiche relative a occupazione e affari sociali;
considerato che:
l’implementazione del Programma Europeo “Garanzia Giovani” sul territorio nazionale registra parecchie insufficienze. Nonostante un tasso di disoccupazione giovanile al 38 per cento, con punte del 50 per cento nel Sud, secondo il rapporto del programma aggiornato al 4 febbraio 2016 su una platea potenziale di beneficiari di azioni pari a 2,4 milioni, sono solo 955000 i giovani che si sono registrati al programma (il 39,9 per cento della potenziale platea) di cui soltanto 604000 (il 63,3 per cento del totale degli iscritti) sono stati presi in carico dai servizi per l’impiego. A 276000 di essi è stata proposta una misura prevista dal piano (il 28,9 per cento del totale degli iscritti), di cui al 61,6 per cento sono stati avviati a tirocini; il 21,2 per cento sono azioni formative e azioni di accompagnamento al lavoro; il 13,9 per cento sono bonus occupazionali; il 3,1 per cento servizio civile;
così come ha rilevato la Corte dei Conti Europea in un recente rapporto, sembra mancare una valutazione qualitativa delle offerte fatte ai ragazzi a partire da quale sbocco al lavoro hanno prodotto le esperienze lavorative e/o di tirocinio. È necessario, alla luce del dato che vede proprio i tirocini in testa alle offerte fatte ai ragazzi, mettere in campo un attento monitoraggio sugli esiti di queste esperienze per valutarne gli sbocchi lavorativi e, soprattutto, se vi sono stati palesi abusi;
inoltre, come rilevato nello stesso rapporto, è fondamentale per la buona riuscita di Garanzia Giovani, che a monte vi siano servizi per l’impiego efficienti ed efficaci e che vi sia il reale coinvolgimento del mondo delle imprese e della scuola;
purtroppo questa scelta non sembra quella messa in campo, fino ad oggi, dal Governo Italiano;
la disciplina vigente in materia ha evidenziato elementi di debolezza del sistema dei servizi per l’impiego, caratterizzato da una ridotta capacità di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro da parte degli operatori pubblici e da una limitata efficacia dell’azione degli operatori privati, scarsamente integrati con i Centri pubblici per l’impiego e chiamati a fronteggiare un quadro normativo profondamente diversificato sul territorio nazionale;
in particolare la persistente situazione di crisi economica ha portato allo scoperto le evidenti debolezze del sistema dei servizi per l’impiego nazionale, il loro scarso impatto sul livello occupazionale, il tasso di penetrazione dei servizi per l’impiego, cioè la quota dei lavoratori dipendenti che ha trovato lavoro grazie all’intermediazione dei servizi stessi rispetto al totale dei dipendenti che hanno trovato un lavoro nel periodo di riferimento,
in Italia solo un disoccupato su quattro si rivolge alle strutture pubbliche per avere supporto nella ricerca di un lavoro. Una percentuale inferiore alla media europea del 52 per cento, e particolarmente bassa se confrontata con l’82 per cento della Germania, il 58 per cento della Francia o anche il 40 per cento della Svizzera;
la maggiore efficienza dei servizi per l’impiego in altri paesi europei dipende molto dal budget e dalle dimensioni delle attività, che a loro volta determinano il successo nell’erogazione dei servizi. In Italia ci sono in tutto circa 550 Centri gestiti dalle province, per un totale di 7.200 dipendenti. Erogano 700000 colloqui di orientamento l’anno con una percentuale di collocamenti pari al 4 per cento circa. Ogni Cpi ha circa 16 operatori a disposizione degli utenti, con un rapporto medio di un addetto ogni 270 utenti. Il sistema tedesco si basa sull’Agenzia federale per il lavoro (Bundesagentur für Arbeit), che conta una sede centrale, 10 direzioni regionali, 176 agenzie per il lavoro (Arbeitsagenturen) supportate da 610 uffici dislocati sul territorio. Le agenzie inoltre sono divise in sezioni specializzate per servire, ad esempio, la popolazione universitaria e i lavoratori dei vari settori economici. Gli addetti al settore sono complessivamente 100000 e si occupano di gestire i servizi di placement, consulenza, formazione, creazione e salvaguardia dei posti di lavoro e distribuzione dei sussidi di disoccupazione. Anche considerando le dimensioni della Germania, la media è di un dipendente dell’Agenzia ogni 820 cittadini tedeschi circa (calcolato sul totale della popolazione), dieci volte superiore del rapporto di uno a 8.600 in Italia. In Francia il Pôle emploi, (derivante dalla fusione nel 2008 dell’Agenzia nazionale per l’impiego, specializzata in servizi di collocamento, e dell’Unidec, atta a distribuire le indennità di disoccupazione) conta 50000 dipendenti e 1000 agenzie locali, con un budget di circa 4 miliardi l’anno per servire oltre 4 milioni di iscritti, l’80 per cento dei quali percepisce un’indennità di disoccupazione, a fronte di un 20 per cento di utenti giovani e donne in cerca del primo impiego. In Svizzera la principale piattaforma per erogare servizi nell’ambito del lavoro, del collocamento e della disoccupazione sono i 130 Uffici regionali di collocamento (Urc) in cui sono impiegati più di 2000 consulenti e cui risultavano iscritti alla fine di gennaio 2013, circa 150000 disoccupati (su un totale di 8 milioni di abitanti);
secondo un’indagine dell’Assemblea nazionale delle Province italiane, l’Italia spende l’1,4 per cento del Pil in politiche del lavoro, contro il 2,3 per cento della Francia, il 3,4 per cento della Germania e il 3,7 per cento dell’Olanda. Sul totale delle risorse a disposizione per le politiche del lavoro, l’Italia spende solo il 4 per cento in servizi per l’impiego, a fronte del 10 per cento della Francia, del 12 per cento della Germania e del 60 per cento del Regno Unito;
in Italia la percentuale di disoccupati è salita negli ultimi anni dall’8 per cento sino a superare l’11 per cento mentre in Francia, il tasso di disoccupazione è fermo al di sotto del 10 per cento e in Gran Bretagna, nonostante l’aggravarsi della crisi economica, la disoccupazione è diminuita al di sotto dell’8 per cento;
i dati sull’occupazione trionfalmente riportati dal Governo italiano dopo l’approvazione del cosiddetto Jobs Act oltre che palesemente sopravvalutati non sono stati accompagnati da una corrispondente crescita in termini di prodotto interno lordo;
da dati di febbraio 2016, nel 2015 con il Jobs Act si sono creati 109.000 nuovi posti di lavoro. Nel 2014, prima della nuova riforma dell’attuale Governo, i nuovi posti di lavoro furono 168.000. In pratica, a fronte di un investimento di 12 miliardi di euro i posti creati diminuiti di 59.000 unità con in più il decreto Poletti che ha liberalizzato ulteriormente il ricorso ai contratti precari;
come già più volte evidenziato, il riordino (e non la annunciata semplificazione) della normativa in materia di contratti di lavoro e, in particolare, l’introduzione delle cosiddette “tutele crescenti” ben lungi dal portare effettivi e durevoli benefici per quanto riguarda l’occupazione (imputabili solo a cospicui incentivi, erogati con gran dispendio di risorse pubbliche) si è tradotto in una diminuzione dei diritti (con l’abrogazione de facto dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori) o addirittura (basti pensare alla nuova normativa in materia di lavoro accessorio) in un incentivo alla precarizzazione;
la Legge di Stabilità per il 2015 ha inoltre eliminato uno strumento strutturale molto utilizzato che erano le assunzioni effettuate ai sensi della legge n. 407 del 1990 per sostituirlo con uno temporaneo non strutturale. La legge n. 407 del 1990, che per quasi 25 anni ha rappresentato uno degli incentivi più richiesti ed efficaci, è stata abolita in modo definitivo e sicuramente troppo frettoloso. Occorre ricordare che questa legge permetteva di assumere disoccupati di lungo periodo (più di 24 mesi) in qualsiasi momento e senza limiti di spesa: prevedeva infatti lo sgravio del 50 per cento e, in alcuni casi, per le zone del Sud, l’esonero totale dai contributi Inps ed Inail per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate in qualsiasi momento;
per quanto riguarda il contrasto alla povertà nel documento in esame si evidenzia la disposizione inserita nei commi 386 e seguenti dell’articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 con il quale è stato istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali il “Fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale”, al quale sono assegnate le risorse di 600 milioni di euro per il 2016 e di 1000 milioni di euro a decorrere dall’anno 2017;
come più volte ribadito per attuare un’efficace ed efficiente lotta all’emarginazione sociale è indispensabile semplificare il welfare e renderlo al contempo più certo ed essenziale, più concretamente presente nella vita dei cittadini, molti dei quali sono costretti a sopravvivere al problema occupazionale dovendosi al contempo confrontare con un sistema eccessivamente frammentato e non in grado di fornire certezze;
tra le misure da attuare deve ritenersi compreso il Reddito di cittadinanza essendo anch’esso rientrante nel complesso delle misure finalizzate al sostegno del reddito di coloro che si trovano involontariamente in una situazione di non occupazione;
il reddito di cittadinanza, oltre ad essere un Sussidio Universale per il contrasto alla povertà è uno strumento di politica attiva del lavoro che assicura, in via principale e preminente, l’autonomia delle persone e la loro dignità, e non si riduce ad una mera misura assistenzialistica contro la povertà essendo condizionato all’inserimento lavorativo, alla riqualificazione e alla ricerca attiva del lavoro;
l’Italia e la Grecia sono ad oggi gli unici paesi in Europa a non aver previsto nel proprio welfare misure stabili a contrasto della povertà e dell’emarginazione sociale;
tuttavia la proposta per l’introduzione anche in Italia del reddito di cittadinanza è stata bloccata presso questa Commissione dall’atteggiamento passivo dei partiti di maggioranza;
le misure recentemente proposte dal Governo italiano (il citato Fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale, le disposizioni di cui al disegno di legge delega attualmente all’esame della Camera dei deputati) appaiono più finalizzate a bloccare questa iniziativa che a dare concrete risposte. Esse appaiono infatti insufficienti sia dal punto di vista sostanziale che dal punto dei vista dei soggetti potenzialmente interessati. Per dare reale efficacia la platea degli aventi diritto dovrebbe considerare come indicatore il numero di cittadini che vivono al di sotto della soglia di povertà relativa calcolata nei 6/10 del reddito mediano equivalente pro capite, come peraltro già previsto dal Modello sociale europeo e indicato dalla Risoluzione del Parlamento europeo del 20 ottobre 2010;
a quanto già illustrato, deve aggiungersi la totale mancanza di iniziative concrete da parte del Governo circa una riforma della normativa in materia del calcolo dell’ISEE, riforma ancor più necessaria alla luce della sentenza con la quale il Consiglio di Stato ha bocciato la vigente normativa nella parte in cui essa faceva ricomprendere tra i redditi i trattamenti indennitari percepiti dai disabili;
ciò detto non ci troviamo assolutamente in accordo con l’apprezzamento riscontrato nel parere ieri prodotto e ancor meno riteniamo di aver raggiunto obiettivi indispensabili allo sviluppo del nostro Paese;
esprime, per quanto di competenza, parere contrario.
Riunione n. 81
MERCOLEDÌ 13 APRILE 2016
Presidenza del Presidente
SACCONI
Orario: dalle ore 14,35 alle ore 15
AUDIZIONE INFORMALE SULL’ATTO COMUNITARIO COM (2016) 128 DEFINITIVO (DISTACCO DEI LAVORATORI)
Riunione n. 80
MERCOLEDÌ 13 APRILE 2016
Presidenza della Vice Presidente
SPILABOTTE
Orario: dalle ore 8,30 alle ore 9,15
AUDIZIONE INFORMALE SULL’ATTO COMUNITARIO COM (2016) 128 DEFINITIVO (DISTACCO DEI LAVORATORI)
Riunione n. 80
MERCOLEDÌ 13 APRILE 2016
Presidenza della Vice Presidente
SPILABOTTE
Orario: dalle ore 8,30 alle ore 9,15
AUDIZIONE INFORMALE SULL’ATTO COMUNITARIO COM (2016) 128 DEFINITIVO (DISTACCO DEI LAVORATORI)
227ª Seduta
Presidenza del Presidente
SACCONI
Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Cassano.
La seduta inizia alle ore 15,30.
SULLA SCOMPARSA DI GIANROBERTO CASALEGGIO
Il PRESIDENTE esprime a nome proprio e di tutta la Commissione un sentimento di cordoglio per la scomparsa di Gianroberto Casaleggio, di cui ricorda brevemente la figura.
SULLA PUBBLICAZIONE DEI DOCUMENTI ACQUISITI
Il presidente SACCONI comunica che durante le audizioni sull’atto comunitario COM (2016) 128 definitivo (distacco dei lavoratori), svoltesi oggi in sede di Ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, sono state acquisite documentazioni che saranno rese disponibili per la pubblica consultazione sulla pagina web della Commissione.
Prende atto la Commissione.
IN SEDE CONSULTIVA
(1328-B) Deleghe al Governo e ulteriori disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione e competitività dei settori agricolo e agroalimentare, nonché sanzioni in materia di pesca illegale, approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati
(Parere alla 9a Commissione. Seguito e conclusione dell’esame. Parere favorevole)
Prosegue l’esame, sospeso nella seduta del 5 aprile scorso.
Il presidente SACCONI ricorda che nella precedente seduta la relatrice Favero aveva proposto l’espressione di un parere favorevole.
Nessuno chiedendo la parola per dichiarazione di voto, presente il prescritto numero di senatori, la Commissione approva il parere della relatrice.
Relazione consuntiva sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea per l’anno 2015 (Doc. LXXXVII, n. 4) (n. 742)
(Parere alla 14a Commissione. Esame e rinvio )
Il relatore BERGER (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE), si sofferma principalmente sulla posizione assunta dal Governo in tema di occupazione e affari sociali.
Ricorda che nel corso del 2015 sono stati perseguiti gli obiettivi di rendere più inclusivo il mercato del lavoro, promuovere la protezione sociale dei lavoratori, contrastare la povertà e sostenere le iniziative tese a favorire l’occupazione giovanile attraverso il programma “Garanzia per i Giovani” ed “Erasmus+”. Ulteriore sostegno è stato dimostrato anche allo sviluppo dell’economia sociale, per valorizzare il ruolo delle organizzazioni del Terzo settore. Fa presente inoltre che il Governo ha contribuito all’attuazione di politiche a favore di una maggiore inclusione sociale delle fasce svantaggiate e di sostegno ad iniziative imprenditoriali femminili.
Dopo aver ricordato la partecipazione della Commissione lavoro alla fase ascendente dell’Unione europea con l’esame dell’atto comunitario COM (2015) 46 definitivo, in tema di finanziamento per favorire l’occupazione giovanile, si sofferma sullo stato delle procedure d’infrazione ancora aperte, di cui 3 in materia di lavoro e affari sociali.
Conclude l’illustrazione, proponendo di esprimere un parere favorevole (testo allegato al resoconto della seduta).
Il senatore BAROZZINO (Misto-SI-SEL) chiede un rinvio del voto sul parere proposto, ai fini di compiere i dovuti approfondimenti, in ragione delle prospettive che apre l’atto in esame.
Concorda con tale richiesta la senatrice PAGLINI (M5S).
La senatrice SPILABOTTE (PD) fa osservare che il provvedimento in esame è una relazione consuntiva e non introduce pertanto novità sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea.
Il PRESIDENTE accoglie la richiesta dei senatori Barozzino e Paglini e rinvia il seguito dell’esame dell’Atto.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.
IN SEDE REFERENTE
(2232) Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave, prive del sostegno familiare, approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall’unificazione dei disegni di legge d’iniziativa dei deputati Grassi ed altri; Ileana Argentin ed altri; Anna Margherita Miotto ed altri; Vargiu ed altri; Paola Binetti ed altri; Rondini ed altri
(292) BARANI. – Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone affette da disabilità grave prive del sostegno familiare istituzione Fondo dopo di noi”
(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)
Riprende l’esame congiunto, sospeso nella seduta del 5 aprile scorso.
La senatrice PAGLINI (M5S) sottolinea le gravi problematiche che i provvedimenti in esame sono chiamati a disciplinare. Sulla base delle audizioni svolte, evidenzia l’esigenza di dare urgentemente attuazione ai livelli essenziali di assistenza sociale (LIVEAS). Denuncia inoltre l’aumento della spesa delle famiglie per l’assistenza privata nel 2014 e la relativa contrazione dell’offerta di prestazioni della sanità pubblica; tali dati, confermati da una ricerca del CENSIS, mostrano il fallimento di modelli inclusivi di welfare, provocando problemi difficilmente gestibili all’interno dei nuclei familiari e inammissibili discriminazioni fra i cittadini.
Reputa necessario, coerentemente con i principi della convenzione dell’ONU sui diritti delle persone con disabilità, potenziare progetti personalizzati di assistenza autogestita e autodeterminata, evitando che le persone con disabilità, una volta scomparsi i loro cari, siano costrette a ricoveri in strutture gestite da altri. Giudica lacunose le parti del disegno di legge n. 2232 che affrontano la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni, ritenendo più opportuna la proposta in altra sede della disciplina dei trust; questo strumento, del resto, non potrà essere utilizzato da tutti i soggetti interessati e, per come è stato disciplinato, consentirà agevolazioni fiscali solo per pochi. Si di esso sarà inoltre necessario un adeguato controllo pubblico e, in caso di morte del disabile, andrà previsto il rientro del patrimonio investito per la sua tutela nella sfera dei congiunti.
Stigmatizza la previsione, all’articolo 2 del disegno di legge, di una delega legislativa, che ritiene in contrasto con l’articolo 76 della Costituzione. Richiama infine la giurisprudenza della Corte Costituzionale in materia di diritto alla salute, rilevando che la possibilità di ricorrere a detrazioni fiscali su polizze assicurative, stipulate per tutelare persone disabili, produce un mancato gettito IRPEF di grandi proporzioni e gravi discriminazioni fra i cittadini.
Il senatore LEPRI (PD), pur sottolineando l’intento positivo del disegno di legge in esame, ritiene necessaria una serie di interventi correttivi, a cominciare da una razionalizzazione della spesa sanitaria delle regioni che dovrebbero investire maggiormente nell’assistenza socio-sanitaria integrata. Auspica inoltre ulteriori misure volte a soddisfare le esigenze delle persone con gravi disabilità; in particolare, ritiene non condivisibile indicare nello strumento dei trust un’unica soluzione normativa di tutela delle persone disabili dopo la scomparsa dei loro cari.
Il PRESIDENTE ricorda che nel corso delle audizioni svolte in Commissione è emersa un’esigenza diffusa di modificare il testo ricevuto dalla Camera dei deputati. Sono state date indicazioni riguardanti forme dirette di trasmissione di risorse, accantonate per le persone con disabilità gravi, e soluzioni organizzative di tipo solidale che riescano ad attrarre risorse dal territorio a favore di più persone disabili. In ogni caso, è stata univoca l’esigenza di individuare soluzioni non istituzionali. Ritiene possibile ipotizzare una serie di principi normativi volti a valorizzare la spesa socio-sanitaria coerentemente con la politica dei costi standard, che si prefigge di contenere la spesa ospedaliera entro determinati limiti. Denuncia che un eccesso di offerta di prestazioni ospedaliere finisce per generare una domanda inappropriata di bisogni che possono essere soddisfatti al di là della dimensione strettamente sanitaria.
Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 16,25.
PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1328-B
La Commissione lavoro, previdenza sociale, esaminato il disegno di legge in titolo, preso atto delle modifiche apportate dalla Camera dei deputati, esprime, per quanto di competenza, parere favorevole.
SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SULL’ATTO N. 742
La Commissione lavoro, previdenza sociale, esaminato l’affare assegnato in titolo, premesso che la Relazione consuntiva viene presentata dal Governo alle Camere al fine di fornire al Parlamento tutti gli elementi conoscitivi necessari per valutare la partecipazione dell’Italia all’Unione europea nell’anno precedente;
osservato che gli obiettivi realizzati nel corso del 2015 sono stati orientati a favorire e rilanciare l’inclusività del mercato del lavoro e ad un rafforzamento delle politiche attive del lavoro attraverso l’emanazione degli otto decreti attuativi delle deleghe contenute nella legge n. 183 del 2014 (cosiddetto Jobs act);
apprezzato che l’obiettivo di promozione della sicurezza e protezione sociale dei lavoratori, di lotta alla povertà e di incremento del prefinanziamento iniziale relativo all’iniziativa “Garanzia giovani”, che fa parte di un pacchetto di programmi di sviluppo delle politiche giovanili, sono stati compiutamente attuati, esprime, per quanto di competenza, un parere favorevole.
Riunione n. 79
MARTEDÌ 12 APRILE 2016
Presidenza della Vice Presidente
SPILABOTTE
Orario: dalle ore 14,35 alle ore 15,25
AUDIZIONE INFORMALE SULL’ATTO COMUNITARIO COM (2016) 128 DEFINITIVO (DISTACCO DEI LAVORATORI)


























