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Home - Senato - Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)

18 Settembre 2025
in Senato

MERCOLEDÌ 17 SETTEMBRE 2025
333ª Seduta

Presidenza del Presidente

ZAFFINI

Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Durigon.

La seduta inizia alle ore 8,35.

IN SEDE REFERENTE

(957) Deleghe al Governo in materia di retribuzione dei lavoratori e di contrattazione collettiva nonché di procedure di controllo e informazione, approvato dalla Camera dei deputati

(956) DISEGNO DI LEGGE D’INIZIATIVA POPOLARE– Disposizioni in materia di salario minimo

(1237) MAGNI e altri. – Disposizioni per l’istituzione del salario minimo

(Seguito e conclusione dell’esame congiunto)

Prosegue l’esame congiunto, sospeso nella seduta del 3 luglio.

Il PRESIDENTE rammenta che si è già svolta l’illustrazione degli emendamenti riferiti al disegno di legge n. 957 e dà conto dei pareri sul testo trasmessi dalle Commissioni consultate. Dichiara di assumere le funzioni di relatore per il seguito dell’iter in questa sede, stante l’impossibilità della senatrice Minasi di partecipare ai lavori della Commissione.

Intervenendo quindi in qualità di relatore esprime parere contrario riguardo agli emendamenti riferiti all’articolo 1, fatta eccezione per l’emendamento 1.4, rispetto al quale formula un invito al ritiro.

Il sottosegretario DURIGON, nell’esprimere parere conforme a quello del Relatore, dà conto dei motivi di contrarietà e invito al ritiro.

La senatrice FURLAN (IV-C-RE) esplicita l’intenzione di non ritirare l’emendamento 1.4.

Il presidente ZAFFINI rileva che il predetto emendamento sarà dunque posto ai voti col parere contrario di relatore e Governo.

Verificata la presenza del numero legale, viene quindi posto in votazione l’emendamento 1.1.

Interviene per dichiarazione di voto favorevole a nome del proprio Gruppo la senatrice CASTELLONE (M5S), segnalando la diffusa introduzione di norme legislative in materia di retribuzione minima nell’ambito dell’Unione europea. Il mancato ricorso a tale strumento si è verificato in contesti nei quali le retribuzioni hanno registrato comunque aumenti consistenti, mentre in Italia i salari reali sono in contrazione da diversi anni. L’introduzione del salario minimo, anziché dare luogo a fenomeni di appiattimento, costituisce piuttosto una base imprescindibile per ulteriori miglioramenti delle condizioni di lavoro e riguarderebbe un’ampia platea di lavoratori oggi particolarmente penalizzati, quali le donne e i giovani.

La senatrice CAMUSSO (PD-IDP), nell’annunciare voto favorevole, richiama l’attenzione sulla sussistenza di una questione salariale, cagionata da un’ampia area di retribuzioni insufficienti, anche a causa dell’andamento dell’inflazione, non alleviato dai rinnovi contrattuali. Tale questione comporta tra l’altro effetti negativi relativamente alla competitività del sistema delle imprese, che tende sempre più a basarsi sulla contrazione del costo del lavoro.

Le disposizioni di delega recate dal disegno di legge n. 957 sono eccessivamente vaghe e quindi inidonee a fornire risposte al preoccupante fenomeno del lavoro povero, il quale è attualmente in espansione. In tale contesto, appare ancora più grave l’atteggiamento di chiusura nei confronti delle proposte emendative, indice di una volontà di sottrarsi al confronto su un aspetto cruciale di equità e di politica economica.

Nel preannunciare il voto favorevole, il senatore MAGNI (Misto-AVS) richiama le attuali carenze della contrattazione collettiva rispetto alla tutela del potere di acquisto delle retribuzioni. A fronte della diffusione di contratti pirata e dei numerosissimi ritardi nei rinnovi è quindi urgente che il legislatore intervenga, disciplinando la retribuzione minima. A tale riguardo, è altresì auspicabile la reintroduzione dei meccanismi di adeguamento automatico dei salari, che in passato avevano già costituito una forma di salario minimo.

La senatrice FURLAN (IV-C-RE) preannuncia il voto di astensione su tutti gli emendamenti all’articolo 1 dei quali non è firmataria, sostenendo la necessità di una rinnovata centralità delle parti sociali nei meccanismi della contrattazione collettiva. Inoltre, reputa urgente affrontare la questione della tutela dei numerosi lavoratori attualmente non inclusi nel circuito della contrattazione collettiva.

L’emendamento 1.1, messo alfine in votazione, risulta respinto.

La senatrice CASTELLONE (M5S) interviene per dichiarazione di voto favorevole sull’emendamento 1.2, segnalando i riscontrati effetti positivi dell’istituzione del salario minimo sull’occupazione e sull’espansione economica. Il salario minimo legale non può inoltre essere contrapposto alla contrattazione collettiva, pertanto l’atteggiamento della maggioranza non può che essere attribuito alla volontà di non affrontare la questione del rafforzamento delle retribuzioni. Il livello basso delle retribuzioni pone altresì a rischio di povertà, per il periodo successivo al pensionamento, una quota notevole di lavoratori giovani. Sussiste poi la necessità di disporre di strumenti idonei ad accompagnare verso un nuovo ingresso nel mercato del lavoro i soggetti che rimangano privi di occupazione e pertanto di una seria riforma delle politiche attive del lavoro.

Posto in votazione, l’emendamento 1.2 è respinto.

Intervenendo per dichiarazione di voto favorevole sull’emendamento 1.3, la senatrice CAMUSSO (PD-IDP) si sofferma sulla presenza di un’area ampia di lavoro privo di coperture contrattuali, particolarmente con funzioni sussidiarie rispetto alle carenze del sistema sanitario pubblico e delle politiche sociali. Tale realtà di fatto asseconda le esigenze della criminalità organizzata, anche in relazione all’immigrazione irregolare. Si affianca inoltre alla volontà politica dell’attuale maggioranza, favorevole alla frammentazione del mercato del lavoro attraverso la diffusione di forme di occupazione atipiche e precarie.

Nell’intervenire per dichiarazione di voto favorevole, la senatrice CASTELLONE (M5S) osserva che la precarietà e l’insufficienza delle retribuzioni disincentivano l’impegno delle imprese nei confronti della formazione dei lavoratori e della prevenzione degli incidenti sul lavoro e indeboliscono la posizione dei lavoratori nei confronti delle situazioni di rischio.

Il presidente ZAFFINI raccomanda di non allontanarsi, in sede di dichiarazione di voto, dai contenuti dell’emendamento in votazione.

Nel rimarcare la relazione tra precarietà e sicurezza sul lavoro, il senatore MAGNI (Misto-AVS) dichiara il voto a favore dell’emendamento 1.3.

L’emendamento 1.3, posto in votazione, è quindi respinto.

Ha la parola per dichiarazione di voto favorevole sull’emendamento 1.4 la senatrice FURLAN (IV-C-RE), la quale afferma la necessità di valorizzare l’apporto delle organizzazioni sindacali realmente rappresentative a fronte del dumping contrattuale, dovuto all’attività di organizzazioni prive di rappresentatività disposte a sottoscrivere contratti caratterizzati da basse retribuzioni. La legittimazione di tale fenomeno è infatti estremamente dannosa per la contrattazione collettiva, nonché per la tenuta della competitività del sistema economico nazionale.

Posto in votazione, l’emendamento 1.4 risulta respinto.

La senatrice CAMUSSO (PD-IDP) sottoscrive gli emendamenti 1.5, 1.6, 1.7 e 1.10.

Preannuncia quindi il voto favorevole sull’emendamento 1.5, soffermandosi sull’importanza della contrattazione collettiva, specie in assenza di una disciplina legislativa sulla retribuzione minima.

L’emendamento 1.5, messo in votazione, è respinto.

Con successive votazioni la Commissione respinge gli emendamenti 1.6, 1.7, 1.8, 1.9, 1.10, 1.11, 1.12, 1.13 e 1.14.

Il RELATORE e il rappresentante del GOVERNO esprimono parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all’articolo 2, dando conto delle relative motivazioni.

Intervenendo per dichiarazione di voto favorevole sull’emendamento 2.1, il senatore MAZZELLA (M5S) segnala che un numero rilevante di lavoratori, impiegati nei settori agricolo e domestico, risulta escluso dalla copertura costituita dalla contrattazione collettiva, per cui si pone l’esigenza di introdurre a loro garanzia il salario minimo legale.

Reputa inoltre necessario approntare ammortizzatori sociali idonei a fronteggiare le conseguenze sul mondo del lavoro dell’introduzione dei sistemi di intelligenza artificiale.

La senatrice CAMUSSO (PD-IDP) sostiene l’opportunità della soppressione dell’articolo 2 del disegno di legge n. 957, rilevando che la prospettiva di una revisione degli strumenti di controllo risulterà probabilmente dannosa sul piano del contrasto alle irregolarità dei rapporti di lavoro, quando risulta invece urgente provvedere a garantire maggiormente la trasparenza e la qualità di tali rapporti.

L’emendamento 2.1 è quindi posto in votazione, risultando respinto.

In esito a successive e distinte votazioni sono respinti gli emendamenti 2.2 e 2.3.

Il presidente relatore ZAFFINI (FdI) esprime parere contrario sull’emendamento 4.1, dando conto delle relative motivazioni.

Il parere del sottosegretario DURIGON è conforme.

La senatrice FURLAN (IV-C-RE) dichiara il voto favorevole sull’emendamento 4.1, soffermandosi sulla necessità che le amministrazioni pubbliche siano sollecite nel rinnovo dei contratti di lavoro, a fronte di una situazione di diffusi ritardi. La puntualità dei rinnovi contrattuali per il lavoro pubblico costituirebbe peraltro uno stimolo positivo anche per il settore privato.

La senatrice CAMUSSO (PD-IDP) preannuncia il voto contrario sull’emendamento 4.1, sottolineando la necessità di conservare gli assetti, a lungo rivendicati, connessi alla contrattualizzazione nel pubblico impiego.

Il senatore MAGNI (Misto-AVS), intervenendo per dichiarazione di voto contrario sull’emendamento 4.1, sostiene la necessità di disporre di strumenti legislativi idonei a correggere le disparità derivanti da sistemi di contrattazione collettiva basati unicamente sullo stato dei rapporti di forza tra le parti.

Posto in votazione, l’emendamento 4.1 è respinto.

Il PRESIDENTE avverte che si procederà alla votazione del conferimento del mandato al relatore.

Dichiara il voto contrario del proprio Gruppo la senatrice CAMUSSO (PD-IDP), la quale fa presente lo stravolgimento dell’originaria proposta legislativa avvenuto nell’altro ramo del Parlamento. La maggioranza ha infatti inteso dissimulare la propria contrarietà all’introduzione del salario minimo legale, prevedendo il ricorso a una delega legislativa priva di portata concreta e inidonea al rafforzamento della contrattazione collettiva.

Il senatore MAGNI (Misto-AVS) interviene per dichiarazione di voto contrario.

Il senatore MAZZELLA (M5S) preannuncia il voto contrario del proprio Gruppo.

Intervenendo a sua volta a nome del proprio Gruppo, la senatrice FURLAN (IV-C-RE) dichiara voto contrario.

La Commissione conferisce infine mandato al relatore a riferire favorevolmente

all’Assemblea sul testo trasmesso dalla Camera del disegno di legge n. 957 – con conseguente assorbimento dei disegni di legge n. 956 e 1237 -, autorizzandolo a richiedere lo svolgimento della relazione orale.

La seduta termina alle ore 10,05.

MARTEDÌ 16 SETTEMBRE 2025
332ª Seduta

Presidenza del Presidente

ZAFFINI

Interviene il ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità Eugenia Maria Roccella.

La seduta inizia alle ore 15,10.

IN SEDE REDIGENTE

(1562) Deputato Martina SEMENZATO e altri. – Istituzione della Giornata nazionale contro la denigrazione dell’aspetto fisico delle persone (body shaming), approvato dalla Camera dei deputati

(650) Michaela BIANCOFIORE. – Istituzione della Giornata nazionale contro la denigrazione dell’aspetto fisico delle persone (body shaming)

(Seguito e conclusione della discussione congiunta)

Prosegue la discussione congiunta, sospesa nella seduta del 4 agosto.

Il presidente ZAFFINI rammenta che sono già stati presentati e pubblicati gli emendamenti e gli ordini del giorno riferiti al disegno di legge n. 1562. Dà inoltre conto dei pareri sul testo delle Commissioni 1a e 5a, entrambi non ostativi.

Ha quindi la parola in sede di illustrazione degli emendamenti il senatore MAGNI (Misto-AVS), il quale, manifestata perplessità in ordine alla ricorrente istituzione di giornate nazionali dedicate a temi specifici, fa presente che le proposte presentate hanno lo scopo di rendere maggiormente cogenti le formulazioni degli articoli 2, 3, 4 e 5. Questi prevedono infatti la mera facoltà, per i soggetti menzionati, di svolgere le iniziative oggetto di ciascuna disposizione.

Prosegue soffermandosi sugli ordini del giorno presentati, con i quali si intende impegnare il Governo all’adozione di misure efficaci per il contrasto alla denigrazione dell’aspetto fisico delle persone, tenuto conto dell’insufficienza della mera istituzione della Giornata nazionale.

La relatrice TERNULLO (FI-BP-PPE) invita al ritiro degli emendamenti 2.1, 3.1, 4.1 e 5.1, avvertendo che in caso di votazione il parere sarebbe contrario.

Il ministro Eugenia Maria ROCCELLA esprime parere conforme.

L’invito al ritiro non è accolto dal senatore MAGNI (Misto-AVS).

Il senatore MAZZELLA (M5S), nonché le senatrici CASTELLONE (M5S), CAMUSSO (PD-IDP), ZAMPA (PD-IDP) e FURLAN (IV-C-RE) aggiungono le rispettive firme a tutti gli emendamenti in esame.

Verificata la presenza del numero legale, è posto in votazione l’emendamento 2.1, che risulta respinto.

In esito a successive e distinte votazioni sono poi respinti gli emendamenti 3.1, 4.1 e 5.1.

La relatrice TERNULLO (FI-BP-PPE) propone specifiche riformulazioni degli ordini del giorno G/1562/1/10 e G/1562/2/10, alle quali subordina il suo parere favorevole. La rappresentante del GOVERNO si associa.

Il senatore MAGNI (Misto-AVS) non accoglie le proposte di riformulazione degli ordini del giorno, che sono conseguentemente posti in votazione.

Con successive votazioni, la Commissione respinge gli ordini del giorno G/1562/1/10 e G/1562/2/10.

Il presidente ZAFFINI avverte che si procederà alla votazione degli articoli del disegno di legge n. 1562.

Con successive votazioni, la Commissione approva gli articoli da 1 a 6.

La Commissione conferisce infine mandato alla relatrice Ternullo a riferire favorevolmente all’Assemblea sul disegno di legge n. 1562, nel testo trasmesso dalla Camera dei deputati e con conseguente assorbimento del disegno di legge n. 650, autorizzandola a richiedere lo svolgimento della relazione orale.

IN SEDE CONSULTIVA

(1634) Conversione in legge del decreto-legge 9 settembre 2025, n. 127, recante misure urgenti per la riforma dell’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione e per il regolare avvio dell’anno scolastico 2025/2026

(Parere alla 7a Commissione. Esame e rinvio)

La relatrice MANCINI (FdI) segnala, per quanto di competenza, le disposizioni contenute nell’articolo 3 del decreto-legge in esame, che, al comma 1, destina alla contrattazione collettiva nazionale del comparto istruzione e ricerca – sezione scuola relativa al triennio 2022-2024, a partire dall’anno scolastico 2026/2027, le risorse di cui all’articolo 1, comma 612, della legge di bilancio per il 2022, calcolate nella misura dello 0,55 per cento del monte salari 2018 e destinate ai nuovi ordinamenti professionali del personale ATA per gli anni 2025 e 2026, tenuto conto della decorrenza del nuovo ordinamento professionale del medesimo personale ATA.

Il successivo comma 2 destina inoltre alla contrattazione collettiva nazionale del comparto istruzione e ricerca – sezione scuola relativa al triennio 2022-2024 le risorse del fondo per la valorizzazione del sistema scolastico, di cui all’articolo 1, comma 565, della legge di bilancio per il 2025, pari a 40.937.244 euro per il 2025 e a 57.854.488 euro per il 2026.

Il comma 3 destina alla contrattazione collettiva nazionale del comparto istruzione e ricerca – sezione scuola relativa al triennio 2022-2024 le risorse del Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, di cui all’articolo 40 del contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del comparto istruzione e ricerca 2016-2018, pari a 67.746.059,48 euro per il 2022 e a 13.675.519,67 euro per il 2023.

Il comma 4 incrementa di 15 milioni per ciascuno degli anni 2026, 2027, 2028 e 2029 l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 14, comma 6, del decreto-legge n. 25 del 2025, relativa all’affidamento del servizio di copertura assicurativa integrativa delle spese sanitarie del personale della scuola.

Il comma 5, infine, incrementa di 15 milioni annui, a decorrere dal 2030, il Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa di cui all’articolo 40 del contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del comparto istruzione e ricerca – sezione scuola 2016-2018.

La senatrice FURLAN (IV-C-RE) suggerisce di attendere lo svolgimento del ciclo di audizioni presso la Commissione di merito prima di aprire la discussione generale.

Nello stesso senso si esprime la senatrice ZAMPA (PD-IDP).

Il presidente ZAFFINI prende atto dell’orientamento non ostativo della relatrice MANCINI (FdI) riguardo alla proposta e ricorda che il termine per la presentazione di emendamenti presso la Commissione di merito è stato fissato per le ore 16 del 24 settembre.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE

Il presidente ZAFFINI avverte che nella seduta antimeridiana di domani si procederà alle votazioni in relazione al disegno di legge n. 957, recante deleghe al Governo in materia di retribuzione dei lavoratori.

Informa, inoltre, che sono in corso le valutazioni degli emendamenti al disegno di legge n. 1531, riguardante la prevenzione del melanoma, propedeutiche alla successiva votazione.

Ricorda che, come convenuto, l’esame in sede consultiva del disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza (n. 1578) proseguirà alla conclusione delle audizioni presso la Commissione di merito.

Fornisce infine alcune delucidazioni sull’iter del citato disegno di legge n. 957, richieste dalla senatrice CAMUSSO (PD-IDP).

La seduta termina alle ore 15,25.

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