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Home - Senato - Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)

15 Luglio 2015
in Senato

171ª Seduta

Presidenza del Presidente

SACCONI 

Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Bobba.        

La seduta inizia alle ore 15.

SULLA PUBBLICAZIONE DEI DOCUMENTI ACQUISITI  

Il presidente SACCONI comunica che nel corso delle audizioni sugli Atti del Governo nn. 176, 177, 178 e 179, svoltesi ieri ed oggi in sede di Ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, nonché nel corso di un incontro sulla situazione dell’agenzia ANSA, svoltosi oggi in sede di Ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, sono state acquisite documentazioni che saranno rese disponibili per la pubblica consultazione sulla pagina web della Commissione.

Prende atto la Commissione.

PER UN BENVENUTO AI SENATORI DI MAGGIO E ROMANO  

Il PRESIDENTE rivolge un cordiale benvenuto ai senatori Di Maggio e Romano, recentemente entrati a far parte della Commissione.

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE  

Il presidente SACCONI avverte che nella seduta odierna, avendo la Commissione esaurito il programma di audizioni informali sugli schemi di decreti legislativi nn. 176, 177, 178 e 179, avrà inizio la discussione generale su tali Atti. Ricorda altresì che tre dei quattro schemi, e precisamente gli Atti di Governo nn. 176, 177 e 179, risultano assegnati con riserva, non essendosi ancora registrata su di essi l’intesa della Conferenza Stato-Regioni, e che conseguentemente la Commissione non è in condizione di esprimersi in via definitiva. In considerazione dei profili di stretta connessione che legano tra loro gli Atti, e atteso che l’intesa dovrebbe aver luogo in tempi brevi, riterrebbe comunque preferibile che essa si esprimesse contestualmente su tutti e quattro gli schemi di decreto. Osserva altresì che il parere sugli schemi è reso ovviamente in piena autonomia e tenendo conto di tutte le fasi procedurali precedenti; auspica dunque che, anche ove esso si discostasse dai termini nei quali viene conseguita l’intesa Stato-Regioni, il Governo tenga adeguatamente conto dei suggerimenti e delle osservazioni in esso contenute.

La Commissione conviene.

IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO 

Schema di decreto legislativo recante disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità (n. 176)

(Parere al Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, ai sensi dell’articolo 1, commi 3 e 4, lettere g), z) e aa), 5, 6, 7, 9, lettere e) e l), e 11, della legge 10 dicembre 2014, n. 183. Seguito dell’esame e rinvio)

Prosegue l’esame, sospeso nella seduta del 25 giugno scorso.         

Il senatore BAROZZINO (Misto-SEL) si sofferma in particolare sulle disposizioni riguardanti l’inserimento dei lavoratori diversamente abili, sottolineando che per tali soggetti l’occupazione ha una efficacia che travalica la stessa dimensione lavorativa. Giudica dunque assai pericoloso lasciare alle aziende il compito di scegliere direttamente, ritenendo che, a maggior ragione in aziende di medie o grandi dimensioni, con un esercizio di attenzione e buona volontà, è quasi sempre possibile individuare una collocazione all’interno. Esprime quindi grande preoccupazione, e comunque forti perplessità nei confronti di alcune dichiarazioni rese nel corso delle audizioni, in particolare da rappresentanti di agenzie private per l’impiego, che hanno sottolineato come nei loro compiti rientri la ricerca di “talenti”, evidentemente non tenendo conto che talora si tratta di individuare persone da adibire a mansioni anche a carattere ripetitivo. Analoghe perplessità egli formula con riferimento ad una presunta “assistenza intensiva”, pure evocata da tali soggetti, sottolineando che, al contrario, l’assistenza deve avere carattere sociale e i soggetti che perdono il posto di lavoro devono poter fruire di paracadute sociali che permettano loro di vivere un’esistenza dignitosa.

Quanto alle disposizioni riguardanti i controlli a distanza, si richiama alle considerazione svolte in audizione dal Garante per la protezione dei dati personali, rilevando che le relative previsioni mettono in questione la stessa dignità delle persone e giudicando pericoloso che si perseveri nell’umiliazione del mondo del lavoro. Un atteggiamento di tal fatta è d’altronde coerente con le critiche da molti espresse con riferimento al recente referendum svoltosi in Grecia, critiche che evidenziano come oggi in Europa finisca per fare scandalo la democrazia. Su questi elementi e sulla necessità di conservare il rispetto per valori che sono un patrimonio faticosamente conseguito sarebbe opportuna una riflessione collettiva.

Il senatore LEPRI (PD) si sofferma in particolare sulle disposizioni riguardanti l’inserimento dei disabili nel mondo del lavoro, che mettono robustamente mano alla disciplina prevista dalla legge n. 68 del 1999. Lo schema di decreto infatti elimina l’obbligo di attingere alla graduatoria da collocamento obbligatorio, che veniva peraltro largamente disapplicata e che nei fatti si è rivelata poco efficace, perché le imprese si sono sovente fermate di fronte all’obbligo, provando ad aggirarlo o a disattenderlo, eventualmente subendo le sanzioni ivi previste. La previsione contenuta nello schema di decreto, che permette al datore di lavoro di scegliersi direttamente la persona da inserire, consente così di collocare la persona giusta al posto giusto. Lo schema contiene altresì un rafforzamento della pianificazione territoriale, attraverso la definizione di una rete integrata con i servizi sociali, sanitari, educativi e formativi del territorio, nonché con l’INAIL. Assai opportunamente viene inoltre citato all’interno dell’azienda un responsabile al quale è affidato l’adeguamento delle condizioni finalizzate a permettere l’inserimento lavorativo di questi soggetti. Molto opportuna è la previsione, all’interno della Banca dati politiche attive e passive, di una apposita sezione speciale finalizzata appunto al collocamento mirato. Molto importante è poi la modifica delle agevolazioni accordate ai datori di lavoro che assumono persone con disabilità, per effetto della quale si passa dalla defiscalizzazione degli oneri contributivi all’abbassamento del costo retributivo. Attualmente le politiche del lavoro sono affidate alle Regioni, ciò che ha determinato forti disparità territoriali; sarebbe utile dunque che il Governo svolgesse un ruolo di monitoraggio e di regia nel settore specifico delle politiche di inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati. Egli rileva altresì una diffusa disapplicazione degli obblighi previsti per legge da parte delle stesse pubbliche amministrazioni, ritenendo opportuna la fissazione di un regime sanzionatorio e l’organizzazione di attività ispettive che non si limitino a concentrarsi sulle imprese private, ma che si riferiscano anche alle amministrazioni pubbliche. Una particolare attenzione andrebbe poi dedicata ai soggetti affetti da disabilità di tipo intellettivo e con elevato grado di invalidità. E’ inevitabile che la scelta di individuare la persona più adatta ad una determinata mansione sarà meno frequentemente favorevole ai soggetti con disabilità di maggiore gravità. La questione non può evidentemente essere lasciata alla scelta libera delle imprese. Un buon suggerimento al riguardo viene dalle associazioni di settore, che sostengono che in questi casi il vero interesse non è quello alla retribuzione piena, bensì alla possibilità di essere inseriti all’interno di una attività produttiva. La forma più idonea è quella del tirocinio formativo, che determina minori oneri a carico delle imprese, in una forma eccezionale che, in questi casi, ne consenta il proseguimento nel tempo, eventualmente all’interno di attività protette, evitando così forme ghettizzanti. Ideali al riguardo i piccoli luoghi artigianali. Il finanziamento potrebbe essere a carico del Fondo per le non autosufficienze. Una interessante esperienza su questo versante, che sarebbe eventualmente possibile estendere ad altre Regioni, è quella del programma attuato dalla provincia di Treviso, finalizzato all’inserimento lavorativo delle persone disabili nell’ambito di cooperative sociali. Auspica conclusivamente che queste sue considerazioni possano essere recepite all’interno dello schema di parere che il Presidente relatore predisporrà nei giorni prossimi.

Il presidente relatore SACCONI ringrazia il senatore Lepri in particolare per quest’ultima citazione, che attiene ad un modello organizzativo richiamato nel decreto legislativo n. 276 del 2003 (cosiddetta legge Biagi), con particolare riferimento all’articolo 14, in materia di opportunità per le aziende rispetto all’obbligo di inserimento lavorativo di categorie protette.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

Schema di decreto legislativo recante disposizioni per la razionalizzazione e la semplificazione dell’attività ispettiva in materia di lavoro e legislazione sociale (n. 178)

(Parere al Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, ai sensi dell’articolo 1, commi 7, lettera l), e 11, della legge 10 dicembre 2014, n. 183. Seguito dell’esame e rinvio)

Prosegue l’esame, sospeso nella seduta del 25 giugno scorso.         

Il senatore BAROZZINO (Misto-SEL) invita i commissari a considerare con attenzione le critiche rivolte nei confronti dello schema nel corso dell’audizione da parte dei rappresentanti dell’INPS. Osserva altresì che, sempre nel corso dell’audizione, il presidente Boeri ha evidenziato l’esistenza di una forte evasione contributiva, della quale sarebbe bene che il dibattito politico tenesse adeguato conto.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

Schema di decreto legislativo recante disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro (n. 179)

(Parere al Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, ai sensi dell’articolo 1, commi 1, 2, lettera a), e 11, della legge 10 dicembre 2014, n. 183. Seguito dell’esame e rinvio)

Prosegue l’esame, sospeso nella seduta del 25 giugno scorso.         

Il senatore BAROZZINO (Misto-SEL) rileva che, nel corso delle audizioni informali, le criticità evidenziate da parte dei soggetti convocati hanno di gran lunga superato gli interventi favorevoli. Una particolare attenzione va posta a suo giudizio con riferimento alle misure in materia di ammortizzatori sociali, che, se non connotate da equilibrio ed equità, rischiano di causare problemi rilevantissimi, paragonabili a quelli, tristemente noti, che hanno generato i cosiddetti esodati. Occorre tener conto che i lavoratori che accedono agli ammortizzatori sociali in deroga sono soggetti per i quali, anche in ragione dell’età anagrafica, sarà ben difficile trovare un’altra occupazione. E’ dunque paradossale che finora si siano distribuiti ampi finanziamenti alle aziende, sia sotto forma di stanziamenti diretti che di sgravi contributivi, senza tuttavia ottenere nulla in cambio. Se proprio si vogliono prevedere finanziamenti, sarebbe semmai necessario limitarsi alle aziende che non ricorrono alla delocalizzazione degli impianti, evitando premialità indiscriminate e sovente tutt’altro che motivate. Le misure contemplate nello schema di decreto giungono ad una conseguenza paradossale, perché il datore di lavoro, oramai assurto al ruolo di nuovo padrone, che non rispetti la dotazione della cassa integrazione, può al più incorrere in una modesta sanzione, a fronte di soggetti che si trovano invece estromessi dal mercato del lavoro e discriminati. Durante molte delle audizioni è emerso che se la crisi economica e del mercato del lavoro in passato fosse stata affrontata con queste nuove regole, non se ne sarebbe mai usciti. Sarebbe invece bene ricordare che i lavoratori si trovano a subire CIGS e ammortizzatori sociali, e non a chiedere il ricorso a tali strumenti, e, anziché eliminare questo ombrello protettivo, sarebbe opportuno individuare altre e più eque soluzioni.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

SCONVOCAZIONE DELLE SEDUTE DI DOMANI  

Il presidente SACCONI avverte che, in considerazione dell’andamento del dibattito e dei tempi previsti per l’espressione del parere sugli schemi di decreto legislativo all’ordine del giorno, le sedute della Commissione già convocate per domani, rispettivamente alle ore 8,30 e al termine della seduta antimeridiana dell’Assemblea, non avranno luogo.

La Commissione prende atto.

La seduta termina alle ore 15,50.

Riunione n. 65

MERCOLEDÌ 15 LUGLIO 2015

Presidenza del Presidente

SACCONI     
Orario: dalle ore 14 alle ore 15

INCONTRI SULLA VICENDA ANSA  

Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari

Riunione n. 64

MERCOLEDÌ 15 LUGLIO 2015

Presidenza della Vice Presidente

SPILABOTTE
Orario: dalle ore 9,10 alle ore 9,30

AUDIZIONI INFORMALI SUGLI ATTI DEL GOVERNO N. 176 (SEMPLIFICAZIONE DELLE PROCEDURE CITTADINI E IMPRESE SU RAPPORTO DI LAVORO), N. 177 (SERVIZI PER IL LAVORO), N. 178 (SEMPLIFICAZIONE DELL’ATTIVITA’ ISPETTIVA IN MATERIA DI LAVORO) E

Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari

 

Riunione n. 63

MARTEDÌ 14 LUGLIO 2015

 

Presidenza del Presidente

SACCONI 

                         

Orario: dalle ore 14 alle ore 16,15

 

AUDIZIONI INFORMALI SUGLI ATTI DEL GOVERNO N. 176 (SEMPLIFICAZIONE DELLE PROCEDURE CITTADINI E IMPRESE SU RAPPORTO DI LAVORO), N. 177 (SERVIZI PER IL LAVORO), N. 178 (SEMPLIFICAZIONE DELL’ATTIVITA’ ISPETTIVA IN MATERIA DI LAVORO) E N. 179 (AMMORTIZZATORI SOCIALI IN COSTANZA DI RAPPORTO DI LAVORO)  

 

 

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