Riunione n. 34
GIOVEDÌ 19 MARZO 2015
Presidenza della Vice Presidente
Orario: dalle ore 14,05 alle ore 14,35
AUDIZIONE INFORMALE SUI DISEGNI DI LEGGE NN. 1148, 1670 E 1697 (REDDITO DI CITTADINANZA E SALARIO MINIMO ORARIO)
142ª Seduta
Presidenza del Presidente
SACCONI
Interviene il ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca Stefania Giannini.
La seduta inizia alle ore 8,35.
IN RICORDO DEL PROFESSOR MARCO BIAGI
In apertura di seduta il presidente SACCONI svolge un commosso ricordo del professor Marco Biagi, del cui barbaro assassinio ricorre oggi il tredicesimo anniversario. Ne rievoca le lucide intuizioni e la generosità personale, che lo spinse a lavorare fino all’ultimo al servizio dello Stato, pur consapevole del pericolo incombente, dal quale quello stesso Stato colpevolmente non seppe difenderlo.
Il ministro GIANNINI si unisce alle parole del Presidente.
La Commissione si associa.
Il presidente SACCONI invita quindi la Commissione a osservare un minuto di silenzio in segno di cordoglio.
SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI
Il presidente SACCONI comunica che, ai sensi dell’articolo 33, comma 4, del Regolamento, è stata richiesta l’attivazione dell’impianto audiovisivo e che la Presidenza del Senato ha fatto preventivamente conoscere il proprio assenso.
Poiché non vi sono osservazioni, tale forma di pubblicità è dunque adottata per il prosieguo dei lavori.
Avverte, inoltre, che della procedura informativa sarà redatto il resoconto stenografico.
La Commissione prende atto.
PROCEDURE INFORMATIVE
Comunicazioni del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca sul programma europeo Garanzia giovani
Il presidente SACCONI ringrazia il ministro Giannini per la sua presenza, sottolinenando il particolare rilievo dell’apporto del suo intervento al dibattito sul tema Youth Guarantee, in relazione specifica alle tematiche riguardanti l’alternanza scuola/lavoro e l’apprendistato, specie di primo e terzo livello.
Il ministro Stefania GIANNINI evidenzia che Garanzia giovani è una risorsa per accompagnare l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro e lottare contro la piaga della disoccupazione giovanile; si tratta di un programma ambizioso a cui il Governo ha destinato risorse finanziarie e organizzative ingenti e con largo anticipo rispetto a numerosi altri partner europei. Fin dall’inizio è stato però chiaro che l’efficacia del programma è condizionata al coordinamento degli interventi aventi come destinatari i giovani disoccupati o i cosiddetti NEET con quelli rivolti a migliorare il rapporto tra istruzione e lavoro. Il MIUR ha dunque partecipato al lavoro preparatorio per l’attivazione del piano, presentando misure per prevenire e contrastare la dispersione scolastica attraverso percorsi formativi personalizzati e una rete di alleanze tra scuola, territorio e agenzie educative; proposte per potenziare gli strumenti di informazione e orientamento per i giovani in tutte le scuole italiane; interventi per ampliare e consolidare il raccordo tra istruzione, formazione e mondo del lavoro. Alcune azioni già sono state avviate; altre trovano nel disegno di legge “La Buona Scuola” terreno fertile per sviluppare tutte le potenzialità all’interno di un progetto di profondo rinnovamento del sistema educativo del nostro Paese. L’approccio adottato vede nella disoccupazione giovanile, nel cosiddetto job mismatch e nella dispersione scolastica il segno di un divario strutturale che deriva in parte anche dall’inadeguatezza dell’offerta formativa.
Il tema della dispersione scolastica è al centro di numerosi interventi di prevenzione e contrasto portati avanti dal MIUR negli ultimi trent’anni, che hanno impegnato risorse finanziarie e professionali rilevanti. Le azioni intraprese hanno consentito di arginare in parte, ma anche di conoscere meglio il fenomeno. Nonostante il tasso di dispersione sia ancora altissimo, va registrato un netto calo rispetto alla quota rilevata nel 2000: è un segnale positivo, ma resta molto da fare per avvicinare l’Italia alle medie degli altri Paesi europei. La dispersione non colpisce allo stesso modo tutti i territori e gli indirizzi di studio: le regioni del Mezzogiorno raddoppiano i tassi di alcune aree del Centro Nord e tra gli indirizzi di studio i più esposti sono gli istituti professionali. Il picco degli abbandoni è nel primo biennio della scuola secondaria di secondo grado; il superamento del primo anno resta l’ostacolo maggiore. E’ dunque necessario disegnare un nuovo modello di scuola, più aperto al territorio, più vicino ai bisogni degli studenti, più capace di intervenire tempestivamente a sostegno delle diverse forme di disagio.
La diminuzione sotto il 10 per cento degli Early school leavers (ESL) è il traguardo indicato per il 2020 dall’Unione europea; per l’Italia tale traguardo, a portata di mano per le regioni del Nord, richiede, invece, una robusta azione mirata per le altre regioni. Per una comprensione allargata dei processi di dispersione è, inoltre, indispensabile far riferimento ai NEET (la percentuale di giovani tra i 15 e i 29 anni non occupati e non iscritti a un percorso formativo). Da questo punto di vista, l’Italia è in una situazione molto difficile. Nel rapporto “Noi Italia”, l’ISTAT certifica che si tratta del 26 per cento degli under 30. Nell’Unione europea è peggiore solo il dato della Grecia (28,9 per cento); l’Italia ne ha il triplo della Germania (8,7 per cento) e quasi il doppio della Francia (13,8 per cento). È stato calcolato che abbattere la dispersione scolastica potrebbe far “risparmiare” alla collettività fino al 6 per cento del PIL. Tuttavia, la lotta agli abbandoni e l’obiettivo di far terminare al maggior numero possibile di ragazzi la carriera scolastica e formativa non possono avere solo uno scopo funzionale. Dall’abbandono nasce una minore capacità di comprendere la complessità del mondo attuale e quindi un deficit di cittadinanza.
A fronte di numeri tanto preoccupanti, sono molte le misure già introdotte dal MIUR negli ultimi anni. Tra queste ultime, il Ministro cita lo stanziamento di 15 milioni di euro disposto per la lotta alla dispersione scolastica nelle aree di maggior rischio di evasione dall’obbligo, per la sperimentazione di un programma di didattica integrativa finalizzata all’inclusione di alunni a maggior rischio di abbandono. Ulteriori 6.600.000 euro sono stati destinati a realizzare percorsi di orientamento per gli studenti iscritti alle scuole secondarie, con esplicito riferimento al programma europeo Garanzia giovani.
Inoltre, al fine di incidere in maniera più efficace contro il fenomeno del disagio e dell’insuccesso giovanile, il MIUR negli ultimi anni ha investito sull’anagrafe nazionale degli studenti, quale principale strumento d’indagine e di monitoraggio del sistema scuola e del percorso educativo di tutti gli studenti iscritti nelle scuole di ogni ordine e grado. Presto l’anagrafe degli studenti sarà integrata con le anagrafi della formazione professionale, curate dalle singole Regioni. Quando questo raccordo sarà completato, il sistema scolastico e formativo nel suo complesso potrà disporre di tutti i dati riguardanti i ragazzi che escono, entrano, si allontanano, interrompono il percorso e lo riprendono e si potranno definire interventi specifici che coinvolgano tutti i giovani in situazione di disagio e/o dispersione. Ad ampliare il quadro delle informazioni provenienti dall’anagrafe nazionale studenti, ci sono i dati provenienti dalle Indagini nazionali sugli apprendimenti curate da INVALSI, così come i dati provenienti dal Sistema Nazionale di Valutazione delle scuole. Il sistema, lanciato per la prima volta quest’anno, produrrà, per il mese di luglio, un rapporto di autovalutazione per ogni Istituto scolastico, contenente circa cinquanta indicatori su tutte le attività di ciascuna scuola.
Il MIUR rivolge inoltre un’attenzione particolare ai minori più fragili e in disagio, in particolare a coloro che sono “ristretti” negli istituti penitenziari minorili o nelle comunità: con il Ministero della giustizia, è stato messo a punto uno specifico progetto all’interno della misura Garanzia giovani, finanziato per 7.600.000 euro.
Anche nel disegno di legge “La Buona Scuola” sono contenute azioni coerenti con una strategia sistemica di contrasto alla dispersione scolastica. Anzitutto, l’intero impianto della riforma è incentrato sul potenziamento dell’autonomia scolastica. Per esplicitare le proprie scelte educative, didattiche e organizzative, le scuole effettueranno una programmazione triennale dell’offerta formativa, in modo da consentire, da un lato, il rafforzamento delle conoscenze edelle competenze degli studenti, e, dall’altro, l’apertura della comunità scolastica al territorio per migliorare la qualità dell’offerta curriculare. Nell’ambito della loro programmazione, le scuole perseguiranno anche altre priorità: iniziative finalizzate a contrastare il fenomeno della dispersione scolastica, valorizzazione della scuola intesa come comunità attiva,apertura pomeridiana delle sedi e riduzione del numero di alunni e studenti per classe, alternanza scuola lavoro e didattica laboratoriale, valorizzazione di percorsi formativi individualizzati e del coinvolgimento attivo degli alunni, alfabetizzazione e perfezionamento della lingua italiana per gli alunni stranieri. Il disegno di legge ha inoltre l’ambizione di riallacciare il dialogo tra il sistema scolastico e il mondo produttivo per riallineare i percorsi formativi e le prospettive occupazionali offerte dalle imprese, colmando il gap di carenza di competenze in uscita dai percorsi di studio in relazione alle aspettative del mondo del lavoro. Per affrontare il problema, il MIUR sta intervenendo su più fronti, consapevole che non basta impegnarsi di più per accompagnare i giovani verso il lavoro dopoche sono usciti dalla scuola, ma occorrono interventi strutturali sui nodi strategici del sistema educativo. Troppo a lungo in Italia si è avvalorata la gerarchia tra i saperi di tipo teorico e quelli di tipo pratico, dimenticando che essi costituiscono le due facce speculari dell’apprendimento. Occorre inoltre valorizzare l’istruzione tecnica e professionale. Si tratta dei percorsi formativi più vicini al mondo del lavoro e delle professioni, e rispetto ai quali, invece, si manifesta una crescente disaffezione da parte dei giovani e delle famiglie, maggiormente attratti dai percorsi liceali. Rilanciare l’istruzione tecnica e professionale è una priorità non solo per l’istruzione ma per le politiche del lavoro.
Il Ministro sottolinea quindi che nell’anno scolastico 2013/14 la metodologia dell’Alternanza Scuola Lavoroha riguardato quasi la metà delle scuole secondarie superiori, con il coinvolgimento di 126.003 strutture ospitanti, il 43,8 per cento delle quali sono imprese. I più attivi sono gli istituti professionali, che organizzano oltre la metà dei percorsi; seguono gli istituti tecnici, che realizzano il 29,7 per cento dei percorsi; chiudono i licei con l’11,9 per cento dei percorsi. Nel 2 per cento dei casi (dati 2012), le attività didattiche in alternanza si avvalgono anche della metodologia dell’impresa formativa simulata,che, grazie alla collaborazione con le imprese, ricrea nei laboratori le condizioni reali di lavoro, in modo che gli studenti possano operare a scuola come fossero in azienda.
Il disegno di legge La Buona Scuolaha come obiettivola messa a sistema della didattica basata sull’alternanza scuola lavoro, rendendola obbligatoria a partire dalle classi terze degli istituti secondari di secondo grado, con almeno 400 ore nei tecnici e nei professionali e almeno 200 ore nei licei. Per attuare questa azione, si avvale di risorse finanziarie per permettere alle scuole di coprire i costi relativi all’alternanza (formazione, assicurazioni, trasporti, sicurezza, tutoraggio degli studenti) e di semplificazioni per le imprese, consentendo di fare a scuola i corsi sulla salute e sicurezza necessari ai ragazzi per operare in azienda durante i periodi di alternanza e la possibilità di stipulare contratti di apprendistato anche prima del compimento dei 18 anni per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado, in coordinamento con la normativa del Jobs Act. Si sta inoltre mettendo in campo una fitta rete di intese con gli attori del tessuto produttivo e sono già stati attivati protocolli d’intesa con Federmeccanica, Unioncamere, Fincantieri. Dopo il varo del disegno di legge, questo lavoro proseguirà con ancora maggiore intensità. Nel frattempo è stata avviata la sperimentazione dell’apprendistato negli ultimi due anni di scuola secondaria di secondo grado, basata su un Protocollo d’Intesa tra MIUR-Ministero del Lavoro, regioni e Gruppo ENEL. Il progetto coinvolge sette istituti tecnici industriali, uno per ciascuna regione interessata. Il disegno di legge, coordinandosi con i decreti attuativi del jobs act, apre l’opportunità dell’apprendistato anche per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado, che, mentre studiano per il diploma quinquennale, possono sviluppare, in coerenza con i profili professionali degli indirizzi di studio, competenze immediatamente spendibili nel mondo del lavoro. L’Alternanza Scuola Lavoro, peraltro, è già inserita strutturalmente nell’offerta formativa degli Istituti Tecnici Superiori (ITS). Recentemente sono entrati nel sistema educativo – d’intesa tra Stato e Regioni – i Poli tecnico-professionali, con il compito di aprire le filiere educative alle esigenze di formazione, innovazione e trasferimento tecnologico di cui l’Italia ha bisogno, attivando sul territorio un sistema stabile di alleanze tra mondo della scuola e mondo del lavoro. Altre misure sono praticabili, come i laboratori territoriali per l’occupabilità. Secondo il disegno di legge, per rafforzare la didattica laboratoriale attraverso il dialogo con il mondo del lavoro, le scuole, anche mettendosi in rete fra loro o mediante i Poli Tecnico Professionali, potranno dotarsi di laboratori territoriali per l’occupabilità, in collaborazione con i diversi soggetti del territorio in qualità di cofinanziatori.
Il Ministro passa quindi ad illustrare il programma FIXO, promosso dal Ministero del Lavoro e attuato da Italia Lavoro, cui il MIUR partecipa in relazione alla seconda linea di intervento, specificamente dedicata a qualificare i servizi di orientamento e placement e a promuovere misure e dispositivi di politiche attive per il lavoro negli istituti scolastici.
Il presidente SACCONI ringrazia il Ministro per la sua esposizione, che purtroppo è costretto ad interrompere a causa dell’imminente inizio dei lavori dell’Assemblea.
La senatrice CATALFO (M5S), premesso che l’audizione di oggi era finalizzata a comprendere il trend riguardante Youth Guarantee, nota che i dati in suo possesso testimoniano di una grande difficoltà ad attivare in questo quadro percorsi di formazione e domanda al Ministro di mettere a disposizione della Commissione elementi ulteriori sul punto.
Il presidente SACCONI, premesso che il Ministro tornerà in Commissione in una data ravvicinata per completare il proprio intervento, fa presente che in quella sede potrà darsi corso al dibattito, ma che i senatori interessati potranno fin d’ora far pervenire richieste di chiarimenti e segnalazioni su aspetti specifici, che al Ministro verranno puntualmente trasmessi.
Ringrazia dunque nuovamente il Ministro per la sua disponibilità e toglie la seduta.
La seduta termina alle ore 9,30.
141ª Seduta
Presidenza del Presidente
SACCONI
La seduta inizia alle ore 16,20.
SULLA PUBBLICAZIONE DI DOCUMENTI ACQUISITI NEL CORSO DI AUDIZIONI
Il presidente SACCONI comunica che le documentazioni consegnate nel corso delle audizioni informali sui disegni di legge nn. 1148 e connessi e sul nuovo testo del disegno di legge n. 1051, svolte in sede di Ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, saranno rese disponibili sulla pagina web della Commissione.
IN SEDE CONSULTIVA
(1813) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, recante misure urgenti per il sistema bancario e gli investimenti, approvato dalla Camera dei deputati
(Parere alle Commissioni 6a e 10a riunite. Seguito e conclusione dell’esame. Parere favorevole con osservazione )
Prosegue l’esame, sospeso nella seduta di ieri.
Il relatore BERGER (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE) dà conto di una proposta di parere favorevole, corredata da un’osservazione che raccoglie quanto emerso nel corso del dibattito (testo allegato al resoconto della seduta).
Il presidente SACCONI ritiene assai giusta l’osservazione proposta dal relatore, poiché nel settore si è esaurito un modello di protezione sociale, senza che se ne sia ancora organizzato un altro.
La senatrice CATALFO (M5S) dichiara il voto contrario del proprio Gruppo, motivato dalle forti criticità che discendono dal provvedimento. In particolare, si sofferma con preoccupazione sulla perdita di circa 30.000 posti di lavoro, che sarà certamente di difficile gestione, e segnala che esso determinerà una perdita del radicamento delle banche popolari sul territorio, che rappresenta un elemento prezioso a disposizione delle piccole e medie imprese. Coglie l’occasione per richiamare il contenuto delle proposte di modifica presentate dinanzi alle Commissioni di merito, in particolare sulle startup innovative.
La senatrice MANASSERO (PD) ringrazia il relatore per la sensibilità mostrata con il recepimento all’interno della proposta di parere della sua segnalazione. Conferma l’opportunità di un accurato monitoraggio sulle ricadute occupazionali del provvedimento, essendo il settore delle banche popolari regolato da norme diverse rispetto a quelle del resto del mercato.
Presente il prescritto numero di senatori, il presidente SACCONI mette quindi ai voti la proposta di parere favorevole con osservazione predisposta dal relatore, che è approvata, con il voto contrario dei senatori AURICCHIO (FI-PdL XVII), BERTACCO (FI-PdL XVII), SERAFINI (FI-PdL XVII), BAROZZINO (Misto-SEL) e PUGLIA (M5S) e delle senatrici CATALFO (M5S) e PAGLINI (M5S) e l’astensione della senatrice BENCINI (Misto).
La seduta termina alle ore 16,30.
PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1813
La Commissione lavoro, previdenza sociale, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere favorevole, osservando che la riforma potrebbe avere delle ripercussioni sui livelli occupazionali che si raccomanda di monitorare e di accompagnare con interventi idonei.
Riunione n. 33
MERCOLEDÌ 18 MARZO 2015
Presidenza del Presidente
SACCONI
Orario: dalle ore 15,05 alle ore 16,15
AUDIZIONE INFORMALE SUL NUOVO TESTO DEL DISEGNO DI LEGGE N. 1051 (PARTECIPAZIONE LAVORATORI GESTIONE IMPRESE)
Riunione n. 32
MERCOLEDÌ 18 MARZO 2015
Presidenza della Vice Presidente
SPILABOTTE
Orario: dalle ore 8,35 alle ore 9
SEGUITO DELL’AUDIZIONE INFORMALE SUI DISEGNI DI LEGGE NN. 1148, 1670 E 1697 (REDDITO DI CITTADINANZA E SALARIO MINIMO ORARIO)
Presidenza del Presidente
SACCONI
Orario: dalle ore 15 alle ore 16,05
AUDIZIONI INFORMALI SUL NUOVO TESTO DEL DISEGNO DI LEGGE N. 1051 (PARTECIPAZIONE LAVORATORI GESTIONE IMPRESE)
140ª Seduta
Presidenza del Presidente
SACCONI
La seduta inizia alle ore 16,05.
SULLA PUBBLICAZIONE DI DOCUMENTI ACQUISITI NEL CORSO DI AUDIZIONI
Il presidente SACCONI comunica che le documentazioni consegnate nel corso delle audizioni sul nuovo testo del disegno di legge n. 1051 svolte oggi, in sede di Ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, saranno rese disponibili sulla pagina web della Commissione.
IN SEDE CONSULTIVA
(1813) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, recante misure urgenti per il sistema bancario e gli investimenti, approvato dalla Camera dei deputati
(Parere alle Commissioni 6a e 10a riunite. Esame e rinvio)
Il relatore BERGER (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE), premesso che il provvedimento, già approvato dalla Camera dei deputati, contiene una serie di disposizioni urgenti finalizzate alla revisione del sistema bancario e degli investimenti e che in esso figurano anche diverse disposizioni che incidono su profili strettamente collegati al mondo delle imprese, individua i profili di competenza della Commissione – di limitata incidenza rispetto al contenuto complessivo – innanzitutto nell’articolo 4, volto ad introdurre la categoria della PMI innovativa, cui vengono estese misure previste a favore delle startup innovative, nel presupposto che gli investimenti in ricerca e innovazione rappresentino l’elemento distintivo delle aziende di successo. In particolare, il comma 1 individua i requisiti necessari affinché un’impresa possa fare parte della categoria di PMI innovative, tra i quali l’impiego di lavoratori altamente qualificati in misura almeno pari a un quinto della forza lavoro complessiva, o a un terzo nel caso di personale con laurea magistrale.
Limitati aspetti di competenza sono presenti anche nell’articolo 7, volto ad istituire una Società di servizio per la patrimonializzazione e la ristrutturazione delle imprese, tra le cui finalità il comma 2 prevede, secondo una modifica introdotta alla Camera, un impulso a processi di consolidamento industriale e occupazionale, anche attraverso la predisposizione di piani di sviluppo e di investimento che consentano il raggiungimento delle prospettive industriali e di mercato.
Il relatore ritiene che dal complesso delle disposizioni emerga un atteggiamento di positiva considerazione di importanti aspetti legati all’occupazione nel contesto dell’impulso in direzione di un sistema produttivo orientato alla promozione della competitività delle imprese italiane, in un’ottica di fiducia e sostegno a energie lavorative ad elevata qualificazione e di favore per processi di consolidamento che coinvolgano occupazione e imprese, e che ciò induca ad una valutazione favorevole del provvedimento per gli aspetti di competenza.
Il presidente SACCONI ringrazia il relatore per la propria disamina e, attesi i limitati profili di competenza della Commissione, unitamente alla considerazione della tempistica di esame da parte delle Commissioni di merito, avanza la possibilità che il parere venga espresso già nella seduta odierna.
La senatrice MANASSERO (PD), pur condividendo la proposta di parere favorevole del relatore, segnala che il provvedimento riguarda circa undici banche e un totale di quasi 60.000 lavoratori, per il 20 per cento dei quali il posto di lavoro è a rischio proprio a seguito delle fusioni e riorganizzazioni di esso. Segnala pertanto l’opportunità di un adeguato monitoraggio delle ricadute occupazionali.
Il senatore ICHINO (PD) sottolinea che il provvedimento mette il dito nella piaga: una governance basata sul principio una testa/un voto finisce per privilegiare determinati assetti di organico rispetto ai principi di economicità della gestione. E’ dunque senz’altro opportuno tenere d’occhio gli effetti occupazionali del provvedimento ai fini dell’attivazione di ammortizzatori sociali, campo in cui peraltro il sistema bancario è tra i più avanzati.
La senatrice CATALFO (M5S) chiede, a nome del suo Gruppo, che la Commissione disponga di un tempo adeguato per esaminare adeguatamente il testo.
Il relatore BERGER (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE) fa presente che altre Commissioni hanno già licenziato il rispettivo parere. Aggiunge altresì che risulta nelle intenzioni del Governo la presentazione di un provvedimento ulteriore, direttamente riguardante il versante delle cooperative; sarà quella la sede nella quale concentrarsi sui profili occupazionali, che in tale settore presentano aspetti particolarmente sensibili.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 16,25.
Presidenza della Vice Presidente
SPILABOTTE
Orario: dalle ore 8,35 alle ore 9
SEGUITO DELL’AUDIZIONE INFORMALE SUI DISEGNI DI LEGGE NN. 1148, 1670 E 1697 (REDDITO DI CITTADINANZA E SALARIO MINIMO ORARIO)

























