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Home - Camera - Commissione Lavoro, pubblico e privato

Commissione Lavoro, pubblico e privato

22 Ottobre 2009
in Camera

(Dal Resoconto Sommario)

SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 2 aprile 2003. – Presidenza del vicepresidente Angelo SANTORI.

Commissione parlamentare per l’anziano.
Testo unificato C. 3254, approvata dal Senato, e abb.
(Parere alla XII Commissione).
(Seguito dell’esame e conclusione – Parere favorevole con osservazione).

La Commissione prosegue l’esame, rinviato nella seduta di ieri.

Angelo SANTORI, presidente, invita il relatore ad illustrare la proposta di parere predisposta.

Giovanni DIDONÈ (LNP), relatore, illustra la sua proposta di parere favorevole con una osservazione volta a far sì che le disponibilità derivanti da eventuali riduzioni di spesa dell’onere contemplato dall’articolo 4 siano destinate al finanziamento di iniziative in favore di soggetti anziani, con particolare riferimento al ricalcolo dei trattamenti previdenziali (vedi allegato).

La Commissione approva la proposta di parere del relatore.

SEDE REFERENTE


Mercoledì 2 aprile 2003. – Presidenza del vicepresidente Angelo SANTORI. – Intervengono i sottosegretari di Stato per il lavoro e le politiche sociali Learco Saporito e Maurizio Sacconi.

Misure riparatorie nel caso di indebita sospensione dal servizio di pubblici dipendenti.
C. 1277 Trantino.
(Seguito dell’esame e rinvio).

La Commissione prosegue l’esame, rinviato nella seduta di ieri.

Angelo SANTORI, presidente, ricorda che nella seduta di ieri il relatore ed il rappresentante del Governo hanno espresso i pareri sugli emendamenti presentati.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Guerzoni 1.1, 1.2, 1.3 e 1.4.

Angelo SANTORI, presidente, avverte che l’emendamento 1.15 del relatore è stato ritirato.
Constata l’assenza del presentatore dell’emendamento Perrotta 1.12; si intende che vi abbia rinunziato.

Andrea DI TEODORO (FI) chiede al Governo di motivare il parere contrario espresso sul suo emendamento 1.5.

Il sottosegretario Learco SAPORITO fa presente che l’emendamento in questione presenta un carattere discriminatorio nell’applicazione della normativa. Ribadisce pertanto l’invito al ritiro.

Andrea DI TEODORO (FI) ritira il suo emendamento 1.5.

Angelo SANTORI, presidente, constata l’assenza del presentatore degli emendamenti Perrotta 1.13 e 1.14; si intende che vi abbia rinunziato.

Il sottosegretario Learco SAPORITO osserva, in riferimento all’emendamento Guerzoni 1.6, che la materia contrattuale non può essere modificata con le disposizioni in esame, pur valutando positivamente il riconoscimento del diritto al lavoratore privato.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Guerzoni 1.6, 1.7, 1.8, 1.9, 1.10, 1.11 e 2.1.

Andrea DI TEODORO (FI) preannuncia l’astensione dalla votazione dell’emendamento Guerzoni 2.2.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Guerzoni 2.2, 2.3 e 2.4.

Angelo SANTORI, presidente, constata l’assenza del presentatore dell’emendamento Perrotta 2.6; si intende che vi abbia rinunziato.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Guerzoni 2.5 e 3.1.

Angelo SANTORI, presidente, constata l’assenza del presentatore dell’emendamento Perrotta 3.2; si intende che vi abbia rinunziato.

La Commissione approva l’emendamento Guerzoni 4.1, risultando così assorbiti i restanti emendamenti, e respinge infine l’emendamento Guerzoni 5.1.

Angelo SANTORI, presidente, avverte che il testo risultante dagli emendamenti approvati sarà trasmesso alle Commissioni competenti per l’espressione del prescritto parere.
Rinvia pertanto il seguito dell’esame ad altra seduta.

Decreto-legge 23/2003: Disposizioni urgenti in materia di occupazione.
C. 3799 Governo.
(Seguito dell’esame e rinvio).

La Commissione prosegue l’esame, rinviato nella seduta di ieri.

Angelo SANTORI, presidente, ricorda che nella seduta di ieri sono iniziate le votazioni degli emendamenti.
In considerazione dell’urgenza di esaminare il decreto-legge in titolo, avverte che assumerà le funzioni di relatore, sostituendo il deputato Taglilatela, fino al momento del suo arrivo in Commissione.

Emilio DELBONO (MARGH-U), intervenendo sull’emendamento Guerzoni 1.4, richiama l’attenzione sull’opportunità di estendere i benefici contrattuali previsti nel provvedimento anche ad altre imprese che si trovino in amministrazione straordinaria o che siano sottoposte a procedure concorsuali, a fallimento, nonché a tutti i casi di cessione o affitto di azienda, venendo incontro alle richieste delle associazioni datoriali e delle organizzazioni sindacali.
Auspica infine che le preoccupazioni espresse dal sottosegretario in merito alle censure della Commissione europea possano essere fugate.

Il sottosegretario Maurizio SACCONI conferma il parere contrario espresso sull’emendamento Guerzoni 1.4, posto che sul provvedimento in esame si è in presenza di alcune richieste di chiarimento da parte della Commissione europea sia sotto il profilo procedurale sia sotto quello sostanziale. Per quanto riguarda l’aspetto procedurale, sarebbe stata riscontrata una presunta violazione da parte dell’Italia di una procedura tendente a comunicare misure di questo tipo prima che esse siano adottate, in quanto la Commissione europea le ritiene al confine fra gli aiuti, ammessi, all’occupazione e gli aiuti, non ammessi, alle imprese, che pure versano in condizioni di difficoltà, ovvero gli aiuti al cosiddetto mantenimento dell’occupazione, che è cosa diversa dall’integrazione al reddito di persone temporaneamente disoccupate.
Dal punto di vista sostanziale è stato invece evidenziato che ampliare il campo di applicazione della misura potrebbe rendere ancora più difficile convincere la Commissione europea della coerenza della misura stessa con i regolamenti CEE.
Osserva poi che si sono evitati interventi di carattere strutturale, come quello proposto nell’emendamento, cioè tendenti ad integrare il sistema della protezione e dell’integrazione al reddito e degli ammortizzatori sociali, perché a ciò si sta dedicando il disegno di legge all’esame del Senato sulla riforma del mercato del lavoro: fa presente in proposito che in quella sede si potranno considerare tutti gli strumenti di carattere più strutturale come quello rivolto ad una generalità di imprese in situazione di amministrazione straordinaria che si vogliono accompagnare verso un diverso assetto proprietario.
Conferma in conclusione il parere contrario su tutti gli emendamenti volti ad estendere le misure proposte ad altre fattispecie.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Guerzoni 1.4 e Nigra 1.5.

Alberto NIGRA (DS-U), pur condividendo le affermazioni del sottosegretario, osserva che gli emendamenti proposti al provvedimento in esame hanno lo scopo di sollecitare il dibattito su alcuni principi di carattere generale che interessano il tema della riforma degli ammortizzatori sociali nel loro complesso.
Nell’illustrare le finalità del suo emendamento 1.6, volto ad estendere, in modo generalizzato, i benefici prefissati dal decreto-legge in esame sulla base delle sollecitazioni provenienti dalle associazioni datoriali e sindacali, rimane in attesa di un chiarimento da parte del Governo in merito alla posizione della Commissione europea su provvedimenti aventi caratteristiche simili a quelle del decreto-legge n. 23 in materia di occupazione e, pur condividendo le ragioni che hanno portato alla sua adozione a favore delle due realtà interessate, ritiene che sarebbe opportuno accelerare una riscrittura degli strumenti di tutela dei lavoratori e delle imprese.

Emilio DELBONO (MARGH-U) invita la Commissione a votare a favore dell’emendamento Nigra 1.6, volto a sostituire il riferimento ai 550 lavoratori, considerato troppo specifico delle realtà alle quali il provvedimento si rivolge.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Nigra 1.6, Delbono 1.7 e 1.8.

Angelo SANTORI, presidente, ricorda che gli articoli aggiuntivi Delbono 1.01 e Gasperoni 1.02 sono stati dichiarati inammissibili in quanto, intervenendo sulla restituzione all’INPS dei trattamenti previdenziali indebitamente percepiti, affrontano una materia estranea al decreto-legge in esame, che contiene modifiche alla disciplina degli ammortizzatori sociali.

Emilio DELBONO (MARGH-U) invita comunque il Governo a tener conto del problema dei soggetti che hanno percepito indebitamente prestazioni pensionistiche a carico dell’INPS, così come evidenziato nel suo articolo aggiuntivo 1.01, sottolineando la necessità che si intervenga rapidamente per disciplinare la materia.
In merito all’emendamento 1-bis.1 del relatore sui fondi di sostegno al reddito, osserva che i criteri indicati risultano discutibili perché parziali, posto che le modifiche proposte rispondono all’esigenza di tener conto di alcune crisi di settore, come quello delle telecomunicazioni, paventando il rischio che il meccanismo individuato prefiguri decisioni future di cui non si è a conoscenza.

Alberto NIGRA (DS-U), pur condividendo la decisione di aumentare fino a 7.000 unità il numero dei soggetti interessati, rileva che l’operazione rimane ancora al di sotto della soglia ritenuta necessaria. Ribadisce l’opportunità che il provvedimento assuma un carattere strutturale in grado di fronteggiare tutte le crisi nei diversi settori, sulla base del principio della omogeneità.

Marcello TAGLIALATELA (AN), relatore, precisa che l’emendamento in questione non fa altro che riprendere quanto previsto nell’articolo 1-bis, senza stabilire particolari specificità di settori. Per quanto riguarda le telecomunicazioni, osserva che al Consiglio dei ministri sono già pervenute segnalazioni in tale direzione.

Il sottosegretario Maurizio SACCONI fa presente che sono state avviate trattative, in parte già concluse, inerenti un numero di lavoratori sempre più ampio rispetto a quanto previsto dall’originaria disposizione approvata dal Senato. Nel ribadire che non si è di fronte ad una misura di carattere strutturale, rileva che la stessa possa ritenersi addirittura in contro tendenza rispetto alla mediazione della riforma degli ammortizzatori sociali all’esame presso l’altro ramo del Parlamento. Osserva poi che in assenza di un adeguato sistema di servizi all’impiego, utile ad accompagnare di posto di lavoro in posto i lavoro un soggetto che sia disoccupato involontariamente, ed in assenza di una integrazione fra questo sistema di servizi e adeguati ammortizzatori sociali, nonché di politiche dell’informazione, si è di fronte ad una emergenza di disoccupazione involontaria piuttosto notevole soprattutto in determinati territori. Pertanto, ribadisce l’utilità di una misura straordinaria ed eccezionale in contro tendenza, la cui contraddizione con gli obiettivi dichiarati è evidente: si incoraggia l’uscita precoce dal mercato del lavoro di questi lavoratori.

La Commissione approva l’emendamento 1-bis.1 del relatore, restando così assorbito l’emendamento Duilio 1-bis.2.

Il sottosegretario Maurizio SACCONI, modificando il parere precedentemente espresso, invita i presentatori a ritirare l’emendamento 1-bis.3.

Alberto NIGRA (DS-U) invita il rappresentante del Governo a riconsiderare il parere espresso sul suo emendamento, volto a prevedere, in un quadro più generale di riferimento, la tutela anche dei lavoratori dipendenti di imprese con un numero inferiore alle 15 unità lavorative. Sollecita pertanto il Governo ad assumere un atteggiamento coerente rispetto alle affermazioni pubbliche che vengono rilasciate dai ministri e gli atti concretamente adottati in Parlamento sulla questione richiamata.

Il sottosegretario Maurizio SACCONI, nel confermare l’invito al ritiro dell’emendamento 1-bis.3, ricorda che, oltre all’argomento della riforma strutturale degli ammortizzatori sociali, per quanto riguarda lo specifico segmento produttivo dell’indotto automobilistico, il Governo ha incrementato le possibilità di ricorso alla cassa integrazione ordinaria per piccole imprese di fornitura e subfornitura; per altro verso, ha varato un programma, attraverso «Italia lavoro», di 5 milioni di euro, volto a promuovere, con politiche attive, l’occupabilità dei soggetti interessati, sostenendo il reddito nel periodo di adesione a programmi di riqualificazione professionale. Posto che il problema di realtà aziendali di dimensioni limitate è di difficile valutazione e di consistenza relativa, fa presente che la questione più generale degli ammortizzatori sociali ulteriori rispetto all’indennità di disoccupazione per le piccole imprese sarà discusso nella sede propria che è quella della riforma del mercato del lavoro all’esame del Senato.

Emilio DELBONO (MARGH-U), ricordato che la stragrande maggioranza della rete di sostegno della subfornitura nel mondo automobilistico è rappresentata da imprese con un numero di dipendenti al di sotto delle 15 unità, sottolinea la necessità che il Governo predisponga interventi di sostegno al reddito significativi, come quello di integrazione salariale straordinaria comprensiva della contribuzione figurativa e degli assegni per il nucleo familiare.

Alfonso GIANNI (RC), nel condividere le argomentazioni esposte dal deputato Delbono, dichiara di non comprendere le ragioni per le quali in un provvedimento che introduce la cosiddetta mobilità lunga non si pensi contemporaneamente di intervenire a favore dei lavoratori dell’indotto.
Prospetta poi l’opportunità che il suo emendamento 1-bis.4 venga votato prima dell’emendamento 1-bis.3 in quanto prevede una percentuale del fatturato superiore al 50 per cento anziché al 60 per cento, interessando un numero maggiore di imprese.

Angelo SANTORI, presidente, sospende brevemente la seduta.

Alberto NIGRA (DS-U) insiste per la votazione del suo emendamento 1-bis.3.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Alfonso Gianni 1-bis.4 e Nigra 1-bis.3.

Angelo SANTORI, presidente, ricorda che sull’articolo aggiuntivo Nigra 1-bis.01, che presenta profili di dubbia ammissibilità per estraneità di materia rispetto al contenuto del decreto-legge, i presentatori sono stati invitati a ritirarlo ed a ripresentarlo eventualmente in Assemblea.

Alberto NIGRA (DS-U) ritira il suo articolo aggiuntivo per ripresentarlo in Assemblea, affinché vi possa essere una valutazione più approfondita della sua ammissibilità.

Angelo SANTORI, presidente, avverte che il testo risultante dagli emendamenti approvati sarà trasmesso alle Commissioni competenti per l’espressione del prescritto parere.
Rinvia pertanto il seguito dell’esame ad altra seduta.

AVVERTENZA


Il seguente punto all’ordine del giorno non è stato trattato:



SEDE REFERENTE


Trattamenti pensionistici di guerra.
C. 3094, approvata dal Senato, C. 806 Duca, C. 820 Innocenti, C. 1605 Burani Procaccini, C. 1960 Fiori.

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