AUDIZIONI INFORMALI
Mercoledì 6 giugno 2007.
Audizione di rappresentanti della CGIL, CISL, UIL e UGL, e relativi patronati, nell’ambito dell’esame della proposta di legge C. 2264 «Computo indennità integrativa speciale agli effetti delle pensioni di reversibilità».
L’audizione informale è stata svolta dalle 14.15 alle 15.10.
Mercoledì 6 giugno 2007. – Presidenza del presidente Gianni PAGLIARINI.
La seduta comincia alle 15.10.
Assicurazione obbligatoria contro gli infortuni domestici.
C. 73 Volontè, C. 118 Cordoni e C. 1697 Rossi Gasparrini.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame dei provvedimenti in oggetto, rinviati nella seduta del 29 maggio 2007.
Teresa BELLANOVA (Ulivo), relatore, evidenzia l’opportunità di procedere alla nomina di un comitato ristretto ai fini della predisposizione di un testo unificato da adottare come testo base.
Gianni PAGLIARINI, presidente, fa presente l’opportunità di tenere aperto il dibattito per un’ulteriore seduta in modo da consentire al rappresentante del Governo di esprimere la propria posizione sui provvedimenti in titolo, per passare successivamente alla nomina di un comitato ristretto.
Lucia CODURELLI (Ulivo) ritiene che occorra uno sforzo maggiore finalizzato a far percepire dai cittadini la previsione della assicurazione contro gli infortuni domestici, di cui alla legge 3 dicembre 1999, n. 493, come un beneficio e non come una tassazione. Ritiene inoltre che andrebbe garantita, in sede di applicazione della legge, l’effettività dell’obbligo di iscrizione all’assicurazione per tutte le persone che svolgono in via esclusiva attività di lavoro in ambito domestico, a prescindere quindi dal genere.
Carmelo PORCU (AN) sottolinea come la sua forza politica abbia sempre garantito interventi in favore della condizione femminile. Ritiene che la questione della previdenza per le donne costituisca un problema di particolare rilevanza sociale.
Gianni PAGLIARINI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 15.25.
Mercoledì 6 giugno 2007. – Presidenza del presidente Gianni PAGLIARINI.
La seduta comincia alle 15.25.
Modifiche all’estensione dei circondari dei tribunali di Sassari, Nuoro e Tempio Pausania.
C. 845 Satta.
(Parere alla II Commissione).
(Seguito dell’esame e conclusione – Parere favorevole con condizione).
La Commissione inizia l’esame del provvedimento in titolo.
Augusto ROCCHI (RC-SE), relatore, rileva che il provvedimento in titolo interviene in materia di geografia giudiziaria modificando la tabella «A» del decreto legislativo n. 51 del 1998, in riferimento ai circondari di alcuni tribunali all’interno del distretto di Corte d’appello di Cagliari, sezione distaccata di Sassari.
L’articolo 1 della proposta inserisce nel circondario del tribunale di Tempio Pausania – Sezione di Olbia i comuni di Alà dei Sardi, Buddusò, Budoni, Oschirì, Padru e San Teodoro. In particolare, i comuni di Budoni e San Teodoro vengono spostati dal circondario del Tribunale di Nuoro, mentre i comuni di Alà dei Sardi, Buddusò, Oschirì e Padru vengono spostati dal circondario del tribunale di Sassari. L’articolo 2 interviene sulla competenza territoriale del giudice di pace, inserendo i predetti comuni nel circondario del giudice di pace di Olbia.
In riferimento alla fase transitoria del passaggio di competenze, l’articolo 3 fissa la regola in base alla quale le nuove disposizioni non determinano lo spostamento di competenza per territorio dei procedimenti civili e penali pendenti alla data di entrata in vigore del provvedimento, ad eccezione dei procedimenti penali per i quali non è stata esercitata l’azione penale.
Con riferimento ai profili di competenza della XI Commissione, fa presente che l’articolo 4 demanda ad apposito decreto del Ministro della giustizia, sentito il Consiglio superiore della magistratura, il compito di definire le piante organiche dei Tribunali di Sassari, Nuoro e Tempio Pausania in funzione delle modifiche apportate.
Riservandosi di formulare la proposta di parere al termine del dibattito, evidenzia che, stante la formulazione dell’articolo 4, andrebbe richiamata l’attenzione della Commissione di merito sulla necessità di indicare, già nel testo di legge, i criteri sulla base dei quali dovranno essere definite le piante organiche dal decreto ministeriale ivi previsto.
Carmelo PORCU (AN) ritiene che andrebbero inserite nel testo del provvedimento ulteriori precisazioni in ordine alle piante organiche, considerato che il provvedimento, modificando l’articolazione territoriale di alcuni tribunali all’interno del distretto di Corte d’appello di Cagliari, sezione distaccata di Sassari, finisce per incidere su aree della regione distanti tra loro. Ritiene che occorre evitare incertezze tra quei lavoratori che potrebbero, in virtù di quanto previsto dal provvedimento, essere costretti a spostamenti in sedi di lavoro diverse da quelle attuali, con evidenti ricadute anche sul piano economico.
Lorenzo BODEGA (LNP) condivide le considerazioni formulate dal relatore, ritenendo che la definizione delle piante organiche dei tribunali costituisca spesso fonte di accese polemiche. Reputa quindi opportuno riservare particolare attenzione a tale tema.
Amalia SCHIRRU (Ulivo) dichiarando di condividere il rilievo avanzato dal relatore circa i criteri da seguire nella definizione delle piante organiche, fa presente che, in sede di tale definizione, andrebbe comunque considerata anche la questione degli utenti per la particolarità territoriale della regione Sardegna, in modo da garantire servizi uniformi sull’intero territorio.
Federica ROSSI GASPARRINI (Pop-Udeur) si dichiara favorevole alle considerazioni del relatore, ritenendo opportune precisazioni in ordine alle piante organiche dei tribunali interessati dal provvedimento.
Luigi FABBRI (FI) comprende le motivazioni che sono alla base del rilievo avanzato dal relatore. Ritiene comunque verosimile che la definizione delle piante organiche dei tribunali di Sassari, Nuoro e Tempio Pausania non avrà ricadute significative sulle posizioni dei lavoratori coinvolti dalle modifiche normative introdotte.
Gianni PAGLIARINI, presidente, richiama l’attenzione sul fatto che il provvedimento in esame prevede articolazioni dei bacini territoriali dei tribunali di Sassari, Nuoro e Tempio Pausania diverse da quelle attuali: non sono quindi previste istituzioni di nuove sedi.
Angelo COMPAGNON (UDC) richiama l’attenzione sulla necessità di interventi organici in materia di geografica giudiziaria.
Augusto ROCCHI (RC-SE), relatore, prendendo atto di quanto emerso dal dibattito, formula una proposta di parere favorevole con la condizione di indicare, all’articolo 4, i criteri sulla base dei quali dovranno essere stabilite dal decreto ministeriale le piante organiche, anche a garanzia delle posizioni dei lavoratori coinvolti (vedi allegato 1).
Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva all’unanimità la proposta di parere del relatore.
Ricostruzione dei territori del Molise e della Puglia colpiti dal sisma dell’ottobre 2002.
Nuovo testo C. 585 Di Gioia.
(Parere alla VIII Commissione).
(Esame e rinvio)
La Commissione inizia l’esame del provvedimento in titolo.
Tommaso PELLEGRINO (Verdi), relatore, fa presente che la proposta di legge C. 585, così come risultante dagli emendamenti approvati, detta disposizioni volte a disciplinare gli interventi di ricostruzione nei territori delle regioni Molise e Puglia colpiti dal sisma del 31 ottobre 2002. Le disposizioni recate operano in gran parte sul modello già consolidato di normative finalizzate alla ricostruzione dopo eventi sismici.
Per completare l’opera di ricostruzione delle regioni compite dal sisma e per l’attuazione dei programmi di edilizia residenziale pubblica, si prevede la costituzione di un apposito Fondo con risorse finanziarie pari a 120 milioni di euro per l’anno 2009. Alla relativa copertura si provvede tramite una corrispondente riduzione dei fondi speciali di conto capitale utilizzando l’accantonamento del Ministero dell’economia. Per le medesime finalità viene altresì autorizzato un contributo quindicennale pari a 25 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2008, finalizzato a concedere mutui per la realizzazione delle opere di ricostruzione nei comuni interessati colpiti dal sisma. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione dei fondi speciali di parte corrente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero della solidarietà sociale.
Inoltre, nel provvedimento vengono individuate le funzioni affidate alle due regioni nelle attività volte alla gestione degli interventi finanziati con le risorse del fondo. Fra tali funzioni figura quella di indicare, d’intesa con i comuni interessati, il quadro complessivo dei danni ed il relativo fabbisogno, accompagnato dal programma finanziario di ripartizione delle risorse recante le priorità di intervento. Le regioni, sempre d’intesa con i comuni interessati, predispongono un programma di interventi di recupero dell’edilizia residenziale pubblica nei comuni interessati dal sisma, con la finalità di provvedere all’adeguamento antisismico degli edifici esistenti danneggiati e di ricostruire quelli distrutti.
Inoltre, il testo prevede che il Ministro per i beni e le attività culturali, d’intesa con le regioni e con i comuni interessati, completa il rilevamento dei danni causati dalla crisi sismica al patrimonio culturale, al fine della predisposizione di un piano di interventi di ripristino, di recupero e di restauro del patrimonio culturale con il relativo piano finanziario. Spetterà, invece, ai comuni la predisposizione di programmi di recupero dei centri storici con i relativi piani finanziari, che le regioni saranno poi chiamate ad approvare, individuando le priorità e stabilendo i tempi, le procedure ed i criteri per l’attuazione dei programmi stessi.
Per quanto riguarda gli interventi di ricostruzione o di recupero degli immobili di proprietà privata distrutti o danneggiati dal sisma, da attuare secondo i criteri e nei limiti dei parametri espressamente indicati, i contributi concessi saranno definiti a seconda del livello di gravità delle lesioni riportate dall’immobile. I comuni dovranno provvedere a far eseguire le demolizioni necessarie agli interventi su immobili di proprietà privata; in caso di inadempimento, è previsto un intervento sostitutivo della regione attraverso la nomina di un commissario ad acta, previa diffida ad adempiere allo stesso comune entro un termine non inferiore a un mese.
Circa poi gli interventi a favore delle attività produttive danneggiate dagli eventi sismici in questione, vengono assegnati contributi per la ripresa della produzione delle imprese che hanno subito danni ai beni mobili. In particolare si individua preliminarmente l’ambito di applicazione dell’intervento volto alla ripresa economica dell’area interessata dal sisma, destinando i contributi alle imprese industriali, agricole, zootecniche e agro-industriali, commerciali, artigianali, turistiche, agrituristiche, professionali, di servizi e agli enti non commerciali o no profit. Le imprese che hanno sede o unità produttive nei comuni colpiti e che hanno subito danni ai beni mobili, comprese le scorte, hanno diritto ad un contributo a fondo perduto fino al 70 per cento del valore dei danni subiti. Ai fini della ricostruzione e del ripristino degli immobili utilizzati per lo svolgimento delle suddette attività produttive, si prevede l’applicazione delle disposizioni previste per interventi su centri urbani e per interventi a favore di immobili di proprietà privata
La definizione del piano finanziario di interventi a favore delle attività produttive compete alle regioni che vi provvederanno d’intesa con i comuni interessati dal sisma. Alle stesse regioni compete la definizione delle procedure e delle modalità di erogazione dei contributi. Inoltre le regioni, di intesa con i comuni, possono prevedere, tra gli interventi per il sostegno dell’economia dell’area interessata dalla crisi sismica, appositi contratti di programma intersettoriali, nei quali sono previsti ulteriori strumenti idonei alla continuità produttiva e al rilancio delle attività commerciali, artigianali, turistiche e dei servizi. Inoltre si prevede un ulteriore contributo a fondo perduto destinato a coprire i canoni di locazione delle attività produttive (commerciali, artigianali, turistiche e di servizi) costrette ad una temporanea delocalizzazione, in attesa del completamento di interventi strutturali di ripristino degli edifici sedi delle suddette attività.
Il provvedimento prevede, poi, una serie di semplificazioni relative sia alla fase procedurale che a quella di realizzazione degli interventi, in deroga alla disciplina ordinaria sugli appalti dei lavori pubblici, al fine di permettere una più rapida ultimazione delle opere previste. Per quanto riguarda la realizzazione degli interventi di ricostruzione, sono previste alcune deroghe al regime di realizzazione delle opere pubbliche recato dal codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo n. 163 del 2006.
Sottolinea poi che il provvedimento in esame stabilisce che il comitato dell’intesa istituzionale di programma eserciti un’attività di vigilanza sugli atti, tempi e modalità di attuazione degli interventi e trasmetta al Presidente del Consiglio dei ministri e ai presidenti delle regioni, con periodicità semestrale, una relazione sul loro stato di attuazione per la successiva trasmissione, rispettivamente, al Parlamento e ai consigli regionali.
Con riferimento ai profili di competenza della XI Commissione, segnala che il comma 11 dell’articolo 9 reca una norma volta ad accelerare la realizzazione dei programmi di rilevamento geologico necessari, anche al fine della ricostruzione nelle aree interessate dalla crisi sismica, ed alla predisposizione del piano di interventi urgenti sui dissesti idrogeologici, attraverso la possibilità, per le regioni, di assumere, con contratti a tempo determinato, geologi e tecnici nei settori idraulico e forestale, con oneri a carico dei progetti medesimi.
Sulla base di quanto illustrato e, fatto salvo quanto emergerà dal dibattito, preannuncia una proposta di parere favorevole.
Emilio DELBONO (Ulivo) riservandosi un approfondimento sul provvedimento in titolo, fa presente l’opportunità di prevedere comunque in un’altra seduta la votazione del parere relativo al provvedimento medesimo.
Angelo COMPAGNON (UDC) ritiene che il contenuto del testo all’esame della Commissione afferisca ad un tema delicato, su cui si riserva un approfondimento. Aderisce pertanto alla proposta dell’onorevole Delbono di prevedere la votazione del parere sul provvedimento in titolo in un’altra seduta.
Gianni PAGLIARINI (Com.It), presidente, ricorda che l’esame del provvedimento in titolo è iscritto all’ordine del giorno anche della seduta di domani. Rinvia quindi il seguito dell’esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 16.




























