“Il quadro d’insieme indica come, pur in presenza di un tessuto imprenditoriale vivace e coraggioso, sia le riduzioni più profonde di quanto atteso ad aprile sia una ripresa più lenta a maggio e giugno, comporteranno una revisione della variazione del Pil per il 2020 in prossimità del – 9%/-10%”. Lo afferma Confcommercio nel suo report congiunturale, specificando per il mese di giugno un livello inferiore del 12,5% rispetto allo stesso mese del 2019. Nel secondo trimestre il Pil è stimato da Confcommercio ridursi del 18% rispetto all’ultimo quarto e del 22,5% nel confronto annuo.
“A giugno, nonostante quasi tutte le attività siano tornate operative e siano venuti meno i vincoli alla mobilità interna e, progressivamente, con i paesi dell’area Schengen, il recupero si è confermato difficile e complesso”. Lo afferma Confcommercio nel suo report di giugno aggiungendo che i consumi hanno mostrato un calo del 12,5%.
“I rimbalzi congiunturali, pur di dimensioni importanti – prosegue Confcommercio -, lasciano il livello di attività economica su valori ancora molto contenuti. I comportamenti delle famiglie in materia di consumo si sono confermati prudenti. Nel confronto annuo l’indicatore dei consumi (Icc) segnala un calo del 15,2%, dato meno negativo se confrontato con il trimestre precedente, ma ancora lontano dai valori pre-pandemia”.
“Se per l’alimentare, dopo il moderato aumento registrato nei mesi di lockdown, si conferma una stabilizzazione – aggiunge Confcommercio -, per altri segmenti il rimbalzo di aprile e maggio ha solo attenuato i contorni di una situazione estremamente grave. Per la filiera turistica, che nei mesi estivi concentra gran parte del fatturato annuo, la distanza tra una situazione normale e quella attuale è abissale, così come per l’abbigliamento e per il segmento delle auto, settori vitali per la ripresa del Paese”.
“C’è volontà di ripartire grazie al coraggio degli imprenditori che si mettono in gioco anche in condizioni di grande incertezza. Ma le perdite di fatturato e reddito sono ingenti, soprattutto per la filiera turistica, i trasporti e l’intrattenimento. E’ necessario incentivare la ripresa dei consumi attraverso una politica fiscale più coraggiosa, strada obbligata per ridare ossigeno alle imprese e salvare l’occupazione”. Così il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, commenta la Congiuntura dell’Ufficio Studi della Confederazione diffusa oggi.
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