Sono attesi in Parlamento, per i primi giorni della prossima settimana, i due decreti legislativi del Jobs act che puntano al riordino dei contratti e alla conciliazione vita-lavoro. Dall’approvazione da parte del consiglio dei ministri, il 20 febbraio scorso, è passato più di un mese e se ne è persa sinora traccia.
Il ritardo è derivato da rischi sulla copertura della norma che cancella i rapporti di collaborazione a progetto. “Le integrazioni richieste dalla Ragioneria generale dello Stato sarebbero state accolte dal ministero del Lavoro” e i due decreti, assicurano fonti di governo, verranno trasmessi lunedì al Parlamento per il parere prima del via libera definitivo da parte del Cdm.
La delega deve essere esercitata entro giugno. I primi due decreti legislativi (sul contratto a tutele crescenti e sulla Naspi) sono in vigore; mentre ancora da varare sono i decreti sulle politiche attive, l’agenzia nazionale e gli incentivi all’occupazione; quello sul riordino degli ammortizzatori sociali; l’Agenzia unica Ispettiva; e infine, un decreto sulla semplificazione normativa.
























