“Sviluppo e lavoro sono le priorità assolute di una seria agenda politica”: Lo ha dichiarato il docente di Economia politica all’Università Cattolica di Milano, Carlo Dell’Aringa, in un intervista rilasciata a Rinaldo Gianola de l’Unità, spiegando la sua decisione di scendere in politica come capolista Pd in Lombardia. Dell’Aringa ha scelto il Partito Democratico perché, continua, Bersani ha individuato “le due emergenze che devono essere subito affrontate: lo sviluppo e il lavoro”. Per il professore, infatti, “non c’è alcune possibilità di creare buona occupazione se non si rimette in moto un equilibrato sviluppo economico”. Inoltre ritiene che “una forza politica che si candida al governo del Paese deve dire lealmente ai cittadini la verità, non deve illudere nessuno con promesse e miracoli” e in questo senso “è grave promettere ai cittadini che la riforma del mercato del lavoro consentirà di creare occupazione”. Per ottenere questo, secondo il professore, è necessario ripartire da “politiche industriali, di settore, investimenti in innovazione”. “Poi servono interventi specifici per favorire l’occupabilità – dice nell’intervista – di lavoratori e giovani con un grande sforzo della formazione professionale, l’apprendistato, i servizi”. Il problema è che “c’è stata una sottovalutazione politica e anche uno scollamento sociale. Spesso si è ridotto il problema al dualismo tra protetti e non protetti”. Ma per Dell’Aringa la flessibilità non è la causa della precarietà, perché il sistema è “poco dinamico, ma vediamo anche fenomeni per cui milioni di immigrati entrano sul mercato del lavoro e svolgono mansioni che altri rifiutano”.
La prima cosa da fare in questo momento, secondo il capolista Pd, è “puntare al ricompattamento sociale” perché “non si può scatenare la guerra tra poveri giocando su diritti, garanzie, flessibilità”. E per fare questo “strumenti importanti” sono il dialogo e la concertazione. Sul lavoro, a suo avviso, “l’intervento è stato insufficiente proprio perché è mancata la concertazione. La riforma delle pensioni è stata troppo veloce, andava pensata prima e soprattutto valutata nelle sue conseguenze sociali”.
Infine il docente della Cattolica si presenta ai sui elettori come cattolico, preoccupato per lo spread sociale, fautore del lavoro di squadra e dell’unità, uno di quelli che “non dicono o si fa così o me ne vado”. Infine, ricorda i rapporti stretti con la Cisl e Confindustria e si dichiara “contento di trovare nelle liste del Pd il segretario della Cisl, Giorgio Santini”.





























