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Di Maio, aperti a trovare soluzioni per Autostrade e l’Ilva

redazione
Luglio02/ 2019

“Ci stiamo muovendo nel solco della legge e dei contratti in essere. Non mi diverto a revocare la concessione. Ma se per anni hai fatto profitto alle nostre spalle, se dovevi occuparti della manutenzione e non l`hai fatto e se poi succede una tragedia come è accaduto a Genova, il governo non può restare in silenzio”. In una intervista a Repubblica, il vice premier e ministro dello Sviluppo economico torna sul tema della revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova.

Per Di Maio “i tecnici delle Infrastrutture nella loro relazione hanno evidenziato i presupposti per procedere alla risoluzione unilaterale, la revoca a questo punto è doverosa”.

“Io vorrei solo dire due cose: non mi piace l`atteggiamento irriverente di Autostrade, non mi piace quando qualcuno ricatta lo Stato. È lo stesso atteggiamento di certi burocrati europei.

Siamo pronti a individuare una soluzione, a patto che Autostrade paghi e si faccia giustizia verso le vittime. Chi investe in Italia deve sapere che è il benvenuto, che supportiamo il business, ma nel massimo rispetto degli interessi nazionali”.

Quanto alla sua assenza ieri dal Consiglio dei ministri Di Maio legata secondo indiscrezioni alle frizioni sul tema della revoca della concessione tra lo stesso ministro dello Sviluppo e il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, Di Maio spiega: “avevo avvertito della mia assenza. E non c`è alcun problema con Salvini. Ho detto semplicemente che mi dispiace il silenzio della Lega perché mi aspetto sostegno su questo tema”.

“Sull`Ilva tutti vogliamo trovare una soluzione. Salvaguardare l`indotto e il rispetto dell`ambiente non si escludono a vicenda. Se però la risposta è il ricatto, non va bene. Siamo aperti al dialogo, mi auguro lo sia anche Mittal”.

Il ministro nell’intervista si è detto pronto a trovare una soluzione per evitare che ArcelorMittal lasci lo stabilimento il 6 settembre – come annunciato – data in cui il decreto Crescita ha previsto che scatti lo stop all’immunità.

TN

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