Si è svolto oggi al Mimit il tavolo sulla vertenza Natuzzi, alla presenza del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, dei rappresentanti dell’azienda, dei sindacati e delle Regioni Puglia e Basilicata, sedi degli stabilimenti del gruppo dell’arredamento di alta gamma.
Al termine dell’incontro, le segreterie nazionali di Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs hanno ribadito la necessità di una “regia istituzionale forte” per affrontare la crisi del gruppo, chiedendo di fermare delocalizzazioni e misure che scarichino il peso della ristrutturazione sui lavoratori.
“Condividiamo l’invito del ministero alla costruzione di una soluzione condivisa, capace di superare l’attuale situazione di anomalia nell’utilizzo degli ammortizzatori sociali e di restituire alla vertenza una vera prospettiva industriale”, dichiarano i sindacati, che prendono atto dell’interlocuzione in corso tra l’azienda e Invitalia.
Le organizzazioni sindacali giudicano però “fortemente critici e peggiorativi” alcuni elementi del piano illustrato dall’azienda, tra cui la chiusura di tre stabilimenti. In particolare, preoccupano le ipotesi relative alla sospensione dell’orario di lavoro, alla fermata temporanea – indicata oggi in 12 mesi – degli stabilimenti di Santeramo Pascoli e Graviscella e al conseguente spostamento di volumi produttivi all’estero.
“È una impostazione che respingiamo con forza – affermano i sindacati – perché non si può affrontare la crisi scaricando le conseguenze sui lavoratori e sul perimetro industriale italiano”. Da qui la richiesta al ministero e alle Regioni coinvolte di sospendere le iniziative aziendali annunciate fino all’avvio di “un confronto vero con le rappresentanze sindacali”.
Nel corso del tavolo, il ministro Urso ha sottolineato che la crisi Natuzzi “andava affrontata prima, con responsabilità e una reale prospettiva industriale” e che ora “è necessario voltare pagina”. L’obiettivo del confronto, ha spiegato il ministro, dovrà essere quello di condividere “un vero piano industriale, sostenibile e orientato allo sviluppo dell’azienda e alla tutela dei lavoratori”.
Urso ha richiamato inoltre il metodo adottato dal Mimit nella gestione delle crisi industriali, che negli ultimi tre anni ha portato alla soluzione positiva di 40 tavoli di crisi, ribadendo la necessità di un impegno comune di tutti i soggetti coinvolti per costruire un percorso credibile di rilancio industriale e occupazionale del gruppo.
Sulla stessa linea il sottosegretario Fausta Bergamotto, secondo cui “20 anni di cassa integrazione non possono più rappresentare una prospettiva”. “Il Governo continuerà a fare la propria parte per arrivare a una soluzione concreta e condivisa”, ha assicurato.
Il tavolo permanente sulla vertenza è stato aggiornato all’11 giugno al Mimit, data nella quale Natuzzi illustrerà le linee guida del piano industriale destinato al rilancio del gruppo.

























