Un disegno di legge che favorirà la partecipazione dei lavoratori agli utili delle imprese. E’ questo il frutto di un accordo tra Spd e Csu, i partiti della grande coalizione in Germania, per intervenire sul mondo del lavoro. L’entrata in vigore del provvedimento comporterà perdite fiscali di circa 300 milioni di euro annui che, secondo il Governo, è una cifra ragionevole e sopportabile per le casse statali. Pieno apprezzamento è arrivato dai sindacati mentre i datori, che si dichiarano favorevoli al principio della partecipazione, respingono però il piano nel suo complesso. Per il presidente della Bda, Dieter Hundt, la normativa coinvolgerà i dipendenti delle società per azioni, ma non avrà riscontri positivi nelle pmi. Nel disegno la partecipazione viene definita come incentivo a parte, non può essere trasformata in una fetta di retribuzione prevista nel contratto nazionale e deve essere realizzata direttamente o indirettamente, attraverso la costituzione di fondi speciali per gli addetti, affidata a investitori professionali. Per ogni partecipazione del lavoratore è previsto un innalzamento dell’importo non imponibile annuo da 135 a 360 euro, la quota di indennità per il risparmio crescerà dal 18% al 20% e l’importo massimale del reddito aumenterà da 17.900 a 20.000 euro per i celibi, da 35.800 a 40.000 per coniugati. Per il ministero del Lavoro in breve tempo il numero dei lavoratori coinvolti nelle partecipazioni dovrebbe toccare quota 3 milioni. (Edn)
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