Gli incauti ottimisti che a Capodanno hanno brindato alla ripresa in vista, hanno sbagliato i conti. Almeno, a quando afferma Mario Draghi, che al termine del direttivo della Bce ha avvertito: “È prematuro dichiarare vittoria contro la crisi. La ripresa c’è ma è debole, modesta e fragile. e tale restera’ sia nel 2014 che nel 2015″. E ha aggiunto: ” Ci sono diversi rischi di carattere finanziario, economico, geopolitico e politico che possono minarla”. Gli ultimi dati sul Pil e la produzione industriale dell’Eurozona fanno infatti presagire una «partenza debole» per il primo trimestre del 2014. Nel 2014 e nel 2015 l’economia dell’area euro dovrebbe riprendersi «a un ritmo lento» ha spiegato Draghi, grazie a un miglioramento della domanda interna sostenuto dalla politica di Francoforte e da un graduale rafforzamento delle esportazioni. La disoccupazione, che resta inaccettabilmente alta, si è stabilizzata ma l’attuazione di riforme strutturali è «decisiva» per «sostenere la graduale ripresa economica nella zona euro e avere un impatto positivo sulle finanze pubbliche». Infine, ha concluso Draghi, “le riforme nei mercati dei prodotti e del lavoro e una attuazione rigorosa delle politiche del mercato unico meritano particolare attenzione per migliorare le prospettive di crescita economica e favorire la creazione di posti di lavoro”.
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