Il prolungarsi delle tensioni in Medio Oriente oltre il mese di giugno potrebbe amplificare il processo di ripresa dell’inflazione, determinando, nella seconda parte dell’anno, impulsi negativi sulla domanda delle famiglie e di conseguenza sulla crescita e sul mercato del lavoro. Situazione che porterebbe a un significativo ampliamento dell’area del disagio sociale. E’ quanto rileva il Misery Index di Confcommercio (Mic).
Ad aprile, secondo le prime stime, il Mic si attesta a 10,3, in aumento di otto decimi di punto rispetto a marzo. Pur in netta risalita, dopo il minimo toccato a inizio anno, l’indicatore si colloca ancora su livelli storicamente contenuti. Il dato dell’ultimo mese è sintesi di un deciso incremento, su base annua, dei prezzi per i beni e i servizi ad alta frequenza d’acquisto (+4,3% dal +3,1% di marzo), determinato dagli energetici, e di una marginale riduzione della disoccupazione estesa (5,6% a fronte del 5,7% di febbraio).
Il permanere di una situazione di elevata criticità in Medio Oriente continua a determinare pressioni sui prezzi degli energetici che, al momento, non sembrano aver ancora generato effetti sulle altre filiere. Timori permangono in termine di prospettive nel breve e nel medio periodo.

























