Un gruppo di educatrici precarie di Roma Capitale è riuscito a prendere parola al convegno “Stati generali al femminile, come cambia il potere grazie alle donne”, organizzato dall’Anci in occasione del 70° anniversario del voto alle donne.
In rappresentanza delle circa 2mila educatrici sul territorio di Roma e delle 5mila su tutto il territorio nazionale, il gruppo ha fatto sentire la propria voce a meno di tre mesi alla scadenza dei contratti. Dopo una proroga varata a settembre 2015, e alla luce della situazione attuale che prevede che “a giugno le educatrici concluderanno il lavoro e non verranno più assunte dopo 15-20 anni di precariato”, il mancato rinnovo dei contratti comporterebbe un inevitabile impatto sui servizi”. Ciò nonostante, sottolineano le educatrici nel corso dell’intervento, “la dirigenza politica, amministrativa o commissariale resta indifferente nei confronti delle precarie ma anche dei bambini”.
È di “ieri la notizia che il Comune di Roma ha fatto un bando per soli 18 posti, a fronte dei mille posti vacanti. Di fatto mentre la Corte di Giustizia europea sanziona l’Italia perché fa contratti reiterati nel tempo, invece di assumere ci stanno licenziando”. Il personale della “scuola statale è stato stabilizzato, perchè no per i Comuni?”.
A rispondere è il segretario nazionale dell’Anci Veronica Nicotra, ricordando che la deroga del settembre 2015 è nata da un accordo con il dipartimento della Funzione Pubblica. Il segretario inoltre rivendica l’impegno dell’Anci che ha richiesto al ministro Madia “una norma che consenta ai comuni di stabilizzare questo personale che è personale formato.”


























