Al termine del tavolo al Mimit sulla vertenza Electrolux, i sindacati metalmeccanici hanno sottolineato come si siano fatti dei passi in avanti sulla vertenza ma che non basta. In particolare, il segretario generale Fim Cisl Ferdinando Uliano e il segretario nazionale, Massimiliano Nobis hanno sottolineato come i “piccoli passi” mossi nei recenti tavoli tecnici non siano sufficienti per mettere in sicurezza l’occupazione e il futuro del settore degli elettrodomestici in Italia. Il piano presentato inizialmente dall’azienda, spiegano i sindacalisti, prefigura un “inaccettabile” processo di deindustrializzazione.
“In apertura d’incontro – aggiungono -, il Ministro Adolfo Urso ha confermato l’impegno attivo del Governo in sede europea attraverso il documento strategico ‘non paper’, volto a ottenere interventi concreti per la riduzione del costo dell’energia, fattore cruciale per la competitività industriale. Contestualmente, è stato ribadito il supporto istituzionale al sostegno della ricerca e dello sviluppo di prodotto.”
Nel corso del vertice ministeriale, spiegano i sindacalisti, l’azienda ha ribadito le difficoltà legate alla pressione competitiva esercitata dai prodotti provenienti dai mercati asiatici. Tuttavia, a seguito del percorso di dialogo intrapreso in queste settimane con il sindacato, Electrolux ha dichiarato di aver individuato una serie di azioni mirate all’efficientamento dei costi e alla focalizzazione sulle classi di prodotti a maggiore marginalità, elementi chiave su cui intende rivedere il piano industriale precedentemente presentato.
Sulla stessa linea Michele De Palma, segretario generale Fiom-Cgil e Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore elettrodomestico. In una nota congiunta sottolineano infatti come si siano fatti “sicuramente passi nella vertenza Electrolux” e ora è necessario chiarire i vincoli a garanzia del perimetro industriale e occupazionale. L’azienda, spiegano, si è detta disponibile a impegnarsi per una risoluzione positiva della vertenza. “Il punto è che Electrolux deve confermare che il nuovo piano non prevederà i 1.700 esuberi, nè la chiusura dello stabilimento di Cerreto D’Esi.”
Per la risoluzione della vertenza Electrolux, spiegano i sindacalisti Fiom, sono necessari strumenti straordinari che il Governo deve mettere in campo che devono andare nella direzione di favorire il mantenimento in Italia della capacità produttiva e occupazionale in un settore strategico come l’elettrodomestico. Servono ammortizzatori sociali per affrontare la transizione che devono essere accompagnati da strumenti come la riduzione dell’orario di lavoro e i contratti di sviluppo.
Due delle tre problematiche poste da Electrolux, hanno spiegato Vera Buonomo, segretaria confederale Uil, Davide Sperti, segretario generale della Uilm, e Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore elettrodomestici, consistono nell’eccessivo costo della energia e nella irrazionalità delle normative europee: “si tratta evidentemente di questioni che non rientrano nella disponibilità di sindacato e di impresa e che dunque implicano un intervento pubblico in sede nazionale ed europea. Quanto poi alla terza richiesta aziendale, vale a dire di rivedere l’organizzazione del lavoro, non si può certo pensare di supplire alle mancanze di politica industriale con la fatica dei lavoratori nelle fabbriche. Confidiamo quindi in una rinnovata politica industriale che salvaguardi il settore degli elettrodomestici e sblocchi la vertenza Electrolux. Intanto chiediamo alla azienda di interrompere immediatamente qualsiasi azioni unilaterale di delocalizzazione.”




























