Un drastico calo delle domande di invalidità civile nelle province coinvolte dalla sperimentazione della riforma della disabilità e della non autosufficienza. È quanto emerge dal dossier elaborato dallo Spi Cgil, curato dai segretari nazionali Stefano Cecconi e Lorenzo Mazzoli, che analizza l’andamento delle richieste nelle sessanta province interessate e denuncia il rischio di lasciare senza tutela migliaia di persone anziane, disabili e non autosufficienti.
Il dossier raccoglie dati, tabelle e un’analisi dettagliata della sperimentazione provincia per provincia. Secondo il sindacato dei pensionati della Cgil, il nuovo sistema introdotto dal Governo per classificare e riconoscere l’invalidità e la non autosufficienza si sta rivelando “una micidiale selezione per le persone più deboli”, rendendo più difficile l’accesso alle prestazioni anziché favorirlo.
I numeri riportati nel rapporto mostrano un calo significativo delle richieste. Nelle prime nove province interessate dalla sperimentazione le domande sono passate da 153.277 a 122.795, con una riduzione di oltre 30 mila pratiche. Considerando complessivamente le tre fasi della sperimentazione, il calo raggiunge quasi 90 mila domande rispetto ai periodi precedenti. Se questa tendenza dovesse confermarsi con l’estensione della riforma a livello nazionale, dal 2027 potrebbero essere oltre 100 mila le persone escluse dall’accesso alle prestazioni e ai sostegni previsti.
Per lo Spi Cgil le cause del fenomeno sono riconducibili all’introduzione di procedure più complesse, all’aumento dei costi per la certificazione medica, alla carenza di personale sanitario e ai continui cambiamenti normativi, che stanno rendendo più difficile la presentazione delle domande, soprattutto per le persone più fragili.
Secondo il sindacato non si tratta di un effetto legato a una maggiore efficacia nel contrasto agli abusi, ma del rischio concreto che molti cittadini rinuncino a presentare la domanda o non riescano a completare il percorso necessario per ottenere il riconoscimento delle prestazioni cui hanno diritto.
Per questo lo Spi Cgil chiede al Governo un intervento urgente per correggere le criticità emerse nella sperimentazione, semplificare le procedure e garantire l’effettiva tutela delle persone disabili, anziane e non autosufficienti. “I diritti non possono trasformarsi in un percorso a ostacoli”, sottolinea il sindacato, che invita a modificare l’impianto della sperimentazione per evitare che migliaia di persone restino senza risposte e senza protezione.





























